venerdì 9 febbraio 2024

I BEATLES ALL' ED SULLIVAN SHOW

 Come con il nostro Festivalone che, checché se ne dica, tiene sempre banco in fatto di audience perlomeno fino ad una certa ora che non sia da vampiri, esattamente 60 anni orsono più di 73 milioni di persone restarono incollate ai teleschermi statunitensi per assistere al debutto televisivo dei Beatles ospiti all'Ed Sullivan Show.


Quella sarà la prima di altre apparizioni in quel programma che lanciò effettivamente la beatlemania negli Stati Uniti, mentre i critici che sbeffeggiavano il taglio di capelli a scodella dei quattro e altri che li bollavano come fenomeno transitorio, dovranno alla fine rimangiarsi tutto. 
Fatto sta che QUELLA SERA del 9 febbraio 1964, davanti allo schermo c'erano anche dei ragazzi come Billy Joel, Gene Simmons (Kiss) e Tom Petty, e per tutti loro fu la classica scena da "tu hai visto la luce!" che li spinse ad iniziare la loro carriera musicale.

Quella prima ospitata in realtà non era stata così facile da portare a casa con George Harrison chiuso in albergo il giorno prima con il mal di gola, per cui le prove vennero fatte da un sostituto. 
Inoltre, riascoltando le registrazioni si possono sentire i livelli dei microfoni che non sono perfettamente regolati, cosa che fece notare in seguito Paul.
Ma alle ragazzine urlanti davanti agli schermi probabilmente interessava più che altro vederli i loro idoli, all'epoca tutti single tranne John che già era sposato e veniva anche sottolineato da una didascalia durante l'esibizione. 
Il resto è storia che continuerà ad essere raccontata nel prossimo post dedicato ai 4 di Liverpool. 

giovedì 8 febbraio 2024

METTIAMOCI COMODI PER SALUTARE UN BEL PO' DI GENTE

 Sarà un post un po' lungo, ma giuro sempre meno di una serata di Sanremo, questo dove i punk o ex punk (come dice di esserlo stato anche Enrico Ruggeri) saranno in lutto per la scomparsa di Wayne Kramer,


chitarrista e uno dei fondatori degli MC5, band di Detroit antesignana di quello che sarà il movimento al quale apparterranno anche Sex Pistols e Ramones. 
Wayne aveva 75 anni e la sua band era stata considerata un modello di ispirazione al pari dei Velvet Underground e degli Stooges, portando sul palco degli show particolarmente energici come si può sentire da questo brano live dal titolo KICK OUT THE JAMS.

Sempre la musica, ma molto molto diversa, manda l'ultimo saluto ad Aston Barrett, bassista dei giamaicani Wailers e, con il fratello Carlton, arrangiatore dei successi di Bob Marley nei quali creava tutte le linee di basso e spesso contribuiva anche alla composizione. 
Aston aveva 77 anni ed era soprannominato "family man" perché pare che avesse ben 41 figli, perlomeno dichiarati, poiché altre fonti ne citano invece più di 50.

Per il cinema invece ci lascia Don Murray, 94 anni, attore che ricevette la nomination per l'Oscar come miglior attore non protagonista, grazie al film Fermata D'Autobus con Marilyn Monroe, ma premio che gli venne soffiato da Anthony Quinn per Brama Di Vivere. 
Don aveva anche uno stretto legame con l'Italia poiché nel dopoguerra aveva fondato un'azienda agricola in Sardegna.

E passando quindi per il nostro BelPaese abbiamo perduto anche lo sceneggiatore di fumetti Alfredo Castelli, 76 anni e autore di Martin Mystére, uno dei più noti dei numerosi titoli di casa Bonelli.

Altra sceneggiatura di successo, ma stavolta non italiana, è quella per il film THE PRESTIGE di Christopher Nolan, tratta molto liberamente dal romanzo di Christopher Priest, autore britannico di fantascienza deceduto ad 80 anni.

E già che oggi siamo in tema di addii, mandiamo anche le condoglianze a Bruce Springsteen poiché nei giorni scorsi è mancata la sua mamma, Adele Zerilli di 98 anni dalle chiare origini italiane e in questo toccante VIDEO li vediamo ballare insieme come quando il Boss ballava con l'allora ragazzina Courteney Cox sulle note di Dancing In The Dark.

Addio Adele, Christopher, Don, Aston e Wayne. 

mercoledì 7 febbraio 2024

CHARLOT INGOMBRANTE: STAVOLTA È PROPRIO LUI

 Dopo quel debutto sotto mentite spoglie di cui ho parlato lo SCORSO VENERDÌ, pochi giorni dopo, ovvero il 7 febbraio del 1914, Charlie Chaplin porta finalmente sullo schermo il personaggio di The Tramp che da noi sarà conosciuto come Charlot con un altro cortometraggio dal titolo Charlot Ingombrante, ma noto anche come Charlot Sul Circuito e Charlot Si Distingue, che saranno i titoli con cui verrà trasmesso dalla nostra tv.


Il corto viene girato durante una vera gara di automobili per bambini con lo stile della candid camera, e infatti il pubblico che si vede era quello presente alla manifestazione, con Charlot che continua ad entrare in scena impallando la telecamera e suscitando l'ilarità della gente.

Ma a proposito di comici, la prima serata (bella lunga) del Festival Di Sanremo ha fatto scoprire un Marco Mengoni anche divertente (che fosse bravissimo a cantare lo si sapeva già) con un siparietto durante il quale ha portato in scena una serie di gadgets fra cui il "preserbacino", che se ci fosse stato l'anno scorso magari non uscivano fuori tante beghe (e meme) su Fedez e Rosa Chemical. 
Canzoni tante, e nel mucchio tuttora mi sto chiedendo cosa diavolo abbiano portato al festival Dargen D'Amico con gli orsetti

e il coro dei (tipo) madrigalisti alla Battiato (gli piacerebbe) e Rose Villain con quella canzone il cui inciso poteva stare addosso ad Elettra Lamborghini. 
Ma anche altre canzoni come, per esempio quelle di Emma, The Kolors, Ricchi E Poveri e La Sad non scherzano in bruttezza, mentre altre hanno già l'acchiappo incorporato. 
Sala stampa in visibilio invece per Loredana Bertè con una voce che pareva ringiovanita e lodi per Angelina Mango e la sua notevole presenza scenica. 
Ma vedremo poi il televoto come muoverà le pedine in gioco... se poi funziona davvero oppure, come dicono gli amici complottisti, è già tutto stabilito. 

martedì 6 febbraio 2024

IL MONDO DIETRO DI TE: QUELLO CHE SO È CHE NON COMPRERÒ UNA TESLA

 La teoria dei complotti (no, non c'entra Sanremo che comincia stasera con i soliti pronostici sui favoriti) è un argomento che affascina parecchio Sam Esmail, che dopo la serie Mr. Robot continua a coltivare la sua passione con Il Mondo Dietro Di Te, film che vede protagonisti Julia Roberts ed Ethan Hawke (ma non solo) del quale però non si dovrebbe dire granché per non spoilerare una di quelle trame da scoprire piano piano durante le due ore e venti su Netflix.


Si ok, minutaggio lungo, ma non ci ho sentito nessuna stanchezza, anzi i momenti statici (pochi) ci stavano perfettamente per introdurre alle successive sorprese, e sono tante, ma tante tante fra quelle riprese tipiche di Sam con il soggetto scentrato. 
Sorpresa già a cominciare dai titoli di testa dopo un breve intro, usanza ormai desueta eppure qui stavolta ci sono, ed è grazie a quelli che vieni informato sui produttori esecutivi che comprendono i coniugi Obama!!! 
Azz... 
Che sorpresa già lì, ma che non inficia la scoperta della trama (di cui continuo a restare sul vago) dove gioca già da subito un ruolo determinante la serie tv Friends. 
Da cosa capisci poi che le cose stanno prendendo una brutta piega è dalla musica inquietante, ossessiva anche in momenti in cui sembra non accadere niente tipo la famigliola che va sulla spiaggia (se avete visto i trailer vi hanno già spoilerato una delle scene top, maledetti).

La cosa che però mi ha dato da pensare è che su internet sono molti di più i commenti negativi di quelli positivi. 
So che Elon Musk non si è detto molto contento del film, anzi per niente, dato che le sue Tesla non ne escono nel migliore dei modi, ma possibile che tutti dicano che pare un film mal riuscito di Shyamalan? 
Oppure sotto c'è anche lì qualche complotto??? 
O magari sono tutti commenti di Elon Musk sotto falso nome... 

lunedì 5 febbraio 2024

JAMES MAY: IL NOSTRO AGENTE IN... INDIA

 James May, il capellone del trio di The Grand Tour, dopo il Giappone e l'Italia, stavolta è stato in India e ha documentato il viaggio con una miniserie di soli tre episodi.


Luogo affascinante l'India e lo dovevano pensare anche i Beatles che ci hanno fatto un lungo soggiorno per aprire le loro menti (e infatti composero una quarantina di canzoni durante la permanenza) ed essere iniziati alla meditazione trascendentale, ma con alcuni punti non ben chiariti come l'interesse del santone per il tornaconto economico che gli portò la presenza dei quattro grandemente pubblicizzata dai media, con pure certe avances che l'indiano faceva alle donzelle del gruppo. 
Paese dove accanto alla maestosità di visioni come il Taj Mahal che James ci porta a vedere da un punto di vista insolito, si contrappone l'infernale traffico sommato al rumore assordante che caratterizza ogni luogo abitato, al punto che una qualsiasi nostra metropoli sembra una tranquilla e amena località bucolica. 
Per non parlare poi della sporcizia per le strade che anche qui fa da contrasto con la perfezione asettica e ordinata del palazzo reale dove May è stato ricevuto con la troupe.

Fra una seduta di rilassamento, un tentativo artistico e una festa dei colori, passa quindi veloce questa puntata del girovago James (a spese di Amazon ovviamente) coi soliti momenti divertenti creati chiaramente ad hoc, e da non perdere perché ormai anche lui è diventato un nostro caro amico. 

domenica 4 febbraio 2024

APOLLO CREED CI HA LASCIATI PER DAVVERO

E stavolta la morte di Apollo Creed non è la finzione cinematografica di Rocky IV, poiché Carl Weathers


se n'è andato nel sonno a 76 anni dopo essere stato anche al fianco di Arnold Schwarzenegger in Predator e apparso anche in molte serie tv, pure nella saga di The Mandalorian dove ha diretto anche due episodi dei dieci ai quali ha partecipato, passando per Action Jackson diretto da Craig R. Baxley e altre pellicole, magari un po' meno famose. 
C'è un piccolo retroscena bizzarro sul suo personaggio più famoso, in quanto per avere quella parte di Apollo Creed, per poco Carl non mandò all'aria il provino perché pensava che Sylvester Stallone fosse solo lo sceneggiatore e non il protagonista della saga, per cui non si sentiva del tutto stimolato. 
Per la musica invece si parla oggi di Franco Tozzi, fratello maggiore del ben più noto Umberto che ogni estate sentivamo spadroneggiare nei juke box.


Franco, la cui somiglianza col fratello è evidente, è mancato nei giorni scorsi a Cuneo a 79 anni dopo una breve malattia, e alle sue spalle aveva avuto comunque una lunga carriera musicale condivisa all'inizio proprio con Umberto che suonava con lui, e ancora prima con una canzone classificata al secondo posto di Un Disco Per L'Estate dal titolo I TUOI OCCHI VERDI che ricorderanno forse solo quelli che erano presenti al concerto dei Genesis di cui ho parlato IERI, e che Red Ronnie, quando era ancora nel pieno delle sue facoltà mentali e non vaneggiava, aveva incluso nel suo programma di successo Una Rotonda Sul Mare, dove canzoni del passato si sfidavano a duello e Franco aveva persino battuto la canzone che dava il titolo alla trasmissione.
Anche il musical perde un nome importante con Chita Rivera,

91 anni e nota per aver interpretato Anita nel primo West Side Story a teatro nel 1957, quello portato al cinema nel 1961 e poi in tempi più RECENTI rifatto da Steven Spielberg. 
Chita, oltre a diversi musical in teatro, era apparsa anche al cinema in Chicago e in quel disastro di SGT. PEPPER coi Bee Gees, ed era considerata una delle migliori interpreti delle coreografie di Bob Fosse. 
Addio Chita e Franco. 

sabato 3 febbraio 2024

QUELLA VOLTA CHE I GENESIS VENNERO A TORINO PER VENDERE L'INGHILTERRA ALLA LIBBRA

 La corazzata Sanremo si avvicina e, anzi, già Amadeus appare ovunque a promuovere l'evento, per cui cerco un sound alternativo anche in questo sabato musicale e prendo in prestito la DeLorean per viaggiare ad 88 miglia orarie e tornare a quel 3 febbraio del 1974, giorno in cui tornavano i Genesis a Torino in occasione del tour che presentava uno dei loro dischi top (se non il top assoluto davvero) cioè Selling England By The Pound, 


album che era stato pubblicato il settembre dall'anno precedente e che invece avevo ascoltato in casa di un amico agli albori degli anni 80, con un impianto stereo da paura con le casse in cui sentivi i suoni così bene che pareva che ti parlassero e mi si era aperto un mondo tutto diverso da quello che avevo ascoltato fino ad allora, persino quel And Then There Were Three che conteneva la hit Follow You Follow Me, battutissima dalle radio e sempre dei Genesis, ma ormai ridotti a trio con il solo Collins come cantante già da due album precedenti. 
Qui invece Phil cantava solo in More Fool Me, mentre tutte le altre canzoni erano interpretate dall'istrionico Peter e, se volete farvi un'idea di che cosa inimmaginabile fosse, posto qui sotto un link a YOUTUBE dove questo disco lo si può ascoltare per intero, magari mentre leggete il post, con la formazione a cinque di allora, cioè Peter Gabriel, Phil Collins, Steve Hackett, Tony Banks e Mike Rutherford.

Ma torniamo all'evento del 3 Febbraio 1974. 
La volta che la città piemontese fu conquistata dai Pink Floyd negli anni 80 IO C'ERO, mentre invece quell'altra volta del gruppo di Gabriel & Co. no, più che altro per motivi anagrafici, anche perché, come ho spiegato sopra, 50 anni fa i Genesis davvero non sapevo manco chi fossero e li vedrò live solo molto tempo dopo nella versione con Phil Collins come frontman, ma, grazie alle invenzioni di Doc Emmett Brown, che se fa una macchina del tempo usa una bella macchina, oggi me lo posso recuperare. 
Questo show torinese ha l'insolita particolarità di cominciare alle ore 18 perché cade in un periodo tutto matto iniziato l'anno prima chiamato Austerity dove la domenica ti vietano di usare la macchina perché c'è crisi del carburante così devi risparmiare su tutto, anche sull'energia elettrica e TONI SANTAGATA ci ha fatto su pure una CANZONE.

Pensa te che i social non ci sono ancora nel 1974 (a proposito, domani Facebook compie 20 anni eh...), sennò figurati che sagra del complottismo che sarebbe partita con tutti gli esperti del giorno a dire la loro sul governo. 
C'è stata pure la trovata di permettere la circolazione delle auto ma solo a targhe alterne (pari o dispari, perché all'epoca terminano tutte con un numero) e i genialoni del momento si sono industriati a modificare con il nastro adesivo il numero 8 con il 3, oppure il 5 con il 6, o viceversa per poter circolare sempre.

Beh la DeLorean lo sappiamo tutti che ha come targa OUTATIME quindi non so se può circolare sulle strade o no, ma sappiamo anche che "dove andiamo noi... non servono strade", comunque ci starò attento. 
Naturalmente anche la rivista CIAO 2001 parla dell'evento che si terrà quel tardo pomeriggio (anzi, sono tornate le ristampe in edicola per i nostalgici) con quel numero che usciva proprio il 3 febbraio del 1974.
A fare da corollario c'è l'attesa sotto la pioggia e la gente che spinge i cancelli ancora chiusi, e poi TUBULAR BELLS ad intrattenere tutti i presenti, anche i Pandora (già avantissimo siamo, altro che James Cameron), band prog di Cuneo che dedica una canzone all'evento confermando il grande seguito che i Genesis hanno in Italia, mentre in patria, perlomeno all'inizio, non erano stati filati granché perché imperava il beat, e i mods e i punk, e questi musicisti parevano agli inglesi dei pub un po' troppo diversi e concettuali. 

Ma poi milioni di dischi venduti e megatour negli stadi che ogni volta diventano un evento, hanno decisamente cambiato le carte in tavola per tutti e messo in chiaro chi sa suonare e chi fa solo gran casino se non addirittura playback. 
Tornando invece al presente, su questo periodo di tour italiani dei Genesis esiste anche un interessante libro

che ne fa un resoconto grazie anche ai contributi della band, del loro entourage e di alcuni fans, con anche molte foto. 
Dei concerti invece, in particolare di quello del 3 febbraio, sono rimasti solo alcuni SPEZZONI di qualità video molto bassa, dove però è stato riversato perlomeno un audio decente preso da qualche bootleg, cioè quelle registrazioni che molto spesso venivano fatte dallo stesso staff della band, ma che poi la casa discografica non pubblicava ufficialmente.

Un ricordo spero gradito per chi c'era quel 3 febbraio del 1974 e una scoperta per chi i Genesis li ha conosciuti solo dagli anni 80, dove si può dire senza dubbio che hanno continuato a cavalcare il successo sapendosi rinnovare sempre con grande cura del prodotto che presentavano su disco e dal vivo.
E con il post mando anche un caloroso abbraccio a Phil che, lo sappiamo tutti, ha abbandonato la musica per i suoi gravi problemi di salute. 

THE BEATLES - REVOLVER: 60 ANNI FA I RAGAZZI DECIDEVANO CHE ERA IL MOMENTO DI CAMBIARE

 Ricordate che vi avevo dato APPUNTAMENTO  ad agosto per l'anniversario di Revolver dei Beatles? Ed eccoci qua con quel disco che venne...