Prosegue il mio percorso di recupero su Raiplay delle mirabolanti avventure raccontate nella terza stagione di Doc - Nelle Tue Mani.
Lo dico così con un filo di ironia perché in effetti certe situazioni conclusive nella trama verticale stanno spesso andando un po' sopra le righe, ma rimane sempre un prodotto godibile e sopra alla media delle fiction italiane.
Andrea Fanti (Argentero) è riuscito a riottenere il suo posto di primario e sta anche avendo dei flash di ricordi perduti grazie anche ad una stimolazione cerebrale a cui lo sottopone il suo collega e amico psicologo.
Insieme ai ricordi arrivano però anche strane allucinazioni come fossero dei messaggi dell'inconscio e non può mancare un qualcosa di misterioso che segue la trama orizzontale in cui è coinvolta l'ex moglie di Fanti.
Infine poi c'è la ciliegina del collegamento con la prima stagione (nel penultimo episodio vediamo tutti ringiovaniti, ma non con il deaging) di cui tutti ormai sono al corrente mentre io arrivo tardi, ma arrivo eh...
Confesso che avevo saltato a pié pari Doc - Nelle Tue Mani all'epoca della sua prima messa in onda nel 2020 perché non sopportavo la pochezza di certe fiction italiane pretenziose e recitate pure male.
Invece, spinto dal gran parlare che se ne fa in giro, grazie a Raiplay ho cominciato la prima stagione e mi sono dovuto ricredere perché tutto sommato si tratta di un prodotto con una cura maggiore della media e lo si vede già dopo le prime scene in cui Luca Argentero, ex Grande Fratello che è riuscito a far dimenticare quella roba che all'inizio poteva anche essere interessante, ma ora è diventata un trash assoluto, qui interpreta il primario di un ospedale milanese, durissimo con i pazienti e i suoi sottoposti, cinico come, anzi peggio di un Doctor House.
Il tutto parte da una vicenda di cronaca vera in cui un medico era stato aggredito da un paziente e qui il professor Andrea Fanti (Argentero appunto) si becca una pallottola nel cranio con tale modalità, il che gli provoca una grave amnesia che gli cancella i dodici anni più recenti della sua vita, comprese la separazione dalla moglie e la morte del figlio.
Ogni volta poi, in parallelo con i continui tentativi di Andrea di recuperare la sua vita e capire certe cose non chiare, il che si svolge seguendo una trama orizzontale, c'è la classica trama verticale con il caso da studiare, spesso anche più di uno, esattamente come nelle serie tv americane tipo anche The Good Doctor, e che si conclude nel minutaggio dell'episodio.
Tutto bene se non per la solita fastidiosa recitazione all'italiana sommessa, borbottata, biascicata di alcuni attori (a volte anche Argentero lo fa eh...) che più di una volta mi hanno fatto fare rewind per capire cosa diavolo avessero detto.
E no...
Non sono il dottor Fanti, ma posso dire che non ho bisogno di una visita audiometrica, no...
I Bastardi Di Pizzofalcone con Alessandro Gassman e Carolina Crescentini, è stata una fiction Rai tra le più seguite degli anni scorsi ed era stata diretta per tre stagioni da Alessandro D'Alatri che, da tempo malato, purtroppo ci ha lasciati a 68 anni.
Per correttezza, e perché non sono un paraculo, invece devo ribadire che non avevo trovato entusiasmante UN PROFESSORE, che riportava in scena Alessandro Gassman con un risultato (a parer mio) molto al di sotto del minimo richiesto a tutto il cast, e infatti ne avevo già parlato in toni tutt'altro che entusiastici su queste pagine web.
D'Alatri, prima di dedicarsi alla regia di fiction e film, ha avuto anche una breve esperienza come attore in un paio di pellicole di cui una era Il Giardino Dei Finzi Contini diretta da Vittorio DeSica dove interpretava il protagonista Giorgio (Lino Capolicchio) da ragazzino.
Anche la musica lo ricorda per i videoclip realizzati per gli Articolo 31, Elisa, Negramaro, Renato Zero, Laura Pausini e Chiara Galiazzo.
E restiamo sempre in musica con Gordon Lightfoot, star del country canadese, grande amico di Bob Dylan, mancato ad 84 anni le cui canzoni sono state reinterpretate da decine di artisti fra cui Barbra Streisand, Elvis Presley e Johnny Cash. Il suo brano più famoso è IF YOU COULD READ MY MIND, che consiglio davvero di ascoltare perché, anche se il country non è il campo in cui mi barcameno meglio, non posso fare a meno di riconoscere come una splendida ballad della quale ne è stata realizzata persino una versione dance, che invece gradisco di meno perché perde tutta l'atmosfera, nel 1980 da parte di Viola Wills, ma già che ci siamo posto pure QUELLA. Vero o no che è tutta un'altra cosa?
Viola, mancata nel 2009 a causa del cancro, era quella che aveva fatto il botto nel 1979 con un altro singolo, che di sicuro ricordiamo tutti meglio, dal titolo GONNA GET ALONG WITHOUT YOU NOW. Addio Alessandro e Gordon.
Poco prima della monopolizzazione televisiva operata nelle scorse settimane dal Festival di Sanremo, su Rai1 era appena terminata Blackout - Vite Sospese, la fiction con Alessandro Preziosi realizzata in collaborazione con la Regione Trentino che però non so quanta bella figura ci faccia sta regione se, dopo una valanga che isola un albergo, i soccorsi, come vediamo, non si fanno vedere manco pe'nniente.
Eh ma forse sennò finiva in due episodi no?
Comunque, anche se mi ci aveva fatto pensare sulle prime, non c'entra la tragedia di Rigopiano, anzi la sceneggiatura non è nemmeno ispirata a quella vicenda; inoltre sono da notare i marchi delle auto coperti col nastro nero e un cervo in pessima CGI in una scena che ha lasciato molti dubbi (non solo per l'animazione) sul perché l'animale si sia voluto suicidare in quel modo.
Insomma il prodotto è un thriller, perché giustamente c'è l'omicidio di mezzo, ma ci sono anche innamoramenti e gelosie, dei russi misteriosi che precipitano con un elicottero (ma la guerra, il cui anniversario cade domani, non c'entra), la camorra e i trafficanti di clandestini, però, anche se non è recitato malissimo (un raro pregio), pare tutto buttato lì un po' alla carlona.
Inoltre nell'ultimo episodio il caso non viene nemmeno risolto perché vuoi mica bruciarti una seconda stagione? Mavalà...
Al che nella mia testa tutta matta mi è venuto da pensare che cosa buffa sarebbe se diventasse una cosa infinita tipo Lost (la mancanza dei soccorsi, il titolo e anche la misteriosa scena del cervo mi ci hanno fatto pensare) con quello stesso tipo di finale tremendo fatto così per chiudere una cosa che ormai non si sapeva più come tirare avanti.
E io comunque sono stato li per 7 episodi per vedere come andava a finire...
Si, lo so che gli episodi sono 8, ma uno intorno alla metà me lo ero perso e, anche se su RaiPlay è disponibile, mi è bastato farmi spiegare due cose da chi lo aveva visto perché tanto non è che gli eventi si fossero evoluti così rapidamente in tale frangente.
Una classica caratteristica di parecchie nostre fiction, non c'è niente da fare...
Ho aspettato fino alla fine della serie per parlarne, perché episodio dopo episodio avevo l'impressione che le cose finissero verso un precipizio.
E lo sapevo, o almeno avrei dovuto saperlo che ad un certo punto la fregatura c'era. La scena del treno mostra uno dei più brutti effetti speciali della storia della tv: per dire... il salto di Sandokan contro la tigre nello sceneggiato televisivo di Sollima padre al confronto è un capolavoro. Cioè non chiedo il Weta Workshop, ma il minimo sindacale si... Per dire ancora... Linda, la figlia dei MITCHELL ne sa molto di più in fatto di effetti speciali. Per non parlare poi del messaggio che i più cretini potrebbero ricevere da tale scena così "adrenalinica", a sentire i due (anzi, in realtà tre, ma in piani temporali diversi) protagonisti, e fargli venire la malsana voglia di imitarli. Ma mi piace pensare che il pubblico di questa fiction sia superiore a tutto ciò e capisca la gran minchiata che è stata portata in scena. A parte ciò, la fiction non è male e si snoda fra presente e passato ricreato con parrucche e abiti per far sembrare ragazzini i protagonisti (ok, le attrici Maria Chiara Giannetta e Stella Egitto ci stanno anche, ma Raoul Bova fai un po' fatica a crederci). Molto belle le musiche e le canzoni originali e il brano dei R.E.M.come sigla di apertura, una delle più intense ballad della band di Michael Stipe. Alla fine sembra tutto chiarito, cioè i vari legami familiari segreti degni di una telenovela in cui il cattivo della situazione ad un certo punto dice "Io sono tuo padre" (ops no... forse questa era un'altra storia), ma poi, a sorpresa, il finale butta lì un cliffhanger mica da poco per lanciare una possibile seconda serie, anche se mi ha dato come l'impressione di essere stato appiccicato lì così all'ultimo minuto. Ah è pure di questi giorni la notizia che Raoul prenderà il posto di Terence Hill sulla bicicletta di Don Matteo dopo 4 puntate della nuova serie dato che l'ex Trinità ha deciso di lasciare il posto ad un nuovo sacerdote, cioè appunto Bova... Perlomeno chi lo segue capirà qualche parola in più poiché Mario Girotti sarà pure un gran figo tuttora, ma se nei film lo doppiava Pino Locchi un motivo ci sarà...
Purtroppo son due giorni di seguito che il tema rimane lo stesso, ma non ci posso fare nulla; anche il momento dell'addio fa parte del cerchio della vita e stavolta è toccato a Carla Fracci concludere tale cerchio ad 84 anni a causa di un tumore del quale non sapevamo nulla, anche se era da tempo che l'etoile ne era affetta.
Da sempre è stata per tutti il simbolo, la figura di riferimento quando ti capita di parlare di danza classica. Un'icona é il caso di dire poiché è entrata a far parte dell'immaginario collettivo con quella sua grazia e gentilezza che l'ha sempre contraddistinta quasi come fosse "un angelo caduto dal cielo" come canta Nada in una famosa canzone (altro che certe docenti di Amici di cui non è necessario fare il nome).
Per uno strano scherzo del destino, il giorno prima era mancata a 98 anni anche la sua scopritrice, Luciana Novaro anche lei affetta da un tumore, ed è da febbraio che è in lavorazione una fiction tv sulla vita di Carla interpretata da Alessandra Mastronardi che arriverà in autunno.
E a proposito di fiction, siccome danzare significa anche recitare una parte, non se l'è fatta mancare nemmeno lei una parte da attrice nella fiction televisiva Verdi degli anni 80 dove interpretava il soprano Giuseppina Strepponi,
seconda moglie del compositore di Va' Pensiero.
E la musica? Ebbene si, Carla è stata pure ospite di Elio E Le Storie Tese nell'album STUDENTESSI.
Per cui addio Carla, ora sei tornata a danzare con gli angeli...
Vabbè, le fiction italiane sono fatte così, con il personaggio buffo di contorno, con i problemi personali e coniugali, e poi in alcune ci sono i medici, i commissari, gli avvocati, e in altre persino le suore e i preti.
L' assistente sociale non era ancora stata resa protagonista e allora dai, prendiamo una bravissima Serena Rossi (ma non la facciamo cantare anche se pure lì è bravissima) e ci facciamo su un po' di avventure. Facile no? Ma secondo te un' assistente sociale, per quello che può guadagnare si prenderebbe delle brighe mica da poco tipo stare su un cornicione a salvare un aspirante suicida??? Vabe che si chiama fiction, ma a fingere così tanto a volte si esagera...
Potrà sembrare strano, ma il mio primo approccio con i Pink Floyd avvenne grazie ad un Carosello (quello che si guardava da piccoli e poi a nanna) dell'acqua minerale Fiuggi, in cui l'impresa ardita di qualche scalatore veniva alla fine ricompensata da una fresca e sana bevuta tutta naturale sottolineata dalle suggestive note di un organo elettrico e un violoncello (esatto... violoncello...). Era così bella quella musica, così evocativa che non poteva che arrivare da un disco nato nel 1970 e chiamato Atom Heart Mother (quello della mucca), e il pezzo in questione era Breast Milky, cioè la seconda sezione della lunga suite che dava il titolo al disco. Oltre al succitato strumento inusuale per una band psych/pop, sono presenti un'intera orchestra sinfonica e un coro polifonico. Sei anni dopo, la Rai proporrà ancora i Pink Floyd come sigla dello sceneggiato televisivo Manon, utilizzando la prima parte di Shine On You Crazy Diamond (pagando chissà quali diritti d'autore) contribuendo a far conoscere al grande pubblico la band più psichedelica del Regno
Unito. Ovvio che da lì in poi sia stato un amore incontrastato e duraturo.