giovedì 13 aprile 2023

THE ALAN PARSONS PROJECT E GLI ABBA IN LUTTO

 The Alan Parsons Project è un nome che inevitabilmente evoca i legami con i Pink Floyd, ma che può vantare anche una più che dignitosa discografia personale culminata negli anni 80 con dischi come The Turn Of A Friendly Card, Eye In The Sky e Ammonia Avenue, e proseguita comunque fino agli albori degli anni 90.


A questo Project di Alan Parsons diviso con il già compianto Eric Woolfson (insieme nella foto), hanno collaborato svariati musicisti e cantanti, fra cui anche JOHN MILES, quello della hit Music, ma l'unico session man che ha suonato la chitarra in proprio tutti gli album è stato Ian Bairnson, chitarrista scozzese che purtroppo è mancato nei giorni scorsi a 69 anni affetto da demenza senile. 
Di lui ricordo con piacere specialmente l'assolo nel finale rock che rivoluziona la splendida ballad dal gusto folk NOTHING LEFT TO LOSE.


Sempre Ian lo possiamo ascoltare come session man in moltissimi lavori di diversi artisti e in particolare nei primi 4 album di Kate Bush; difatti è sempre suo l'assolo in WUTHERING HEIGHTS, che molti, sulle prime, avevano attribuito invece a David Gilmour dato che Kate era stata una sua scoperta.

Della stessa canzone esiste anche un altro video girato in esterno e molto più lungo perché si riferisce alla versione estesa, o per meglio dire INTEGRALE, contenuta nel LP The Kick Inside di Kate dove anche il solo di Ian dura di più,

e sul modo spesso selvaggio di editare le versioni per i 45 giri in quegli anni avevo dedicato tutto un INTERO POST
L'esordio di Ian avvenne con i Pilot nel 1973 il cui singolo MAGIC era già prodotto da Alan Parsons, ma canzonetta francamente "etta-etta" dove nel video lo si vede imbracciare la Gibson Double Neck come Jimmy Page.

Ian sarà anche presente in molte delle varie reunion live del Project. 
Sempre nel mondo musicale gli Abba danno l'addio a Lasse Wellander, 70 anni e da sempre loro chitarrista, ma bisogna specificare che non è uno dei quattro fondatori che danno il nome al quartetto come invece alcuni hanno pensato apprendendo la notizia sui social,

mentre nel cinema ci lascia Michael Lerner ad 81 anni, caratterista visto in parecchie pellicole fra cui Elf, Harlem Nights, Godzilla e con pure una nomination per l'Oscar grazie a Barton Fink.

Goodbye Ian, Lasse & Michael. 

mercoledì 12 aprile 2023

DIABOLIK - GINKO ALL'ATTACCO! (PERLOMENO STAVOLTA NUN CE STA LA SOCIETÀ DEI MAGNACCIONI)

 Anche se sapevo già a cosa sarei andato incontro, lo volevo vedere lo stesso questo secondo episodio di Diabolik, e già dalle primissime parole che si sentono pronunciare riecco quell'effetto di finto con una recitazione apparentemente a livello amatoriale.


Ma è un effetto voluto o gli attori recitano davvero da cani? 
Secondo me (letto e confermato anche da qualche parte) è voluto proprio dai Manetti Bros. per seguire esattamente il mood delle tavole delle sorelle Giussani che avevano dei dialoghi al limite del didascalico, ma che leggerli scritti nel fumetto potevano anche funzionare. 
Non è detto che però prenderli pari pari come copione per un film portino ad un risultato efficace. 
E infatti quello che ne viene fuori è un film dove le scenografie sono belle e le riprese pure, tipo come si apre la prima scena, con una gran bella fotografia sempre pulita, ma purtroppo dopo pochi minuti ti pare di stare a guardare Alex L'Ariete con Alberto Tomba e Michelle Hunziker.


E pure Miriam Leone è stata bollata coi peggiori epiteti riguardo al suo modo di recitare, ma so per certo che in altri film e contesti è tutta un'altra persona e porto due esempi come CORRO DA TE con Favino e In Arte Nino dove interpretava Erminia, la fidanzata e poi moglie di Nino Manfredi.

Il nuovo Diabolik, Giacomo Gianniotti ha una fisicità decisamente più adatta di Marinelli (bravo in altri ruoli ma non qui dove nel PRIMO FILM faceva un Diabbolik de Roma bbella), ma nel suo caso, oltre al modo di esporre le battute, ho notato anche una presenza poco incisiva, nonostante a conti fatti il minutaggio in cui lo si vede davvero in persona sia abbastanza limitato.

Insomma pare che la persona più a proprio agio sul set sia Monica Bellucci che in un certo senso marca il livello della recitazione tenendo bassa, molto bassa, l'asticella, al punto che mi è tornata in mente la scena di BABYLON con Brad Pitt/Jack Conrad che si intrufola di nascosto nel cinema dove proiettano il suo film e che sente le risate del pubblico mentre dice "Ti amo, ti amo"; ecco, lo stesso pubblico lo avrei voluto vedere di nascosto alla proiezione di Diabolik - Ginko All'attacco!.

E vogliamo parlare dell'addio fra la contessa Altea e Ginko che dovrebbe essere struggente? 
Telenovela sudamericana allo stato puro. 
Salvo la scena su cui scorrono i titoli di testa su un balletto dove Diodato canta SE MI VUOI, un pezzo arrangiato in puro stile Bond

(e tale scena, opportunamente rimontata ne è il videoclip), e la musica che accompagna gli altri momenti che più volte pare prendere spunto dai Goblin di Profondo Rosso, in particolare uno dei commenti musicali ricorda tantissimo MAD PUPPET.


E il bello è che c'è ancora un terzo film già pronto in arrivo che non mancherò dato che potrebbe essere anche peggio di questo. 
Giusto per farmi altre quattro sane risate in un periodo un cui non hai più nessuna certezza, dato che i potenti continuano imperterriti a farsi la guerra e persino il Dalai Lama comincia a dare segni di squilibrio. 

martedì 11 aprile 2023

SHRINKING: COME SORRIDERE PARLANDO DI TEMI NON FACILI

 Sul menu di Apple TV+ c'è Shrinking, una serie con Jason Segel e Harrison Ford;


eh si, perché adesso l'Harrison fa anche le serie tv e infatti ce ne sarebbe un'altra, di tutt'altro genere, su Paramount+ in coppia con Helen Mirren, cioè due che in gioventù sono stati due fighi pazzeschi ed ora con gli anni che avanzano rimangono ammirevoli e pieni del loro fascino senza ricorrere a diavolerie chirurgiche.

Ma torniamo a Shrinking dove Jason è uno psicoterapeuta rimasto vedovo da poco e Harrison il suo mentore che comincia ad avere qualche problema di Parkinson e parlare di questa serie proprio oggi poi cade a fagiuolo dato che è la giornata mondiale per spiegare, supportare, raccogliere fondi per la ricerca sulla subdola malattia degenerativa che ha colpito anche celebrità come Michael J.Fox, Muhammad Alì, Giovanni Paolo II, Vincenzo Mollica e incredibilmente a soli 41 anni anche Alex Band, la voce dei The Calling.

Primo episodio da vedere con l'avviso che magari sulle prime può non essere quello che ti cattura, perché quello più che altro serve per delineare i personaggi che formeranno il cast fisso,

però nei successivi appaiono certe dinamiche che conosciamo bene noi che abbiamo amato la serie Scrubs, dato che la casa di produzione è la stessa, cioè la Doozer di Bill Lawrence, e capita pure uno degli attori della medical sitcom a fare un cameo se non proprio Zach Braff (J.D.) a dirigere un episodio. 
L'effetto Scrubs in realtà ci sarebbe già da subito, poiché la prima scena si apre con la vicina di casa di Jason che altri non è che Christa Miller,

ovvero Jordan l'ex moglie del Dottor Cox, ma, come ho detto, per far rendere al meglio le situazioni non ci si deve fermare lì e posso assicurare che dopo i 10 episodi tutti sui 30 minuti e dove il linguaggio non ha freni e remore, e con quel cliffhanger finale che non sai se è realtà o un sogno, ti mancheranno tutti i personaggi insieme appassionatamente, per cui io già attendo una nuova stagione.

lunedì 10 aprile 2023

OLD, OVVERO: COME PASSA IL TEMPO QUANDO CI SI DIVERTE...

 Oggi lunedì di Pasquetta si va per prati a marendinare, ma anche spesso e volentieri sulle spiagge, quindi ci sta anche un post sul cinema che parla della gente che va in vacanza e, nonostante tutte le critiche negative che M. Night Shyamalan si era tirato addosso per il suo penultimo Old ormai del 2021, ho deciso di guardarlo lo stesso, un po' perché mi piacciono i film con il twist plot finale, e con l'amico indiano ci sono sempre più twist che manco con Peppino Di Capri, un po' perché se dovevo parlarne male dovevo per forza sapere di cosa si trattasse e un po' anche perché era lì pronto su Prime Video.


E si, in effetti poteva essere un film migliore perlomeno dal punto di vista dei dialoghi che sono spesso inconsistenti perlomeno in apparenza, ma a volte fondamentali come all'inizio quando il piccolo Trent di 6 anni fa conoscenza con alcuni ospiti del resort e uno di loro gli dice che fa il poliziotto (segnatevelo), o i discorsi strampalati su un film con Jack Nicholson e Marlon Brando, che in effetti esiste ed è Missouri del 1976, ma che invece poi scopri che hanno un senso per il modo in cui arrivano nella testa del personaggio; inoltre non c'entra, ma così per curiosità Marlon Brando l'anno prima era stato anche una delle prime scelte, insieme a Gene Hackman, per il ruolo in Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo che poi è toccato a Nicholson. 
Ma torniamo a noi con il film e il soggetto che stavolta non è farina del sacco di Shyamalan,

il quale si ritaglia come sempre una piccola parte, ma arriva invece da una graphic novel che racconta una storia la quale sembra essere un episodio esteso di Ai Confini Della Realtà e come tale da parte mia, essendo un fan della serie, anche nel film ho sentito prendere quel guizzo sul finale che invece per tutta la durata è mancato.

Come un COLLEGA BLOGGER che dice che i primi cinque minuti di un film ne determinano l'andamento, qui invece sono gli ultimi minuti che mi han fatto tirare un sospiro di sollievo per un'opera che per tutto il tempo (eh il tempo...) continuava a rigirarsi su se stessa snocciolando la morte di uno e dell'altro dei protagonisti come nel classico slasher dove però qui mancava il vero e proprio assassino mascherato.

Che c'è in effetti, ma agisce senza maschera e a distanza con uno scopo che preferisco non rivelare nel caso questo film qualcuno non l'avesse ancora visto. 
Voglio solo aggiungere che tutto sommato non era così tremendo come avevo letto. 
E poi comunque aveva anche un sapore letterario colto dai; non vi è tornato alla mente ciò che scrisse Lorenzo Il Magnifico, ovvero "Com'è bella giovinezza che si fugge tuttavia...?" 
E poi stop. 
Buona pasquetta 😊. 

domenica 9 aprile 2023

BUONA PASQUA ...E CHISSÀ COSA SUCCEDERÀ FRA 28 GIORNI, 6 ORE, 42 MINUTI E 12 SECONDI?

 Da queste pagine web lontane lontane arriva oggi un augurio di Buona Pasqua metacinematografica con un coniglietto tutto particolare perché non si chiama Pasquale, ma Frank.


Perché Frank? 
Ma è chiaro, dai... cioè pensa se uno potesse tornare indietro nel tempo, prendere tutti i momenti neri e dolorosi e rimpiazzarli con qualcosa di meglio. 
Si, magari sono strano, ma in questo caso è un complimento, perché essere schizzato può essere anche una cosa meravigliosa. 
Come quelli che sono indecisi se fare lo scrittore o il pittore è così fanno tutte e due le cose: scrivono un libro e ne disegnano le illustrazioni.

O come quelli che fanno discorsi strampalati sulla sessualità dei Puffi dibattendo se Puffetta l'abbia creata il Grande Puffo o Gargamella (si, è proprio il secondo), oppure credono che Graham Greene sia l'attore che ha recitato nella serie tv Bonanza. 
E comunque a Frank non chiedetegli il perché di quello stupido costume da coniglio che porta indosso, perché, se avete visto Donnie Darko, dovreste già sapere la risposta dato che il post di oggi non è altro che tutta una serie ci citazioni proprio da questo film 😉.

Ri-Buona Pasqua a tutti!!! 

sabato 8 aprile 2023

IL PRIMO DISCO NON SI SCORDA MAI... IN MACCHINA D'ESTATE

 Ricordo che mesi e mesi fa stavo ascoltando Radio Deejay dove c'era Rudy Zerbi in onda (era ancora estate, pensa te, e fra poco ritorna) che raccontava del suo primo disco acquistato per cui andava letteralmente matto da ragazzo che era BORN TO BE ALIVE di Patrick Hernandez, pure lui chiamato da Amadeus all'ARENA DI VERONA per il suo programma revival anni 60, 70, 80 e 90.

Disco che però Rudy non riuscì mai a mettere sul piatto del giradischi perché, dopo averlo acquistato ebbe la malaugurata idea di lasciarlo sul sedile della macchina di sua mamma in un rovente giorno d'estate con conseguenze disastrose.

Al che mi sono ricordato del mio primo disco davvero mio (poiché in casa già ne circolavano di 45 giri acquistati dai miei genitori, ma si andava da Claudio Villa a Iva Zanicchi) e, lo avevo già detto tempo fa rispondendo ad un commento, si trattava di CROCODILE ROCK di Elton John,
personaggio che allora conoscevo solo per quella simpatica canzone che pareva un po' Speedy Gonzales di Pat Boone perché faceva Laaa Lalalalalaaa, ma da lì sono andato avanti a scoprire tutta la sua discografia rendendomi conto che ne valeva davvero la pena come il bellissimo film ROCKETMAN dimostra. 
E ricordo anche una mia cugina che mostrava di gradire l'acquisto perché lo faceva girare tutte le volte che entrava in casa mia, la buongustaia. 
Come tempo fa avevo fatto un post su quale fosse stato il mio PRIMO VIDEO cliccato su YouTube e dove chiedevo anche ai lettori se per caso si ricordavano pure loro quale fosse stato il loro primo accesso sul Tubo, anche qui sarebbe interessante scoprire il vostro primo contatto con il vinile, che sia stato in 45 giri o padellone, o anche in versione cassetta o STEREO 8
Ovviamente, per i più piccini, vale anche il primo CD acquistato eh...

venerdì 7 aprile 2023

IL CINEMA TRASH MESSICANO DI RENÉ CARDONA PERDE IL SUO DIVO

 Ho già parlato diverse volte dei film messicani supertrash, sia quelli che portano la firma della famiglia Cardona che GLI ALTRI che ne sfruttano la scia, e pellicole nelle quali uno dei motivi di maggior divertimento è vedere la serietà con cui vengono realizzate: da BATWOMANLA TERRIFICANTE NOTTE DEI ROBOT ASSASSINI, giusto per citare due titoli di cui ho parlato tempo fa.


Uno degli attori prediletti di René Cardona Jr. era Andres Garcia, scomparso ad 81 anni nei giorni scorsi per una cirrosi epatica dopo aver avuto ragione della morte (narra la leggenda) per ben sette volte in precedenza persino contro un cancro alla prostata. 
Il suo debutto con Cardona avvenne in Tintorera,

(Andres è quello senza barba) film del 1977 che si rifà chiaramente a Lo Squalo di Spielberg, ma con meno mezzi e capacità. 
Tuttavia Cardona ha sempre dichiarato che Spielberg non c'entrava poiché il romanzo da cui ha tratto la sceneggiatura sarebbe precedente al film di Steven. 
Certo... il romanzo si, ma è palese che l'idea del film sia sempre quella dai... 
Com'è, come non è, Quentin Tarantino ha dichiarato di adorare Tintorera e di possederne una copia. 
Il nome di Garcia era stato poi legato ad una pseudosaga che parte con Il Triangolo Delle Bermude lanciata da Cardona e poi portata avanti da Tonino Ricci sotto lo pseudonimo di Anthony Richmond con altri due titoli che sono Bermude, La Fossa Maledetta e Incontri Con Gli Umanoidi, i quali non sono sequel, ma solo pellicole che trattano lo stesso tema. 
Cardona a parte, il nostro Garcia ha poi avuto una seconda carriera in tv grazie alle telenovelas. 
Aggiungo per Valeria, una foto del nostro attore che, secondo me, starebbe bene nel SUO ARMADIO fra Piero Pelù e Ligabue 😜.

Adios Andres. 

E ADESSO CON CHI BALLEREMO IL TIME WARP?

 Ehm... come un uccello del malaugurio l'avevo detto  IERI che piano piano tutti i più grandi se ne stanno andando e, purtroppo, oggi c...