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mercoledì 16 settembre 2026

UN SUPEREROE VERO

 Cade oggi l'anniversario di un'impresa eroica che costò purtroppo la carriera sportiva al suo protagonista.


Il 16 settembre del 1976, infatti Shavarsh Karapetyan, nuotatore armeno, stava facendo jogging lungo il lago di Yerevan con suo fratello dopo aver completato il suo solito allenamento di nuoto, quando sentì il rumore di uno schianto e vide un filobus che affondava nel lago dopo essere caduto da una diga. 
In un attimo il mezzo, carico di passeggeri, finì sul fondo del bacino idrico a circa 25 metri dalla riva a una profondità di 10 metri. Karapetyan si tuffò nonostante le difficili condizioni delle acque limacciose e riuscì ad aprire il finestrino posteriore del filobus riuscendo a salvare, rituffandosi più volte, 37 dei 92 passeggeri a bordo, più altri 9 che riuscirono a fuggire da soli attraverso il finestrino. 
Putroppo solo 20 dei 46 totali salvati sopravvissero, nonostante le cure mediche dei soccorsi arrivati sul posto. 
Karapetyan stesso venne ricoverato per 45 giorni a causa delle molteplici lacerazioni contro i vetri rotti e anche per una grave polmonite. 
Successive complicazioni polmonari impedirono a Karapetyan di continuare la sua carriera sportiva eccetto per un'ultima gara nella quale, nonostante i polmoni danneggiati e i forti dolori, riuscì a stabilire un nuovo record mondiale. 
Ma il bello è che Karapetyan non era nuovo ad imprese eroiche poiché due anni prima stava viaggiando su un autobus quando l'autista accostò per controllare un problema meccanico. 
Forse per il freno a mano difettoso, l'autobus iniziò improvvisamente a rotolare giù verso una gola di montagna. 
Ma in pochi secondi Karapetyan sfondò la parete divisoria che separava i passeggeri dal posto di guida dell'autista, prese il controllo del volante e allontanò l'autobus dal pericolo di finire nel dirupo. 
Ora viene da chiedersi se nessuno abbia mai avuto l'idea di realizzare un film sulle imprese extra sportive di Karapetyan, ma il fatto è che la censura sovietica solitamente sopprimeva qualsiasi notizia sui disastri nell'URSS

(si, anche le conquiste spaziali che tanto facevano rosicare gli americani perché pareva che ai sovietici andasse sempre tutto bene), quindi tutte le documentazioni relative all'incidente furono conservate presso l'ufficio del procuratore distrettuale e pubblicate solo anni dopo, quando finalmente la Pravda pubblicò l'articolo sulla sua impresa il 12 ottobre 1982 cioè sei anni dopo l'accaduto, rivelando che era lui il salvatore per cui gli furono conferite delle onorificenze ufficiali; al che molti chiesero che gli venisse conferito anche il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, ma ciò non accadde. 
Eh... hanno un caratterino difficile questi russi e ormai l'abbiamo capito bene. 

domenica 12 aprile 2026

ARTEMIS II A RAPPORTO

 La missione Artemis II si è conclusa venerdì sera con l'ammaraggio della navicella quasi in concomitanza con la Giornata Internazionale dei Viaggi dell'Uomo nello Spazio,


che cade oggi in onore alla data del primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin, nel 1961, e cosa che all'epoca fece rosicare non poco gli americani per essere stati battuti in questo modo dai russi. 
Tuttavia saranno gli astronauti a stelle e striscie quelli che per primi metteranno i piedi sul suolo lunare, con quali benefici per l'umanità non è ancora chiaro adesso, ma perlomeno il cinema ci ha fatto su una serie di film spaziali mica da poco (anche alcuni che confutano quanto visto in tv), e, anzi, una famosa serie tv (SPAZIO 1999) metterà sulla Luna un'intera comunità di persone costrette a restarci per sempre lassù. 
Artemis II invece, dopo la PRIMA VERSIONE senza equipaggio e inizialmente con problemi ai motori, stavolta si è "limitata" a fare il giro intorno alla luna per mostrare quel lato che a noi rimane sempre nascosto e sul quale i Pink Floyd ci hanno costruito la loro FORTUNA. 
Un nuovo allunaggio sarebbe invece previsto per la prossima missione, la Artemis III. 
Piccola curiosità su Artemis, ovvero Artemide che era la sorella gemella di Apollo, quello che stava lì a fare le palle di pelle di pollo e che ha invece dato il nome alle precedenti missioni spaziali statunitensi, anche quella NUMERO 13. 
Giustamente adesso si pensa per par condicio e politically correct anche qui perché, l'avevo detto TEMPO FA, e poi ribadito una SECONDA e una TERZA volta, lo spazio è per le donne, come hanno dimostrato le molte astronaute in passato e poi quelle sempre più presenti nelle ultime missioni.

In coda faccio gli auguri ad Andy Garcia per i suoi 70 anni e che, restando in tema spaziale, abbiamo visto negli ultimi secondi di Passengers in un cameo.
Auguri! 

lunedì 13 ottobre 2025

BUON ANNIVERSARIO APOLLO 13

 Trent'anni esatti orsono, il 13 ottobre del 1995, usciva nelle sale italiane Apollo 13, il film di Ron Howard con Tom Hanks sull'avventura spaziale americana che pareva la sceneggiatura di un film e invece era la pura realtà.


Intanto negli states era già uscito il 22 giugno dello stesso anno ed è tornato adesso dal 19 settembre in versione IMAX per l'anniversario, quindi non è il caso di ripetermi dato che del film ne avevo parlato tempo fa PROPRIO QUI. 
Anzi più volte mi è capitato di citare sempre questo film o la vicenda reale, quella del famoso "problema", in diverse occasioni, per esempio anche in occasione della scomparsa di Jim Lovell, uno dei tre componenti dell'equipaggio che nel film aveva il volto di Tom Hanks. 
Quello che posso davvero aggiungere oggi è che esiste un documentario in due parti dal titolo 13 Factors That Saved Apollo 13,

che spiega molte cose a riguardo, anche le inesattezze del film che comunque non hanno inficiato il risultato finale. 
Sarebbe su Prime Video, ma non è disponibile nel nostro paese, mannaggia. 
Dovrebbe invece esserci su Netflix sottotitolato. 
Potrebbe comunque questo post essere un consiglio per una ennesima visione se in tv non c'è di meglio stasera. 
P.s.
Anche ARANCIA MECCANICA di Kubrick, regista che quando si parla di missioni spaziali capita sempre nel discorso, torna da oggi in sala per tre giorni. 

domenica 23 marzo 2025

LA NAVICELLA SPAZIALE PIÙ PAZZA DEL MONDO?

 Sessant'anni fa la NASA rimproverava duramente l'astronauta John Young per aver portato di soppiatto a bordo della capsula spaziale Gemini 3 un sandwich tradizionale condiviso con il collega Virgil Grissom durante le 4 ore abbondanti passate girando belli belli in orbita il 23 marzo del 1965.


Questo perché durante la missione i due avrebbero dovuto testare il cibo che era stato creato appositamente per essere consumato nello spazio, ma lo stesso Grissom, durante i briefing pre-missione, aveva detto chiaramente che avrebbe mangiato tali prodotti sintetici solo se non ci fosse stato davvero altro da ingurgitare. 
Et voilà che il collega allora lo prende alla lettera e ad un certo punto, quando sono lassù, su su in alto, estrae dalla tuta spaziale il sandwich e lo smezza con lui riempiendo presto l'abitacolo di fastidiose briciole galleggianti. 
I due si rendono subito conto che il cibo in pillole previsto per gli astronauti era stato invece studiato per ovviare all'inconveniente dell'assenza di gravità, mentre tale "trovata" di Young, seppure gradita dal collega Grissom, aveva creato una perfetta situazione da ZUCKER-ABRAHAMS-ZUCKER.
Adesso, come si vede lassù nella foto in alto, quel panino (o meglio una sua replica, dato che lo avevano mangiato) sta esposto in un museo conservato nella resina con tanto di didascalia che descrive "l'incidente". 
Che poi è la stessa cosa che accade se mangi un panino in auto mentre viaggi, però perlomeno tutto va a cadere verso il basso. 
Ma vuoi mettere il piacere birbone di far casino su una capsula spaziale che tanto non è manco tua? 
E quando mai ti ricapita? 

L'INNO DEL "POI CI PENSIAMO"

 È la mattina del 12 ottobre 1946 e nei corridoi del Consiglio dei Ministri c'è un fermento terribile: l'Italia è appena diventata u...