lunedì 20 aprile 2026

SIGNORE E SIGNORI: IL CINEMA SONORO!

 Questo del 20 aprile 1926 fu un evento che cambiò il cinema fino ad allora proiettato muto e accompagnato solo da un pianista con le classiche didascalie che si alternavano alle immagini.


A fare questo "miracolo" fu il Vitaphone, ovvero un pionieristico sistema sonoro cinematografico "sound-on-disc" sviluppato dalla Western Electric e adottato dalla Warner Bros., che sincronizzava dischi fonografici, cioè i classici 33 giri, ma incisi su un solo lato, ai proiettori cinematografici, e che ebbe il grande vero successo con Il Cantante Di Jazz del successivo 1927,

un film che attualmente non potrebbe essere realizzato perché l'attore Al era bianco truccato da nero con i labbroni bianchi, e sai com'è con la faccenda blackface che dicono che prendi per i fondelli le etnie.
Eppure molto tempo fa in Italia avevamo anche le caramelline Tabù (confettini bianchi ripieni di liquirizia) che venivano pubblicizzate nello stesso identico modo.

Eravamo davvero senza rispetto alcuno oppure adesso ci si fanno troppe pippe mentali?
Ma torniamo in argomento con il primo film che fece uso di questo sistema audio, Don Juan del 1926, nel quale venivano riprodotti solo suoni e musica, mentre l'anno seguente si sentiranno anche le voci degli attori. 
Il sistema Vitaphone registrava l'audio su dischi separati in vinile e un giradischi era collegato meccanicamente al proiettore, garantendo che il suono partisse contemporaneamente all'immagine. 
Al contrario dei normali LP, questo tipo di disco partiva dal centro verso l'esterno. 
Il grosso problema era la sincronizzazione perché se la pellicola si spezzava o il disco saltava, il suono non corrispondeva più all'immagine. 
In seguito si passerà al classico "sound-on-film"

ovvero il suono inciso direttamente sulla traccia laterale della pellicola (quelle righe verticali frastagliate sulla sinistra), che garantiva una maggiore affidabilità. Attualmente le moderne tecnologie delle sale invece utilizzano dei files digitali risolvendo così anche il problema della pellicola che si rompeva (ne avevo GIÀ PARLATO che nel cinema di seconda visione che frequentavo molti anni fa ho visto film spezzettati qua e là) e la sua facile infiammabilità. 
Adesso ci sarà qualche irriducibile amante del vinile che proverà ad affermare che forse il suono del Vitaphone era migliore perché analogico invece del "freddo" digitale... ma no... mi spiace per gli audiofili vintage, ma quello che ne usciva era un suono appena accettabile sia per il tipo di incisione che per le puntine che leggevano il disco, le quali si usuravano ad ogni proiezione proprio per non rischiare di consumare troppo il supporto in vinile e dovevano essere sempre rinnovate. 
E anzi, menomale che adesso al cinema si può godere di uno spettacolo audiovideo completo specialmente nelle grandi sale che offrono anche poltrone più larghe e reclinabili con poggiatesta e poggiapiedi.

Con l'unico problema che, se ti prende l'abbiocco, sei così comodo che rischi di russare per tutto il film... 

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Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.

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