Oggi, 3 marzo, oltre ad essere il giorno successivo alla Notte Degli Oscar che ha visto vincitore Anora, con Adrien Brody invece premiato per The Brutalist, e cerimonia che si ricorderà anche per l'apparizione di Doja Cat, è la data che segna nel 1955 la prima apparizione in assoluto di un allora sconosciuto Elvis Presley in tv nel programma Louisiana Hayride.
In realtà c'era già stato l'anno prima ad ottobre in quel programma, ma allora tale show andava in onda solo alla radio (anche da noi certi programmi di successo come La Corrida erano nati per la radio) e quella volta il ragazzo aveva cantato THAT'S ALRIGHT MAMA, il suo primo 45 giri PUBBLICATO nel luglio del 1954 per presentarlo appunto al pubblico radiofonico, mentre stavolta in tv lo si poteva anche vedere per la prima volta ancheggiare in casa propria con tutto il suo carisma e, perché no, sex appeal.
Di quell'evento però non esistono purtroppo documenti video, ma solo foto come quella su in alto e qualche audio di pessima qualità.
Ciò che conta però è che quella sera Elvis lasciò un segno indelebile nei telespettatori, o meglio, nelle telespettatrici ammaliate dai suoi movimenti di bacino, al punto che forse manco stavano a sentire la canzone che cantava quel ragazzone col ciuffo impomatato.
Tant'è che il grande successo di quella prima apparizione lo porterà più avanti anche in altri programmi prestigiosi come l'ED SULLIVAN SHOW. Nasceva così quel mito che non si è mai spento.
Mentre, tornando a parlare di Doja Cat alla Notte Degli Oscar, non so se lei entrerà nel mito, però almeno un paio di foto
(una sul Red Carpet in abito di Balmain e l'altra durante l'esibizione) merita comunque di averle nel post di oggi.
Grande disco Ohio Players, disco che avrò già ascoltato una decina di volte il nuovo dei Black Keys, il duo nerd di Akron,
quella località dell'Ohio appunto con un nome che pare uno di quei pianeti inventati per la fantascienza degli anni 60, il che potrebbe anche essere poiché è da lì che arrivavano anche i bizzarri Devo e già all'epoca il tutto mi faceva quell'effetto interstellare.
Dicevo che i due, Dan Auerback e Patrick Carney, principalmente chitarra e batteria, hanno un aspetto da nerd nel senso che niente hanno di patinato come invece certe rockstar tutte curate nel look, specie quelle degli anni 80.
No, i due li potresti incontrare per la strada e manco sai che sono quelli che in passato hanno scritto Lonely Boy oppure Gold On The Ceiling ed ora escono con un nuovo disco bellissimo che oltre a dare un sequel al video della succitata Lonely Boy con ON THE GAME, dove nel nuovo videoclip torna il ballerino per caso di allora, ti fanno sentire pure certe atmosfere alla Tarantino di Le Iene e Pulp Fictition con READ EM AND WEEP, canzone con casualmente lo stesso titolo di un brano di Meat Loaf (scritto da Jim Steinman) e cantato anche da Barry Manilow un una versione leggermente modificata, ma comunque questa dei Black Keys non ne è assolutamente un'altra cover, oppure Dan sfodera una voce soul in I FORGOT TO BE YOUR LOVER che è una cover, questa invece si, di una canzone del 1968 di William Bell, mettendo qui e là anche armonie alla Beatles in un album pieno di ospiti (ci sono anche Beck e Noel Gallagher), molto diverso dai primi lavori da garage band dei due dove Dan suonava tutto lui sovraincidendo ogni strumento eccetto la batteria. Tutto diverso invece il mondo dei Vampire Weekend la cui A-PUNK era nota per uno spot pubblicitario, e se ci cliccate sopra a quel link ve lo ricordate di sicuro, ed ora escono con Only God Was Above Us dove spaziano dalle semplici ballad da birreria agli arrangiamenti orchestrali super curati passando per certe cose quasi oniriche come il singolo CAPRICORN. Essendo comunque una band alternativa il cui nome deriva da un cortometraggio ideato, ma mai girato dal leader cantante chitarrista Ezra Koenig (un COGNOME illustre per la fantascienza in tv), e dalla formazione a quattro ora ridotta a trio dal 2016, non manca anche quello che più si avvicina al vecchio stile del primo album del 2008 che ritroviamo in GEN-X COPS. Sorpresa nella musica italiana invece con Francesco DeGregori che dopo Dalla e Venditti, trova un nuovo partner musicale in Checco Zalone che fondamentalmente qui suona il piano e occasionalmente canta in alcune canzoni di Pastiche, il loro album realizzato in coppia.
Il Principe pare molto a suo agio anche nel cantare le canzoni firmate da Checco dando quel giusto contrasto fra il suo essere abbastanza austero e la dissacrante ironia del comico.
Di non buono c'è solo che dopo una buona partenza con GIUSTO O SBAGLIATO, brano inedito che prende una chiara ispirazione da My Way che però ti fa le chiuse alla Jannacci, e che presenta un arrangiamento molto carico con fiati, Hammond, basso, chitarra e batteria, poi si finisce subito sul minimalismo voce e pianoforte (infatti è quello che c'è scritto sul disco) che se su Pezzi Di Vetro rende bene perché già il brano di Francesco nasce scarno di suo, su canzoni come RIMMEL invece senti tanto la mancanza dell'originale anche per come Francesco la canta che pare tanto svogliato (saranno anche 50 anni che puntualmente deve farla nei concerti, sennò non lo fanno uscire vivo, ok, però...). Eppure il cantautore ha detto che con Checco si è divertito molto.
Cover varie completano il disco, fra Pino Daniele, Paolo Conte e persino Nino Manfredi con la deliziosa la Ballata Di Pinocchio che ti fa fare un salto indietro nel tempo all'epoca dello sceneggiato tv di Comencini.
Magari non è un disco fondamentale per la storia della musica, ma meno peggio di quello che si poteva pensare.
Chiudo per oggi con Doja Cat che per me è stata un colpo di fulmine all'epoca di HOT PINK e anche ogni videoclip suo era per me uno spettacolo da vedere.
Peccato che con il nuovo disco, Scarlet, anticipato alcuni mesi fa dal singolo PAINT THE TOWN RED dove gira in loop un campione di Walk On By di BURT BACHARACH con la voce di Dionne Warwick, non ci sia più traccia di quel funky e quella sensualità che c'era in Say So e company, e infatti il videoclip della canzone è decisamente horror seppure sexy, puntando invece ad essere una specie di novella Nicki Minaj tutta rime piene di "bitch" che da un po' di tempo nello slang non è più un'accezione negativa, ma quasi un complimento per quanto una sia sexy da infarto e anzi se lo appendono scritto anche al collo come ciondolo o ne fanno una fibbia per i cinturoni. Testi e titoli explicit come WET VAGINA, che appena ascoltata da anima candida mi sembrava dicesse invece Wait For China, fanno capire che non è un disco da Zecchino D'oro, ma a volte il troppo stroppia.
Per fortuna la ragazza è giovane e può sempre recuperare come ha fatto BEYONCÉ.
Oggi il post sarà un po' più lungo del solito perché lo sapevo che lei era malata da tempo, che lottava contro un cancro, ma la notizia della morte di Olivia Newton John, arrivata ieri sera mentre ascoltavo la radio in cuffia stendendo il bucato, è stata lo stesso una botta fortissima.
Che poi, a ben vedere, Olivia in Italia ha avuto quel momento di fulgore grazie al personaggio di Sandy da lei interpretato in Grease nel 1978, film diretto da Randal Keiser, con lo strascico di Due Come Noi, dove era ancora al fianco di John Travolta, e con in mezzo quel bistrattato XANADU con Michael Beck e Gene Kelly, che però a me piace un sacco perché lo si deve prendere per quello che è, cioè una favoletta magica oppure un lungo videoclip con canzoni una più bella dell'altra grazie anche alla ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA di Jeff Lynne che ha realizzato metà della soundtrack, e con MAGIC,cantata da Olivia nel film, che era una di quelle canzoni che in discoteca si mettevano quando partivano i lenti (un' usanza ormai obsoleta, arcaica e pure atavica, lo so), ed è stata utilizzata anche dal sottoscritto come colonna sonora di momenti romantici (ma sono sicuro di non essere il solo ad averne fatto tale uso).
Anche per quanto riguarda la discografia, se si eccettuano le canzoni legate ai film che ha interpretato, in Italia non è mai stata al top delle vendite se non per quella PHYSICAL,canzone simbolo della nascente mania del fitness tutto lycra, fascette per i capelli e scaldamuscoli, canzone ripresa di recente da Doja Cat con una citazione in KISS ME MORE.
Però è accaduto che recitare (e CANTARE) la parte di Sandy
in Grease l'abbia dipinta talmente intensamente nel nostro immaginario collettivo che per tutti Olivia è diventata una star (boom! la sparo grossa) al livello di Barbra Streisand, e le continue repliche del film, con anche gli adattamenti in musical pure in versione italiana con la Cuccarini al suo posto, hanno reso il personaggio di Sandy un'icona che mai nessuno cancellerà dalla memoria.
Di conseguenza anche la sua interprete originale, Olivia, ci è rimasta inevitabilmente nel cuore anche se non la vedevamo in giro da tempo proprio per le sue condizioni di salute che a 73 anni si sono aggravate portandocela via.
C'è poco altro da aggiungere se non che ora Olivia è entrata definitivamente nel mito.
Comunque non è il solo addio di oggi quello ad Olivia, perché il mondo del doppiaggio deve salutare ad 85 anni Carlo Bonomi, voce che (mi ci gioco quello che volete) abbiamo sentito tutti indistintamente anche senza conoscere il suo nome in quanto era sua la risata di Scacciapensieri,
il cartone animato conosciuto anche come Stripy, firmato da Bruno Bozzetto e Guido Manuli, sigla del programma televisivo della tv Svizzera.
Ma non solo.
Oltre quello, Carlo era anche colui che faceva i versi della Linea di Osvaldo Cavandoli nel famoso spot della Lagostina, e, più di recente, tutte le voci della serie animata in plastilina a passo uno di Pingu.
Anche tutti i film di Bruno Bozzetto sul signor Rossi erano stati doppiati da Carlo.
Inoltre, curiosità ancora più curiosa, era lui la voce degli annunci delle stazioni di Milano Centrale e Firenze S.Maria Novella fino al 2008.
Da Magnum P.I. invece abbiamo perduto Roger E.Mosley, ovvero T.C. nella serie con Tom Selleck.
Roger è deceduto ad 83 anni a causa di un incidente d'auto.
Un addio sempre a causa di un'altro incidente stradale, anche ad un attore britannico che, dopo il debutto non eclatante in patria, ha trovato il grande successo in Italia.
Stiamo parlando di John Steiner, 81 anni, che appare in numerosi spaghetti western e poliziotteschi degli anni 60 e 70, in Salon Kitty di Tinto Brass, e pure in Troppo Forte di Verdone
nei panni dell' impresario americano.
In conclusione salutiamo anche un ex attore che era Vito Annicchiarico, cioè il bambino di Roma Città Aperta,
che aveva lasciato il cinema dopo poche pellicole per andare a lavorare per una multinazionale, ma era comunque sempre invitato a presenziare agli eventi riguardanti il capolavoro di Rossellini, film dove però era doppiato da un altro ragazzino (allora) che si chiamava Ferruccio Amendola.
Le Charlie's Angels erano un trio femminile e di tre donne si parla oggi, perché una strana associazione di idee mi è venuta ascoltando il nuovo singolo di Doja Cat dal titolo WOMAN.
A parte tutta la sensualità che pervade il videoclip, che non è una novità quando si parla di questa artista, a me per il suono di quel "ummaummaumma" ripetuto (ma anche forse per i miei neuroni che funzionano così a corrente alternata... ora sì, ora no...) è tornata in mente una canzone degli anni 80 dal sapore folk partenopeo, cioè AUMM AUMMdi Teresa De Sio, canzone che era contenuta nello stesso album del suo periodo virato al pop dove stava anche la meravigliosa VOGLIA 'E TURNÀ.Lo so che fra Teresa e Doja Cat c'è un abisso, eppure a volte quell'abisso viene colmato da un semplice flashback come questo.
Altra canzone al femminile su queste pagine web con Sophie & The Giants, non più con Purple Disco Machine, ma, dopo la collaborazione con Michele Bravi, ormai Sophie pare adottata dall'Italia e stavolta la ritroviamo con Benny Benassi e Dardust in Golden Nights, canzone che ricorda certe vocalità di Lana Del Rey, il che non è un male dato che credo di essere uno dei pochi che non si scaglia contro Lana, ma anzi la apprezza parecchio.
E se il trio di angeli è completo, Lorenzo Cherubini invece fa la parte di Bosley e ci riserva sempre tante sorprese, come quella di beccarsi il Covid dal quale per fortuna è uscito, e l'ultima è quella di fare uscire tutta una serie di singoli invece di un cd intero.
Fra tutti quelli usciti finora, mi ha colpito abbastanza negativamente Il Boom, ma al contrario mi piace parecchio LA PRIMAVERA,dove i suoni e il testo, e persino il modo di cantare di Lorenzo con la voce sdoppiata, ricordano da vicino il Battiato degli anni 80, grazie forse anche alla scelta di Rick Rubin, il produttore, di lasciare soltanto suoni di synth nella canzone, che in origine era stata concepita per avere anche una chitarra come la vecchia hit L'Estate Addosso.
Il risultato è questo e non mi sembra niente male.
Ho solo ancora qualche dubbio che mi rimane in coda al post... Ma "& The Giants" c'entrano ancora qualcosa o in realtà ormai si parla solo di Sophie Scott?
E le sopracciglia di Sophie (sempre più sosia di Shirley Manson) ricresceranno prima o poi?
"Science Fiction, Double Feature, Doctor X Will Build A Creature"... canzoncina che sarebbe obbligatorio conoscere se sei fan di un certo genere di film musical rockyhorrorifico, nella quale Richard O'Brien cita un sacco di miti della fantascienza vintaggia, come Michael Rennie, Anne Francis e Flash Gordon. Ma oggi canticchiare quella canzone mi serve per introdurre il tema del post, cioè una "Double Feature" ovvero ben due videoclip per Doja Cat. Con il primo, ancora di fantascienza per la bella cantante dopo le gigantesse del SINGOLO PRECEDENTE, ci riporta tra i neon di BLADE RUNNER mashuppati con le famose aliene verdi della serie classica di Star Trek grazie a NEED TO KNOW.
Aliene che oltre ad apparire nel primissimo episodio pilota The Cage, quando ancora non c'era James Tiberius Kirk (ma Spock sì che c'era), le ritroveremo anche in seguito in tutto il loro splendore smeraldino:
Per la cronaca, la seconda foto ritrae Yvonne Craig pittata di verde, cioè la Batgirl della serie TV di Batman.
Ma la nostra amica Doja Cat non sta ferma un attimo fra costumi, makeup, parrucche e macchine da presa, e così nel frattempo è uscito anche il terzo singolo estratto dal nuovo album Planet Her, stavolta in coppia con The Weeknd e si chiama YOU RIGHT, accompagnato come d'ordinanza da quello che è il secondo videoclip della giornata, ma con meno ispirazione fantascientica, anzi stavolta incentrato sull' esoterismo dei segni zodiacali, ma ovviamente sempre strapieno di sensualità pure questo.
Ehi, ma come fanno le canzoni? Ah questo non lo ricordo, forse perché guardavo solo le figure...😜
Ma SCIENCE FICTION, DOUBLE FEATURE quella la so a memoria!!!Se va bene lo stesso... Così ci facciamo una "Triple Feature"...