sabato 21 gennaio 2023

DOPPIO APPUNTAMENTO CON IL DOPPIO ZERO

 Su Prime Video, se vi piace la musica che da sempre accompagna le avventure di 007, vi sono stati due ghiotti special usciti in occasione dei 60 anni della saga e virtualmente collegati fra di loro come se uno fosse il contenuto extra dell'altro.


Il primo, tuttora presente nel menu, riguarda appunto le colonne sonore con la loro creazione, i dubbi, i rifiuti, gli arrangiamenti, gli aneddoti su coloro che hanno cantato le canzoni incluse nel film e sugli autori, alcuni davvero molto gustosi come quello sulla demo cantata da Bono e inviata a Tina Turner per farle sentire una bozza di GOLDENEYE,

(qui montata sulle immagini originali dei titoli di testa) con lei che, dopo averla ascoltata, non era perfettamente convinta che fosse adatta al suo modo di cantare, oppure Shirley Manson dei Garbage che urlò come un'ossessa alla notizia che avevano deciso di assegnare a loro The World Is Not Enough, oppure ancora i commenti sulle canzoni che non hanno funzionato come si sperava, per esempio con Shirley Bassey che dichiara di non aver mai amato Moonraker e di non averla mai più cantata nei suoi concerti. 
L'altro special invece è ormai fuori catalogo, ma su YouTube si può ancora vedere TUTTO INTERO,
ed è un live tenuto alla Royal Albert Hall lo scorso ottobre nel 2022, sempre in occasione dell'anniversario, al quale hanno partecipato alcuni degli interpreti originali delle famose soundtrack, come Shirley Bassey, rieccola, che ha aperto il concerto con Diamods Are Forever e Goldfinger eseguite ad 85 anni con alcune lievi imperfezioni più che perdonabili, e tralasciando ovviamente la canzone nominata prima, Lulu con The Man With The Golden Gun, i Garbage, Hans Zimmer, e un sentito omaggio a Chris Cornell da parte di David Arnold che ha eseguito You Know My Name, per la quale, ricordando il timbro tipicamente grunge di Chris, ho un po' temuto e invece David l'ha portata a casa più che degnamente con una voce più limpida, ma non meno emozionante. 
Tutto è sorretto dall'accompagnamento di una grande orchestra, perciò molto suggestivo, però sono incomprensibili invece assenze come quella di Adele, la cui Skyfall viene affidata ad Emma Lindars, come tanti altri che hanno portato sul palco nelle vesti di supplenti altre famose canzoni della saga: Celeste, Skin, Paloma Faith, quest'ultima con abito da sera rosa e guanti sopra al gomito neri di latex (materiale che sta prendendo piede negli ultimi tempi) ancora unti della vaselina necessaria per entrarvi dentro.

Lo spettacolo integrale era di quasi tre ore, ma su Prime Video e anche su YouTube sono stati pubblicati solo 56 minuti dedicati principalmente alle canzoni poiché molto di quello che manca erano esecuzioni di temi musicali presi dai vari film in alternanza con le esibizioni cantate, quindi niente Duran Duran, A-ha, Sheena Easton, e in un'occasione del genere è un vero peccato.
Manca però nella versione di Prime, anche Nobody Does It Better (recuperabile su YouTube grazie ad una ripresa amatoriale) che qui era cantata da ELLA EYRE facendo anche lei una doppietta come Shirley Bassey,
e francamente mentre con Licence To Kill la prestazione era stata ottima con una delle più belle canzoni della saga, canzone che porta echi di Goldfinger, ma purtroppo legata ad un mediocre film con Timothy Dalton, in quel contesto con la colonna sonora di La Spia Che Mi Amava, che è stato il mio primo contatto con 007 al cinema, si è fatta sentire tanto tanto la mancanza della voce calda di Carly Simon. 
Ma in effetti te lo dice la canzone stessa che Nessuno Lo Fa Meglio. 

venerdì 20 gennaio 2023

LA BALLATA DI CABLE HOGUE (OVVERO L'INVENTORE DELL'AUTOGRILL)

 Il 20 gennaio è una data molto particolare per gli americani, perché da decenni è la data in cui avviene l'insediamento del presidente eletto con tutta le cerimonie del caso (Lady Gaga nell'ultima aveva cantato l'inno nazionale), quindi, a proposito di America, parliamo oggi di un film su quell'America di un tempo, quella mitica e selvaggia dal grilletto facile (oddio, a dirla tutta non molto diversa in questo da quella di oggi eh...) con Sam Peckinpah che, dopo aver diretto quello che è senza dubbio uno dei classici della storia del cinema, cioè Il Mucchio Selvaggio, cambia il registro pur rimanendo nel selvaggio West.


Questo film del 1970 infatti mostra un West con la tecnologia che sta avanzando, con gente che se ne vuole andare da quei posti desertici per raggiungere città dove lo stile di vita è più agiato tipo San Francisco, per togliersi da tutta quella polvere che regolarmente sporca i vestiti (e pure l'anima) anche se non ti rotoli necessariamente dentro a qualche buca in cerca di acqua o tesori sepolti. 
Cable Hogue (Jason Robards) è un poveraccio che nemmeno sa come si scrive il suo nome e che, dopo essere stato tradito dai suoi compari, trova per caso una sorgente d'acqua dove nessuno pensava ci fosse, così, grazie a quella fonte situata in una posizione ottimale, mette su una stazione di sosta per le diligenze dove far abbeverare i cavalli e fare uno spuntino (in futuro tale luogo si chiamerà molto semplicemente Autogrill). Nel frattempo conosce una prostituta (una splendida Stella Stevens)

ed un bizzarro e sedicente prete (DAVID WARNER che ritroverò con piacere in L'UOMO VENUTO DALL'IMPOSSIBILE, Tron e Titanic) con la passione delle donzelle emotivamente scosse 

con i quali stringe un legame, sentimentale con la prima, il buongustaio, e d'affari con il secondo per portare avanti l'attività. 
Adesso però voglio postare una foto emblematica, cioè questa


che potrebbe essere benissimo tratta dal film. 
Si, perché durante la visione mi sono trovato più volte a pensare al Benny Hill Show, dato anche qui più è più volte ancora, come nella popolare trasmissione televisiva ci troviamo con tette e culi in bella vista


e momenti accelerati come nelle vecchie comiche, che invece nel Benny Hill Show era la velocità normale dall'inizio alla fine con quella musichetta famosa. 
Che, beninteso, non è che sia un male che nel film ci siano tali scene, specie per le grazie di Stella che, pur non cadendo mai sul volgare, fecero vietare il film ai minori di 14 anni,


(ecco qui sopra la scena cult e l'altra invece cul...t) mentre adesso in certi cinepanettoni passa molto di più senza limite alcuno, però certe trovate così inusuali ti spiazzano parecchio dato che Sam passa senza avvisarti dal momento di tensione da uomini duri alla Sergio Leone

con pistoleri che si puntano l'arma addosso perché nel West l'usanza è quella ancora prima di salutarsi, al siparietto ridicolo e spesso ti viene da chiederti perché lo fa. 
Anche i tagli temporali in effetti non sono mai ben definiti e un po' ti sorprendi quando Cable dichiara di essere lì da tre anni, ma c'è da dire che la versione iniziale del film durava due ore e mezza, mentre quella finale sta nelle due. 
E così persino il finale del film ti stacca secco da quel momento dove c'è quel maledetto incidente, ma tutti sono comunque lì che sorridono e fanno battute tant'è che non parrebbe una cosa grave, e invece un secondo dopo siamo al funerale con tutti in nero e piangenti (e Stella, devo dirlo, ancora stupenda). Per tutto questo, all'epoca il film aveva diviso molto il pubblico e non era stato compreso specialmente dalla Warner Bros. che lo distribuì malamente in sale di seconda visione e drive-in mandando su tutte le furie il regista, mentre, se lo si guarda bene, contiene anche un arguto messaggio sul progresso che avanza (l'arrivo delle automobili) ed il conseguente decadimento del passato, con quel West che sta diventando un po' meno selvaggio da come era stato dipinto nel cinema fino ad allora. 
In chiusura del post mi sento di segnalare CASSIDY che su Peckinpah ha già scritto parecchio e francamente più seriamente è con più cognizione di causa del sottoscritto, mentre io posso solo regalare ancora un foto di Stella che mi avanzava e non metterla mi dispiaceva troppo. 

giovedì 19 gennaio 2023

SAFE: COSÌ SEI SICURO DI QUELLO CHE VEDI

 Strana la politica commerciale di Italia 1 che venerdì scorso ti ha mandato in onda un film con Jason Statham risalente ad 11 anni fa come Safe, mentre nel frattempo il nostro amico ne ha realizzati almeno un'altra decina dello stesso genere, senza per forza contare la saga di Fast & Furious.


Ma forse Mediaset temeva l'inizio di THE VOICE SENIOR su Rai 1, che quando è partita la prima edizione non sembrava dovesse andare così bene, e invece è piaciuto e anche stavolta ha riservato delle belle sorprese come il suo solito. 
Ma torniamo al post di oggi per cui riassumo in breve il film: bambina in pericolo, russi, cinesi, poliziotti e politici corrotti e altri poco di buono contro i quali Jason Statham alza le mani e spara senza ritegno, tranne che, ovviamente, con la bambina. 
Il film è tutto qui. 
Di buono ci sono le scene d'azione realizzate con il massimo della fisicità che le rende davvero credibili, altro che ENOLA HOLMES 2 oppure quei film dove vedi chiaramente che aspettano la mossa, mentre per contro c'è che lo si confonde facilmente con tante altre pellicole dove c'è una "bambina in pericolo, russi, cinesi, poliziotti e politici corrotti e altri poco di buono".

L'avevo visto iniziare sulla rete, ma poi ho optato per vederlo più comodamente senza pause pubblicitarie su Prime Video già che era disponibile lì. 
Una particolarità sul blu-ray statunitense è che vi era allegato un codice per vederlo online anche su Ultra Violet,

che non è quello con Milla Jovovich, ma un archivio streaming, così non eri obbligato ad avere sempre il disco con te se ti capitava di volerlo rivedere. Nel 2019 però, con l'attacco in massa delle grosse piattaforme, tale servizio ha chiuso i battenti. 

mercoledì 18 gennaio 2023

CALEIDOSCOPIO: UN'ALTRA TROVATA PER FARTI CREDERE CHE SEI TU A DECIDERE

 Ricordate Black Mirror BANDERSNATCH, dove ad un certo punto si poteva scegliere come andare avanti nella storia?


Ecco, ora sempre su Netflix c'è Caleidoscopio, una serie dove l'ordine degli episodi, contrassegnati ognuno da un colore, potrebbe essere visto in maniera casuale, con la sola eccezione di Nero che, giustamente, è una brevissima presentazione e di Bianco che invece è la risoluzione della rapina per cui viene consigliato come episodio finale (ma su Bianco non sono d'accordo).

Questo perché il tema è quello di una rapina in grande stile come ne La Casa Di Carta, ma qui ci troviamo davanti ad una cosa più concettuale e decisamente meno tamarra della produzione spagnola. 
Protagonista mattatore è Giancarlo Esposito ovvero il Gustavo Fring di Breaking Bad e Better Call Saul, con Paz Vega, Rufus Sewell e gli altri della banda.


Le intenzioni dei produttori, tra cui Ridley Scott, sarebbero quelle di poter far seguire la storia partendo da un episodio a caso poiché alcuni sono dei flashback che ci portano indietro di 7 o 24 anni, e qui entra in azione un de-aging abbastanza efficace, oppure di pochi giorni, ma è evidente che se si sceglie uno degli episodi successivi alla rapina si può rimanere straniati come se entrassi al cinema a spettacolo già iniziato. 
Se invece si pensa a Irreversible di Gaspar Noè, dove la narrazione procede al contrario, o Memento di Nolan, allora forse può funzionare anche così. 
In rete ci sono già diverse soluzioni per come mettere in ordine gli episodi a seconda se si voglia un racconto cronologico


oppure un effetto alla Tarantino di Pulp Fiction e Le Iene.

Ma può essere vista anche in altre cinquemila diverse combinazioni. 
Io, per esempio, ho messo in coda Bianco, Rosso e Rosa, perché il finale l'ho preferito con un ordine cronologico, mentre se non ricordo male ero partito dal Giallo, e il Viola invece l'ho visto a metà come un flashback perché è così infatti. 
C'è solo da provare, se uno ne ha voglia di provare davvero a mischiare le carte. 
Sennò posto qui altre due diverse sequenze consigliate:


Ed anche in queste due l'episodio Rosa va a concludere la serie perché c'è l'ultima scena che rimane lì come il classico cliffhanger. 
Buona scelta. 

martedì 17 gennaio 2023

ADDIO ALLA FATA TURCHINA (E ANCHE A...)

 Triste giornata quella di ieri poiché a 95 anni si è spenta Gina Lollobrigida, uno degli ultimi nomi storici del cinema italiano, che comunque per molti, mi sia rispettosamente permesso, rimane la Fata Turchina del Pinocchio di Comencini.


Gina ha avuto molto riscontro anche oltreoceano, ed infatti è apparsa in diverse pellicole internazionali incontrando le più famose star mondiali, come Rock Hudson, Tony Curtis, Sean Connery, Yul Brynner (e molti altri), non avendo nulla da invidiare in fascino nemmeno a Marylin Monroe, qui sotto con lei.

Grazie alla sua fama, ha ricevuto in quell'epoca omaggi musicali in alcune canzoni e persino le è stata dedicata una locomotiva tedesca soprannominata Lollo perché a qualcuno ricordava le sue forme generose.

Dopo il periodo dei grandi fasti cinematografici Gina ha preferito allontanarsi dai set per dedicarsi alla fotografia.

Per la musica invece diamo l'addio a Yukihiro Takahashi, batterista della Yellow Magic Orchestra, formazione di musica elettronica dalla quale arriva anche Ryuichi Sakamoto, noto, dopo l'esperienza nella band, anche per diverse colonne sonore.
Yukihiro, anche lui con una sua carriera solista, aveva 70 anni.

Addio Gina e Yukihiro. 

lunedì 16 gennaio 2023

THE FABELMANS: UNA VITA PER IL CINEMA, UNA VITA PER LA... CINEPRESA

 Elio E Le Storie Tese mi aiutano ad introdurre The Fabelmans, che non è esattamente la biografia di Steven Spielberg, però i fatti narrati sono chiaramente ispirati alla sua vita


la cui "dimensione artistica" è notevole, e non si può non notare che gli attori scelti per interpretare Sam, il giovane protagonista, lo ricordano da matti il nostro regista, specialmente il più piccolo, cioè la sorpresa Mateo Zoryan molto più di Gabriel LaBelle

che invece già conoscevo perché ha interpretato anche un giovane Julian Kay nella brutta serie AMERICAN GIGOLÒ, al punto che Mateo sembra un'immagine di Spielberg ringiovanito con Faceapp o qualche altra diavoleria del genere. 


Difatti la storia del film ripercorre in pratica i ricordi di Steven, ma, se ci fate caso, essi sono sempre filtrati dalla macchina da presa e da proiezione (e in questo secondo caso Spielberg può mettere in scena le sue famose luci preferite, quelle che riempiono buona parte dello schermo), e i due apparecchi sono due oggetti che in realtà, secondo la mia visione personale, sono loro i veri protagonisti del film in versioni sempre più evolute come in un classico racconto di formazione. 

Oggetto pure quello della cinepresa con il quale Sam stringe un rapporto che vedremo diventare quasi morboso tanto da portarsela a letto, e che verrà sublimato nell'incontro con il burbero John Ford, il famoso regista che qui è interpretato da David Lynch, con le sue parole sulla linea dell'orizzonte. 
Sarà infatti la macchina da presa a risolvere ogni situazione in cui si troverà Sam, a volte svelando segreti come in Blow Up di Antonioni lo faceva la macchina fotografica, altre volte in modi differenti, tipo con la sua prima ragazza

o con i bulli antisemiti, ma sempre con quella sua presenza così importante che se non ci fosse stata non sarebbe andata in quel verso. 
Notare a proposito la sequenza finale riferita proprio a quella frase di Ford, come viene corretta proprio dalla macchina da presa come a sottolineare ancora una volta chi sia il vero protagonista del film.

Due ore e mezza ben spese se non fosse per alcune sequenze superflue (dove infatti la cinepresa non c'entra), tipo l'arrivo di zio Boris e altre scene analoghe che nulla aggiungono alla storia,

e durata, per cui so che molti si sono lamentati, ma Steven è fatto così ed entro le due ore ci sta a fatica, ormai si sa, e se lo ami lo accetti così com'è. 
L'unico dubbio che mi è rimasto invece è sugli occhi dei due interpreti di Sam che da piccolo li ha azzurrissimi e da adolescente invece scuri. 
O magari si tratta solo di un'altro scherzetto voluto dalla cinepresa (e da Steven) che in questo modo ci mette alla prova. 

domenica 15 gennaio 2023

IL NUOVO LIBRO DI HARRY (NON POTTER)

 Il compassato mondo british dei Reali è stato scosso sotto le feste da quel documentario uscito su Netflix con protagonisti Harry e Megan che ne dicevano di cotte e di crude, ed ora, come se non bastasse è uscito anche il libro di Harry, il principe non ereditario.


Ok, tutto bene perché escono libri di tutti i tipi, però sai che nei giorni scorsi ogni canale tv parlava a nastro di questo? 
Cioè la sai quella della spintone datogli da William e che lui è caduto sulla ciotola del cane facendosi male alla schiena? 
E quella dei 25 talebani uccisi da lui stesso come in un videogioco che proprio non gli fregava niente che fossero esseri umani? 
E lo sai quante volte Harry ha percorso ad alta velocità il tunnel di Parigi dove è morta sua madre per vedere se fosse davvero possibile un simile incidente? 
E le menate che faceva a suo fratello deridendolo per la calvizie? 
E quella volta che Megan aveva dimenticato il gloss e l'ha chiesto a sua cognata Kate? 
E la droga? 
E la divisa nazista? 
E l'essere l'eterno secondo? 
E suo padre con Camilla? 
Insomma ci sarà rimasto qualcosa in quelle 500 pagine che non è stato spoilerato in tv? 
Francamente mi pare ormai di averlo già letto sto libro dato che per far promozione sono state raccontate tutte le cose eclatanti che contiene, e comunque non sarebbe nemmeno un libro per cui farei la fila per averlo come invece si racconta che sia stato fatto. 

E ADESSO CON CHI BALLEREMO IL TIME WARP?

 Ehm... come un uccello del malaugurio l'avevo detto  IERI che piano piano tutti i più grandi se ne stanno andando e, purtroppo, oggi c...