giovedì 8 dicembre 2022

AMERICAN GIGOLÒ E L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA: PER LA SERIE "SEQUEL NON RICHIESTI"

 Il giorno dell'Immacolata probabilmente nessuno leggerà il post perché dalle grandi città c'è stato già da ieri un fuggi fuggi per un super ponte (ma son curioso, ditemi, per andare dove?) che non è quello sullo stretto che forse stavolta diverrà realtà (staremo a vedere), mentre io invece rimango stoicamente saldo al mio posto di pilotaggio per parlare della quasi neonata (per l'Italia) Paramount+, che probabilmente visto come sono andate bene le cose con TOP GUN MAVERICK, ha detto "wow!" e ha deciso di dare un seguito ad alcuni famosi titoli cinematografici, e qui, all'inizio di American Gigolò, quando parte Call Me dei Blondie (che gran pezzo!) con le immagini di Julian Kaye alla guida della sua auto pensi che la serie tv stia prendendo la piega giusta.


Purtroppo non è così. Il sequel di American Gigolò parte poco prima con un primo piano di Julian cioè Jon Bernthal (The Walking Dead, The Punisher) che, a parte il naso da pugile (ma in carcere è anche possibile che glielo abbiano conciato così), può ricordare in effetti un giovane Richard Gere. 
Julian, che tatuato e ancora baffuto in carcere sembra invece un giovane DANNY TREJO,

qui lo vediamo rinchiuso per quell'omicidio che nel film di Paul Schrader invece lo vedeva scagionato grazie all'alibi fornito dalla sua amante, o perlomeno nell'ultima scena sembrava di capire che le cose si risolvessero a suo favore. 
Non ci è dato di sapere come la situazione si sia poi nuovamente ribaltata portandolo dietro le sbarre, ma dopo 15 anni di prigionia il vero colpevole viene trovato e Julian viene rilasciato, con tanti saluti e ci scusi per il disturbo. 
Disturbo che, vedremo attraverso mille flashback, non sarà dato solo dalla detenzione ingiusta, ma anche da un'adolescenza molto complicata che lo segnerà profondamente. 
Quello che però il film di Paul Schrader aveva

era una fotografia degli anni 80 modaiola e patinata (Armani, Mercedes) che qui invece si risolve solo in cupezza e fastidio. 
Per cui se vi aspettate un tuffo in quelle atmosfere conosciute, le vostre aspettative saranno presto disilluse, anche se in alcuni momento Jon pare davvero Richard.

E se una serie tv già nei primi episodi messi disponibili non ti stimola quell'interesse necessario per seguirla nei successivi (8 in tutto), significa che qualcosa non sta funzionando nonostante sulle radio private ne avessero parlato molto bene (eh ma sono gli uffici stampa che lavorano così e fanno dire agli speakers quello che vogliono). 
La serie è un prodotto della Showtime che ha preso in mano anche L'Uomo Che Cadde Sulla Terra, film tratto da un romanzo di Walter Tevis che avevo divorato nell'edizione Urania dopo aver visto la pellicola con allora protagonista un giovane David Bowie nella parte per lui perfetta dell'alieno e che adoro anche nella sua lentezza che era congeniale al mood della vicenda. 
Anche in questo caso si tratta di un sequel che vede un'altro essere di altri mondi arrivare sul nostro pianeta, mentre il personaggio che era di Bowie, Thomas Newton ora  invecchiato, viene qui interpretato da Bill Nighy,

che così a vedere in foto ci può anche stare. 
Questa non ho ancora avuto il piacere di vederla, ma, se tanto mi dà tanto, potrei anche evitarla, per cui il da farsi lo valuterò in futuro... 

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