Come promesso, ho inziato a vedere i titoli relativi agli Oscar di quest'anno e non potevo non iniziare dal trionfatore Una Battaglia Dopo L'Altra di Paul Thomas Anderson, regista che avevo scoperto anni fa con lo splendido MAGNOLIA e che finora, per quello che ho visto, riesce a proporre sullo schermo ogni volta un prodotto completamente diverso.
Qui si parte con Leonardo DiCaprio e Teyana Taylor nel ruolo di rivoluzionari in un'America distopica che fanno esplodere cose e poi fanno sesso, e poi fanno sesso mentre fanno esplodere cose, e poi fanno esplodere cose mentre...
Beh, forse non proprio così, ma quasi, finché non nasce una figlia che sarà ricercata da un orribile invasato a cui dà volto e movenze Sean Penn
che si è preso giustamente la statuetta come attore non protagonista.
che si è preso giustamente la statuetta come attore non protagonista.
Da lì il film diventa un road movie con Leo molto simile al Grande Lebowski e Benicio Del Toro sensei che lo aiuta grazie a passaggi segreti claustrofobici.
In certi momenti mi è tornato anche in mente Will Smith in Nemico Pubblico che scappa e corre in accappatoio come se non ci fosse un domani.
Film questo di Paul Thomas che dura ben 2 ore e 40 minuti, ma correndo correndo passano in un botto con anche la colonna sonora ossessiva e pure inquietante di Jonny Greenwood dei Radiohead.
Film questo di Paul Thomas che dura ben 2 ore e 40 minuti, ma correndo correndo passano in un botto con anche la colonna sonora ossessiva e pure inquietante di Jonny Greenwood dei Radiohead.
E grazie a tutto questo finalmente per il nostro Anderson, dopo tante volte passate dove ha ricevuto in totale undici nominations, è arrivato il giusto riconoscimento con tre Oscar durante la notte più importante per il cinema.



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Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.