Il 19 luglio del 1986 nelle sale giapponesi usciva C'Era Una Volta Windaria diretto da Kunihiko Yuyama, e fin qui tutto bene.
Senonché l'edizione italiana presenterà diverse modifiche importanti poiché la copia arrivata in Italia era quella relativa alla già uscita versione americana che era stata pesantemente modificata dalla Harmony Gold rimontando una sceneggiatura praticamente inventata da zero.
Vennero infatti rimosse diverse sequenze drammatiche e violente per adattare il film a un pubblico più giovane secondo il classico luogo comune che un film animato deve per forza essere per bambini (vaglielo a dire a Fritz Il Gatto).
Molti nomi qui vennero cambiati rispetto alla versione nipponica, utilizzando anche da noi quelli dati nella versione statunitense. Per cui Izu è diventato Alan, la principessa Ahnas è diventata Veronica, e il principe Jill è diventato Roland.
No... quello senza la "O"...
Le battute vennero edulcorate o modificate per alleggerire i toni cupi e tragici dell'opera originale che di base è una storia drammatica di guerra, morte e tradimenti fatta per gli adulti e per questo saranno tagliati circa 7 minuti di pellicola (il film scende da 101 a 94 minuti) e rimosse tutte le scene di nudo e di forte sensualità (cosa che accadeva anche nella SERIE TV di Lupin III).
Sui dialoghi modificati lo studio che se ne occupò disse che la copia che avevano ricevuto era priva di traduzione per cui dovettero inventarsi qualcosa basandosi solo sulle immagini.
Nella versione italiana è anche presente la voce di un narratore (come nella prima edizione di BLADE RUNNER) totalmente assente nell'originale.
Quindi cambiano le motivazioni del protagonista e le cause scatenanti della guerra, ma soprattutto il finale che nell'originale ha una conclusione cupa, nichilista e brutalmente tragica, mentre l'edizione italiana crea un falso lieto fine romantico.
Ma non ho intenzione di aggiungere altro perché spoilerare un finale, per quanto farlocco sia, non è mai una bella cosa, per cui, se vi approcciate alla visione di questo film, verificate bene prima quale edizione state guardando, che finire su una copia ordinata su Temu è un attimo...
Come abbiamo già visto in precedenza per anche gli altri film suoi, anche il leggendario debutto cinematografico di Hayao Miyazaki è tornato da lunedì per tre giorni sul grande schermo in una straordinaria versione restaurata e rimasterizzata in 4K.
E una nota leggenda di Hollywood racconta anche che Steven Spielberg sia un grandissimo fan di questo anime, definendolo in passato come uno dei film d'avventura più belli mai realizzati. Hayao invece dalla sua ha spesso nominato Lo Squalo come uno dei suoi film preferiti. Tant'è che sembrano esserci alcuni punti di contatto tra il film di Miyazaki e Indiana Jones avendo anticipato di ben due anni l'uscita nelle sale de I Predatori Dell'Arca Perduta (1981).
Tra gli elementi che accomunano le due opere c'è un perfetto e scanzonato bilanciamento tra azione mozzafiato, enigmi storici e un umorismo sempre brillante. Ci sono trappole mortali e criminali spietati, gadget improvvisati e una massiccia dose di improvvisazione per risolvere situazioni complicate. Anche le scene d'azione spielberghiane sembrano ispirate all'inseguimento iniziale del film animato. Entrambi i franchise poi ruotano attorno alla decifrazione di antichi segreti e al recupero di preziosi reperti storici protetti da insidie meccaniche e sotterranei segreti. Non si tratta certo di plagio nel caso di Spielberg, ma sicuramente Miyazaki con questo film ha fatto del gran bene alla Hollywood che ci piace.
Nei ricordi di tv vintage in bianco e nero c'è anche quella serie francese (che era però girata a colori e infatti è tale l'edizione in dvd) su Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo mago dei travestimenti.
Travestimenti che ci stupivano all'epoca per come erano perfetti, ma poi avremmo capito tutti in seguito (da grandi) che quel personaggio di cui Georges Descrières assumeva le sembianze (si era dovuto conquistare il ruolo concorrendo contro nomi del calibro di Jean Paul Belmondo), in realtà era già interpretato dallo stesso attore già dall'inizio.
Vabbè... però comunque la serie, con quella sua stupenda SIGLA D'APERTURA (mi piaceva meno quella finale qui di seguito nello stesso video, troppo mielosa per me), ci piaceva moltissimo perché quel ladro, oltre a rubare abilmente a dei ricconi sempre antipatici, non disdegnava di aiutare anche persone in difficoltà o che avevano subito dei soprusi.
Le trame degli episodi, in uno dei quali dal titolo La Donna Dai Due Sorrisi appare anche Raffaella Carrà essendo anche l'Italia coinvolta nella produzione,
erano tratte in parte (perché venivano spesso modificate parecchio) dai romanzi di Maurice Leblanc che pubblicò la sua prima storia sul ladro il 15 luglio del 1905, quindi ben 120 anni fa.
Il che non è niente male se pensiamo che da lì in poi sarebbero nati anche molti film e naturalmente la serie animata sul nipote di Arsenio (o Arsene in francese), quella tratta dal manga di Monkey Punch che tuttora prosegue anche con live action e SPINOFF, magari NON SEMPRE ben riusciti. Raffaella nel 1988 ha anche avuto ospite in un SUO PROGRAMMA TV il buon Georges creando un momento di rimpatriata tra vecchi amici. Decisamente meno bella invece la serie di Netflix di cui avevo GIÀ PARLATO tempo indietro con un sacco di difetti dentro.
Per gli otaku italiani il nome di Alessandra Valeri Manera dovrebbe dire qualcosa perché era l'autrice dei testi di moltissime sigle televisive per i più famosi anime mandati in onda da Mediaset; e dico era, perché purtroppo Alessandra è mancata nei giorni scorsi a 67 anni dopo aver segnato letteralmente un'epoca televisiva creando anche le note serie live action con Cristina D'Avena protagonista alla quale aveva affidato anche parecchie di quelle fortunate sigle suggellando una profonda amicizia e intesa professionale fra di loro.
Quelle sigle che stavano perfettamente nel contesto dell'anime che accompagnavano perché Alessandra conosceva bene la sua materia essendo quello il lavoro che aveva sognato per tutta la vita (si considerava infatti molto fortunata per questo), e le sue canzoni non erano come certe altre sigle buttate li senza alcuna conoscenza o attinenza con il cartone o il telefilm (ne sanno qualcosa gli Oliver Onions per la seconda stagione di SPAZIO 1999), eccezion fatta per PLANET O di Lupin III che anche se davvero non c'entrava nulla (era infatti un riciclo di un pezzo che arrivava da oltralpe) era lo stesso una bomba mai superata da tutte le sigle successive del simpatico ladro.
Che poi quelle serie tv live action di Licia e Cristina fossero anche un bel po' trash è evidente, ma non è un problema poiché anche i live action giapponesi hanno la stessa identica caratteristica.
Altra perdita nella musica, ma di genere completamente diverso, è quella di Shifty Shellshock, cantante dei Crazy Town il cui singolo rock rap BUTTERFLY del 2000 l'abbiamo sentito sicuramente tutti perché andava in heavy rotation su tutte le radio. Shifty aveva 49 anni ed è stato trovato morto per overdose nel suo appartamento.
Forse è solo perché il cartone animato non mi è mai piaciuto granché, e nemmeno Naruto per dirla tutta (che lo so che non hanno nessun collegamento però nella mia testa le vedo simili), ma pure la serie live action One piece su Netflix, non mi ha "preso dentro", seppure possa riconoscere che c'è un gran lavoro dietro, con tanta CGI, ma congeniale nel far rendere delle scene dal vero come fossero le scene del cartone (ok, uff... si dice anime, lo so).
Ma so che invece a molti questa serie è piaciuta perciò capisco che i miei gusti spesso siano difficili, magari controcorrente, e difatti non posso dirmi nemmeno del tutto soddisfatto dalle live action di Lupin III e spinoff, seppure magari potrei essere incuriosito da un film standalone su Fujiko, se mai saltasse fuori...
Piuttosto, visto che siano in tema di live action, la butto lì a quel genialaccio di Hideaki Anno per rendere viva una serie o un film su Evangelion che sia quello vero (che non è solo una semplice storia con robottoni) e non quel tentativo, seppure interessante, ma senza copyright, di Guillermo Del Toro fatto con Pacific Rim.
Su tale progetto so che sarebbero molti gli otaku united interessati, e, a dimostrazione di ciò, escono continuamente dei FAKE TRAILER persino credibili a riguardo, ma per ora nulla di concreto all'orizzonte...
Esattamente un anno fa veniva arrestato il boss Matteo Messina Denaro, ma il post di oggi, seppure c'entri il crimine, parla di delinquenti di tutt'altro genere, ovvero personaggi con i quali, al contrario del boss di Cosa Nostra, si finisce per empatizzare, dato che su Prime Video c'è il film solista su Jigen Daisuke, il pistolero killer dinerovestito compare fidato di Lupin III (perciò criminale, si), che vediamo protagonista in una storia di violenza, prostitute, malavita, pistole, droga, gore, mutaforma, con tanto di villain su sedia a rotelle con menomazioni varie che non le impediscono però di fare evoluzioni esagerate e relativa carneficina a suon di revolverate in una scena fin troppo eccessiva, ma tutto sommato divertente nel suo essere completamente assurda.
Tetsuji Tamayama, in posa così nel poster di profilo rende anche bene, tanto che la foto sembra quasi un frame della serie animata, ma poi visto di fronte, come già nel FILM LIVE ACTION su Lupin III, ha quel faccione tondo che, vabbè, la Bolla lo paragona ad Umberto Smaila... e comunque se volete una recensione più classica la troverete proprio sul SUO BLOG.
Non è esattamente un film come mi sarei aspettato questo, perché, vista l'attitudine del personaggio, io pensavo ad uno spara spara a raffica mentre invece mostra molti momenti lenti, e non è nemmeno un John Wick che però a tratti te lo fa venire in mente forse per l'outfit total black.
Comunque ammetto che mi sono trovato ad alzare il sopracciglio come nello spot MCDONALD'S quando ho visto la 500 gialla che arriva dopo i primi end credits.
Oggi compie 50 anni Happy Days e qualcuno dirà "nooo!", perche l'abbiamo visto sul secondo canale Rai nel 1977.
Certo, da noi si, perché al tempo la distribuzione funzionava così e ci vedevamo in quegli anni e dintorni anche LUPIN III che era invece del 1971, ma sulla rete statunitense ABC il primo episodio di Happy Days veniva trasmesso proprio il 15 gennaio del 1974, in perfetto stile sitcom con le risate registrate, e che poi nel doppiaggio italiano tali risate verranno cancellate.
Serie quella di Happy Days che altri ancora collegano agli anni 80 perché in quel periodo era passata di proprietà Mediaset e la mandava in onda su Italia 1.
Le vicende della famiglia Cunningham e amici ci hanno tenuti incollati al video per ben 10 anni e 255 episodi, e quando gli ascolti sembravano in calo, ecco che gli sceneggiatori si inventano un doppio episodio che ci lascia col fiato sospeso con Fonzie che fa sci nautico saltando uno squalo.
Episodio che darà anche origine all'espressione "salto dello squalo" che viene usata nel giro proprio quando si cerca di risollevare gli ascolti in calo di una serie tv.
Anche gli spinoff hanno tenuto quasi tutti banco, primo fra tutti MORK & MINDY, poi LAVERNE & SHIRLEY, Jenny & Chachi (dove Jenny era sempre Erin Moran cioè Joanie, ma chissà perché il doppiaggio italiano aveva fatto questo cambiamento mentre Scott Baio rimaneva Chachi) e altri due con minore fortuna.
Cos'aveva di speciale Happy Days?
Direi tutto, come una rara congiunzione astrale a partire dalla musica anni 50 e certi riferimenti ad AMERICAN GRAFFITI di George Lucas (Ron Howard era anche l'anno prima in quel film e rende la serie un ideale pseudo-sequel della pellicola), e senza dubbio un cast azzeccatissimo, con anche un'altro modo di dire nato dalla scomparsa senza spiegazioni del fratello maggiore Chuck Cunningham che appare solo nella prima e nella seconda stagione soltanto in pochissimi episodi, e a conferma di ciò ecco due foto nelle quali potete contare chi è presente e chi no.
Tale modo di dire è la SINDROME DI CHUCK, ovvero quando un personaggio sparisce da una serie tv senza che vengano fornite giustificazioni.
In questo caso la scelta di cancellare Chuck era stata presa in base al poco interesse verso il personaggio che in partenza doveva essere la guida di Richie e dargli consigli da fratello maggiore com'era, mentre tale ruolo verrà invece coperto dal più iconico Fonzie, il quale adotterà il classico giubbotto di pelle nera alla Marlon Brando de Il Selvaggio solo dopo alcuni episodi.
Tale sindrome si ripete anche in SPAZIO 1999 dove nella seconda stagione spariscono ben tre personaggi importantissimi della precedente, e succede in moltissime altre produzioni, persino nella recente e nostrana MARE FUORI.
A sto punto, per concludere direi che ci sta di riascoltare anche le sigle della serie riunite in questo VIDEO che comprende diverse stagioni, e parlo di sigle al plurale perché nelle prime due l'apertura era affidata a Rock Around The Clock di Billy Haley & The Comets (altro punto di contatto con American Graffiti), mentre la theme song si sentiva poi in chiusura.
Finalmente, anche se con molto ritardo, mi sono visto questo nuovo corollario di imprese impossibili realizzate da Tom Cruise che, pur lasciando in sospeso la conclusione della vicenda, chiude comunque un film dalla durata notevole (2 ore e 45) dove però non ti accorgi per niente del tempo che passa, se non per una partenza un pochino alla moviola.
Ma tutto quello che succede dopo per fortuna arriva a raffica mettendo a ferro e fuoco Roma perché cacchio se c'è passato TORETTO deve passarci anche Ethan Hunt (e in più ti ci aggiunge pure Venezia) con tanto di giretto su un'auto sportierata, come JOHN WICK insegna, e su una 500 vintage gialla come quella di Lupin III, che se ne avete guidata una sapete quanto sia divertente con la sua trazione posteriore.
Ma non fateci le scalinate della città eterna perché S.P.Q.R., ovvero Sono Permalosi Questi Romani (cit. Asterix).
E per togliersi dai guai che gli arrivano addosso uno dietro l'altro facendogli saltare i piani pur ben congegnati (tipo come quelli di Hannibal dell'A-Team che invece erano sempre "ben riusciti") grazie a tecnologie avanzate e i soliti collaboratori fidati, corre corre corre il Tom che manco Forrest Gump, a piedi, si,
ma anche in moto nella scena clou che, vista nel film, ha un certo effetto con l'aggiunta in post-produzione della sporgenza rocciosa a forma di rampa, mentre il backstage mostra una ben più liscia e sicura rampa artificiale costruita appositamente per il grande salto (ma non metto in dubbio che ci vuole lo stesso del fegato perché comunque fallo te se hai il coraggio).
Come nell'ultimo episodio di Indiana Jones poi se la menano un po' troppo menandosi (appunto) sul tetto del treno (ma si vede che ci teneva anche a rifare quello Tom) ed ora basta solo avere la pazienza di aspettare per un'altra mirabolante avventura che arriverà a dare una conclusione ad un film che in realtà poteva anche chiamarsi benissimo La Chiave, se Tinto Brass non ci avesse pensato già qualche annetto fa, e comunque non c'è Stefania Sandrelli eh.
C'è invece Pom Klementieff incazzatissima, il che fa strano dopo averla conosciuta come MANTIS, e che ad un certo punto ti fa il remake della scena finale di Blade Runner, quando Roy Batty salva, dopo averlo quasi ammazzato poco prima, Rick Deckard penzolante appeso ad una putrella sul baratro.
Niente colombe bianche e monologo che passerà alla storia però...
Quella si che sarebbe davvero una Mission Impossible.
Devo ringraziare veramente Prime Video che mi ha messo in catalogo la prima serie di Lupin III,
quello con la giacca verde, rimasterizzata in alta qualità e con il doppiaggio originale integrale. Integrali anche le scene che invece finirono sforbiciate quando venne trasmessa da Mediaset e che riguardano quasi sempre Fujiko. La sigla è ovviamente PLANET O,ma le immagini sono state rimontate totalmente con effetti e fermi immagine che danno un tocco più moderno della versione precedente, cioè quella che ho postato. Certo che a rivedere gli episodi nel 2021 mostrano parecchi segni dell'età, dato che risalgono ai primi anni 70, mentre da noi è arrivata sulle tv private solo nel 1979, in primis per l'ingenuità di certe situazioni e dialoghi, per cui non siamo certo ai livelli tecnici e di sceneggiatura dell' ultimo film (dove anche lì però qualche bambinata c'era). Ma fa comunque piacere riscoprire quel prodotto che ho tanto amato anni fa sul televisore ancora in bianco e nero e vederlo ora in alta definizione è solo che una delizia. Beh... meglio di così...
Fermo restando che la migliore serie di Lupin III rimane la prima, quella trasmessa sulle prime tv private con un alto tasso di violenza e scene action, animazione ancora molto scattosa e con quella sigla che, come direbbe Elio, "non c'entra un cazzo, ma che piace ai giovani", cioè PLANET O, ero già rimasto piuttosto deluso dalla trasposizione in LIVE ACTION di qualche anno fa, preferendo di gran lunga i corti di produzione italiana (e alcuni addirittura amatoriali) che ho già citato.
Qualche mese fa mi sono visto quindi anche questo nuovo film di animazione ad effetto 3d come i film della Pixar e, in effetti, le ambientazioni, gli oggetti, le scene action sono davvero ben realizzati, tanto che in molte immagini sembra di vedere un vero film e non un'animazione. Molto diversa è invece la resa dei personaggi che risultano molto più "finti" come se fossero quelle action figures tanto amate dai collezionisti. Forse è anche voluta la cosa proprio per lo spirito da otaku di vedere i propri oggetti da collezione muoversi in un vero film. Comunque se si supera questo piccolo lato tecnico, il film sa essere divertente nei limiti che ormai la saga di Lupin III ha da parecchio tempo. Tant'è che, come per mettere le cose in chiaro da subito, vediamo il nostro amico indossare la giacca rossa (pure quella con effetto plasticoso) e non quella verde degli esordi. E per mettere le cose ancora più in chiaro, se io dovessi fare il cosplayer, farei Lupin in giacca verde, appunto. Ma tanto, di più di tutti farei Daisuke Jigen perché è da sempre il mio preferito, vestito figo e misterioso come il "Grande Figlio Di Puttana" degli Stadio che "sotto l'ombra del cappello non ti fa capire mai se tira fuori il suo coltello (revolver) o ti chiede come stai?". E a Keanu Reeves gli farei fare Goemon che mi sembra adatto per lui. Ora lo chiamo e ci mettiamo d'accordo per il prossimo Lucca Comics... se ci sarà... e si accettano candidature per Fujiko😀