In vista di Halloween oggi parliamo di orrore musicale e, a riguardo, c'era un sito Orrore A 33 Giri
che è stato uno storico progetto italiano (2006–2026) ideato e curato da Auroro Borealo, dedicato alla scoperta e alla catalogazione di musica "diversamente bella", dischi improbabili, bizzarri e artisti underground dimenticati.
Nell'agosto del 2026, dopo 20 anni di attività, il sito web ufficiale Orrore A 33 Giri ha concluso la sua corsa attiva, ma rimane accessibile online come archivio storico dei contenuti prodotti in vent'anni.
Il progetto si è trasformato ed è proseguito sotto il nome di Dischi Brutti (gestito sempre da Auroro Borealo), mantenendo lo stesso spirito di ricerca del pezzo musicale assurdo o dimenticato.
Adesso mi tirerò addosso gli strali dei cultori del prog italiano che incensano e difendono a spada tratta certi prodotti cosiddetti di nicchia, perché l'ho cercato, ma stranamente nell'archivio del sito non ho trovato traccia di Aria di Alan Sorrenti
(dalla copertina bellissima completamente aperta) pubblicato l'8 giugno del 1972, che non è un disco horror in senso cinematografico, ma per me è un'opera sopravvalutata anche se molti Alan lo lodano per via del suo uso estremo della voce e delle atmosfere psichedeliche che in quegli anni 70 vorrebbero sembrare d'avanguardia.
(dalla copertina bellissima completamente aperta) pubblicato l'8 giugno del 1972, che non è un disco horror in senso cinematografico, ma per me è un'opera sopravvalutata anche se molti Alan lo lodano per via del suo uso estremo della voce e delle atmosfere psichedeliche che in quegli anni 70 vorrebbero sembrare d'avanguardia.
Intanto si parte con la suite ARIA
che occupa l'intera prima facciata (circa 20 minuti) e parte come una dolce ballata folk acustica, ma evolve rapidamente in un flusso sonoro inquietante dove Sorrenti usa la voce non come semplice strumento melodico per cantare, ma piuttosto, secondo alcuni, ricorda le sperimentazioni estreme di Demetrio Stratos o Tim Buckley, mentre a mio parere emette solo lamenti e parole a caso su strumenti che suonano a caso.
che occupa l'intera prima facciata (circa 20 minuti) e parte come una dolce ballata folk acustica, ma evolve rapidamente in un flusso sonoro inquietante dove Sorrenti usa la voce non come semplice strumento melodico per cantare, ma piuttosto, secondo alcuni, ricorda le sperimentazioni estreme di Demetrio Stratos o Tim Buckley, mentre a mio parere emette solo lamenti e parole a caso su strumenti che suonano a caso.
L'idea dovrebbe essere d'avanguardia poiché nel disco suona anche Jean-Luc Ponty (già con Frank Zappa), ma tutto l'insieme così dissonante sembra provocare invece un vero e proprio "terrore psicologico.
Non va granché meglio sul lato B che comincia solo in apparenza bene con VORREI INCONTRARTI, una "canzone" dall ispirazione quasi rinascimentale che, dopo un inizio delicato cambia mood perché il nostro amico si fa prendere di nuovo la mano e riattacca ad urlare come un ossesso.
Non va granché meglio sul lato B che comincia solo in apparenza bene con VORREI INCONTRARTI, una "canzone" dall ispirazione quasi rinascimentale che, dopo un inizio delicato cambia mood perché il nostro amico si fa prendere di nuovo la mano e riattacca ad urlare come un ossesso.
Oppure brani come LA MIA MENTE
che accentuano questo senso di fastidio con la voce di Sorrenti che si spande su tappeti di sintetizzatori alienanti e pianoforti elettrici dal taglio jazz oscuro.
che accentuano questo senso di fastidio con la voce di Sorrenti che si spande su tappeti di sintetizzatori alienanti e pianoforti elettrici dal taglio jazz oscuro.
Quel jazz che, mescolato al rock, ha fatto la fortuna di band internazionali e italiane dedite al prog.
Ma qui, mi spiace, è un altro paio di maniche.
Queste sono solo le mie impressioni eh... e per questo motivo ho messo questo disco orribile oggi in prossimità di Halloween tralasciando invece, per pudore, le ultime recenti esibizioni live di Alan dove massacra i suoi successi pop fine anni 70/inizio anni 80 andando completamente fuori tempo sulla base che sta suonando.
Meglio ascoltare la versione di studio di, per esempio, FIGLI DELLE STELLE.


Nessun commento:
Posta un commento
Non c'è moderazione per i commenti perché sono un'anima candida e mi fido.
Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.