martedì 30 luglio 2019
GEORGE HILTON
È scomparso a 85 anni un altro attore storico di quel cinema spaghetti western che tanto funzionò nei decenni passati. George Hilton (no, Paris non c'entra) lo possiamo trovare in tutti quei titoli evocativi/romanzati tipo "Le Colt Cantarono la Morte e fu... Tempo di Massacro" oppure "Lo Chiamavano Tresette... Giocava Sempre col Morto" e via così con la fantasia che galoppava (letteralmente) in quelle praterie di Cinecittà dove cavalcavano anche Franco Nero, Giuliano Gemma e Terence Hill. Per cultori del genere.
lunedì 29 luglio 2019
ZOMBIELAND DOUBLE TAP
Si prospetta un autunno interessante per chi si è divertito con il primo capitolo (io moltissimo) di Zombieland, un Walking Dead riletto splendidamente in versione comedy on the road. Ad ottobre torna infatti il cast completo per proseguire le avventure e, a quanto pare, dovrebbe esserci ancora Bill Murray (non so in che modo lo abbiano fatto rientrare nella storia, ma si vocifera di un doppio ruolo... boh). E non solo: altre voci di corridoio danno anche la presenza dell'altro Ghostbuster Dan Aykroyd!!! Che dire? Le premesse sono ottime, mi pare. E allora... Bentornati a Zombieland!!!
domenica 28 luglio 2019
LA STORIA FANTASTICA
Persino il poster italiano venne realizzato identico a quello del film di Wolfgang Petersen, mentre quello originale era molto diverso.
In realtà la pellicola non aveva bisogno di tali sotterfugi per risultare carina, ma in Italia, per chissà quali congiunzioni astrali, non ebbe il successo che meritava, se non fino ai successivi passaggi su Italia 1, dove forse aveva potuto godere di una promozione migliore e meno ruffianesca.
In realtà la pellicola non aveva bisogno di tali sotterfugi per risultare carina, ma in Italia, per chissà quali congiunzioni astrali, non ebbe il successo che meritava, se non fino ai successivi passaggi su Italia 1, dove forse aveva potuto godere di una promozione migliore e meno ruffianesca.
Alla regia Rob Reiner e in un cameo il suo fidato amico Billy Crystal (irriconoscibile).
Protagonisti Cary Elwes, che da lì in poi interpreterà parti totalmente opposte, cioè cattivi ed antipatici, Robin Wright, non ancora signora Penn, ed uno strepitoso Mandy Patinkin, che dà vita a Iñigo Montoya, spadaccino quasi imbattibile che troverà in Elwes, prima un suo degno avversario e poi un valido compare quando si troveranno ad affrontare il perfido conte declamando come un mantra la frase "Hola. Mi nombre es Iñigo Montoya, tu hai ucciso mi padre... preparate a morir!".
Altro comprimario notevole è il wrestler Andrè The Giant nei panni appunto di un gigante dal cuore buono e la passione per le rime; e non dimentichiamoci di Wallace Shawn nella parte del malandrino siciliano Vizzini con il suo "inconcepibbile!!!".
Colonna sonora di Mark Knopfler (mica uno scemo) ed è inoltre un film invecchiato benissimo e che, almeno al sottoscritto, lascia ad ogni visione delle buone sensazioni.
venerdì 26 luglio 2019
LA STORIA INFINITA
Dopo il finale di stagione di STRANGER THINGS 3 perché non parlare di quella canzoncina che Dustinuccio canta per la sua Susie, cioè la soundtrack del film tratto dal romanzo di Michael Ende, The Neverending Story? Quando arrivò questo film nelle sale negli anni 80, tornammo tutti bambini e ricordo proprio un commento di una nonna davanti a noi che diceva di vedere tanti "bambini grandi" quella sera al cinema. Ma c'era poco da fare: è un film bellissimo, realizzato con pupazzi che reggono benissimo la scena interagendo con veri attori tutti bravissimi. Tant'è che quando passa in tv, si fa fatica a non riguardarselo tutto per la centesima volta (non dite che non è così). Un velo pietoso invece per i due seguiti realizzati espressamente per far soldi, senza la minima vena artistica e con un cast decisamente poco convincente. Ed ecco la canzone di Limahl.
LE FANTASTICHE AVVENTURE DELL' ASTRONAVE ORION
La fascia preserale di Rai 2 propose verso la metà degli anni 70 questa serie tedesca composta da pochi episodi e in bianco e nero. Scenografie ed effetti speciali molto alla buona. La plancia di comando della nave composta da rubinetti, ferraglia varia, compreso un ferro da stiro, e il soffitto ricoperto con bicchierini di plastica sono un capolavoro. Plot molto semplice. Alieni cattivi chiamati Frogs, probabilmente per il loro aspetto traslucido, e base sottomarina dalla quale decollava la nave spaziale lasciando una scia di bollicine ottenute con pastiglie di Alka Seltzer (giuro). Ma il momento cult della serie è l'indimenticabile balletto (buffissimissimo) nella cupola sommersa che fungeva da sala relax.
I personaggi erano ben delineati e nel giro dei pochi episodi si entrava già in empatia con loro; inoltre il comandante McLane ricordava molto da vicino il Kirk di Star Trek, anche fisicamente.
I personaggi erano ben delineati e nel giro dei pochi episodi si entrava già in empatia con loro; inoltre il comandante McLane ricordava molto da vicino il Kirk di Star Trek, anche fisicamente.
BATMAN VERSIONE SCHUMACHER
Bruce Wayne in formula 1? Nooooo... continuando a discorrere di film disastrosi, con cognizione di causa o meno, ci sono i due Batman di Joel Schumacher che dai critici sono considerati degli orrori. Tuttavia, se si va a guardare bene, questo forse è dovuto al fatto che Tim Burton ci aveva abituati ad un Cavaliere molto oscuro, dark, gothic e via così. Mentre il pipistrello di Joel ritrovava i colori forti e l'ironia fumettistica che avevano caratterizzato la serie tv storica. Mancavano solo i rumori in sovrimpressione(paff, smack, bang), la leggera pancetta di Adam West e le braghette di Robin, ma lo spirito cartoonesco c'era tutto. Personalmente non li considero così inguardabili come molti "puristi" dicono. E anche se lo stesso regista chiese scusa ai fans, tutto sommato qualcosa di buono si può trovare anche in questi film (leggi Uma Thurman, Nicole Kidman e Alicia Silverstone).
mercoledì 24 luglio 2019
RUTGER HAUER
E alla fine, dopo aver visto cose che noi umani non possiamo immaginarci, Roy Batty ci ha lasciati per davvero. A 75 anni il suo interprete Rutger Hauer si è spento dopo una malattia, e, per uno strano scherzo del destino, proprio nello stesso anno in cui muore il suo personaggio nel film. Certo non è stata la sua unica interpretazione cinematografica quella in Blade Runner. Lo ricordiamo naturalmente anche in Ladyhawke di Donner e ne La Leggenda Del Santo Bevitore di Olmi, ma quello del replicante che voleva semplicemente vivere una vita come gli esseri umani veri è diventato il vero simbolo del film di Scott, una spanna più sopra di Harrison Ford se andiamo a vedere, grazie anche alla famosa frase finale che ormai viene ricordata al pari dell'incipit della Divina Commedia dantesca (esagero, si, ma nemmeno troppo) e che Rutger personalmente modificò rispetto a quella prevista dal copione rendendola molto più d'effetto. Al punto che si narra di un applauso sul set dopo che lui la recitò in scena sotto la pioggia. Frase che finiva con "Time to die". R.I.P.
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UNA REGINA DANZANTE CINQUANTENNE
L'agosto del 1976 non ricordo se fosse caldo come questo che stiamo vivendo, ma probabilmente no, e per la precisione era il 16 quando ...







