Da qualche anno la data dell'11 settembre è tristemente legata all'America e a quel giorno in cui circa 3000 persone persero la vita in una serie di attentati terroristici che manco una mente da sceneggiatore cinematografico avrebbe potuto immaginare, e infatti ieri sera su La7 c'era in onda proprio il film World Trade Center.
Per fortuna non per tutti è così poiché intanto cade oggi il compleanno di Pupo che compie 70 anni e quindi auguri Enzo (Ghinazzi), mentre in Cina invece questo giorno è dedicato ai festeggiamenti per il corpo dei Pompieri dato che il numero di telefono per chiamarli in soccorso è 119, esattamente come la data odierna.
Anche se al momento non so dire per certo se nella cerimonia vi saranno anche spettacoli di questo genere,
posso invece, da questa galassia lontana lontana, associarmi ai festeggiamenti mandando tanti auguri ai Pompieri della Cina, che sicuramente staranno leggendo questo post...
"Dobbiamo fare un DISCO come Made In Japan dei Deep Purple!", questo è più o meno quanto disse Neil Bogart della Casablanca Records ai quattro Kiss che, dopo tre album pubblicati, continuavano a non avere il successo di vendite sperato nonostante i loro concerti fossero al contrario sempre ben affollati.
Ecco questo forse era il problema vero, cioè i Kiss erano senza dubbio una band da spettacolo live, ma ascoltare un loro disco registrato in studio non portava al pubblico le stesse emozioni e anche la critica era concorde a dare addosso a quei quattro fenomeni da baraccone mascherati.
Anzi, la casa discografica pareva ormai sull'orlo del fallimento proprio a causa loro dato che sulla band il Neil vi aveva investito un sacco di dollaroni pur essendo totalmente ignorante sul modo di gestire tale progetto (difatti in seguito si indirizzerà più che altro su prodotti da discoteca come Donna Summer e Village People).
Ma non era il momento di perdersi d'animo, e allora eccoli tutti pronti a registrare tutto quello che sarebbe uscito dal nuovo tour per metterlo su un disco live, magari doppio, per fare proprio come i Deep Purple.
Detto, fatto.
Purtroppo però il risultato delle registrazioni risultó essere parecchio scadente per via dei numerosi errori che lì per lì, nell'entusiasmo adrenalinico, non te ne accorgevi, ma sul documento audio stavano lì pesanti come una pietra tombale.
Passaggi di batteria sbagliati, stonature vocali, addirittura un solo di chitarra di Ace con lo strumento completamente scordato.
Non poteva certo andare su un disco quel macello.
E allora ecco che buona parte del lavoro viene corretto in studio risuonando con più precisione, ma anche molta più energia e ricantando le parti incriminate, aggiungendo anche qualcosa in più agli applausi del pubblico per farli sentire meglio e più partecipi.
E il 10 settembre del 1975 Alive! dei Kiss finalmente esce nei negozi con quelle famose foto di copertina che sembrerebbero scattate durante il concerto,
mentre invece erano state fatte il maggio precedente mettendosi in posa appositamente per il disco.
Beh, Gene "The Demon" Simmons per anni ha negato che il doppio album fosse stato ritoccato in studio, ma le bugie hanno le gambe corte e la verità era destinata a venire a galla per voce del suo fido compare Paul "Starchild" Stanley.
Tuttavia il ritocco in studio di un disco live è ben più frequente di quanto non si possa credere e ne avevo parlato a proposito del doppio KILLERS DEI QUEEN, ma se vogliamo possiamo citare in proposito anche i gloriosi Eagles.
Quello che conta comunque è che quell'album che oggi compie 50 anni, è stato quello che ha ribaltato la situazione sia per i Kiss che per la Casablanca Records diventando campione di vendite ed elogiato allora dalla critica per la incredible pulizia del suono...
La nuova stagione de LA FATTORIA CLARKSON, su Prime Video, vede Jeremy accarezzare l'idea di aprire un pub continuando anche a portare avanti il suo lato agricolo e da allevatore di animali da fattoria.
Le difficoltà che il nostro amico dovrà affrontare, con l'aiuto di molte persone più esperte nel campo, saranno a dir poco enormi e durante gli episodi ci saranno anche dei camei dei suoi colleghi e amici Richard Hammond, che avrà anche un simpatico alterego suino, e James May.
Niente di speciale, è vero, dopo anche lo spinoff dedicato a Caleb, poiché alla fine vale come uno dei tanti programmi di quelli che vanno in onda su Real Time, ma sempre un filino più piacevole perché Jeremy Clarkson è già simpatico di suo.
Si, è vero, Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd e tutti gli altri che occupano un posto nel mio cuore avranno sì definito i canoni del rock, psichedelico o blues che sia così come oggi lo conosciamo, ma senza l'idolo di John Lennon e Keith Richards, ovvero Chuck Berry, tutto ciò non sarebbe esistito.
È lui che nel 1955 (per la precisione era proprio l'8 settembre di settant'anni fa) durante uno show si era pure inventato il Duck Walk, si dice per coprire un problema che aveva sulla giacca.
O forse non è andata esattamente così poiché noi invece sappiamo bene che era stato Marty McFly a suggerire quella mossa, insieme al rocknroll, al fratello di Chuck...
Finalmente è stato rivelato il nome dell'attore che interpreterà il nuovo James Bond
ed è Patrick Gibson, 30 anni e irlandese, visto in una manciata di serie tv, ovvero il più giovane degli 007 finora portati al cinema e qui sotto ecco una panoramica del cast creata dall'Ai con le ormai solite modifiche etniche e di genere alle quali più o meno siamo abituati.
La ragione per la giovane età del nuovo Bond è che si tratta di un prequel dove il futuro agente sarà un ventottenne ancora inesperto, ma la produzione promette che l'azione ci sarà eccome e forse più del solito seguendo il trend dettato dal modo di fare cinema action contemporaneo.
Qualche dubbio sul rischio di snaturare 007 c'è, ma anche molta speranza che tale brand possa continuare poiché personalmente non riesco a concepire il mondo del cinema senza James Bond dato che ci sono cresciuto insieme.
E quindi prossimamente in questa immagine ci dovremmo vedere aggiunto un settimo Bond che spara pure lui verso la macchina da presa.
Grazie ad una funzione del mio cellulare che non credevo potesse funzionare davvero, ho ritrovato una canzone che mi girava in testa e che mi portava indietro con la mente agli anni 70.
No, le due tipe bizzarre per ora non c'entrano (ma poco più avanti si), e canzone della quale ricordavo solo che diceva September facendo rima con Remember, come in tanti altri brani che mi uscivano fuori cercando con Google, tipo quello degli Earth Wind & Fire oppure di Neil Diamond o anche i Green Day. Grazie a quella funzione che non è Shazam e per cui basta canticchiare la melodia della canzone (con un minimo di intonazione, eh), il mio fido e intelligentissimo cellulare (d'altronde "smartphone" significa proprio questo) ha riconosciuto NIGHTS OF SEPTEMBER di Edward Cliff ed ora me la sto riascoltando con grande piacere in questo primo sabato mattina di settembre dopo la sua relativa notte settembrina, appunto come la canzone.
Chi era Edward Cliff?
Beh intanto il suo vero nome era Jean Carlo,
un cantante brasiliano non vedente dalla voce simile a Demis Roussos e con una discografia non esattamente nutrita, ma questa canzone, forse l'unica di successo da noi, per me rimane bellissima.
Parlando invece del 6 settembre, e in particolare quello del 1985, dai cultori del brit pop tale data è ricordata come il giorno in cui nella trasmissione televisiva britannica Bliss TV dove passava il top della new wave di allora, furono ospiti le Strawberry Switchblade ovvero un duo femminile scozzese (quello della foto in apertura) dal look goth, ma presentandosi nel programma con un sound decisamente pop come dimostra JOLENE, la canzone che eseguirono che era la cover di un famoso successo di Dolly Parton messa anche da Beyoncé nel suo ULTIMO ALBUM.
Come si può ben vedere dal video (di pessima qualità VHS) preso da quel programma tv, le due belle figliole, pur presentandosi con un look che stava tra Siouxsie e Lene Lovich come tante frequentatrici della discoteca dove mixavo all'epoca e che davano quella giusta nota di colore dark, parevano più che altro una ennesima clonazione di Cyndi Lauper, anche un po' per il balletto eseguito nel video.
Tanto per ascoltare meglio la canzone, metto anche il VIDEOCLIP ORIGINALE rimasterizzato che ha un audio decisamente migliore, pur rimanendo un brano molto leggerino.
A dirla tutta però il vero unico grande successo delle Strawberry Switchblade (all'inizio aiutate da una collaborazione con Roddy Frame degli Aztec Camera) era stato quello di poco precedente ovvero la ancora più poppissima SINCE YESTERDAY dove entrambe nel video sembrano anticipare quelle gothic lolita giapponesi che arriveranno negli anni 2000 pure con un paio di film come KAMIKAZE GIRLS e GOTHIC & LOLITA PSYCHO di cui ho già parlato e che consiglio entrambi.
Eh, ma qui erano appunto quegli anni 80 (che rimangono favolosi per me) che erano fatti così, con quella continua ricerca dell'immagine e infatti nel programma, tra i vari Depeche Mode, Propaganda, Cult eccetera, passavano in particolare con grande riscontro personaggi vacui come i SIGUE SIGUE SPUTNIK, cioè tutto look e e poca sostanza nonostante fossero una produzione di Giorgio Moroder (notare nel video anche la citazione di ARANCIA MECCANICA).
E adesso chissà?
Magari, in particolare la prima canzone del post (ma anche le altre, perché no?) qualche ricordo riesce a rispolverarlo anche a chi sta leggendo come ha fatto con me?
Grazie Giorgio, si, grazie per aver fatto grande la moda italiana nel mondo portandola anche al cinema per vestire l'AMERICAN GIGOLÒ col volto di Richard Gere e poi ne Gli Intoccabili di Brian De Palma invece per curare gli outfit di Kevin Costner e Robert De Niro.
Grazie per aver creato uno stile sempre elegante senza mai cadere nel ridicolo (cosa accaduta spesso ai tuoi colleghi).
Grazie per essere stato una persona che, come ricorda chi ha lavorato con lui, si è mostrata sempre rispettosa di tutti e pronta a raccogliere le buone idee dei collaboratori.
Ed ora il momento da canaglia perché ti dico grazie anche per aver permesso al giovane cantautore barese Marco Armenise di diventare MARCO ARMANI per partecipare al Festival Di Sanremo e godere, perlomeno per qualche anno, di un po' di fama, ma mai paragonabile alla tua di fama che è mondiale e non finirà certo adesso con la tua dipartita a 91 anni.