Il 7 marzo del 1985 veniva pubblicato We Are The World con allegati tutti i buoni propositi di beneficenza da parte dei partecipanti, e disco della cui gestazione, se volete, ho raccontato tutto QUI, mentre esattamente dieci anni prima in quello stesso giorno, ma del 1975, un Dario Argento cattivissimo (altro che Cuoricini... Cuoricini) ci terrorizzava con questo film.
Infatti era quello il giorno in cui Profondo Rosso usciva nelle sale, rigorosamente vietato ai minori di 18 anni, e probabilmente ci fu qualcosa come una congiunzione astrale che fece fare il classico giro di boa al regista romano, il quale comunque non era alla sua prima prova come regista avendo già all'attivo quattro film nei quali aveva diretto, fra gli altri, anche Bud Spencer e Adriano Celentano.
Si può dire che fu un evento perfetto questo, vuoi anche per la MUSICA dei Goblin che facevano da colonna sonora, ma con l'apporto fondamentale di Giorgio Gaslini che era stato, bisogna dirlo, la prima scelta per il commento musicale (praticamente tutto il secondo lato dell'album è suo), ma qualcosa non quadrava ancora, così ecco l'idea di ingaggiare pure la band di Simonetti per affiancarla al pianista, idea suggerita da DARIA NICOLODI, co-protagonista con David Hemmings.
Idea che si rivelò vincente e infatti quel tema musicale che io facevo girare nel piccolo registratore Philips K7 perché quelli erano i miei mezzi disponibili allora, probabilmente lo conosce anche chi il film non lo ha mai visto perché è stato un vero tormentone, ma non nel senso di Vamos A La Playa, bensì nel senso che quelle note ripetitive sapevano mettere tensione anche senza le immagini e in seguito sentirai il brano in moltissime occasioni legate a paura, dolore e spavento, puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto... (chiedo scusa, mi è scappato un DeGregori titanico).
Un po' come TUBULAR BELLS (a cui Suspiria, sempre colonna sonora dei Goblin per Dario, è ancora più debitrice) con la differenza però che la suite di Mike Oldfield non era assolutamente stata creata come colonna sonora de L'Esorcista, ma venne scelta in seguito, mentre Profondo Rosso nasceva appositamente per diventare una perfetta simbiosi tra musica e cinema.
Per qualche gustosa curiosità in più lascio la parola a Daria Nicolodi in questa bella INTERVISTA tratta da Stracult (programma che purtroppo non va più in onda, mannaggia).
E in quella famosa scena dello specchio, di cui non posto nessuna foto nel caso qualcuno non abbia ancora visto il film (ma le immagini le trovate a iosa sul web), piace giocare con lo spettatore a Dario, facendo vedere chi è l'assassino misterioso già dall'inizio, ma lo vedi solo se sei molto attento.
Rivisto oggi, con le nuove tecniche cinematografiche di cui adesso si può disporre, Profondo Rosso magari non fa più lo stesso effetto del 1975 anche per colpa di quel sangue così palesemente finto che si usava all'epoca, mentre adesso il colore della sostanza usata è molto più realistico.
Però, nonostante i suoi 50 anni, rimane un buon film e spero che nessuno ne faccia un remake.
Oggi purtroppo si parla di un'altra grande perdita perché è mancato Bruno Pizzul ad 86 anni, una delle voci del calcio più caratteristiche di sempre, tanto che gli sono state fatte parecchie imitazioni (Nicola Savino, Neri Marcorè, Pintus) sfruttando quelle sue frasi ricorrenti tipo "tutto molto bello", "sono sotto di un goal" con quella sua cadenza particolare.
Saltuariamente ha commentato anche altri sport ma il calcio è stato quello principale anche perché aveva iniziato da ragazzo proprio come calciatore
e l'eredità quella del commentatore l'ha poi ricevuta come successore di Nando Martellini.
Nella sua carriera Bruno con quel suo sorriso bonario ha condotto anche La Domenica Sportiva ed ha partecipato a diversi programmi sportivi, e qualche volta lo abbiamo visto anche al cinema fare dei camei in pellicole come L'Arbitro,
film con Lando Buzzanca e (si, avete letto bene nel poster) Joan Collins quella di Dynasty (ricordiamo che l'attrice era apparsa anche nell'EPISODIO di Attenti A Quei Due mai andato in onda sulla Rai), e Fantozzi - Il Ritorno.
Un'altra particolarità su Bruno a cui ho dedicato queste due righe digitali di oggi, è che, finché ha potuto, si è sempre spostato in bicicletta per le strade di Milano dove abitava e lavorava.
Ormai, grazie ai media implacabili, lo saprete senza dubbio di questo grande lutto nel mondo del cinema per la scomparsa di Eleonora Giorgi, 71 anni, che da tempo lottava contro un tumore al pancreas.
Icona dei film commedia anni 70/80, tipo Mani Di Velluto con Celentano, Mia Moglie È Una Strega con Pozzetto, Borotalco con Verdone, compresi anche quelli un po' più scollacciati con i quali ha debuttato come tante sue colleghe, ma lo sappiamo tutti che era quasi un obbligo, una routine in quegli anni ancora senza MeToo per farsi un nome e per poi poter scegliere con più oculatezza i ruoli, e infatti Eleonora in seguito, in tempi più recenti, ha saputo anche riciclarsi come regista.
Bellezza mista britannica la sua per parte di nonna paterna, con un po' di ungheria per parte di madre, e che ho sempre trovato con una lieve nota triste nello sguardo, nell'espressione di quei suoi occhi chiarissimi.
Anche il cinema internazionale piange ANGIE STONE, in realtà principalmente cantante R'n'B con alcune partecipazioni cinematografiche, in genere piccole apparizioni, con l'unica volta in cui ha avuto una parte sempre secondaria, ma fondamentale in Hot Chick - Una Bionda Esplosiva dove era Madame Mambuza,
la negoziante che possedeva quegli orecchini magici che, se avete visto il film, procureranno tanti guai ai protagonisti per quel potere di bodyswapping, situazione vista spesso nel cinema, ma sempre molto divertente.
Angie aveva 63 anni ed è rimasta vittima di un incidente stradale.
Lutto quindi anche nel mondo della musica con lei, ma anche in quell'altra musica un po' tanto "sopra le righe" poiché per un tumore al cervello è mancato David Johansen, 75 anni ed ex frontman dei New York Dolls, band a stelle e strisce che aveva anticipato già nel 1971 quello che sarà il movimento punk e infatti con loro aveva collaborato anche Malcolm McLaren (ma non ne era il produttore) che da quell'esperienza poi inventerà in UK i suoi SEX PISTOLS.
C'è molta similitudine nel modo di far spettacolo delle due band con quello mostrarsi completamente sguaiati che più ce n'è meglio è apposta per far scandalo.
La sottile differenza fra i due gruppi era che i New York Dolls si mostravano sul palco con dei makeup da prostitute di bassa lega, mentre i Sex Pistols si presentavano "solamente" disgustosi.
David poi negli anni 80 aveva avuto anche un discreto periodo solista cambiando completamente immagine (pareva un'anticipazione di Brad Pitt) e nome, facendosi chiamare Buster Poindexter e lo avrete sentito, e magari anche ballato, con quella canzone tutta festaiola dal titolo HOT HOT HOT che fa olè oleee olè oleee come un coro da stadio. Sempre per la musica, ma più tradizionale, se n'è andata ad 87 anni Paola Orlandi, sorella minore di NORA (già mancata a gennaio) che era quella dei 2+2, diventati poi i famosi 4+4, di cui anche Paola aveva fatto parte prima di intraprendere una carriera da cantautrice.
Piccola curiosità è che Paola, la bionda nella foto, aveva partecipato anche alla sigla di ANNA DAI CAPELLI ROSSI, la famosa serie animata giapponese, e canzone scritta da Vince Tempera che si era beccata un sospetto di plagio perché molto simile, per non dire identica, a Rivers Of Babylon dei BONEY M.
Sarà poi stato un caso, ma anche la sigla de Le Avventure Di Remì, sempre di Vince Tempera, era identica al lato B dello stesso 45 giri, cioè Brown Girl In The Ring, una canzone tradizionale giamaicana.
Non so se al mondo ci sia anche un plagio di Rasputin in qualche sigla dei cartoons, ma questa è un'altra storia...
Addio Eleonora, Paola, Angie e David... o Buster...
Il Prato Macchiato Di Rosso è un film italiano del 1973 dalle intenzioni horror, ma che va a finire nella sezione trash di questo blog che ha sempre un occhio di riguardo per tali produzioni che, se prese con il giusto spirito, divertono più di una puntata di Only Fun.
Certo che non dimentico Eleonora Giorgi alla quale dedicherò l'apertura del post di domani, che tanto i media hanno già pensato a monopolizzare (giusto per non dire sciacallare) la sua immagine, ma oggi qui parliamo di un film completamente sconclusionato per un motivo che rivelo più avanti, e la levatura della pellicola la si capisce già dal TRAILER, che parla di succhiasangue robotizzati, di vino fatto col sangue, di vittime inconsapevoli, del classico scienziato pazzo con sfondi pure neonazisti se andiamo ad analizzarne le intenzioni, e condito dall'atmosfera hippie dell'epoca. Seni nudi buttati lì a muzzo, recitazione ridicola nemmeno salvata dal doppiaggio perché i dialoghi alla fine son quello che sono e ci puoi pure mettere se vuoi Luca Ward o Christian Iansante a dare le voci che il risultato non cambia.
Ma il film capita oggi in questo mio blog perché tra gli interpreti oltre alla bella Dominique Boschero che credo fosse abbonata ai film squisitamente trash dato che stava anche in UN ALTRO di cui avevo parlato molto tempo fa, qui c'è pure Lucio Dalla che è notoriamente legato a questo giorno in quanto quello della sua nascita (Lucio lo abbiamo visto al cinema almeno UN'ALTRA VOLTA qui dalle mie parti) e che canta anche la CANZONE dei titoli, brano che a spizzichi passa anche nel già citato TRAILER.
Da notare la fotografia che, al contrario della tendenza attuale di fare tutte le scene oscure e stancanti per la vista che quindi ti fanno vedere poco o niente di quello che succede sullo schermo come, per dire, SKELETON CREW, qui "apre tutto" come Biascica con non so quanti watt sempre in scena, pure in situazioni dove magari un po' di tenebra avrebbe giovato o perlomeno aggiustato un po' il tiro (migliorare no, non sarebbe possibile nemmeno con Vittorio Storaro).
In tutto questo pattume la canzone di Lucio, che comunque zitto zitto è apparso in quasi venti film durante la sua carriera, è senza dubbio l'unica cosa che si può salvare.
Oggi, 3 marzo, oltre ad essere il giorno successivo alla Notte Degli Oscar che ha visto vincitore Anora, con Adrien Brody invece premiato per The Brutalist, e cerimonia che si ricorderà anche per l'apparizione di Doja Cat, è la data che segna nel 1955 la prima apparizione in assoluto di un allora sconosciuto Elvis Presley in tv nel programma Louisiana Hayride.
In realtà c'era già stato l'anno prima ad ottobre in quel programma, ma allora tale show andava in onda solo alla radio (anche da noi certi programmi di successo come La Corrida erano nati per la radio) e quella volta il ragazzo aveva cantato THAT'S ALRIGHT MAMA, il suo primo 45 giri PUBBLICATO nel luglio del 1954 per presentarlo appunto al pubblico radiofonico, mentre stavolta in tv lo si poteva anche vedere per la prima volta ancheggiare in casa propria con tutto il suo carisma e, perché no, sex appeal.
Di quell'evento però non esistono purtroppo documenti video, ma solo foto come quella su in alto e qualche audio di pessima qualità.
Ciò che conta però è che quella sera Elvis lasciò un segno indelebile nei telespettatori, o meglio, nelle telespettatrici ammaliate dai suoi movimenti di bacino, al punto che forse manco stavano a sentire la canzone che cantava quel ragazzone col ciuffo impomatato.
Tant'è che il grande successo di quella prima apparizione lo porterà più avanti anche in altri programmi prestigiosi come l'ED SULLIVAN SHOW. Nasceva così quel mito che non si è mai spento.
Mentre, tornando a parlare di Doja Cat alla Notte Degli Oscar, non so se lei entrerà nel mito, però almeno un paio di foto
(una sul Red Carpet in abito di Balmain e l'altra durante l'esibizione) merita comunque di averle nel post di oggi.
A vederlo non li dimostra 70 anni, anche perché, per come era stato concepito il personaggio, in origine doveva essere un maialino intorno ai sette anni, mentre poi nei cartoon dei Looney Tunes sarà considerato adulto.
Sto parlando appunto di PORKY PIG che nella sua versione italiana a fumetti sarà conosciuto con diversi nomi fra i quali Pallino che sarà il più popolare.
Il debutto di Porky Pig avveniva infatti il 2 marzo del 1955 nel cartone di sette minuti Piccoli Artisti.
Tratto caratteristico del personaggio è una forte balbuzie resa bene anche nei doppiaggi italiani con diverse voci fra i quali Franco Latini, molto attivo con i personaggi dei cartoni, e pare che lo abbia doppiato, ma non ne ho la certezza assoluta da metterci la mano sul fuoco, persino una donna, Alida Cappellini che ho più nel mio cuore come la voce italiana di Gabrielle Drake in U.F.O. dove interpretava il TENENTE GAY ELLIS, quella che nel video qui sopra si alza dalla consolle e si reca nella sala relax dopo aver indossato qualcosa di più comodo.
E lo so che, gira gira, U.F.O. torna spesso nei post, ma se una serie è bella (anche grazie a Gabrielle Drake) c'è poco da fare...
Ok, lo prometto, cercherò di lasciare fuori Sanremo dai miei post per un po', anche fosse solo come località geografica, ma per farlo invece dal punto di vista musicale propongo oggi una band che sul palco dell'Ariston non c'è mai stata e si chiamano RUMOURS OF FLEETWOOD MAC.
Il loro nome dice chiaramente che musica fanno mettendo il titolo di UN DISCO considerato un capolavoro con il nome della band di cui portano in giro un ottimo tributo.
Si sente nel loro live tanta passione per quello che stanno facendo e a chi dice che sarebbe meglio ascoltare gli originali rispondo che purtroppo non sarebbe possibile poiché Christine McVie è mancata QUALCHE TEMPO fa (dopodiché STEVIE NICKS, l'altra voce femminile, ha dichiarato che per lei la band è definitivamente finita), come è morto anche PETER GREEN fondatore con Mick Fleetwood, ma allora, nei primi anni, con Peter sembravano tutt'altro gruppo.
Il periodo migliore infatti è arrivato da Rumours in poi, al quale ho dedicato UN POST se volete saperne di più.
Dopodiché ogni nuovo disco subiva inevitabilmente il confronto con quel campione di vendite, ma ne usciva sempre piuttosto bene perché comunque si trattava di lavori ottimi.
Cioè, i Fleetwood Mac sono stati una band che suonava davvero bene e i loro emuli attuali infatti non sono e non possono essere da meno dato che hanno anche ricevuto l'approvazione di Mick che saltuariamente è apparso dietro alla batteria come ospite nei loro concerti.
Però qui non succede come con i nostri ATTUALI MATIA BAZAR che nel loro organico non hanno più nessuno dei musicisti originali, ma ne mantengono il nome perché fa comodo così, con il problema che la mancanza di Antonella Ruggiero (o perlomeno Silvia Mezzanotte), confrontata con la nuova pur bella e brava frontwoman, si fa sentire davvero tanto.
Questi si chiamano Rumours Of Fleetwood Mac e assistere ad un loro concerto ti fa sembrare di vedere e sentire davvero gli originali.