Lo so che nel 2025, a fare quel nome, ai più viene in mente il cantante tatuato sulla faccia che a Sanremo si era presentato come un innovatore irriverente inneggiando alle droghe e baciando in bocca il suo chitarrista, mentre oggi, pur sempre tatuato, fa il dandy elegante e, ultimamente, anche ricciolino per giudicare ad X-Factor.
Eppure se torniamo indietro di 40 anni esatti, cade oggi l'anniversario non esattamente felice del sequestro del transatlantico Achille Lauro (suo omonimo solo artistico perché il cantante si chiama Lauro DeMarinis) da parte di un commando terrorista palestinese...
Si, avete letto bene, palestinese, ovvero quelli che adesso l'Italia cerca di aiutare andando laggiù in barchetta, facendo cortei pacifisti che poi, per colpa degli infiltrati teste di pazzo, degenerano in disordini violenti e inutili, per non dire di peggio.
Proprio quei palestinesi sequestrarono la nave con tutti i passeggeri a bordo e ne giustiziatorono freddamente uno che aveva la "colpa" di essere ebreo, ovvero Leon Klinghoffer, e che nel film per la tv, ma distribuito anche nelle sale negli Stati Uniti nel 1990, aveva il volto di Burt Lancaster.
Una produzione italiana/internazionale che poi sarà trasmessa l'anno successivo in due puntate sulla Rai per la durata complessiva di tre ore.
Certo, la storia va avanti e chiunque ha qualche macchia sul proprio diario se si vanno a sfogliare le pagine indietro, anzi, tanto per dire, anche noi italiani non è che ci siamo comportati poi benissimo andando ad invadere paesi a caso, tant'è che Gheddafi aveva istituito contro di noi la Giornata Della Vendetta a causa della nostra invasione in Libia avvenuta tra il 1911 e il 1912.
Ecco... Sia chiaro che non voglio fare nessuna morale a riguardo.
Volevo solo chiarire un po' di cose legate comunque all' attualità perché in questo mondo comunque ci vivo anche se sto su una galassia lontana lontana, e di cui forse chi conosce solo l'Achille Lauro cantante, magari, ne era all'oscuro.
Un verso di una famosa canzone scritta da Ivano Fossati e cantata egregiamente da Loredana Bertè intitola il post di oggi perché mi tocca aprire la settimana con un paio di addii dato che è mancato Remo Girone a 76 anni,
(qui sopra con la moglie Victoria Zinny) attore italiano noto soprattutto per aver interpretato il personaggio del criminale Tano Cariddi nella serie televisiva La Piovra, dove la mafia si mischiava con la finanza. Girone ha poi recitato in molte altre fiction e film italiani con ruoli anche completamente differenti pure con toni da commedia, ed è stato anche un attore di teatro.
Recentemente, parlando dei ruoli molto differenti dal Tano Cariddi, aveva anche ricoperto il ruolo di Enzo Ferrari in LE MANS '66 - LA GRANDE SFIDA, film di James Mangold del 2019 (Remo ha più volte recitato in prodotti internazionali) candidato a quattro premi Oscar i cui protagonisti sono Christian Bale e Matt Damon, ma la pellicola è costruita in realtà sulla rivalità tra i costruttori e non sulla gara vera e propria.
Altro nome che ci lascia è quello di Chris Dreja,
76 anni, ma qui andiamo nella storia della musica perché era stato il co-fondatore, con Jimmy Page, dei leggendari Yardbirds (quelli che Mike Bongiorno presentó come Gallinacci) dove allora era la seconda chitarra.
Jimmy poi, dopo lo scioglimento della band, lo avrebbe voluto come bassista per quel suo nuovo gruppo chiamato provvisoriamente New Yardbirds, ma lui declinó l'offerta per dedicarsi alla fotografia e difatti fu lui che immortaló Jimmy, Robert, John Paul e John detto Bonzo sulla foto del retro di copertina del loro primo album che uscì battezzando il gruppo con il nome dei Led Zeppelin.
Chris comunque era poi tornato a suonare nella reunion degli Yardbirds molti anni dopo negli anni 90, ma senza Jimmy Page.
L'attenzione è puntata anche oggi sugli anime e sulla loro musica perché è previsto per stasera alle 19.00 su Rai2, a distanza di cinquant’anni dall’esordio giapponese dell’anime, il ritorno sul piccolo schermo di Atlas UFO Robot, ovvero Goldrake, sul cui nome italiano errato potete avere qualche delucidazione QUI.
Esordio giapponese, come dicevo, ma sarà trasmesso poi anche in Italia con enorme successo, però solo a partire dal 1978 e nella stessa fascia oraria in cui torna oggi.
Di recente c'era stato un REMAKE bimbominkia che però aveva convinto poco e niente.
Di questo originale che oggi si merita di essere menzionato, è famosa la SIGLA D'APERTURA firmata da Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Luigi Albertelli dove trovi a cantare nel coro anche Fabio Concato, Silvia Annichiarico e Marco Ferradini, ed è lui, per dire, che urla i vari "lame rotanti", "albarda spaziale" et similia
nell'altra sigla esistente di Goldrake, quella che fa "Và distruggi il male e và".
Ma ricordiamo tutti anche quella di chiusura SHOOTING STAR che stava sul lato B dello stesso 45 giri, e sempre degli stessi autori, ma con il contributo fondamentale di Ares Tavolazzi al basso dove l'ex Area (che ha comunque suonato anche il lato A) si fa particolarmente sentire sul suo fretless che è il basso con il manico liscio, senza barrette metalliche, praticamente come quello di un contrabbasso, mentre la voce è di Douglas Meakin presente in diverse sigle di cartoni attribuite a fantomatici gruppi.
Allora cominciamo a lucidare le alabarde spaziali e appuntamento a stasera eh?
Compleanno dei trent'anni del mio anime preferito, ovvero Neon Genesis Evangelion
che il 4 ottobre del 1995 faceva il suo esordio con il primo episodio su Tokyo Tv e quindi oggi, per la musica del sabato, ecco la canzone della bellissima SIGLA D'APERTURA che so a memoria e, se volete, ve la canto in giapponese maccheronico (meglio di no). Episodio il primo che noi vedremo invece su MTV e che terminava lasciando tutto lì in sospeso e quindi per forza dovevi andare a vedere il secondo, ma poi anche il terzo è il quarto e così via.
Fino ad arrivare a quei due episodi finali raffazzonati a causa di una crisi all'interno dello Studio Gainax che improvvisamente tagliò i fondi, per cui Hideaki Anno ne realizzó anni dopo altri due molto migliori a grande richiesta dei fans che hanno tributato il loro affetto anche facendo rivivere live action i personaggi nei raduni di cosplayers.
Cosa c'è di tanto speciale in Evangelion? Innanzitutto NON è il solito anime di robottoni che si randellano come se non ci fosse un domani come potrebbe sembrare a prima vista, ma contiene in realtà un sottotesto di crescita personale del giovane Shinji e del suo rapporto con il freddo e dispotico padre Gendo.
Sia chiaro che l'azione c'è eccome e, anzi, Hideaki ci va giù a mani basse con animazioni spettacolari già dalle prime scene, ma poi si parla anche di clonazione umana, e soprattutto sono intriganti tutti i continui riferimenti alla religione cristiana che, dopo aver visto la serie, forse non ne esce benissimo (e se l'immagine qui sotto vi ricorda qualcosa forse non è un caso).
Tanto per dire... anche la canzone della sigla postata lassù in alto si chiama Zankoku Na Tenshi No These, ovvero La Tesi Degli Angeli Crudeli, il che è già tutto un programma.
Non contento, il signor Anno aveva anche fatto uscire al cinema The End Of Evangelion che mostrava una conclusione ancora differente e con scene poco adatte alla televisione.
Una curiosità sul film è che era diviso in due parti nette Death e Rebirth, con la prima che in pratica era un riassunto condensato della serie tv e terminava con dei veri e propri titoli di coda, per cui molti spettatori se ne andarono in quel momento dalla sala di proiezione pensando che fosse finito così e rimanendo ovviamente delusi.
Ma la saga di Evangelion non sarebbe ancora terminata poiché Hideaki ha poi realizzato anche quattro film dei quali il primo riprende la storia originale con molte delle scene già viste, ma arricchite da nuove animazioni in CGI, mentre nei successivi tutto prende una strada differente con anche l'ingresso di nuovi personaggi.
I quattro film sono su Prime Video, mentre la serie tv era stata pubblicata su Netflix con quell'INFAUSTO RIDOPPIAGGIO firmato da Gualtiero Cannarsi.
Concludo con la sigla di chiusura che suonava sui titoli di coda della serie tv, ovvero una cover della nota FLY ME TO THE MOON famosa per Frank Sinatra. P.s.
Durante tutti questi anni si è fatto spesso un gran parlare di un Live Action molto richiesto dai fans e Guillermo Del Toro con Pacific Rim si era ispirato molto alla saga di Neon Genesis Evangelion, ma il film non era assolutamente un suo remake.
Beh... conoscendo Hideaki Anno per come ragiona, secondo me in realtà la faccenda potrebbe non essere ancora finita.
Forse potreste rimanere straniati nel vedere questa famosa locandina non esattamente come la ricordavate.
Certo, perché si tratta di Balla Coi Lupi, strapremiato agli Oscar, ma la locandina però riporta il nome di Renato Casaro, ovvero colui che l'aveva disegnata e che è mancato pochi giorni fa ormai prossimo ai 90 anni, come tre anni fa ci aveva lasciati anche ENZO SCIOTTI, altro artista del poster cinematografico perché ai tempi si usava fare così ed era molto meglio di certi brutti photoshop attuali,
prendendo come esempio fra le più brutte locandine (o copertine di dvd/Blu-ray) quella di Furiosa.
Ecco allora, come avevo fatto per Enzo, una breve galleria di altre sue opere, tutte firmate da Renato che probabilmente aveva una certa predilezione per il western all'italiana, mentre Sciotti, se ricordate, si era indirizzato più verso horror e thriller.
E dico opere perché di vere e proprie opere artistiche si tratta.
Anche quest'anno ve lo ricordo che oggi è la FESTA DEI NONNI e lo faccio anche perché è di scena un nonno molto speciale che si chiama Piero Pelù.
È stato infatti presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia il documentario Piero Pelù - Rumore Dentro che racconta un capitolo importante e difficile della vita del leader fondatore (con Ghigo Renzulli) dei Litfiba e sarà distribuito nei cinema il 10, 11 e 12 novembre prossimi. Era l'ottobre del 2022 e Piero stava registrando in studio quando, per un errore tecnico, in cuffia gli è arrivato un suono violento, talmente forte che il rocker ha perduto i sensi per il dolore.
Questo "errore" gli ha provocato un danno acustico permanente che lo ha portato alla cancellazione del tour e lo ha costretto a sospendere momentaneamente anche ogni lavoro in studio.
Dallo stop forzato che ha causato una forte depressione al nostro amico, è nato un momento introspettivo durante il quale Piero ha scritto un nuovo album di cui parla anche nel film.
Pellicola questa che inframmezza immagini di archivio con quelle da road movie appartenenti ad un viaggio spirituale in Camargue che Pelù ha fatto in onore di Santa Sarah la Nera protettrice dei viaggiatori e che lui porta tatuata sulle braccia,
perché un rocker, sempre in tour, è tutto sommato anche lui un viaggiatore che macina chilometri su chilometri.
Ma non dico altro per non rovinare la visione che potrebbe sicuramente interessare ad alcuni amici di blog come MIKIMOZ.
Oggi, così come per ricollegarmi al POST DI IERI, dalla cineteca del potentissimo Professor Guidobaldo Maria Riccardelli (naturalmente scherzo) tiro fuori un nome che potrei definire unico: Karel Zeman,
che non è l'allenatore di calcio, bensì un regista cecoslovacco che negli anni 50 aveva realizzato una serie di corti e lungometraggi in cui mescolava abilmente la recitazione live action con l'animazione a passo uno (quella amata da Tim Burton), ma con la caratteristica che gli sfondi parevano stampe ottocentesche e le parti animate avevano un gusto retrò in stile vittoriano (in effetti anche quello amato da Tim Burton)
Ricordo che molti anni fa Rai 2 nella fascia preserale aveva mandato in onda una rassegna dei suoi film e ne ero rimasto estasiato.
Purtroppo ormai l'unico suo film recuperabile è La Diabolica Invenzione, del 1958 ed ispirato ai romanzi di Jules Verne (si, ditemelo che si chiama come i figli di Doc Emmett Brown😜), con il doppiaggio italiano che vede all'opera nomi meravigliosi come Emilio Cigoli, Maria Pia Di Meo e Carletto Romano.
C'è integrale su YouTube e sono sicuro che un paio di foto non bastano per descriverlo, così posto anche il TRAILER che era stato realizzato ex novo nel 2015 in occasione del suo restauro.