domenica 15 marzo 2026

WORLD CONTACT DAY, OVVERO: CHE LA PACE UNIVERSALE SIA CON VOI

 Oggi, cioè stanotte, per i nostri amici oltreoceano ci sarà la Notte Degli Oscar di cui quest'anno non ho visto ancora nemmeno un titolo candidato e sicuramente recupereró, ma è  anche il World Contact Day, ovvero la Giornata Mondiale del Contatto, evento ideato nel 1953 dall'International Flying Saucer Bureau. 

Ecco... la cosa buffa è che tale evento invita a inviare pensieri di pace verso lo spazio, mentre sappiamo tutti che ce ne sarebbe molto più bisogno qui sulla Terra e glielo dico direttamente a quello là che forse sta credendo di giocare a Risiko con le vite degli altri.

A parte questo torniamo al nostro World Contact Day, ovvero una giornata simbolica per tentare un contatto "mentale" o pacifico con eventuali civiltà extraterrestri sperando che non si rivelino come quelle di MARS ATTACKS!, e promossa dal giornalista Albert K. Bender, fondatore del Bureau,


cioè colui che diede anche origine alla leggenda dei Men In Black raccontando di aver ricevuto la visita di questi figuri vestiti di nero che si impossessarono di molto materiale che aveva raccolto sull'esistenza degli UFO 
Il giornalista disse che all'inizio pensava fossero agenti governativi, ma in seguito avrebbe avuto delle rivelazioni sul fatto che fossero degli alieni.
Vabbè, era facile raccontare fandonie del genere 70 anni fa con la gente che credeva a tutto e con i film di fantascienza dell'epoca come LA GUERRA DEI MONDI o Devil Girl From Mars.

Fatto sta che molto più di recente i Men In Black, opportunamente rivisti, diventeranno anche una serie di film.
Piccola parentesi sul cognome Bender che siccome è anche il nome del robot di Futurama,


pensavo che Matt Groening avesse scelto di battezzare cosi il personaggio pensando ad Albert, mentre invece l'idea gli sarebbe arrivata da John Bender, uno dei ragazzi di BREAKFAST CLUB, film assolutamente da vedere se non l'avete già fatto.
Ma torniamo all'idea dell'evento che nasceva in testa ad Albert durante la corsa agli avvistamenti UFO degli anni '50, e vista oggi pare una cosa molto da nerd o da Big Bang Theory, se vogliamo, essendo attualmente ricordata principalmente dagli appassionati di ufologia e fantascienza. 
Come avevo scritto molto tempo fa, la giornata ha anche un suo inno ufficiale nella canzone dei Carpenters CALLING OCCUPANTS OF INTERPLANETARY CRAFT,

che sarà pure zuccherosa e pacchiana, ma a me piace un sacco ed ho molti bei ricordi legati ad essa che ho raccontato in un VECCHIO POST, per cui mi pare giusto farla suonare anche oggi, dando anche un'occhiata in cielo che non si sa mai... 

sabato 14 marzo 2026

MEZZO SECOLO DI MUSIC... E ALTRE STORIE AL TERMINE

 Durante questo marzo, come abbiamo visto nei giorni scorsi, ben tre film famosi hanno compiuto gli anni con diverse età ciascuno e anche di generi molto differenti.


Anche la musica nel 1976 ha segnato una data importante, quella del 5 marzo (quindi qui siamo coetanei del FILM di Asterix) poiché veniva pubblicato il secondo singolo dall'album Rebel di John Miles ed era MUSIC.
Cioè mica la solita canzonetta, ma un brano che dura quasi sei minuti dove si sente eccome la mano(na) di Alan Parsons come produttore, e infatti John canterà anche in alcune canzoni del Project. 
Monumentale forse è l'aggettivo che piu si adatta a Music, ed è una canzone che nonostante il passare degli anni non passa mai di moda, tant'è che negli anni 90

è stata pure ballata in discoteca nella VERSIONE DANCE di Fargetta, e nel 2001 i Camaleonti ne hanno fatto una cover in italiano

dal titolo MUSICA E MEMORIA
Per la cronaca, e per sentire le evidenti differenze, questo era stato invece HIGHFLY, il singolo precedente 

estratto dallo stesso album e quest'altro REMEMBER YESTERDAY invece arriverà poco dopo nel successivo LP Strangers In The City, cioè entrambe canzoni discrete, piacevoli, ma non al livello di Music.

E questo forse spiega anche come mai il successo di quel brano (che nell'album viene anche riproposto come REPRISE in coda al disco)

purtroppo non sia mai stato bissato da John Miles, che comunque, grazie a quella canzone, si è creato la sua fama e lo si è visto partecipare spesso ad eventi dove veniva invitato a cantare quel suo "primo amore per la musica" che per certi versi è stato anche il mio, ma con molto meno successo di pubblico. 
Non si ferma qui la, musica del sabato perché purtroppo ci sono anche un paio di addii (anche John È MANCATO alla fine del 2021) a cominciare da Walter Martino, 72 anni e batterista dei Goblin in quel 1975 che li rese famosi per la colonna sonora di PROFONDO ROSSO
Walter, che era stato uno dei compositori proprio della TITLE TRACK,

aveva poi lasciato la band dopo quell'album, ma con il resto dei Goblin era rimasto sempre in contatto e infatti la band, seppure completamente rivoluzionata, ne ha annunciato di recente la morte. 
Un altro che ci ha lasciato è Tommy DeCarlo, 60 anni e successore di Brad Delp nel ruolo di cantante dei BOSTON dopo esserne stato fan all'età di 12 anni. 
Pensa a volte il destino cosa ti può riservare, eh? 
Tommy purtroppo è stato stroncato di recente da un cancro al cervello

e in questo abile montaggio qui sotto vediamo e sentiamo sia lui che Brad eseguire dal vivo MORE THAN A FEELING, la canzone simbolo della band capitanata dal chitarrista polistrumentista Tom Scholz che dopo i primi due meravigliosi album lascerà passare molto tempo prima di pubblicare a metà anni 80 il terzo suonato tutto da lui, con l'aiuto di una batteria elettronica, e sempre cantato da Brad.

Anche Enrica Bonaccorti era stata legata alla musica avendo scritto le parole di canzoni famose come La Lontananza per Domenico Modugno. 
L'attrice e presentatrice ha perduto a 76 anni la dura battaglia che da lungo tempo stava combattendo contro un tumore al pancreas.

Oltre alla conduzione di Non È La Rai per Mediaset, è da ricordare quella volta che sulla Rai durante Pronto Chi Gioca? una concorrente al telefono diede la risposta esatta del quiz ancora prima che Enrica le facesse la domanda, scoperchiando così qualche intrallazzo riguardante i giochi in tv truccati.
In conclusione segnalo che è morto anche lui per un tumore a 50 anni il collega (lo dico con la massima umiltà) Luca Conti, che nei primi anni Duemila fu uno dei blogger più importanti e letti in Italia.

Conti, anche scrittore di libri, si occupava soprattutto di tecnologia, internet e ambiente ed ebbe occasione anche di collaborare con vari giornali, tra cui il Sole 24 Ore, di insegnare all’Università Bicocca di Milano e di lavorare come consulente per la comunicazione e il marketing nel settore digitale.
Addio Walter, Tommy, Enrica e Luca. 

venerdì 13 marzo 2026

FRANCO BATTIATO: IL LUNGO VIAGGIO (NON COSÌ LUNGO, FORSE)

 Come era accaduto per TRON: ARES, sul web si è scatenata una marea di critiche anche per Il Lungo Viaggio,


il film per breve tempo al cinema e poi trasmesso di recente da Rai1, che racconta la vita di Franco Battiato dall'infanzia in Sicilia (quando si rompe quel naso che sarà il suo tratto distintivo) fino a La Cura. 
Brano che torna più volte durante la visione a sottolineare momenti particolarmente intensi e anzi i suoi suoni si sentono già in apertura nella sequenza onirica sull'Etna innevato

e che torna anch'essa più volte. 
A parte la bravura di Dario Aita che interpreta Franco in maniera impeccabile nei movimenti e nella parlata identica, cantando anche tutte le canzoni contenute nel film che sono state risuonate ex-novo, compresi i videoclip rifatti identici, nella storia raccontata e che rimane dentro alle due ore, io ci ho trovato tutto quello che di fondamentale doveva esserci, 

cioè il periodo milanese della musica d'avanguardia sperimentale dopo un precedente passaggio nella musica leggera che però viene saltato e solo citato (in effetti non era così necessario per la narrazione). 
Periodo però che non portava nessun guadagno, anzi sui giornali dell'epoca fioccavano le recensioni negative sulle performances live elettroniche di Franco e i musicisti che lo accompagnavano. 
Particolare questo che non viene citato, ma era successo davvero di essere definito buffone. 
Per certi versi parevano le sperimentazioni sonore di Albanese nel suo ULTIMO FILM
Tuttavia uno di quei brani cervellotici dal mood particolarmente inquietante diventerà la sigla di TG2 DOSSIER,

ma anche questo nel film non viene detto. 
Ma siccome Battiato deve anche mangiare almeno ogni tanto, ad un certo punto decide di trarre profitto dalla musica e riesce a strappare un contratto con la EMI. 
Nasce così, incontrando Giusto Pio, L'ERA DEL CINGHIALE BIANCO con quel velocissimo solo di violino che nel 1979 farà alzare il sopracciglio agli ascoltatori delle radio,

grazie anche al testo che non parla di sole, cuore e amore, ma di alberghi a Tunisi, studenti di Damasco e sigarette turche. 
Il successivo Patriots però, specialmente per le vendite, non convince la casa discografica che invece preme per avere un disco da piazzare in classifica (d'altronde è quello il lavoro delle majors). 
Ed è a questo punto che Battiato lancia una nuova sfida, cioè va bene fare un disco da classifica, ma sarà senza filler inutili, cioè senza brani messi lì solo per allungare il minutaggio. 
Quando la EMI si vede proporre un disco contenente solo sette canzoni per un totale di 31 minuti scarsi, non esita ad esprimere i suoi dubbi su chi comprerà un album così breve, ma a pensarci bene è meglio un prodotto perfetto, ma essenziale oppure un'ora riempita con cose inutili?

Le vendite diedero ragione a Franco e LA VOCE DEL PADRONE rimane il suo capolavoro con tutte, ma proprio tutte e sette le canzoni passatissime in tutte le radio. 
Da lì a scrivere canzoni anche per altri cantanti il passo sarà breve e infatti Alice vincerà il Festival di Sanremo con PER ELISA scritta da lei con Battiato e Pio

e che porterà entrambi (Franco e Alice) all'Eurofestival, quello che poi diventerà l'Eurovision Song Contest (altro episodio che non si vede). 
Cosa che farà leggermente irritare la conterranea Giuni Russo che stava aspettando da un pò una canzone da Franco, e scena che qualcuno ha erroneamente creduto mostrasse una rivalità tra le due cantanti. 
In realtà non era mai stato così e per lei da Franco arriverà UN'ESTATE AL MARE che sarà un grande successo anche in discoteca.

Ma Giuni allora si trovava sotto l'ala protettiva di Caterina Caselli con la quale (apro un'altra parentesi che non c'è nel film) invece nacquero presto i veri dissapori poiché Caterina insisteva per tenere Giuni su un registro leggero, canzonettaro, mentre lei, che aveva doti vocali pazzesche, avrebbe preferito poter mostrare di più le sue capacità. 
Nel film si salta anche il periodo successivo de L'Arca Di Noè, disco in effetti meno di successo rispetto all'imbattibile precedente per cui comprendo la scelta di passare oltre, ma nel mio caso personale quel tour (altra ulteriore parentesi) fu anche il mio primo incontro live con Battiato che si portava dietro anche Alberto Radius alla chitarra e tutto il Coro dei Madrigalisti. 
Quindi per me non c'è nessuna critica negativa sul film se non una nota tecnica per l'effetto speciale leggermente scrauso che lo mostra sul palco dell'Arena di Verona dove si nota benissimo che il pubblico, anche se opportunamente sfocato, è posticcio e, specialmente in un'inquadratura, guarda da tutt'altra parte e applaude così a caso. 
Ma è una piccolezza rispetto alle due ore che questo film mi ha fatto passare tra i ricordi. Ma ai soliti mai contenti tutto questo non è bastato e allora giù critiche sui social e sul web. 
Che poi, se diventava un film di tre ore, magari gli stessi sarebbero stati lì a dire che era un mattone troppo lungo e che noia, che barba... 
De gustibus... 
E se non l'avete visto consiglio ancheIL CORAGGIO DI ESSERE FRANCO, un bel documentario sempre su di lui che, come scrissi in quel post, per me è stato "un amico con cui ho passato durante gli anni 80 una Summer On A Solitary Beach, cercando quel Centro Di Gravità Permanente, e volando via, grazie ad un Sentimiento Nuevo, come Gli Uccelli, per infine alzare Bandiera Bianca avendo trovato finalmente Segnali Di Vita al carnevale estivo sopra i carri in maschera dove stanno suonando Cuccurruccuccù" (la sintesi del suo disco di maggior successo).

giovedì 12 marzo 2026

LE 12 FATICHE DI ASTERIX: UN FILM CHE INVECCHIA BENE

 Le 12 Fatiche Di Asterix usciva il 12 marzo (sarà un caso?), ma secondo alcune fonti sarebbe stato distribuito invece il 20 ottobre del 1976.


Giorno più giorno meno, mese più mese meno, poco importa. 
Anzi nello stesso giorno usciva in Italia non questo, ma Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo di cui ho parlato DI RECENTE, quindi per noi anche il film con Jack Nicholson compie mezzo secolo, ma in realtà era uscito negli States già a novembre del 1975.
Direi che anche qui vale il discorso del "mese più mese meno".
Fatto sta che anche il film animato con Asterix & Obelix compie 50 anni ed è uno dei migliori della saga tratta dai fumetti di Goscinny & Uderzo, forse perché sembra per bambini ma sotto sotto non lo è. 
Farsi prendere per i fondelli dai Galli era una prerogativa dei Romani, ma quella volta Cesare vuole alzare l'asticella e decide di mettere alla prova questi "campioni" con 12 prove da superare come fossero le mitiche fatiche di Ercole.

Prove una più esilarante dell'altra con un'animazione del 1976 che non è certo quella della Pixar, ma sa fare il suo lavoro perfettamente al servizio della comicità. Film questo che da noi è arrivato direttamente in tv la vigilia di Natale del 1982 su Canale 5 e non al cinema, mentre l'edizione dvd (vedi in alto) presenta il titolo leggermente modificato solo perché, per una questione di marketing, si preferiva mettere Asterix in grande prima di tutto il resto. 
In effetti sei anni sono tanti, ma tranquilli che nessuno quella sera davanti alla tv se ne era accorto.

E nemmeno una recente visione farebbe pesare la sua età. 

mercoledì 11 marzo 2026

FALLOUT 2: QUALCOSA È CAMBIATO

 La seconda stagione di Fallout viene concentrata soprattutto sul Ghoul/Cooper Howard


e i moltissimi flashback che ci rivelano molto del suo passato prima di quell'evento che ha costretto la popolazione nei Vault, cioè dei rifugi antiatomici mentre all'esterno i sopravvissuti o mutati hanno continuato una vita tornata alle regole della legge del più forte, dove se un uomo con la pistola incontra un uomo (o una donna) col fucile...

Si, non è un Western però l'atmosfera è quella con l'aggiunta di creature mostruose a complicare ulteriormente la faccenda. 
Ci sono anche due camei: uno di McCauley Culkin ormai cresciuto ben bene (pare Taika Waititi biondo) e un altro fulmineo di Clancy Brown, l'ex Kurgan di HIGHLANDER (vedi che quando si parlava ieri del diavolo...).

Tuttavia c'è meno mistero ed effetto sorpresa che nella STAGIONE PRECEDENTE che a me aveva gasato tantissimo e penso che, da quello che avevo scritto, si capisse chiaramente.
Qui (a parte un paio di colpi ben assestati) sembra quasi come se le cose andassero avanti senza una sceneggiatura ben precisa. 
Jonathan Nolan e Lisa Joy stanno nuovamente passando la crisi che ha avuto in pochi episodi INVERSO - THE PERIPHERAL tanto da essere cancellata da Prime Video una seconda stagione? Vedremo... 

martedì 10 marzo 2026

HIGHLANDER - L'ULTIMO IMMORTALE: 40 ANNI FA (O FORSE ANCHE PRIMA?) INIZIAVA TUTTO COSÌ

 Anche oggi un film fantascientifico o forse decisamente più fantasy che compie gli anni.


Non sono 70 come IERI, ma solo 40 anni per Highlander che continua comunque ad essere un oggetto cinematografico unico. 
Si, unico come dice la sua frase ricorrente "ne resterà soltanto uno" perché del seguito è meglio non parlarne, anche se io l'ho fatto QUI TEMPO FA perché delle cose trash ne ho fatto una ragione di vita, basta prenderle nel verso giusto, cioè il perculamento. 
Il primo Highlander era uscito in sala per la prima volta il 7 marzo del 1986 (il 30 ottobre invece per l'Italia), ma l'accoglienza al botteghino fu deludente. 
Tuttavia quest’avventura fatta di spadoni nascosti chissà come sotto l'impermeabile e decapitazioni diventerà ugualmente un cult, tanto che ne è stato minacciato annunciato un nuovo remake (necessario?) con Henry Cavill, Russell Crowe e Dave Bautista. 
Ne è stata tratta anche una serie tv con Adrian Paul negli anni 90, carina, ma non l'avevo seguita tutta. 
La storia di Highlander nasce per certi versi anche grazie all'idea di Ridley Scott che nel 1977 con I Duellanti

aveva debuttato portando in scena una vicenda che aveva qualche analogia, quella di due uomini (Keith Carradine e Harvey Keitel) impegnati in un duello infinito aggiungendo qui, nel film di oggi, che tale duello si protrae attraverso i secoli. 
Il film usciva in pieni anni 80 dominati da Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger o Bruce Willis che portavano in scena personaggi molto diversi da Connor MacLeod, montanaro della Highlands scozzesi del XVI secolo, finito nella New York del 1985 a decapitare a colpi di spada un misterioso nemico. 
La prima scelta per Connor cadde su Kurt Russell che pareva perfetto essendo stato Jena (Snake) Plissken, poi si pensò a Mickey Rourke, Micheal Douglas, Kevin Costner… 
Russell Mulcahy, regista di videoclip musicali, però vide Lambert in Greystoke - La leggenda di Tarzan, e capì di aver trovato il suo uomo in Christopher anche se costui non parlava una parola di inglese e lo imparò appositamente per il film. 

Con l'entrata nel cast di Sean Connery il duo era bello che formato anche se non si tratta di una coppia come Spencer & Hill, anzi era pronto a creare invece un classico rapporto maestro-allievo per contrastare Kurgan, l'avversario interpretato da un cattivissimo (e grosso) Clancy Brown, e quando azzecchi il cattivo in un film, il più dovrebbe essere già fatto.

Non per me che lo vedrò per la prima volta in home video perché in quel 1986 stavo vivendo un periodo particolarmente intenso tra radio, discoteche e pure qualche immancabile flirt, e quindi portare una ragazza a vedere un film così non pareva carino. 
Da Conan Il Barbaro di John Milius, che ha dato il via, poi ecco che è stato tutto un fiorire di spade, creature fantastiche, guerrieri mitici. 
Ladyhawke, LEGEND, EXCALIBUR, LA STORIA INFINITA, Scontro Di Titani e tanti altri ne seguiranno, arrivando anche poi alla saga del Signore Degli Anelli. 
Quello è anche il decennio di He-Man

(si, c'era anche il tremendo film live action, vabbè, di cui è in arrivo il remake), di Kenshiro, de I Cavalieri Dello Zodiaco. 
Qui però il tono è leggermente diverso perché si racconta una storia tormentata di sopravvivenza che fa perdonare anche certi effetti speciali non eccelsi (ma quarant'anni fa andavano bene).

Un aiuto non da poco lo avrà dalla COLONNA SONORA firmata dai Queen, forse a conti fatti meglio recepita del film stesso alla sua uscita. 
Comunque, come spesso ho scritto qui nel blog, questo non è l'unico caso di pellicole che poi vengono giustamente rivalutate nel tempo. 

lunedì 9 marzo 2026

IL PIANETA PROIBITO HA COMPIUTO 70 ANNI

 Quest’anno Il Pianeta Proibito (Forbidden Planet) compie 70 anni,


infatti era uscito nel marzo del 1956, prodotto dalla MGM, diretto da Fred M. Wilcox e interpretato da Walter Pidgeon, Anne Francis e Leslie Nielsen, proprio quell'attore che per molti sarà poi legato solo ai film comico-demenziali. 
Qui da queste parti ne avevo già parlato MOLTO TEMPO FA, ma oggi, in occasione dell'anniversario, è il caso di approfondire un pò la conoscenza di questo film
Intanto l'azione stavolta si svolgeva nello spazio e non più sulla terra che, come spesso si vedeva nei film dell'epoca, veniva invasa o perlomeno visitata da esseri di altri pianeti. 
Infatti i nostri protagonisti stanno viaggiando alla velocità della luce su un'astronave alla ricerca di una spedizione scomparsa,

con questo veicolo spaziale che, anche se più essenziale con la forma del classico disco volante, anticipa l'Enterprise di Star Trek, serie tv che arriverà nove anni dopo e proprio Gene Roddenberry (il creatore della serie) disse chiaramente di aver avuto molta ispirazione per il suo prodotto guardando il film. 
E cosi, viaggiando viaggiando, ecco che l'equipaggio arriva su Altair IV, un pianeta lontano in orbita attorno a un’altra stella per trovarsi presto a fare i conti con i misteri del luogo. 
Oltre alla particolare colonna sonora di Bebe e Louis Barron fatta di pulsazioni, echi, vibrazioni tutte ottenute elettronicamente, tutti ricordiamo Robby the Robot, un personaggio che al di fuori del film è diventato una vera e propria icona. 
Pensate che in Italia gli dava la voce Alberto Lupo, mentre Nino Manfredi doppiava il cuoco di bordo.

Il film ottenne la nomination agli Oscar per gli effetti speciali, per l'epoca avanzatissimi, ma niente statuetta che invece andò a I Dieci Comandamenti, altra grande pellicola che bisogna necessariamente avere visto almeno una volta nella vita. 
Già nel precedente post citavo come punto debole la visione del mostro animato che era presente grazie ad un piccolo aiuto della Disney, e infatti risultano molto più efficaci le scene, ottenute con effetti fisici, in cui non lo si vede, ma c'è mentre lascia impronte o piega i gradini della scaletta.

Piccolo ricordo personale: lo avevo visto la prima volta in tv, ancora in bianco e nero, durante una rassegna di film di fantascienza che la Rai mandava in onda nel pomeriggio, e solo in anni successivi ho goduto della visione a colori rendendomi conto di quanto il procedimento della Eastmancolor (più recente, più economico e più naturale nella resa cromatica piuttosto che il Technicolor che dava dei colori molto accesi) aggiungesse alla bellezza del film.  Ma sicuramente le note tecniche non sono la parte più interessante del film, perlomeno per lo spettatore medio, per cui il consiglio migliore è di guardarlo con occhio nostalgico per poter perdonare certe ingenuità che inevitabilmente ci sono in un prodotto di settant'anni fa.  Dubito tuttavia che al mondo ci sia ancora qualcuno che non ha mai visto questo film che pesca la sua sceneggiatura dall'opera di uno piuttosto bravo che si chiamava William Shakespeare e ai suoi tempi l'aveva intitolata "La Tempesta".

WORLD CONTACT DAY, OVVERO: CHE LA PACE UNIVERSALE SIA CON VOI

 Oggi, cioè stanotte, per i nostri amici oltreoceano ci sarà la Notte Degli Oscar di cui quest'anno non ho visto ancora nemmeno un titol...