lunedì 4 luglio 2022

GIORNATA DI ADDII (PIÙ O MENO FAMOSI) FRA MUSICA, ANIME E CINEMA

 Erano gli sgoccioli degli anni 80 (1989 per la precisione) e un bel giorno nella radio privata in cui bazzicavo arriva un 45 giri promozionale dalla Carosello, quell' etichetta per cui incideva il vero Vasco Rossi e non quel sosia che fa canzoni dalle grandi musiche suonate da musicisti della Madonna, ma con testi da prima elementare e che si capisce che è un impostore anche da quella famosa foto che lo mostra mentre attraversa le striscie pedonali di Zocca dove si vede in lontananza anche un Maggiolone Volkswagen, a piedi scalzi insieme a Giovanni, Giorgio e Riccardo, chiamato anche Ringo, come il famoso deejay radiofonico, e, anzi, si racconta che un gruppo inglese si sia ispirato proprio a quella foto per la copertina di un album. 

Ma torniamo a noi e al disco in questione che mi era capitato tra le mani: si trattava di un singolo promozionale di una voce nuova e... Patapam! 
Per me fu un colpo di fulmine quella canzone dal titolo DIALOGHI che presentava passaggi armonici molto particolari e una voce a tratti lirica, così affascinante a tal punto che mi ero registrato una cassetta dove girava di continuo lo stesso brano come quando metti il repeat sul cd. 
La cantante era Irene Fargo, capelli a caschetto e bellezza da bambola di porcellana, che più avanti scoprirò chiamarsi in realtà Flavia Pozzaglio, ex voce di un coro polifonico e in seguito anche attrice teatrale e interprete di classici napoletani che, purtroppo, ci ha lasciati a soli 59 anni, cosa che mi ha toccato profondamente proprio per il fatto di averla scoperta così da subito, dal suo primo 45 giri (si dice che il primo disco non si scorda mai... o qualcosa del genere) facendomela sentire come un'amica anche se non l'avevo mai conosciuta di persona. 
Invece al grande pubblico, e anche a chi sta leggendo, probabilmente sarà stata più nota per la sue due partecipazioni al Festival Di Sanremo, prima nel 91 con LA DONNA DI IBSEN grazie alla quale arrivò seconda nelle nuove proposte,

e poi anche per COME UNA TURANDOT, dalle atmosfere dichiaratamente pucciniane, per la quale ottenne lo stesso piazzamento nel 92.
Ma non ditemi che quel suo primo 45 giri di cui sopra, seppure poco conosciuto, non è una canzone meravigliosa sennò vengo lì a farvi la festa in meno di 12 Parsec. 
Decisamente più famoso, se non altro per una carriera pluridecennale che parte dagli anni 60, era Tonino Cripezzi, da sempre pianista e diventato una delle due voci dei Camaleonti

dopo l'abbandono di Riki Maiocchi, mentre l'altro cantante è Livio Macchia, il bassista della band cioè il riccio col baffo dal timbro un po' più marcato. 
Tonino aveva 76 anni ed è stato trovato senza vita in una camera d'albergo dopo un concerto, e la sua era quella voce dal caratteristico vibrato come se fosse collegato al Leslie dell'Hammond (un catafalco pesantissimo), come la si sente in questa cover dei Procol Harum, la famosa Homburg che per noi italiani era L'ORA DELL'AMORE.
Salutiamo per l'ultima volta anche Michiaki Watanabe, compositore giapponese di colonne sonore e noto nel giro degli anime per le sigle originali di un sacco di prodotti tipo Mazinga Z, Il Grande Mazinga, Ufo Robot Goldrake Contro Il Grande Mazinga, Jeeg Robot D'Acciao, insomma quasi tutti i più famosi robottoni, ma nel mucchio aveva messo le mani anche su Dragonball.

Michiaki aveva 96 anni ed è deceduto a causa di un'insufficienza cardiaca. 
E per finire, giusto per non farci mancare nulla, anche il cinema è in lutto per la morte di Joe Turkel a 94 anni, attore che ricordiamo tutti per essere stato il capo della Tyrell,

la ditta creatrice di replicanti di BLADE RUNNER, ma in precedenza aveva ricoperto con Kubrick anche l'iconico ruolo dell'inquietante barista Lloyd di Shining, come si vede dalla sua foto autografata.

Addio Irene (Flavia), Tonino, Michiaki e Joe. 

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