È il 1982, l'anno dei mondiali come dice in una famosa canzone Venditti (anche se lui parlava di quelli del 66 e 86) e al cinema esce il remake di La Cosa Da Un Altro Mondo, un classico della fantascienza in bianco e nero; questo è a colori, lo dirige John Carpenter e si chiama quasi come l'originale, ma con più sintesi, cioè La Cosa.
Nella sala buia noi della cumpa non credevamo ai nostri occhi per quanto stavamo vedendo sullo schermo: un tale body-horror così reale non c'era mai stato prima (grandioso Rob Bottin e i suoi effetti speciali).
E molte idee viste in quel film le ritroveremo in futuro come la testa-ragno di It Capitolo Due che ho citato
QUI o il cadavere in mutazione di Swamp Thing di cui invece ho parlato
QUI.
La storia ha generato anche un prequel ambientato nella base norvegese da cui arrivava il cane che apre il film di Carpenter.
Ma su tutto questo aleggia un alone di mistero, perché in patria questo film, con la soundtrack firmata da
Ennio Morricone (guarda un po' chi si rivede), risulterà un flop, si dice un po' a causa della diffidenza imperante allora per i remake dei classici e un po' perché in contemporanea esce pure
E.T. con un alieno buono diametralmente opposto alla mostruosità sanguinolenta proposta da Carpenter.
A questo proposito però consiglio di diffidare della versione che trasmette di solito Italia 1 perché è pesantemente tagliata nelle scene più truculente, mentre il bello del film risiede proprio in quell' orgia di sangue, ossa e carne che muta forma davanti ai nostri occhi senza limite alcuno.
Si, lo so che per me, per te, per tutti i cinefili più o meno appassionati di horror può apparire assurdo, ma forse davvero per alcuni questo film può risultare troppo spaventoso.
Non so... sono solo supposizioni, e si sa che fine fanno le cose quando sono "supposte" (umorismo umoristico),
al punto che, riguardo al famoso flop, posso solo concludere citando un'altra canzone, ma stavolta di Tiziano Ferro... Non Me Lo So Spiegare...