lunedì 23 novembre 2020

LA VITA DAVANTI A SÉ: NON MALE, MA SMETTIAMOLA DI PARLARE DI OSCAR

 Mettiamoci un attimo nei panni di Edoardo Dodò Ponti, regista di questo film nonché figlio di Sophia Loren. Ce l'hai il coraggio te di dire a tale madre "A mammà, l'hai recitata che è na chiavica. Mò la rifacciamo"?


Perché Sophia (o Sofia, come risulta all' anagrafe) ci sa fare e recita benissimo con viso e corpo, ma la trovo poco convincente con la voce, e mi era già accaduto in Cars 2 quando ha doppiato una vecchia Topolino che si sentiva benissimo che stava leggendo quelle quattro battute condite da Sciuè Sciuè. Tant'è che nei suoi vecchi film in cui recitava in inglese non si ridoppiava mai in italiano e una delle sue voci italiane è stata l'onnipresente ed unica Rita Savagnone. Ora mettetemi in croce, ma veramente rispetto al resto del cast Sophia Loren è quella meno incisiva nell'interpretazione. Basta provare a seguire una sequenza senza guardare l'immagine sullo schermo e ci si accorge immediatamente della differenza di intensità, di realismo nella recitazione sua e dei comprimari sul set. Dalla sua, come ho detto all' inizio, Sophia sa mettere una fisicità non da poco che sopperisce a tale mancanza e alla fine il film è godibile, anche se non lo considero da Oscar come tutti osannano. Di certo è una cosa un po'migliore delle solite cialtronate proposte da Netflix. Senonchè sui titoli di coda arriva la CANZONE DI LAURA PAUSINI e... oddio! Ecco che la cialtronata c'era.

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