sabato 9 novembre 2019

CIAO FRED BONGUSTO

Se ne è andato a 84 anni il cantante della Rotonda Sul Mare, colui che associ immediatamente al nightclub un po' fumoso con le luci basse e l'aria un po' retrò. Tutto il contrario di uno stadio stracolmo, per dire, eppure la sua canzone manifesto l'abbiamo anche cantata nei karaoke al pari di quelle di Vasco.

Voglio ricordarlo però con La Mia Estate Con Te, un altro brano datato 1976 che ascoltavo trasmesso da Radio Montecarlo (quella vera di Awanagana, Luisella e Robertino) e che amo in maniera particolare per l'arrangiamento maestoso.
Ciao Fred.

giovedì 7 novembre 2019

BEE GEES: ARRIVA IL BIOPIC?


Ecco una band che sembrerebbe apparentemente ridurre la sua storia alla Febbre Del Sabato Sera, e invece se si scava negli anni precedenti si scopre che ai fratelli Gibb sono successe tante di quelle cose da riempire un libro.
Per dire... Barry, il figo, da ragazzino è un teppistello sempre pronto a menare le mani e fare danni in giro (una vera testa di...), tant'è che la famiglia deve trasferirsi perché non lo sopporta più nessuno, ma grazie alla musica riesce ad allontanarsi dalle cattive compagnie, fino a diventare uno dei maggiori responsabili del buco nell'ozono (ma questo è un'altro problema).
Sono molto belli i loro primi dischi nei quali la voce solista era Robin, i falsetti non esistevano ancora e lo stile era smaccatmente beatlesiano, anche forse esageratamente mieloso a volte, con venature anche soul e campo di saccheggio per versioni italiane da parte di gruppi e solisti dell'epoca.

Tipo Mal dei Primitives, appunto.
Tutti quei brani sono raccolti in un famoso Best Of dalla copertina gialla sul quale appaiono in quattro con l'imbucato batterista.

Da ricordare anche il mezzo passo falso di Odessa, doppio album pretenzioso e più che altro noiosissimo (parere mio personale) dal quale si salvano un paio di brani soltanto.
Dopo quel disco le cui prime copie avevano la copertina in velluto rosso con lettere in oro (produzione costosissima abolita ben presto), lodato dalla critica, ma un po'meno dal pubblico tipo il sottoscritto, ecco l'uscita dal gruppo di Robin per gravi discordanze economiche e velleità da primadonna, e il suo ritorno poco tempo dopo con la coda tra le gambe per non aver cavato un ragno dal buco.
Storie ordinarie di alti e bassi finché il grande botto della discomusic, e l'innovazione del famoso falsetto di Barry, li rende campioni di incassi e tutti cominciano a trattarli come esseri ultraterreni inavvicinabili: oltre alle varie foto che li ritraggono in pose di ostentata ricchezza con catene d'oro al collo e camicie aperte fino all'ombelico

è famosa una gag di Gianni Boncompagni a Discoring che li presenta (finti) di spalle al trucco e parrucco in ogni puntata, ma che non sono mai pronti per esibirsi.
Da li in poi sono successi a raffica, dalla colonna sonora di Grease alla produzione di Barbra Streisand, Dionne Warwick, Samantha Sang, Diana Ross e altri (anche improbabili) che adottano il sound dei Bee Gees perché "tira".
E tra tanti successi c'è anche qualche ombra come il fantasma di Andy, il fratello più piccolo, mai stato nella band ma aiutato dai fratelli in una breve carriera solista, purtroppo interrotta bruscamente da droghe e alcool dai quali non era mai riuscito ad allontanarsi.
Ormai solo Barry è sopravvissuto, ma non nelle migliori condizioni di salute, purtroppo.
Ecco quindi che dell'ottimo materiale ne abbiamo per un bel biopic che quasi sicuramente, se tutto viene confermato (pare ci sia già la mano della Dreamworks), vedremo in futuro, e intanto sbottoniamoci la camicia e... "Ha Ha Ha ha Stayin' Alive!!!"


martedì 5 novembre 2019

BALLE SPAZIALI


Dopo Frankenstein Junior, questo è certamente il secondo grande film di Mel Brooks, perché tutto il resto sono cose carine ok, ma passano via così senza troppa importanza, per non parlare de Il Mistero Delle 12 Sedie che andammo tutti a vedere convinti che fosse il nuovo di Mel e invece era una bieca manovra dei distributori (l'ho mai detto che sono una brutta razza?) per cavalcare il successo del momento dopo Frankie proponendo un suo vecchio film brutto e noioso. Purtroppo eravamo meno informati e se ne approfittavano, ma ora i tempi son cambiati, signori miei.
Ma torniamo a Spaceballs, la cui principale fonte di gag è naturalmente il mondo di Star Wars, ma anche Star Trek e Alien e la fantascienza avventurosa tutta insieme in una pellicola che alla sua uscita mi aveva lasciato qualche dubbio sui nomi, poi spiegato in seguito, come Pizza Margherita che nell'originale era Pizza The Hutt, parodia di Jabba, ma a quei tempi la famosa catena fastpizza non era ancora conosciuta in Italia. Stessa cosa per Ruttolomeo che sì ha un nome buffo ma il senso? In inglese ne ha di più perché deriva da "barf" e diventa Barfolomew. Anche The Schwartz diventa Lo Sforzo con un risultato discutibile pur di restare simili alla parola originale. Tutta italiana invece l'idea di far parlare DotMatrix con un'imitazione di Tina Pica (divertente all'inizio, ma dopo un po' diventa stucchevole).
E ancora oggi non capisco la battuta, che dovrebbe essere divertente, del soldato di Casco Nero tra le dune che grida "Non abbiamo trovato un cazzo", boh...
Problemi di adattamento di doppiaggio a parte, il film mostra delle copie caricaturali dei personaggi principali della saga di Lucas con trovate divertenti (le cuffie della principessa Vespa, il respiro affannoso di Casco Nero).
Sono stati criticati dai soliti precisini alcuni effetti speciali poco speciali tipo il tubo pneumatico a vista che muove il mostrillo Alien o la posizione delle mani di Mel Brooks dopo il teletrasporto, ma secondo me sono cose volute da Mel per mostrare che alla fine non ci prendiamo troppo sul serio. Gustosa la scena del finto merchandising che cita l'unico veto messo, secondo la leggenda, da Lucas sulla parodia, cioè niente pupazzetti per non confondere i fan di Star Wars.
Tutto il resto va a ruota libera a "Velocità Smodata" e "Che Lo Sforzo Sia Con Voi".
P.s.
Balle Spaziali 2, uscito due anni dopo, è un fake mostruoso (sempre grazie ai divertenti distributori italiani), il cui titolo vero è Martians Go Home, quindi statevene accuratamente lontani, oppure prendetelo per quello che è, cioè una commedia mediamente divertente a sfondo sci-fi che con Mel Brooks non c'entra nulla.

lunedì 4 novembre 2019

BENNY BLANCO & JUICE WRLD - GRADUATION (E SI TORNA ANCORA NEL 1700)


Il Canone in Re Maggiore di Pachebel piace decisamente tanto e attira artisti come le mosche al miele, dato che dopo i Maroon Five (e le miriadi di nomi tra cui Jovanotti e gli Alphaville che si sono ispirati a quel brano barocco) arriva un altra canzone che segue decisamente lo stesso "canone", ma qui ci sono effetti autotune a manetta come detta il mondo della Trap, con quegli echi melodici che ricordano Forever Young e altre cose.

Però Forever Young degli Alphaville sarà stata copiata anche quella, ma mi piaceva di più.

domenica 3 novembre 2019

NEONAZISTI AL LUCCA COMICS AND GAMES?


In questo post non si parla direttamente di film, musica o tv, ma comunque il mondo dei cosplayers è strettamente legato alla tv, al cinema e anche alla musica per cui, essendo Lucca Comics & Games uno dei più importanti appuntamenti del genere, mi sembra il caso di parlare del fatto che quest'anno ha rischiato di essere rovinato non solo dal tempo inclemente, ma anche da qualcuno che ha preso le divise delle SS come divertenti costumi in tema orrorifico di Halloween e si è presentato al festival così paludato. Inutile dire che costoro si sono presi una bella dose di insulti da chi non ha gradito tale rievocazione e sono stati invitati ad allontanarsi dalla manifestazione che con certe ideologie non ha nulla a che fare.
Ha detto uno degli organizzatori al giornalista della Rai che lo intervistava sul fatto, che sarebbero stati anche opportuni se ci fosse stato un gruppo in cui compariva anche un Indiana Jones (per dire) che è noto per aver avuto avventure anche con loro, ma Indy non c'era, per cui... incomprensione o no, sono stati invitati elegantemente a portare via le balle per non turbare una giornata che dovrebbe essere esclusivamente all'insegna del divertimento senza connotazioni politiche.
Proprio vero che la madre degli stolti...

X FACTOR E LE AUDIZIONI MONTATE AD ARTE


Stanno andando in onda in questi giorni i "live" di X Factor, cioè le dirette in cui i cantanti si scontrano e alla fine ne resterà solo uno (ma dove l'ho già sentita questa, mio caro MacLeod?).
Ma come ha fatto notare un famoso batterista che era presente alle audizioni, che non nomino ma aiuto a stringere il cerchio rivelando che NON è Ringo Starr, quando c'è la possibilità di mettere le mani su quello che andrà trasmesso si ha la tendenza a manipolare un po' la realtà. Le audizioni infatti erano registrazioni dell'estate scorsa e avevo notato anch'io che in certi momenti c'erano cose che non quadravano perfettamente, tipo aste dei microfoni in scena che ora ci sono, ora no, e poi ci sono di nuovo, espressioni dei giudici durante le esibizioni che denotavano il gradimento o il disgusto ma così repentine da apparire esagerate, pubblico in delirio senza un particolare motivo e via così.
Questo musicista, che non nomino ma aiuto a stringere il cerchio rivelando che NON è nemmeno Stewart Copeland, era presente all'audizione del ragazzo che "cantava" Carote e, secondo la sua testimonianza, il pubblico non se lo filava per niente fino all' intervento dei cosiddetti "scaldapubblico" che incitavano ad applaudire. 

Poi nel prodotto finale sono stati montati alcuni spezzoni dei giudici che mostravano di divertirsi e un' esibizione fiacca è stata trasformata in un "quasi" successo, forse a scopo promozionale del ragazzo (non so, sono solo ipotesi perché per me era e rimane un perfetto sconosciuto seppure simpatico). Intanto per due o tre settimane se ne è parlato di sto tizio che canta le Carote e sembrava quasi che fosse un nuovo mito della musica che stava nascendo. Dico quasi perché poi il ragazzo non è arrivato fino ai live, e aggiungo giustamente.
La stessa cosa succede quando, dopo un'esibizione particolarmente bella, noi in video sentiamo un motivo dal tono trionfale (e c'era anche qui) mentre il pubblico applaude. Beh anche quello non c'è durante le audizioni, nel senso che la musica viene aggiunta poi in post produzione per sottolineare il successo dell'artista sul palco perché certi pezzi muovono il cuore, ma dal vivo non c'è assolutamente niente.
Adesso con i live si va in diretta, quindi non si può modificare quanto si vede in video. Perlomeno su Sky, perché invece la replica che va in onda il mercoledì successivo su La8 un minimo di editaggio lo presenta, se non altro per ridurre la durata Xtra dello show.
Lo so che non dico niente di nuovo, cioè che la stessa cosa succede per Il Collegio, per L'Isola Dei Famosi, Il Grande Fratello e tutta quella tv che pretende di farti vedere la realtà ma prima te la filtra come vuole lei così tu te la bevi meglio, ma sono convinto che ancora qualcuno ci creda davvero.
Quindi occhi e orecchie sempre ben aperti per sgamare il falso che ci vogliono propinare in tv, e purtroppo è sempre moltissimo.

venerdì 1 novembre 2019

VAMOS A MATAR COMPANEROS


Nel mondo dello spaghetti western Sergio Leone ha fatto indubbiamente scuola, ma non bisogna dimenticare le miriadi di seguaci che hanno "cavalcato" (LOL) la moda di quel momento sfornando film e personaggi che sono comunque rimasti nella storia come Django, Sartana, Tresette ecc... ecc...
Tra tutti questi emuli del mondo di Sergio Leone io amo in particolare un film diretto da Sergio Corbucci nel 1970 che presenta una coppia decisamente agli antipodi, cioè il damerino Franco Nero, che secondo me è stato di ispirazione per Tarantino e il suo Schulz in Django Unchained, e lo sbragato Tomas Milian che funzionano alla grande anche se effettivamente non formano una coppia alla Spencer & Hill per intenderci. Completa il quadretto Jack Palance che ovviamente fa il cattivone, ma non è il solito western da glaciali pistoleri, sia chiaro, anche se si spara perché in mezzo c'è una rivoluzione messicana, ma la storia prende altri binari per fortuna, e poi abbiamo sempre la musica di Ennio Morricone con quella famosa canzone ritmata corale che parte già dai titoli di testa sulla prima inquadratura e mi fa impazzire ogni volta che la sento coi suoi rintocchi di campane.
Pare anche che i critici colti con la giacca in tweed considerino il ruolo di Milian (El Basco o El Vasco a seconda delle fonti, probabilmente a causa della pronuncia) uno dei migliori della sua carriera. Eh si perché Tomas mica ha fatto solo i film con Bombolo eh, ma anche Dove Vai Tutta Nuda, e pure due film su Provvidenza...
Ok vabbè ok ha fatto El Basco in Vamos A Matar Companeros e ci basta dai!
Il trailer è quello internazionale che presenta il titolo accorciato in Companeros invece di quello integrale.

60 ANNI DI UN ALBUM STORICO: HIGHWAY 61 REVISITED DI BOB DYLAN

 Sabato d'autore oggi poiché cade esattamente il sessantesimo anniversario dello storico disco di Bob Dylan dal titolo Highway 61 Revisi...