giovedì 7 agosto 2025

UN 7 AGOSTO VISTO DA LUCIO BATTISTI E MOGOL

 Il 7 AGOSTO, nel lontano 1971, è diventato anche il titolo di una canzone contenuta in Amore E Non Amore, album di Lucio Battisti noto anche per quella copertina che mostra lui in una mise hippie e con nudo di donna, ma messa laggiù sullo sfondo dato che non stiamo parlando di un disco di Gil Ventura o Fausto Papetti. 


Non essendoci un testo da cantare, il titolo wertmulleriano completo del brano, come quelli di altri tre pezzi interamente strumentali del disco, era stato inventato da Mogol basandosi sulle sensazioni che gli dava la musica, ed era "7 agosto di pomeriggio. Fra le lamiere roventi di un cimitero di automobili solo io, silenzioso eppure straordinariamente vivo". 

Con l'intenzione di portare significati ambientalisti, tale titolo racconta che, nella stagione in cui la natura si risveglia, il protagonista si trova invece in mezzo ad un panorama arido e morto, quello di uno sfasciacarrozze. Il silenzio e la calura enfatizzano la sensazione di un ambiente privo di vita ed ostile ad essa, in cui l'unica eccezione è il protagonista; il solo fatto che sia vivo deve apparire straordinario. 

E, dato che sta tornando il caldo afoso, come dicono le previsioni, oggi questo brano pare quanto mai adeguato come colonna sonora. Lucio, come si può sentire, sperimentava già nel 1971 (non c'era bisogno di aspettare gli album con Panella) come confermerà anche tre anni dopo in Anima Latina, altro suo disco dove i suoni contano più delle parole, ed aveva anche diretto personalmente l'orchestra di 25 elementi che esegue il finale del brano. 

Noo... Queste non erano solo canzonette. 


mercoledì 6 agosto 2025

WAR OF THE WORLDS (COSÌ... PER ESORCIZZARE LE GUERRE VERE)

 Ho visto un film oppure uno spot Amazon come quelli visti di recente dove c'è un protagonista che, grazie al colosso dell'e-commerce, trova una soluzione ad un problema, ma tutto ciò in versione extended?


Questo è il piccolo, ma significativo dubbio che mi è rimasto dentro dopo la visione di War Of The Worlds nella nuova, ennesima versione 2025 presentata su Prime Video (appunto Amazon) che, al contrario delle precedenti edizioni dove il titolo italiano era La Guerra Dei Mondi, stavolta mantiene il titolo originale e dove il protagonista è Ice Cube nel ruolo di un analista della CIA che, già che c'è, con i mezzi mica da poco che ha a disposizione, sorveglia anche la figlia Faith futura mamma, il relativo genero, e il figlio.
Come comprimari vi ritrovo Clark Gregg probabilmente per un contratto con gli Amazon Studios, dato che l'avevo già rivisto in G20) dal mondo degli Avengers,


e l'ex "Desperate Housewife" Eva Longoria, sempre benvenuta anche se con un minutaggio molto ridotto e pure un ruolo non così fondamentale.

Tutto il film, ma proprio tutto viene visto tramite videoscreen da computer, da cellulari e da telecamere di sorveglianza, il che può dare qualche fastidio se si pensa di stare per vedere qualcosa di tradizionale. 
Fastidio che può arrivare anche dal fatto che si mostra che la nostra privacy viene totalmente violata in mille modi come già accadeva nel film Nemico Pubblico con Will Smith e GENE HACKMAN,

ma questo è un altro discorso perché in effetti succede davvero e spesso siamo noi stessi a dare il permesso di farci violare acconsentendo a cose che non capiamo quando apriamo un sito internet (occhio!), mentre è di una natura diversa la spinosa vicenda degli audio di Raoul Bova (che poi chemmenefrega ammè?). 
E, mentre la versione originale del 1953 diretta da Byron Haskin mostrava dei pseudo dischi volanti fluttuanti molto più semplici da realizzare grazie a dei cavi che li tenevano sospesi, qui, come nel romanzo e nella versione di Steven Spielberg con Tom Cruise, ci sono i tripods

che inizialmente camminano seminando morte e distruzione, ma sempre tutto filtrato attraverso schermi, per cui potremmo anche paragonarlo ad un cugino di BLACK MIRROR, per restare negli esempi più recenti, ed escamotage che probabilmente ha anche permesso di risparmiare sugli effetti speciali che così non fa nulla se non sono sempre perfetti dato che le immagini sono spesso balenghe, sgranate, pixelate a mosaico come quando la nostra tv digitale non riceve bene il segnale. 
Addirittura posso affermare che tali effetti speciali erano molto più realistici nel brutto quarto episodio di Scary Movie,

dove si parodiava proprio la versione di Spielberg, ma purtroppo non faceva ridere quasi mai. 
C'è da dire che tutto ciò paradossalmente rende la storia più reale, un po' come aveva fatto Orson Welles nel 1938 alla radio portando in scena l'invasione extraterrestre narrata nel romanzo di H.G. Wells come fosse una radiocronaca in diretta, e seminando il panico tra gli ascoltatori che si erano sintonizzati poi quando il programma era già cominciato e avevano preso tutto come fosse la realtà.

Le critiche verso il film sono state parecchio feroci definendolo addirittura "il peggior film dell'anno" (ma siamo solo a poco più della metà, dai), mentre per me il film ha funzionato poiché ho usato il metodo di valutazione che ultimamente utilizzo per valutare anche le serie tv, cioè i colpi di sonno che stavolta non mi hanno preso, perciò lo considero una cosa positiva, con solo quel piccolo tarlo che Amazon ci abbia giocato davvero a farsi lo spot, e se lo vedrete capirete. 
Poi, vabbè, senza nulla togliere al lavoro di Steven e Tom nel 2005 (ma anche quello aveva avuto le sue critiche negative all'epoca), il classico del 1953 rimane un grande film

anche per gli effetti speciali pazzeschi per l'epoca (ripeto... 1953!), e non ci sono storie... 

martedì 5 agosto 2025

SOTTO IL VESTITO NIENTE (E NIENTE RIMANE)

 Agosto ci ha riportato ieri in alcune sale  italiane, in occasione del quarantesimo anniversario, con anche alcuni gadget, il ritorno rimasterizzato di Sotto Il Vestito Niente


di Carlo Vanzina con Enrico come co-sceneggiatore, quando ancora non avevano associato definitivamente il loro cognome alla comicità pecoreccia e provavano a realizzare un thriller ambientato nella ottantiana "Milano da bere", nel mondo delle top model in quegli anni in cui le modelle erano idolatrate come delle star di Hollywood anche se in realtà non facevano altro che portare addosso degli abiti firmati da mostrare in pubblico con quell'espressione glaciale quasi incazzata tipica di chi calca quelle passerelle.

Uno di quei miti degli anni 80, quello delle top model, del quale ormai se ne riesce a fare volentieri a meno, al contrario invece della musica di quella decade e dei suoi film diventati mitici. 
Film questo invece che fa debuttare Renée Simonsen (carriera brevissima come attrice) e titolo preso da un romanzo del direttore di Amica Paolo Pietroni pubblicato sotto lo pseudonimo di Marco Parma, ma che i due fratelli rivoltarono come un calzino (però d'alta moda) perché consideravano la storia bruttissima, e tirando fuori una cosa ispirata nelle intenzioni al mitico Brian De Palma, e che l'autore del libro, dopo aver visto il risultato, definì invece "una ciofeca".

Ci avrà bevuto poi su un Ramazzotti ghiacciato per dimenticare... 

lunedì 4 agosto 2025

LUNEDÌ CHE PORTA QUALCHE ADDIO NELLO SPETTACOLO

 Apriamo la settimana purtroppo con l'addio ad Adriana Asti scomparsa nei giorni scorsi a 96 anni.


Nata a Milano, Adelaide Aste (era il suo vero nome) fuggì di casa a diciassette anni per unirsi a una compagnia teatrale itinerante. 
Il suo talento venne presto notato da Giorgio Strehler, che la introdusse al Piccolo Teatro di Milano, dove recitò in Miles Gloriosus e Il Crogiuolo di Arthur Miller sotto la sua direzione, segnando l’inizio di una solida carriera scenica. 
Il suo debutto cinematografico avvenne già nel 1948 con il cortometraggio Buio In Sala di Dino Risi, seguito da ruoli importanti nei film di Visconti come Rocco E I Suoi Fratelli (era la ragazza della lavanderia) e Ludwig. 
Negli anni Sessanta diventò figura centrale del cinema d’autore italiano: interpretò Amore, la prostituta in Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, di cui fu anche grande amica intellettuale, e la zia Gina in Prima Della Rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci, suo primo marito. 
Negli anni Settanta arrivarono per lei dei ruoli provocatori e intensi: da Il Fantasma Della Libertà di Luis Buñuel (1974) a Io, Caligola di Tinto Brass (1979), fino a pellicole come Nipoti Miei Diletti di Franco Rossetti (1974). 
Negli anni Duemila l'abbiamo ritrovata ne La Meglio Gioventù (2003), per il quale vinse il terzo Nastro d’Argento e un Ciak d’Oro, e Quando Sei Nato Non Puoi Più Nasconderti (2005), entrambi diretti da Marco Tullio Giordana. 
Anche il doppiaggio ha usufruito della sua voce dando espressività ad attrici certamente belle come Claudia Cardinale, Catherine Spaak, Magali Noel, ma che così hanno goduto di un valore aggiunto. 
Rimane comunque il palcoscenico il suo migliore primo ambiente dove cominciò ad esprimersi, e dove durante la sua carriera si confrontò con i grandi nomi come Beckett, Pinter, Shaw, Goldoni.

Sempre legato al teatro è il nome di Robert Wilson, 83 anni, regista noto per le sue scenografie molto particolari (era laureato in architettura)

e per aver collaborato con Lady Gaga e la visionaria Marina Abramovic, che stanno benissimo entrambe nella sua visione scenica.

Anche lui è mancato nei giorni scorsi, mentre più recente è la morte per arresto cardiaco del rapper JESTO a 41 anni.

Justin Yamanouchi (il suo vero nome) era figlio del compianto cantautore Stefano Rosso, ma portava quel cognome esotico perché, quando nacque, la madre, Teresa Piazza, era ancora sposata, ma prossima al divorzio, con Hal Yamanouchi, attore e doppiatore nonché la riconoscibilissima voce degli spot Suzuki. 
Addio Adriana, Robert e Jesto. 

domenica 3 agosto 2025

VIDEOGAMES SUPER VINTAGGI

 Tanto tempo fa... in questa galassia vicina vicina, quando era il 3 agosto, ma del 1975, la ormai ridimensionata Atari, che appariva, come la Coca Cola, anche con una maxi insegna luminosa nei due Blade Runner, perciò la si immaginava ancora attiva anche nel 2046,


lanciava sul mercato la versione domestica di Pong, quel videogioco che era forse la cosa più minimale in assoluto che potesse esistere e che comunque funzionava. 
Era il classico Ping Pong fatto su uno schermo tv (ancora piccolo rispetto agli attuali) con due semplici barrette a simulare le racchette e un quadratino (perché farla tonda era ancora impossibile) come pallina e adoperavi due semplici joystick per giocare.

Altro grande successo della Atari era stato ASTEROIDS del 1979, di cui avevo già parlato. 
Da allora di byte ne sono passati sotto i controllers e nel tunnel della PLAYSTATION (l'avevo raccontato), ci sono passato anch'io comprando i giochi usati dal defunto Blockbuster, ma per fortuna per un periodo piuttosto breve. 

sabato 2 agosto 2025

IL VELCRO VENUTO DAL FUTURO

 Chi non conosce o non ha mai usufruito del Velcro? Quel sistema di chiusura che fa tanto futuro e fantascienza quando lo vedi in certi outfit come quelli di Ed Straker presenti nella mia SERIE TV PREFERITA.


Ehm... Forse vi siete distratti con la meravigliosa Gabrielle Drake, ma Ed è quello biondo a sinistra nella foto con la giacca aperta che mostra appunto la striscia bianca di Velcro. 
Pare proprio un qualcosa da fantascienza, si, eppure quel sistema venne brevettato il 2 agosto del 1955, esattamente 70 anni fa!!!

Vabbè, più avanti nel secondo episodio di Ritorno Al Futuro vedremo anche le Nike autoallaccianti, ma quella è un'altra storia (e che storia!). 
2 agosto, quello del 1955, che è anche un giorno che ha visto la pubblicazione di diversi brani importanti,

tra cui BO DIDDLEY di Bo Diddley e Ain't That A Shame di Fats Domino della quale, fra le tante esistenti (con anche una da parte di John Lennon), è una degna COVER rivoltata hard rock quella fatta dai Cheap Trick nel 1979.

Anche la SIGLA delle prime 2 stagioni
di HAPPY DAYS, Rock Around The Clock, è legata all'anno del Velcro poiché,
nonostante fosse stata registrata nel 1954 e pensata come lato B di un 45 giri, la sua grande popolarità esplose nel 1955, dopo essere stata inserita nella colonna sonora di Il Seme Della Violenza, diventando un inno del rock and roll.

Un'altra canzone degna di nota del 1955, ma decisamente meno rocknroll, è UNCHAINED MELODY, anche se la sua versione più famosa, quella dei Righteous Brothers ormai legata al film Ghost e ai suoi vasi di creta, è del 1965, mentre questa qui sotto è la sua versione originale.

Quindi, oltre a sancire la nascita del futuristico Velcro, il 2 agosto del 1955 può essere considerato un giorno significativo per la musica rock and roll, con la pubblicazione di brani che hanno definito il genere e che oggi, nelle mie intenzioni, allietano il nostro sabato. 

venerdì 1 agosto 2025

CINEMA & FUMO

 Quel 1 agosto del 2005 avrebbe cambiato tutto anche nel cinema poiché partiva da quella data il divieto dell'Unione Europea di pubblicizzare prodotti a base di tabacco come invece accadeva anche nei film degli anni 70 


con certi pacchetti rossi e bianchi in bella vista (allora non si chiamava ancora product placement) e gente che fumava come dei turchi, quei turchi delle fiction che ora vanno fortissime su Canale 5, al punto da farsi assegnare la prima serata e che invece pure loro adesso non possono farlo in scena. 
Pensate che anche X-Files aveva un personaggio che continuamente fumava,

e infatti la serie (non per quel motivo credo) è finita nel 2002 con due ritorni nemmeno troppo eclatanti una quindicina di anni dopo. 
Tempi che cambiano, è vero, e anche in meglio se non contiamo le sigarette elettroniche e gli svapatori che sanno ancora di più di dipendenza. 
Ma adesso, da parte di una canaglia che non ha mai fumato in vita sua, la vera domanda è:

ma francamente ce lo avreste visto voi un Clint Eastwood al cinema senza quel sigaro? 

UN PEZZO DELLA NOSTRA INFANZIA CHE SE NE VA

 Siamo tutti molti tristi oggi, noi bambini un pò grandi, perché è morto a 100 anni Giuseppe “Peppino” Mazzullo, lo storico doppiatore di To...