lunedì 14 aprile 2025

RAMBO E I BLONDIE IN LUTTO

 Aveva raggiunto i 94 anni Ted Kotcheff, regista canadese, ma nei giorni scorsi purtroppo è mancato e la cosa un po' più triste è che forse pochi si ricorderanno che Rambo, l'icona bellica di Sylvester Stallone (arrivata dopo Rocky già uscito in precedenza) era nata al cinema proprio sotto la sua direzione, cambiando però drasticamente il finale del libro di David Morrell da cui era tratta la sceneggiatura (si dice per insistenza di Sylvester), ma finale che era stato girato anche in versione alternativa secondo la storia raccontata nel libro, seppure anche lì con una piccola modifica.


Ma torniamo a focalizzarci su Ted Kotcheff, partito come regista per la tv, che era poi passato al cinema ed il primo, insuperabile Rambo (First Blood) lo si può considerare il suo fiore all'occhiello  e possiamo vederlo infagottato in questa foto presa sul set con Sly in Canada, dove è stata girata la pellicola e sicuramente faceva un po' freschetto. 

Regista dotato di versatilità Ted, caratteristica che gli arrivava anche grazie al lavoro televisivo, e che infatti poi in seguito cambierà completamente registro (e clima) buttandosi sulla spiaggia per la commedia nera di Weekend Con Il Morto (solo il primo), comunque anche quello un film azzeccato perché divertentissimo e con un'idea pure scopiazzata da altri in altre occasioni, ma il più delle volte MALAMENTE
Anche nella musica abbiamo un lutto con Clem Burke, ex batterista dei BLONDIE

(qui sopra nella foto vintage, dove sembra Paul McCartney, infatti è con Debbie Harry) morto a 70 anni per un cancro e che, dopo lo scioglimento della band, ha collaborato con tanti altri artisti come Joan Jett, Iggy Pop, persino con i RAMONES, con i quali condivideva il debutto al mitico CBGB, adottando lo pseudonimo di Elvis Ramone secondo la regola della band che imponeva ad ogni musicista che ne facesse parte di farsi chiamare Ramone, e batteristi i Ramones ne hanno cambiati molti, ma, per fortuna, non per gli stessi motivi degli SPINAL TAP
Goodbye Ted & Clem (o, se vogliamo, Elvis). 

domenica 13 aprile 2025

STAR TREK: SECTION 31, MA L'AZIONE DEVONO FARLA GLI ATTORI, NON I CAMERAMEN

 Dal mondo di Star Trek nasce lo spinoff Section 31, un film con Michelle Yeoh che, da come veniva presentato, pareva promettere tanto di buono anche da come parte bene, e che invece si perde presto in una noiosissima sequela di scene action tutte riprese con telecamera ballerina che dà un fastidio, ma un fastidio che non ti dico.


Eh, ma così è più facile mascherare scene non proprio perfette forse. 
Sarà Perché Ti Amo, Sarà Quel Che Sarà, Sarà La Nostalgia, o sarà forse anche colpa mia che non sono così trekker da amare incondizionatamente tutto quello che viene proposto da quell'universo narrativo. 
Ma comunque non tengo un comportamento differente nemmeno nei riguardi dell'altra saga spaziale più nelle mie corde, poiché se una serie o un film tratto da Star Wars è una cagata pazzesca, per usare le parole di un noto critico cinematografico, lo dico senza problemi e l'ho già fatto tempo addietro.

Magari invece per chi va ai raduni trekkers a dire "lunga vita e prosperità" facendo quel segno con la mano, questo è un film bellissimo...
Ma non voglio avercela con nessuno in questo giorno che è la Giornata Internazionale Del Bacio (che negli States viene celebrata anche il 22 GIUGNO). 
Perciò tanti baci anche da una vecchia canaglia💋💋💋. 

sabato 12 aprile 2025

YES - L'ENNESIMO RITORNO DI CLOSE TO THE EDGE (MA ANCHE DEI POOH)

 Premetto che degli Yes il mio album preferito è Going For The One per tutta una serie di motivi che ho raccontato molto tempo fa in un POST DEDICATO.


Ma l'album in questione oggi, sempre della band britannica, è CLOSE TO THE EDGE, un disco, naturalmente in vinile, del 1972 considerato al pari di Trespass dei Genesis e The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd per quanto riguarda il progressive (e qui sono ancora lontani i suoni easy pop di Owner Of A Lonely Heart ideati da Trevor Horn). 
Dato che il disco aveva avuto una certa importanza, già nel 1987 era stato ripubblicato su CD negli Stati Uniti e in Europa dopodiché arriverà un'altra edizione rimasterizzata digitalmente nel 1994. 
Ma non finisce mica lì perché nel 2003, l'album viene ripubblicato di nuovo su disco in un'edizione ampliata e rimasterizzata come anche nel 2013, con l'aggiunta di tracce bonus che includono versioni alternative e versioni strumentali.

Per finire, ancora di recente il 7 marzo scorso è stata pubblicata un'edizione super deluxe a sette dischi (!!!) sempre dello stesso album in un cofanetto che include anche tre dischi di rarità e materiale live, ovvero cose per veri maniaci estremi degli Yes. 
Io, per dire, ho anche l'edizione estesa di Going For The One, ma le tracce bonus non sono poi gran cosa e alla fine ascolto sempre e solo la tracklist ufficiale del disco. 
Tali operazioni di "ritorno" di album storici accadono anche in Italia in particolare con i Pooh che in questi giorni hanno ripubblicato Un Po' Del Nostro Tempo Migliore

ad un prezzo in effetti un po' elevato (mai come quello degli Yes comunque), nel senso che per chi ha già gli originali può andare anche bene così, ma qualcuno sicuramente li comprerà. 

venerdì 11 aprile 2025

CASSANDRA: EINE "BLACK MIRROR" DI GERMANIA

 Adesso mi tocca guardare Alexa con sospetto dopo aver visto Cassandra, breve serie tv tedesca su Netflix con certe atmosfere alla Black Mirror.


Anche perché, l'ho detto tempo fa, la "ragazza" si sta facendo un po' tanto (forse troppo) gli affari miei ricordandomi che ho fatto certi acquisti in passato e che "potrei averne ancora bisogno" (maddeché?). 
Certo Cassandra, con il suo aspetto da elettrodomestico vintage che può far ricordare un po' il servizievole robot dei Jetsons

(I Pronipoti per noi italiani), si comporta in tutt'altro modo essendo anche semovente per cui te la ritrovi alle spalle all'improvviso con chissà quali intenzioni che arrivano dal suo background passato. 
E passato che, piano piano, la famigliola che va ad abitare in quella casa scopre durante gli episodi. 
Si, in effetti non è nulla di nuovo perché è la classica rilettura della casa infestata dalle presenze inquietanti, ma in versione tecnologica con alcuni risvolti nella sceneggiatura forse un po' troppo abusati. 
Non posso dire di più perché anche due parole in più sarebbero spoiler, ma il fatto è che probabilmente non è una faccenda così futuristica come potremmo pensare... 

giovedì 10 aprile 2025

200 ANNI DI GRANDE GATSBY

 «Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato».

Termina con queste parole il romanzo Il Grande Gatsby pubblicato da Francis Scott Fitzgerald il 10 aprile del 1925, cioè un secoletto esatto fa, e in seguito trasposto in film, tra i quali uno muto che pare andato irrimediabilmente perduto, e una versione per la tv, mentre i più degni di nota sono senza dubbio quello del 1949 con Alan Ladd (da molti considerato il migliore), la versione del 1974 con Robert Redford e Mia Farrow, pellicola vincitrice di un Oscar per i costumi, e la rilettura molto più recente diretta a modo suo da Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio che brinda a questo importante compleanno nella gif a inizio post, e con quell'errore temporale per cui nel film si vede l'Empire State Building (cosi caro a KING KONG) già in costruzione nel 1922, mentre venne iniziato nel 1930. 
Oppure se vogliamo essere pignoli c'è anche l'errore o reinterpretazione dell'abbigliamento dell'epoca che mostra seni push-up (vecchio lupo di un Baz...) mentre negli anni 20 la figura femminile nella moda era vestita quasi in modo da farla apparire "piatta" come avrete ben presente con i classici abiti da Charleston.

Piccolezze comunque paragonate alle tante altre critiche che il regista australiano si è visto arrivare addosso a causa del suo ben noto stile da videoclip che ti prende e ti porta dentro al film come in un turbine di immagini e suoni (anche arditi perché senti cose anacronistiche tipo Back In Black) che, pur essendo una gioia visiva, fa rimanere un po' storditi rischiando di perdere l'orientamento. 
Ma se conosci Baz sai che capitava anche, sempre con Leo, nelle scene di apertura di Romeo + Giulietta che, pensate quello che vi pare, per me rimane un lavoro bellissimo. 
Piccola nota aggiuntiva sul fatto che nel film di Baz, oltre a Leonardo e a Tobey Maguire, c'è anche Carey Mulligan, cioè la protagonista del FILM citato ieri. 
Inutile dire che però il libro di Francis, ovvero l'opera letteraria che oggi compie i due secoli, non l'ho letto, ma, fidatevi, non è stato sempre così poiché per Arancia Meccanica invece ero corso in biblioteca dopo essere rimasto folgorato dal film e, grazie alla carta stampata avevo scoperto anche il famoso ULTIMO CAPITOLO che invece Kubrick aveva omesso facendo così anche cambiare parecchio il senso definitivo dell'opera, e anche nel caso di Sandokan ero arrivato allo SCENEGGIATO TV già preparato dalle letture di Salgari, scoprendo con piacere che i personaggi in tv erano identici a come li descriveva lo scrittore il quale amava perdersi nei particolari anche delle locations (spesso, lo ammetto, risultando un po' prolisso) pur non essendo mai stato personalmente in quei luoghi esotici. 
Adesso con internet e l'intelligenza artificiale sarebbe tutto molto più semplice anche per Emilio, ma forse non sarebbe la stessa cosa... 

mercoledì 9 aprile 2025

NOZZE DI PORCELLANA PER CARLO E CAMILLA

  Auguri per le nozze di porcellana a Re Carlo III e a Lady Camilla Parker Bowles sposati ormai da vent'anni (pensa te come passa il tempo) e storia, quella della famiglia reale davvero simile ad una soap opera (quindi è quanto mai "reale" in tutti i sensi), tant'è che è stata portata anche in video nella serie tv THE CROWN su Netflix dove, a seconda delle stagioni, i protagonisti sono attori differenti e in questo caso vediamo Carlo che non somigghia pe'nniente,


mentre con Camilla va un po' meglio, ma nella finzione viene pur sempre migliorata perché era interpretata da Emerald Lilly Fennell, una nostra conoscenza per quanto riguarda il cinema da Oscar dato che ha diretto (e interpretato nel brevissimo cameo delle "labbra da po***no") UNA DONNA PROMETTENTE, film premiato purtroppo solo per la miglior sceneggiatura, ma che meritava molto di più in quel 2021 dove vinse NOMADLAND, e che ha avuto gravi problemi pure per il nostro doppiaggio come per il titolo italiano che messo così pare quello di una commedia leggera

(ma non lo è, proprio no), del quale ho già parlato QUI nel blog, e che, se non lo avete visto, dovete assolutamente recuperare anche se poi starete male come lo sono stato io perché quel finale fa male davvero tanto, ma tanto, e da allora non riesco più ad ascoltare quella canzone bellissima di Juice Newton senza pensare al finale del film. 
Tranquilli vecchie canaglie... Succederà anche a voi... 

martedì 8 aprile 2025

AMARCORD: DUE ANNI PER VINCERE L'OSCAR

 Amarcord di Federico Fellini è del 1973, ma solo due anni dopo ricevette il giusto riconoscimento internazionale vincendo l'Oscar come miglior film straniero l'8 aprile del 1975, edizione in cui comunque l'italianità aveva già idealmente trionfato con Il Padrino Parte II di Coppola facendo incetta di statuette.


E aggiungo giustamente perché per me questo è uno dei migliori film di Federico, così giocato sulla nostalgia, sui ricordi come già dice il titolo che in emiliano significa "Io Mi Ricordo" sulla musica malinconica strafamosa di Nino Rota. 
Tuttavia il poeta Tonino Guerra, che aveva curato la sceneggiatura insieme al regista, era solito dire che tale espressione derivasse anche dal modo enfatico come veniva ordinato al bar l'Amaro Cora, bevanda dal famoso logo a spirale ormai non più così in auge, ma sempre in produzione, e legata a molti CAROSELLI VINTAGE interpretati da vari testimonial anche internazionali come Terry Thomas.


Spot questo in particolare che in periodo di stalkers adesso non potrebbe mai passare in tv. 
Eh ma erano altri tempi. 
E internazionalità invece quella di Amarcord data anche dal cast nel quale spiccava il personaggio della sexy Gradisca,

l'incarnazione delle fantasie sessuali di Federico che ne aveva parecchie (ne avevo parlato TEMPO FA), ovvero Magali Noel che veniva quindi doppiata come anche molti degli attori italiani avevano voci diverse per cui sentiamo anche il siciliano Ciccio Ingrassia (lo zio Teo sull'albero) che urla "voglio una donna!!!" con accento romagnolo,

e per lo stesso motivo tale accento lo ha anche Alvaro Vitali che invece ci ha sempre abituati a sentirlo parlare alla romana. 
In realtà nel film non c'è un solo dialogo in presa diretta, ma Fellini, e non solo lui all'epoca , usava fare così. 
Per la precisione era la quarta volta che Federico vinceva l'Oscar come film straniero, ma stavolta non si era presentato a ritirarlo perché troppo impegnato sul set del suo Casanova dove dirigeva, fra tante immancabili bellezze femminili, il grande DONALD SUTHERLAND.

Come dicevo prima... Fellini aveva sicuramente da divertirsi a rendere reali le sue fantasie anche su quel set... 

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 Dopo essere stata su Netflix tre anni fa abbondanti ed essere arrivata alla terza stagione, la prima serie di La Legge Di Lidia Poët, costr...