martedì 12 agosto 2025

CAPI DI STATO IN FUGA: NON PENSARE TROPPO E CERCA SOLO DI DIVERTIRTI

 John Cena e Idris Elba, con l'aggiunta di Priyanka Chopra Jonas, ti fanno passare due ore di sano divertimento action (anche esagerato, ma ci sta) su Prime Video con Capi Di Stato In Fuga,


film dove "in fuga" è stato aggiunto per noi italiani giusto per fare commedia al primo sguardo, e dove il primo ministro britannico (Elba) e il presidente U.S.A. (Cena) vengono presi di mira da qualcuno che ha tutte le intenzioni di farli fuori, ma a proteggerli ci pensa Priyanka, già avvezza all'uso delle armi arrivando dalla serie CITADEL (non parliamo dei seguiti e SPINOFF che è meglio)

e con il "superpotere" di rendersi insopportabile "sparando" anche giochi di parole che non fanno ridere (ma questo è un particolare trascurabile). 
Da notare che Cena interpreta un attore action diventato presidente un po' come lo divenne davvero Ronald Regan nei favolosi Anni 80, e l'ironia su tale ruolo qui arriva a fiumi.


Completa il cast quella faccia da schiaffi di Jack Quaid da THE BOYS dandomi la conferma che un po' tutti loro devono avere un qualche contratto con gli Amazon Studios (come anche Antony Starr che ho ritrovato cattivissimo come sempre anche in G20).

A tal proposito faccio un'errata-corrige poiché è vero che per colpa di questi volti ricorrenti avevo collocato inizialmente Jack nel cast di WAR OF THE WORLDS (qualcuno leggendo se ne sarà accorto, suppongo), mentre invece non c'entra nulla con quel film a dir poco insolito (e oggetto di insulti da parte del popolo web) e mi scuso pubblicamente per l'errore (adesso corretto). 
Ottima la chimica che c'è tra John e Idris, una perfetta "strana coppia" che non mi ha fatto venire nessun colpo di sonno (validissimo metro di valutazione dei film e serie tv che uso ultimamente).

La regia è stata affidata a Il'ja Najsuller, regista dalle origini russe (anche musicista) che aveva già diretto il bellissimo IO SONO NESSUNO di cui devo assolutamente vedere il secondo capitolo, anche se cambia la regia, perciò, se avete presente quel film, potete capire di cosa stiamo parlando. 
Comunque è chiaro che non è certo il film dell'anno questo, ma diverte il giusto, perciò va benissimo. 

lunedì 11 agosto 2025

TRA CINEMA, REALTÀ E TELEVISIONE VINTAGE

 Per molti quel "Houston, abbiamo un problema!" rimane quello pronunciato in APOLLO 13 dalla voce di Roberto Chevalier che doppia in italiano Tom Hanks nel bellissimo film di Ron Howard.


Tom infatti interpretava il comandante Jim Lovell (non dite che non si assomigliano, perché è vero, ma non conta nulla), l'astronauta che nel 1970 visse quell'avventura nello spazio al limite della sopravvivenza, ma, grazie anche all'ottimo aiuto da terra, riuscì a riportare a casa incolumi lui e i suoi due compagni di volo.

In realtà la frase vera sarebbe stata "Houston, abbiamo AVUTO un problema", e, secondo alcune fonti, non fu nemmeno la voce di Lovell a dirla per primo alla radio, ma ormai nell'immaginario collettivo rimane così, pronunciata al presente. 
Film spettacolare, quello di Ron che guardandolo penseresti "beh, certo, è Hollywood" e invece è stata la realtà, seppure con qualche piccolissimo adattamento per rendere il tutto più spettacolare mantenendo però una fedeltà molto accurata, come venne confermato dai protagonisti veri. 
Ne riparlo oggi poiché Jim Lovell ha raggiunto i 97 anni prima di lasciarci nei giorni scorsi. 
Niente male davvero. 
Di tutt'altro si occupava invece Ludovico Peregrini, autore televisivo noto soprattutto per il ruolo del Signor No nel Rischiatutto di Mike Bongiorno con lui qui nella foto e collaborazione che tra i due si era estesa poi anche negli altri programmi successivi del presentatore.


Ludovico veniva chiamato da Mike anche "notaio" nonostante non fosse laureato in giurisprudenza, ma in lettere. 
Anche lui, altro pezzo storico della tv, è mancato nei giorni scorsi ad 82 anni. 
Addio Jim e Ludovico. 

domenica 10 agosto 2025

AAA CERCASI VOCALIST

 Un giorno ti arriva Jimmy Page che ha intenzione di riformare gli Yardbirds, magari cambiando poi il nome in Led Zeppelin e ti chiede se vuoi essere il cantante frontman, ma tu cosa gli rispondi?


No, grazie anzi, ti consiglio quel giovane Robert, biondo figo, e se ti serve un batterista conosco anche John che aveva suonato con me e pesta come un fabbro. 
Un anno dopo ti arriva Richie Blackmore che cerca pure lui un nuovo vocalist per il suo nuovo gruppo che chiamerà Deep Purple e ti chiede se ti interessa farne parte, e tu ancora? 
No, grazie non mi interessa, c'ho da fare cose mie.
Fantascienza? No, è la realtà che ha visto TERRY REID rifiutare ben due proposte pazzesche per dedicarsi invece alla carriera solista che non sarà comunque priva di collaborazioni varie.


In effetti, per dirla tutta, con Page c'era stata quasi la possibilità di un sì se Terry non fosse già stato impegnato in tour come supporter di Rolling Stones e Cream. 
Chitarrista e cantante dalla voce stile Paul Rodgers (ben noto ai fans dei Queen), Terry é mancato di recente a 75 anni, ricevendo consensi nel giro della musica, ma non certo al livello che hanno poi raggiunto le due band simbolo dell'hard rock da lui evitate. 
Ma forse potrebbe essere andata così ugualmente con una sua fuoriuscita dalla formazione dopo uno o due dischi. Cosa che accade sempre anche da noi e vediamo come esempio i Lunapop e i Timoria, mentre per il discorso Maneskin pare ci siano voci di corridoio che ne (s)paventano un ritorno al completo. 
Staremo a vedere. 
Si continua sempre nel rock e nei suoi vocalist, ma qui siamo nell'heavy metal degli Iron Maiden parlando della morte di Paul Day,

il quale fu il primissimo cantante della band inglese, liquidato presto perché si dice non avesse una presenza scenica e carisma adeguati al ruolo. 
Paul, che di nome completo faceva anche Mario ed aveva 69 anni, si era poi rifatto diventando frontman degli SWEET negli anni 80, ma per un breve periodo di soli tre anni

durante i quali, oltre all'attività live, aveva registrato con loro anche delle NUOVE CANZONI.
Altro nome della musica (totalmente differente) che ci lascia è quello di Jane Morgan, di molto antecedente a Terry e Paul, come si può capire dallo stile delle sue canzoni, e nota dalle nostre parti,

oltre che per FASCINATION, più che altro per aver realizzato una cover della nostra italiana ROMANTICA, cavallo di battaglia di Renato Rascel.

Jane aveva raggiunto la notevole età di 101 anni! 
Goodbye Jane, Paul & Terry. 

sabato 9 agosto 2025

OMD - ENOLA GAY: UNO DEI SIMBOLI DEGLI ANNI 80, MA CON UN ROVESCIO DELLA MEDAGLIA

 Ah, che belli gli anni 80, così colorati e pieni di musica spensierata da ballare saltando come quella ENOLA GAY degli Orchestral Manoeuvres In The Dark (per gli amici OMD),


canzone che, per il sound tutto synth e il tiro viene naturale associare al Camerini di RocknRoll Robot, mentre invece racconta di un fatto drammatico accaduto nell'agosto del 1945, durante la seconda guerra mondiale quando un bombardiere americano sgancia una bomba atomica su Hiroshima facendo una strage che si protrarrà anche in seguito per gli effetti delle radiazioni. 
Era per la precisione il 6 agosto del 1945 quando quell'aereo battezzato Enola Gay portó la morte tramite un ordigno nucleare anche li ironicamente chiamato Little Boy, come viene citato anche nella canzone dove viene definito "orgoglio di mamma". 
Ecco, questo è un altro aspetto dei variopinti e favolosi anni 80 che tanti credono effimeri e vacui. 
Comunque la canzone è bellissima e i due ex ragazzi degli anni 80 ancora ci campano sopra,

per cui oggi merita il suo posto nella musica del sabato che arriva da questo blog. 

venerdì 8 agosto 2025

THUNDERBOLTS*: I LOOK INSIDE MYSELF AND SEE MY HEART IS BLACK

 Finalmente ho visto i Thunderbolts* per i quali nutrivo molte ASPETTATIVE.


Tuttavia non è andata esattamente come speravo. 
Cioè a parte la bella apertura con Florence Pugh/Yelena Belova che racconta in voice over le sue depressioni mentre la vediamo impegnata a "fare le pulizie" a modo suo,

poi per almeno metà film, cioè un'oretta, qualcosa non mi ingrana e forse è anche per la scelta di una fotografia cupa, oscura, livida che mi ha infastidito anche in altre pellicole.
Ma certo non è questo un film caciarone e variopinto sulle VACANZE DI NATALE, anzi è una rassegna di personaggi depressi (tra cui troviamo il figlio di Kurt Russell, Wyatt, e Olga Kurylenko, vecchia conoscenza bondiana) e confusi, con passato oscuro (e qui sta la citazione dei Rolling Stones nel titolo del post) che si trovano manovrati da una villain (non è spoiler perché lo si scopre a nemmeno mezz'ora dall'inizio) che li vuole far eliminare a vicenda per cancellare certe prove compromettenti. 

Questi invece, dopo l'incontro/scontro, si confessando e presentano l'un l'altro tipo come negli incontri degli alcolisti anonimi (ecco qui sopra un altro figlio d'arte, Lewis Pullmann) e quindi si alleano per dirgliene quattro alla tipa.

Anzi, a dar loro man forte arrivano anche Red Guardian e Winter Soldier a completare una Squad che può ricordare in effetti la Suicide della DC, ma qui il background e il movente sono del tutto differenti.

Ecco, mentre la DC con James Gunn ha alzato il livello di cretineria leggera da riderci su, qui invece troviamo una Marvel molto più cupa e solo dopo questa prima ora molto interlocutoria, ma forse necessaria per presentare al meglio la squadra, poi le cose vanno un po' meglio e siamo ad un livello un pochino superiore dopo quel nuovo Capitan America che non ha convinto nessuno se non gli Amazon Studios che hanno capito di aver fatto centro con A-Train dei Seven,

dato che alla Marvel glielo hanno copiato pari pari nell'outfit e nell'etnia al punto da sembrare la stessa persona, solo che Cap non SPAPPOLA ROBIN, la fidanzata di Hughie/Jack Quaid, come invece fa A-Train quando passa di lì correndo a velocità supersonica.

E film quello del Capitano che viene citato all'inizio in tribunale parlando di Harrison Ford/Red Hulk come anche altri riferimenti sparsi qui e là. 
Cosa questa che dà un po' fastidio se non hai visto tutto tutto, ma proprio tutto quello che è uscito prima dei Thunderbolts*, che sono in poche parole i nuovi Avengers, ma ormai lo sappiamo che in casa Marvel/Disney sta ormai da tempo scorrendo un film lungo circa 256 ore considerando anche le serie tv, e se non sei preparato son cavoli tuoi e ti devi accontentare degli pseudo spiegoni/accenni che ti fanno. 
This is Hollywood Disney, baby. 

giovedì 7 agosto 2025

UN 7 AGOSTO VISTO DA LUCIO BATTISTI E MOGOL

 Il 7 AGOSTO, nel lontano 1971, è diventato anche il titolo di una canzone contenuta in Amore E Non Amore, album di Lucio Battisti noto anche per quella copertina che mostra lui in una mise hippie e con nudo di donna, ma messa laggiù sullo sfondo dato che non stiamo parlando di un disco di Gil Ventura o Fausto Papetti. 


Non essendoci un testo da cantare, il titolo wertmulleriano completo del brano, come quelli di altri tre pezzi interamente strumentali del disco, era stato inventato da Mogol basandosi sulle sensazioni che gli dava la musica, ed era "7 agosto di pomeriggio. Fra le lamiere roventi di un cimitero di automobili solo io, silenzioso eppure straordinariamente vivo". 

Con l'intenzione di portare significati ambientalisti, tale titolo racconta che, nella stagione in cui la natura si risveglia, il protagonista si trova invece in mezzo ad un panorama arido e morto, quello di uno sfasciacarrozze. Il silenzio e la calura enfatizzano la sensazione di un ambiente privo di vita ed ostile ad essa, in cui l'unica eccezione è il protagonista; il solo fatto che sia vivo deve apparire straordinario. 

E, dato che sta tornando il caldo afoso, come dicono le previsioni, oggi questo brano pare quanto mai adeguato come colonna sonora. Lucio, come si può sentire, sperimentava già nel 1971 (non c'era bisogno di aspettare gli album con Panella) come confermerà anche tre anni dopo in Anima Latina, altro suo disco dove i suoni contano più delle parole, ed aveva anche diretto personalmente l'orchestra di 25 elementi che esegue il finale del brano. 

Noo... Queste non erano solo canzonette. 


mercoledì 6 agosto 2025

WAR OF THE WORLDS (COSÌ... PER ESORCIZZARE LE GUERRE VERE)

 Ho visto un film oppure uno spot Amazon come quelli visti di recente dove c'è un protagonista che, grazie al colosso dell'e-commerce, trova una soluzione ad un problema, ma tutto ciò in versione extended?


Questo è il piccolo, ma significativo dubbio che mi è rimasto dentro dopo la visione di War Of The Worlds nella nuova, ennesima versione 2025 presentata su Prime Video (appunto Amazon) che, al contrario delle precedenti edizioni dove il titolo italiano era La Guerra Dei Mondi, stavolta mantiene il titolo originale e dove il protagonista è Ice Cube nel ruolo di un analista della CIA che, già che c'è, con i mezzi mica da poco che ha a disposizione, sorveglia anche la figlia Faith futura mamma, il relativo genero, e il figlio.
Come comprimari vi ritrovo Clark Gregg probabilmente per un contratto con gli Amazon Studios, dato che l'avevo già rivisto in G20) dal mondo degli Avengers,


e l'ex "Desperate Housewife" Eva Longoria, sempre benvenuta anche se con un minutaggio molto ridotto e pure un ruolo non così fondamentale.

Tutto il film, ma proprio tutto viene visto tramite videoscreen da computer, da cellulari e da telecamere di sorveglianza, il che può dare qualche fastidio se si pensa di stare per vedere qualcosa di tradizionale. 
Fastidio che può arrivare anche dal fatto che si mostra che la nostra privacy viene totalmente violata in mille modi come già accadeva nel film Nemico Pubblico con Will Smith e GENE HACKMAN,

ma questo è un altro discorso perché in effetti succede davvero e spesso siamo noi stessi a dare il permesso di farci violare acconsentendo a cose che non capiamo quando apriamo un sito internet (occhio!), mentre è di una natura diversa la spinosa vicenda degli audio di Raoul Bova (che poi chemmenefrega ammè?). 
E, mentre la versione originale del 1953 diretta da Byron Haskin mostrava dei pseudo dischi volanti fluttuanti molto più semplici da realizzare grazie a dei cavi che li tenevano sospesi, qui, come nel romanzo e nella versione di Steven Spielberg con Tom Cruise, ci sono i tripods

che inizialmente camminano seminando morte e distruzione, ma sempre tutto filtrato attraverso schermi, per cui potremmo anche paragonarlo ad un cugino di BLACK MIRROR, per restare negli esempi più recenti, ed escamotage che probabilmente ha anche permesso di risparmiare sugli effetti speciali che così non fa nulla se non sono sempre perfetti dato che le immagini sono spesso balenghe, sgranate, pixelate a mosaico come quando la nostra tv digitale non riceve bene il segnale. 
Addirittura posso affermare che tali effetti speciali erano molto più realistici nel brutto quarto episodio di Scary Movie,

dove si parodiava proprio la versione di Spielberg, ma purtroppo non faceva ridere quasi mai. 
C'è da dire che tutto ciò paradossalmente rende la storia più reale, un po' come aveva fatto Orson Welles nel 1938 alla radio portando in scena l'invasione extraterrestre narrata nel romanzo di H.G. Wells come fosse una radiocronaca in diretta, e seminando il panico tra gli ascoltatori che si erano sintonizzati poi quando il programma era già cominciato e avevano preso tutto come fosse la realtà.

Le critiche verso il film sono state parecchio feroci definendolo addirittura "il peggior film dell'anno" (ma siamo solo a poco più della metà, dai), mentre per me il film ha funzionato poiché ho usato il metodo di valutazione che ultimamente utilizzo per valutare anche le serie tv, cioè i colpi di sonno che stavolta non mi hanno preso, perciò lo considero una cosa positiva, con solo quel piccolo tarlo che Amazon ci abbia giocato davvero a farsi lo spot, e se lo vedrete capirete. 
Poi, vabbè, senza nulla togliere al lavoro di Steven e Tom nel 2005 (ma anche quello aveva avuto le sue critiche negative all'epoca), il classico del 1953 rimane un grande film

anche per gli effetti speciali pazzeschi per l'epoca (ripeto... 1953!), e non ci sono storie... 

CANDY CANDY IN PRIMA TV

 È una fredda notte nevosa, e davanti alla porta dell’orfanotrofio religioso Casa Pony vengono abbandonati due neonati, a cui saranno dati i...