martedì 11 ottobre 2022

THE GRAND TOUR: A SCANDI FLICK (ISTRUZIONI PER GUIDARE SUL GHIACCIO IL PROSSIMO INVERNO)

 Riecco su Prime Video Jeremy, James e Richard, i tre buontemponi britannici ancora una volta riuniti con un nuovo speciale dal titolo The Grand Tour A Scandi Flick, che in italiano viene tradotto come Una Sbandata Controllata, ma letteralmente sarebbe più una cosa tipo Scivolata Scandinava, poiché è in quella penisola che si svolge l'avventura dei nostri amici a bordo di tre potenti auto, cioè il loro ambiente naturale più consono, ma su strade ghiacciate e panorami dove impera il bianco della neve.


I tre amigos si troveranno davanti a prove da superare alquanto particolari tipo correre a tavoletta in un tunnel cieco fermandosi il più possibile vicino al muro oppure trainare degli sciatori sul lago ghiacciato, se non addirittura intere case, con anche un grave incidente durante le riprese e un salvataggio ingegnoso. 
A questo riguardo, qualche dubbio sul fatto che siano davvero loro tre a guidare, e non magari degli stuntmen nelle imprese spericolate, c'è, ma il tutto in fondo è una cosa divertente e ci può stare in ogni caso, finzione o no, come se fosse un film di 90 minuti fra derapate e scherzi che si fanno fra di loro.

lunedì 10 ottobre 2022

BULLET TRAIN: GIAPPONE MADE IN U.S.A.

 Un treno proiettile in Giappone trasporta tutta una serie di personaggi poco di buono interessati ad una valigetta fra i quali un Brad Pitt in gran spolvero fra azione e commedia come lo abbiamo visto ultimamente in THE LOST CITY.


Anzi, pare quasi per contratto, dallo stesso film appaiono anche Channing Tatum e Sandra Bullock (particolarmente imbalsamata da trucco, parrucco e botox) che fanno a gara a chi resta di meno in scena, con Sandra che però la si sente negli auricolari di Brad fin dall'inizio.

Un film questo a metà strada fra Quentin Tarantino e Guy Ritchie, dove la violenza c'è ed è parecchia, ma non disturba più di tanto perché il tono rimane abbastanza leggero anche nei momenti più cruenti, citando persino Weekend Con Il Morto. 
Il regista d'altronde è quel David Leitch che aveva diretto Deadpool 2 e te lo fa ricordare mettendoci anche un cameo di Ryan Reynolds e un'apparizione un po' piu lunga di Zazie Beetz.

La quota dei dialoghi tarantiniani è coperta da Aaron Taylor Johnson e Brian Tyree Henry che partono spesso per la tangente con battibecchi fra di loro sul Trenino Thomas (una serie animata non proprio famosa da noi).

Il tutto è preso da un romanzo giapponese e per fartelo capire meglio, oltre alle scritte che ti presentano i personaggi fatte da ideogrammi in sovrimpressione su un fermo immagine, ci sono luci al neon ovunque e yakuza con sgherri mascherati come in Kill Bill.


Ovviamente il doppiaggio era un lavoro per Hal Yamanouchi (la voce degli spot Suzuki) a cui viene affidato un personaggio che inizialmente è sottotitolato, ma appena apre bocca in italiano vi si para davanti una fuoristrada made in Japan in men che non si dica. 
Divertente e migliore di tanti altri prodotti del genere botte, pistole e katane, proprio perché non riesci mai a prenderlo sul serio, e come esempio porto la risalita sul treno di Aaron Taylor Johnson... Ma daiii😂😅🤣.

Ma va bene così. 
Oh, a proposito di Channing Tatum che cito parecchio ultimamente (per la gioia di QUALCUNO che conosco), ecco un'altra sua ospitata famosa, ben più lunga del suo cameo in questo film, in un videoclip di Pink risalente a 5 anni fa: BEAUTIFUL TRAUMA
Non c'entra con la soundtrack del film, che è ben più cattiva, ma... 
Enjoy! 

domenica 9 ottobre 2022

IL MISTERO DEI GIORNI PERDUTI NEL CALENDARIO GREGORIANO

 Oggi siamo finiti in un giorno che non esiste, perlomeno nel 1582, il che potrebbe sembrare il tema per la sceneggiatura di un nuovo film sui viaggi nel tempo, e invece è una cosa assolutamente vera quella che nel calendario gregoriano, in quell'anno mancano 10 giorni, precisamente dal 5 al 14 ottobre cioè appunto il periodo in cui ci troviamo oggi, non per chissà quale anomalia spazio-temporale, ma semplicemente quello fu un escamotage per riallineare il calendario alle stagioni che invece il calendario Giuliano rispettava. 


Per fare questo viaggio nel futuro di 10 giorni non servì nessuna macchina del tempo (H.G. Wells doveva ancora nascere, come il Dottore pure), ma si richiese invece una più pragmatica "bolla papale" che stabilì tale modifica.

Ehm, no, no, "bolla" non inteso come il simpatico gioco da soffiare (anche se ce lo vedrei benissimo il Pontefice a passare il tempo in questo modo😉), ma come documento ufficiale emesso dalla Santa Sede che determinava tale salto di 10 giorni. 


E a sto punto se te lo diceva la Chiesa che si poteva fare di saltare senza problemi dal 4 al 15 ottobre (non so se qualcuno lo urlò come Gene Wilder), allora liberi tutti. 
Modifica radicale che, chissà, magari con i cambiamenti climatici, prima o potrebbe rendersi di nuovo necessaria perlomeno per ripristinare quelle "mezze stagioni" che, signora mia, non ci sono più, e "si stava meglio quando si stava peggio", e "che tempi!", e via così coi discorsi da ascensore... 

sabato 8 ottobre 2022

CESARE CREMONINI FT. LUCIO DALLA - STELLA DI MARE: NUOVA VERSIONE FURBETTA

 Se una canzone è bella fa sempre piacere riascoltarla, e inoltre arriva pure da un disco del 1979 che più che un semplice LP era una raccolta di successi perché ogni singola traccia, ricordo, veniva trasmessa dalle radio dell'epoca, anche perché non vi era un 45 estratto da questo disco, se si esclude Cosa Sarà che era stata pubblicata l'anno prima come lato B di Ma Come Fanno I Marinai.


Sto parlando dell'album Lucio Dalla di cui questa sul retro di copertina è l'esplicativa tracklist:

Ed ecco che la seconda canzone del lato A, STELLA DI MARE, adesso viene ripresa da Cesare Cremonini in un duetto con la traccia vocale di Lucio, (operazione furba o nostalgica, boh), e proposta in una versione che presenta un arrangiamento nuovo, meno rock e più sintetico.
Serviva un'operazione del genere? 
Mah, ora mi rimetto su il disco originale di cui nel 2019 è stata pubblicata per i 40 anni la LEGACY EDITION che contiene anche il cd bonus con il singolo del 1978 insieme a DeGregori di cui si parlava all'inizio, e che tra l'altro già QUELLO VECCHIO suonava come inciso ieri, e poi vi dico...
Anzi, già che ci siete fatela pure voi la prova comparativa fra i due brani e poi mi dite... 

venerdì 7 ottobre 2022

IRMA VEP - LA VITA IMITA L'ARTE: TITOLO PERFETTO ANCHE AL CONTRARIO PER LA SERIE SU SKY

 L'ho già raccontato su queste pagine di come il film del 1996 di Olivier Assayas fosse entrato furtivamente in casa mia, quasi felinamente come la sua protagonista, per cui, se volete saperne qualcosa di più ecco IL LINK AL POST.


Adesso il regista dimostra una volta di più che questo film è molto speciale per lui, quasi un tassello della propria vita poiché ne ha fatto una serie HBO in onda su Sky, dove la realtà si mescola con il racconto e dove si parla di un regista impegnato sul set di una serie tv sempre tratta dallo stesso soggetto che arriva dal cinema muto degli anni 50, cioè un remake de Les Vampires che aveva come protagonista la star Musidora, di cui lui aveva già girato un film e sposato la protagonista. 
Cioè nient'altro che la storia vera di Olivier Assayas, ma qui non ci sono più le tute di latex in cui recitava sudando, anche se non lo dava a vedere, Maggie Cheung (diventata poi davvero sua moglie) nel film del 1996 di cui se ne vedono brevi spezzoni, sostituite da altre tute non meno feline, ma di velluto, quindi suppongo più confortevoli, 

nelle quali si muove sinuosa Alicia Vikander, che pare ricevere da tale outfit persino dei super poteri rendendo il tutto molto surreale (e inoltre si ripete anche qui la stessa scena del film con la frase sulla fragilità del materiale), outfit aderenti come anche il costume che indossa Severine, ma questo in apparenza fatto con un tessuto più "tecnico" alla Avengers.

Avengers che sono presenti per René Vidal, il regista personaggio protagonista della serie tv e chiaro alter ego di Assayas, anche in una seduta dalla psicanalista, ma gli Avengers di cui si parla lì non sono Marvel, bensì quelli british di Emma Peel e John Steed (serie conosciuta in Italia come AGENTE SPECIALE), dove il regista spiega nei dettagli la sua ossessione per tali outfit fetish come quelli appunto indossati da Diana Rigg.

Quindi, anche se la storia è un remake di quella del 1996, la sceneggiatura riprende le parti vere di vita vissuta di Assayas come in un gioco di rimandi visuali e cerebrali, con tocchi fetish e pure bondage, e con il regista della finzione che si chiama René come Pannofino in Boris, analogia che curiosamente non sembra nemmeno capitata per caso perché ritroviamo quasi tutte le magagne e imprevisti che costellavano anche il set di Gli Occhi Del Cuore 2 (ditemi se il personaggio di Edmond non vi ricorda Stanis con tutte le sue fisime).
Cristian Iansante aggiunge il suo tocco doppiando come solo lui sa fare il personaggio di Gottfried, tossicodipendente, egocentrico e intrattabile. 
L'impressione che ho avuto però è che mentre in Boris funzionava tutto, e ti faceva scompisciare, pare che qui si sia allungato un po' troppo il brodo mettendo in mezzo anche un ex rapporto lesbo impregnato di dominazione che però non aggiunge granché alla storia in sé stessa, ma sta lì giusto per tirarne fuori una serie di 8 episodi (eh, se la produzione vuole così si fa così), mentre il film del 96 girava molto meglio restando sotto i 100 minuti, con un finale però a dire il vero un po' buttato lì. 
Ed è anche surreale come la realtà si incroci ancora con la finzione come quando René Vidal dice che lui non sta dirigendo una serie, ma un lungo film diviso in 8 parti, oppure nel terzo episodio quando alcuni membri del cast commentano le sceneggiature delle serie tv delle piattaforme streaming fatte con gli algoritmi, probabilmente esprimendo il vero pensiero di Assayas nei confronti di Netflix e simili. 
Com'è pure surreale che ad un certo punto arrivi anche Kristen Stewart che ai vampiri (ma quelli veri coi canini affilati) deve buona parte del suo successo nel cinema.

La serie in originale avrebbe anche parecchi dialoghi recitati in francese e sottotitolati poiché la vicenda si svolge a Parigi, ma il nostro doppiaggio ha preferito far parlare in italiano integralmente il cast (metti che ci son dei pigri come me), mentre anche il film del 96 manteneva tali differenze linguistiche a forza di sottotitoli. 
Ora lo so che alla fine del polpettone, magari a tratti non si capiva se in quel momento stavo parlando di Assayas, del suo film, della serie HBO o di quella di cui si racconta la travagliata lavorazione, ma è esattamente la sensazione che si prova mentre si sta davanti alla tv, fino ad arrivare ad un finale diverso, fantasioso e per questo forse più soddisfacente di quello visto nel film. 

giovedì 6 ottobre 2022

TRAINSPOTTING: SCEGLIETE VOI QUELLO CHE VI PARE

 Scegliete il film, scegliete una piattaforma streaming, scegliete una serata, scegliete la famiglia o gli amici con cui vederlo il film, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete popcorn, bibite, birre, noccioline e apriscatole semmai dovesse servire.


Scegliete la buona volontà di leggere anche il romanzo di Irvine Welsh, commentarlo e confrontarlo con il film;

scegliete un cameo da far fare all'autore del romanzo, scegliete una scena madre che resterà la vostra preferita.

Scegliete una toilette che sia la peggiore della Scozia e fate lì la scena madre dentro un cesso del cazzo, scegliete una colonna sonora abbomba e usatela per svegliarvi la domenica mattina e per ricordarvi chi siete.

Scegliete quale dei vostri amici potrebbe lanciare da un soppalco un boccale di birra e spaccarci la testa a qualcuno, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare.

Alla fine scegliete di comprarvi anche il blu-ray, di farlo girare in uno dei tanti vostri momenti, sia che siate single, sposati o addirittura con prole, basta che per voi sia un Perfect Day. 
Scegliete il futuro, scegliete la vita.

Ma perchémmai dovreste fare tutto questo se Trainspotting (a cui già avevo dedicato UN POST pieno di musica più di un anno fa) non l'avete mai visto? 
Perché è un film che ha segnato un'epoca e ringrazio CASSIDY che, ospitando QUINTO MORO per un articolo sul suo sequel, mi ha dato l'ispirazione per questo secondo post sul film di Danny Boyle. 
Un post particolarmente "dentro" al film e che potete capire appieno solo se il film lo avete già visto e, in caso contrario, quanto appena letto potrebbe avervi lasciati davvero sconcertati.
Oppure incuriositi e stasera sceglierete che film vedere (e si ritorna daccapo all'inizio del post).
L'importante è che siate voi che scegliete quello che volete scegliere, ma il consiglio rimane:
Choose Life! 

mercoledì 5 ottobre 2022

JAMES BOND VS. BEATLES

 Il 5 ottobre del 1962, ovvero esattamente 60 anni fa, è stato un grande giorno nel Regno Unito, in quanto musica e cinema hanno visto la nascita di due miti monumentali:


veniva pubblicato infatti il primo singolo dei Beatles Love Me Do mentre nelle sale cinematografiche arrivava il primo episodio delle avventure di 007 con il semplice titolo di Dr. No, mentre per noi sarà Agente 007 - Licenza Di Uccidere, creando non pochi problemi anni dopo quando l'episodio con Timothy Dalton si chiamerà Licence To Kill e da noi, per non chiamarlo con lo stesso titolo del 1962, prenderà uno scialbo (come il film) Vendetta Privata, ma problema risolto alla radice con l'era di Daniel Craig dove i titoli sono tutti rimasti in inglese anche per l'edizione Italiana. 
Essendo il primo di una lunga serie ancora da venire, non aveva ancora la consueta scena prima dei titoli di testa, ma era già presente quell'iconica apertura con Bond che cammina, si volta e spara (come a segnare già un marchio di fabbrica), e film a cui si perdona qualche effetto speciale un po' alla buona come la scena del ragno dove si vede benissimo la lastra di vetro che protegge Connery,

ma già con le basi per una lunga saga che è arrivata fino ai giorni nostri, anche autocitandosi come con Halle Berry che in La Morte Può Attendere, l'ultimo con Brosnan, riprende il look del famoso bikini con cinturone di Ursula Andress, e saga che tiene tutti i fans in fermento per sapere chi mai sarà il nuovo interprete.

Coincidenza o no, i Beatles saranno nominati anche nel mitico GOLDFINGER con Bond che dichiara quanto sia deleterio ascoltarli senza i tappi nelle orecchie (nel doppiaggio italiano, mentre in originale parla di "earmuffs", cioè paraorecchie).


Su questo parere di Bond (non di Connery, beninteso) dissento totalmente perché per i FabFour ho sempre avuto un occhio e orecchio di riguardo (fra film e musica) e sul loro primo singolo c'è anche una curiosità in quanto esistono tre versioni della stessa canzone, con tre batteristi diversi di cui il PRIMO
era stato il musicista più sfortunato della storia, cioè Pete Best che la suonava delicata sul bordo del rullante con anche un inciso molto personale ma che non convinse del tutto, perciò verrà poi sostituito da Ringo, dal tocco più deciso e squadrato per la pubblicazione del 45 GIRI,
ma a sua volta sostituito da Andy White nella VERSIONE presente su Please Please Me, il primo album dei 4, traccia dove Ringo invece ha suonato solo il tamburello (e se riascoltate la versione precedente infatti noterete che non c'era nessun tamburello).
Finezze volute da George Martin che era notoriamente incontentabile e sempre alla ricerca del particolare suono da mettere nei dischi. 
E per fortuna, aggiungo io, così abbiamo potuto avere tutta una serie di album uno meglio dell'altro che hanno ispirato tutto un mondo musicale a venire fino ai giorni nostri, esattamente come 007 ha ispirato il cinema di spionaggio. 
Forse allora non è stato un caso che entrambi debuttassero proprio quel 5 ottobre del 1962, proprio per lasciare quel segno nella musica e nel cinema.

ONCE E THE COMMITMENTS: DUE FILM CON MUSICA E IRLANDA DENTRO

 Dedico la musica del sabato tutta a Glen Hansard, cantautore irlandese che ottenne la fama internazionale nel 2007 per la canzone FALLING S...