martedì 26 novembre 2019

C'ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD


Secondo le tabelle di marcia dei cinefili normali, sono in ritardo clamoroso, ma secondo le mie invece, che non sono un critico cinematografico, ma solo uno qualunque che scrive sensazioni e impressioni sulle cose che vede e sente, sono perfettamente a tempo. Anche a me, come a Quentin, piace prendermela comoda e Tarantino infatti sforna film a distanza di diversi anni prendendosi tutto il tempo che gli serve, e per vedere il film dovevo attendere un'occasione buona, senza rischi di colpì di sonno causa stanchezza.
A questo punto posso dire che il nuovo film non ha nulla a che vedere con i precedenti, e comunque per me non è nemmeno ai livelli di Pulp Fiction, Kill Bill, Django o Le Iene.
Semmai l'ho trovato più simile a Jackie Brown già per titoli di testa, per i piedi sporchi in primo piano, i colori, le riprese.
Per altri motivi invece ho trovato molte altre autocitazioni come i nazisti di Bastardi Senza Gloria (che di tutti i film di Quentin confesso che è quello che ho apprezzato meno, ma contiene comunque ottime scene come quella con la canzone di Bowie, il gioco nel bar e Christoph Waltz che chiacchiera mirabilmente).
La cosa che però ti prende di questo film è che due ore e mezza passano benissimo anche se ci sono diversi, svariati, anche troppi minuti persi a vedere uno che guida la macchina con la radio di sottofondo senza che succeda assolutamente nulla. Ma forse Quentin, essendo uno che si prende i suoi tempi, lo fa per farti entrare nella sua ottica e per darti l'idea del viaggio senza invece ricorrere ai soliti salti temporali che ti tagliano i tempi un po' bruscamente.
E nonostante i tempi morti, nel film succedono tante, ma tante di quelle cose che non ti immagini per cui l'attenzione rimane sempre al massimo.
Mancano un po' i superdialoghi e monologhi a cui ci aveva abituati negli altri film, tipo The Hateful Eight, nel senso che ci sono, ma sono un pochino più stringati e ci sono parecchi momenti silenziosi.
E poi camei a raffica di attori che hanno popolato le altre pellicole passate, e anche new entry, come se fosse un greatest hits del cinema.
Quindi un buon film che piace sicuramente di più se sei uno che conosce il cinema del passato per i continui rimandi, mentre alcuni potranno rimanere molto delusi come con una sensazione di incompiuto, di lento (parole di qualcuno che ha visto il film con me e non sa assolutamente chi siano Antonio MargheritiSergio Corbucci, solo per fare un esempio di chicche inserite nella trama).
E parliamo anche dell' uso finalmente intelligente dei computer, per una volta non finalizzati a creare mostri improbabili, bensì a modificare alcuni panorami per riportarli a com'erano nell' epoca in cui è ambientato il film, cancellando edifici e particolari che allora non esistevano, anche se Quentin ha cercato di limitare il più possibile gli artifici grafici cercando di optare per ricostruzioni reali recuperando oggetti e particolari d'epoca fin dove era possibile.
E l'effetto finale è veramente ottimo sotto ogni aspetto, per cui val bene un plauso anche se non è il miglior Tarantino che conosciamo.
Piccola nota finale sul film con Dean Martin e Sharon Tate, The Wrecking Crew, che invece in Italia era stato distribuito come Missione Compiuta Stop. Bacioni Matt Helm.
Miii ugguale ugguale!!!

5 commenti:

  1. Esatto: i tempi morti dei giri in auto servono a descrivere mondi e personaggi. Sono finti tempi morti, perché in realtà raccontano tanto. La solitudine, la Hollywood dell'epoca.
    Un film sul cinema, un film che mi è piaciuto tantissimo... :)

    Moz-

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  2. Già, comunque è piaciuto anche a me perché ha molto di buono e sono sicuro che Quentin ci sta portando volutamente verso un cinema diverso da Pulp Fiction, perché non sarebbe nemmeno una cosa positiva replicare sempre lo stesso film.

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    1. Esatto.
      Ma soprattutto ha creato un suo multiverso specifico.

      Moz-

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  3. Ho Visto solo il trailer non ho visto ancora il film.
    Tarantino o mi piace moltissimo o a volte molto meno anche se apprezzo le sue novità cinematografiche. Ho solo notato che in questa pellicola pur mantenendo la sua originalità in molte cose, non è certo lo stesso regista di "Pulp Fiction" , ma riprende un periodo ricco di moltissime cose e non facile a inserirlo poi in un film senza stancare. Presumo ci sia riuscito.
    Ciao mio caro ti auguro buona serata

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    1. Si, Nella, secondo me la Missione è Compiuta, come il titolo del film con Dean Martin che si vede al cinema 😊😊😂

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