domenica 17 novembre 2019

DOLOR Y GLORIA


Ci ho provato, ma questo genere di film non fa per me, forse a causa della stanchezza dopo una giornata pesante non era la scelta più adatta. Fatto sta che ho lottato strenuamente contro dei colpi di sonno per arrivare alla fine della pellicola, che comunque, ci tengo a dirlo, non è un brutto film.
Pedro Almodovar mette un po' di se stesso nel personaggio interpretato da Antonio Banderas ormai lontano dal Mariachi nel Desperado di Rodriguez (e forse un po' provato dalla vita in fattoria con la gallina Rosita), infatti il nome Salvador Mallo sembra quasi un anagramma del cognome del regista con un paio di lettere aggiunte qui e là, come per depistare.
Si parla di cinema, di registi, di attori, di infanzia non facile, con una fotografia sempre bellissima, luminosa che non cala neanche neanche nelle situazioni più cupe.
Si parla anche di dipendenza dalla droga (un po'tanto in verità), di omosessualità di rapporti familiari complicati, tutti temi con cui Pedro ha sempre avuto a che fare.
Tutto sommato sono contento di essere arrivato alla fine della visione per aver potuto godere della sorpresa piazzata proprio nell'ultima inquadratura (dico solo che è un twist che ribalta la prospettiva di quanto visto in precedenza e strappa finalmente un sorriso).
Certo lo stile di Pedro è un po' cambiato dai tempi di Legami, Tacchi A Spillo o ancora prima con Pepi, Luci, Bom E Le Altre Ragazze Del Mucchio, che mi erano anche piaciuti.
Probabilmente non è il suo miglior film questo, ma un' occhiata gliela si può dare, piuttosto di beccarsi qualche ciofeca pescata a caso su Netflix...

2 commenti:

  1. io adoro pedro, il suo è un cinema particolare, e bisogna vederlo da svegli, te lo gusti meglio xD

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