lunedì 30 settembre 2019

DODI BATTAGLIA - PERLE

Doppio album dal vivo per l'ex Pooh in cui ripropone brani della band che hanno avuto meno considerazione, ma non per questo meno belli, come A Un Minuto Dall'Amore che era il lato B del 45 giri Pensiero. Tra i tanti pezzi anche Un'Anima, un inedito che il suo amico Giorgio Faletti aveva lasciato incompleto e Dodi ha terminato e proposto dal vivo nei suoi concerti. Ed è ancora la musica dei Pooh che ci accompagna come una colonna sonora anche se la band si è sciolta... per ora...

Intanto ecco il brano di Faletti/Battaglia Un'Anima


I MORTI NON MUOIONO


Molto in ritardo rispetto agli altri bloggers cinefili, sono riuscito a vedere l'ultimo film di Jim Jarmusch, film che nel titolo originale ha un gioco di parole ritmico (The Dead Don't Die) che tradotto in italiano si perde totalmente. E si perde anche forse l'intenzione del regista per cui chi ha visto il film insieme a me si aspettava un The Walking Dead e invece non capiva perché il sottoscritto scoppiasse a ridere in momenti che ho trovato esilaranti tipo "E stata qualche bestia selvatica? Diverse bestie selvatiche?" ripetuto tre volte tale e quale insieme alla visione dei cadaveri nel bar e poi più tardi anche dalla giornalista del tg. Anzi, più la storia va avanti e più aumentano le scene che creano una sorta di metacinema in cui il backstage si mescola con quello che si vede sullo schermo (altra cosa che ha disorientato chi si aspettava un altro genere di pellicola). Non manca il momento WTF con l'uscita di scena di Tilda Swinton (e anche lì è una genialata che comunque si capiva già da subito che era una tipa mooolto strana) e situazioni talmente grottesche al punto che mi sarei aspettato persino che arrivasse Danny Trejo da un momento all'altro, tanto le atmosfere assurde mi hanno fatto pensare ai divertissement di Rodriguez. Bill Murray è meno Murray del solito, mentre lo è molto di più Adam Driver, spassosissimo con la sua aria sempre seria che lo rende il vero comico del film (il portachiavi di Star Wars poi è un altro momento grandioso). Devo precisare che questo è il primo film di Jarmusch che vedo, per cui non sono stato influenzato dalle precedenti opere e ho preso il film per quello che è, cioè una continua citazione di precedenti pellicole sul tema zombi e non solo. Probabilmente ciò rende la pellicola interessante per i nerd cinefili e un po'meno per il pubblico mainstream (leggi cinepanettoni e The Rock). E il divertimento per me è stato anche quello, mentre gli altri non hanno capito praticamente nulla di quando parlavano di Romero o altri momenti del genere. È stato un po come quando, molti anni fa, ho portato la cumpa a vedere Mars Attacks e me l'hanno giudicato come Fantozzi con la Corazzata Kotiomkin. E a me Mars Attacks era invece piaciuto un casino. Non mi hanno crocifisso in sala mensa, ma c'era mancato poco...

domenica 29 settembre 2019

NON TUTTI CE L'HANNO (THE KNACK AND HOW TO GET IT)

Richard Lester è un regista inglese famoso sopratutto per aver diretto negli anni 60 i due film dei Beatles, Help e A Hard Day's Night (...e niente, i FabFour bene o male tornano sempre). Ma nel tempo libero ha realizzato anche questa squisita commedia britishissima in cui una ragazza di provincia (Rita Tushingham) si trasferisce a Londra e si ritrova subito alle prese con alcuni ragazzi molto diversi tra loro: il figo, il timido e l'artista. Situazioni surreali (nello stile di Lester) e fotografia in bianco e nero fanno di questo film un piccolo cult da riscoprire. P.s. La cosa che non tutti hanno di cui si parla nel titolo è lo "knack", quel qualcosa capace di farti avere successo col gentil sesso, ma tranquilli che non siamo in presenza di un film tipo Montagnani e Fenech. God save the Queen...

venerdì 27 settembre 2019

IN VIAGGIO CON L'AUTORADIO

Inutile farla lunga, l'ho constatato personalmente durante un lungo viaggio in questi giorni: quando sulla stessa emittente passa l'ultima di Madonna con Swae Lee, Crave e poco dopo arriva Here Comes The Sun dei Beatles ti si apre una voragine abissale di differenze di suoni, impostazione, atmosfere e capisci che non c'è niente da fare. 
Ci stiamo facendo del male. 
Ecco i due brani per fare direttamente il confronto.

Poi ok, forse è tutta una questione di gusti, di tempi che cambiano, e non è nemmeno bello fare i dinosauri ancorati a vecchi cliché musicali. 
Però sto parlando di emozioni che una canzone riesce a dare, e nel caso di Madonna siamo di fronte a suoni di batteria sintetica, riff ripetitivi, melodia discreta, ma che passa e va come la musica da sottofondo al supermercato. 
Se questo significa evolversi nella musica, beh preferisco restare nel mio mondo di fantasia della mia galassia lontana lontana, che almeno mi dà ottime vibrazioni e una certa sicurezza. 
See you.

martedì 24 settembre 2019

X FACTOR 13

In questi giorni vediamo le audizioni della tredicesima (!!!) edizione di XFactor e, aldilà di fenomeni vocali e momenti con improbabili "cantanti", la cosa interessante è sempre vedere i quattro giudici sotto un aspetto diverso da quello che hanno quando sono loro a cantare. A parte Mara Highlander Maionchi che a cantare non ci pensa nemmeno, ma sa piuttosto bene come muoversi nel mondo musicale, i nuovi giudici sono stati, almeno in queste prime puntate, delle belle sorprese. Primo fra tutti quello Sfera Ebbasta tanto chiacchierato che, a mio parere, si è rivelato essere persino simpatico. Al lato opposto invece Malika Ayane che si mostra precisina e rompimaroni fino allo sfinimento e sembra raccogliere lo scettro di Manuel Agnelli in fatto di saccenza ostentata. Per ultimo l'uomo col cappello che, per una volta non guida una Fiat 126 in mezzo alla strada ai 20 all'ora, ma risponde invece al nome di Samuel Dei Subsonica (è ovviamente il suo cognome, sisì) e sta lì così a dire si o no senza farsi notare troppo. E pensare che avrei detto che sarebbe stato lui quello che avrebbe preso il posto di Manuel, e non solo per un assonanza onomastica. Tant'è che già un po' di personaggi interessanti si sono visti e continuerò sicuramente nella visione dei bootcamp, fino alla finale. Perché X Factor è X Factor...  ma dove l'ho già sentita questa???

lunedì 23 settembre 2019

SUPEREROI PER CASO: LE DISAVVENTURE DI BATMAN E ROBIN


Domenica 22 settembre il Bat-segnale è stato acceso in tutto il mondo per festeggiare gli 80 anni di Batman e in particolare a Roma è stato proiettato sulla Stazione Termini. Come festeggiarlo invece su un blog senza pretese, ma con un occhio di riguardo per le cose gustosamente insolite? Rievocando la classica serie tv o incensando le versioni di Burton e Nolan? Né l'uno né l'altro, ma anzi direi molto meglio avendo visto su Italia 1 qualche anno fa questo strano film per la tv dal gusto rievocativo in cui Adam West e Burt Ward, gli interpreti della serie tv che qui invece fanno loro stessi, si trovano ad indagare sul furto della gloriosa Batmobile da un museo. Parata di attori provenienti dai vari episodi e scene in flashback con giovani attori che rifanno Adam e Burt sui vecchi set. Nessuna pretesa di capolavoro, ma solo un simpatico omaggio alla serie tv più buffa ed originale che sia mai esistita. Unico appunto, il titolo italiano che ricalcava i vari titoli di film tipo " eroe o turista o qualcosa per caso", mentre l'originale era Return To The Batcave, che era molto meglio. Ma che ci possiamo fare?

venerdì 20 settembre 2019

LE SIGLE DEI CARTONI GIAPPI


Ognuno di noi è cresciuto con gli anime giappi, volente o nolente, e alcuni sono rimasti nel cuore più di altri, grazie anche a volte alle sigle italiane diventate in alcuni casi più famose del cartone stesso grazie a Cristina D'Avena o I Cavalieri Del Re o altri più o meno fantomatici artisti. Evvai col coro... O-o-o, Occhi Di Gatto oppure Oh Ladyladylady Oscar... eh ci sarebbe da aprire una discussione su quale sia la sigla preferita da tutti noi. Ma non è di queste che voglio parlare, perché in rari casi invece sono state mantenute le sigle originali. Per essere più precisi, questo è successo nelle serie NON trasmesse da Mediaset poiché il biscione aveva ed ha tuttora dei biechi contratti discografici che prevedono produzioni di sigle nuove continuamente (alcune per la verità orrende come il recente rap di Moreno per Lupin III).

Un vero scempio, perché graficamente la sigla è splendida e pure la versione originale lo è.
Nel caso di Neon Genesis Evangelion invece, siccome era trasmesso su MTV negli anni '90, la sigla restava (per fortuna) quella originale cioè Zankoku Na Tenshi No These di Yuko Takahashi, con una stupenda sincronizzazione tra musica e immagini che si è vista molto di rado in queste produzioni.

Per una volta ci siamo scampati una canzone tipo "Forza ragazzo vai, combatti per l'umanità" e banalità del genere.
Sigla di chiusura invece per la serie animata tratta dal videogame Xenosaga, In This Serenity cantata in inglese da Mayumi Goyo con una dolcezza infinita.

Ma il top delle sigle resta quel caso particolare della prima serie di Lupin III, quella della giacca verde. 
Caso particolare perché non era la sigla giapponese originale, ma un brano disco pop rock di una band francese che in Italia venne abbinato all'anime anche se titolo e testo non c'entravano assolutamente nulla, difatti si parla di alieni sadomaso e pianeti misteriosi. 
Fatto sta che musica e immagini della sigla stavano perfettamente in simbiosi e a tutt'oggi questa rimane la migliore, non solo di Lupin III, ma dei tanti anime che hanno popolato i nostri schermi tv. 
Il titolo era Planet "O" di Daisy Daze & The Bumble Bees cosi fantomatici che in alcune foto, al posto loro, vengono mostrati dei cosplayers giappi di Lupin III, ma sono dei falsi perché il gruppo era solo una produzione di studio, in pratica non è mai esistito.

Buon ascolto e buoni ricordi, perché con questa sigla si parla di quasi 40 anni fa...


60 ANNI DI UN ALBUM STORICO: HIGHWAY 61 REVISITED DI BOB DYLAN

 Sabato d'autore oggi poiché cade esattamente il sessantesimo anniversario dello storico disco di Bob Dylan dal titolo Highway 61 Revisi...