venerdì 12 luglio 2024

BRIDGERTON 3 FINALMENTE HA UN FINALE

 "Miei cari lettori e gentili lettrici..." direbbe Lady Whistledown in apertura delle sue pubblicazioni gossipare del 1800 che sono il fulcro della fortunata serie tv Bridgerton, e a volte un po' mi ci ritrovo in quei panni di colei che scrive nell'ombra i fatti di coloro che le stanno intorno.


Nel mio caso però mi trovo ad avere un bacino di informazioni molto più grande di quello della misteriosa scrittrice, dato che i suoi pettegolezzi erano circoscritti alla Londra ucronica in cui è ambientata l'azione. 
Finalmente Netflix ha fatto uscire a metà del mese scorso i quattro episodi conclusivi della vicenda iniziata sui nostri schermi lo SCORSO MAGGIO e che potrebbe anche essere considerata il trionfo delle curvy, dato che Penelope Featherington ha forme generose unite, secondo me, ad un viso molto bello da bellezza di un tempo e Nicola Coughlan,


(non vi ricorda qui una giovane Anna Falchi?) l'attrice irlandese che la interpreta, ha voluto girare anche una scena di nudo per confermare che lei si sente perfettamente a suo agio nelle sue forme e anche per (parole sue) rivedersi quando avrà 70 anni e constatare che era davvero bella. 
Certo, magari i costumi ottocenteschi sembrano faticare a contenere tali forme con quei seni tirati su quasi fino sotto al mento, però questo è comunque un marchio di fabbrica della serie, quasi un fanservice, se vogliamo dirla tutta. 
Anche stavolta la base di partenza è stata il libro della saga scritta da Julia Quinn, ma prendendo alcune licenze anche discutibili, come il mostrare palese il triangolo amoroso bisex in cui finisce uno dei fratelli Bridgerton, cosa che nel libro veniva solo suggerita, mentre qui lo vediamo in un paio di scene che dovrebbero essere altamente erotiche, ma che invece a me sono parse ridicole e superflue, come un tentativo maldestro di tornare al tono della prima stagione con Regé Jean Page & I Suoi Cucchiaini, 

che, lo sapete benissimo miei cari lettori e gentili lettrici, non è il nome di una band tipo Elio & Le Storie Tese. 
E a proposito di musica anche stavolta ascoltiamo brani famosi (non Elio, ma Coldplay, Taylor Swift) riarrangiati per un quartetto d'archi. 
Ma anche se il finale vero e proprio sembrerebbe mettere la parola fine a tutto, in realtà ci saranno altre stagioni poiché i libri da cui attingere non sono terminati, perciò, miei cari lettori e gentili lettrici, ci diamo appuntamento alla prossima. 
Sinceramente vostra Lady Whistled... 
Ehm... 
Vostra canaglia 😜. 

giovedì 11 luglio 2024

SIA E LA FORTUNA DI GASTONE PAPERONE

 Oggi compie i suoi bei 90 anni Giorgio Armani, uno degli ultimi simboli dello stile italiano, stile amato anche da Richard Gere in American Gigolò, mentre con un salto di tempo molto più breve posso invece ricordare che 20 anni orsono andava di moda lo stile downbeat i cui rappresentanti top erano gruppi come Groove Armada e Morcheeba, più volte ascoltati anche come colonna sonora di spot pubblicitari.


Continuamente arrivavano esempi musicali simili come nel caso degli Zero 7, band britannica la cui vocalist era però una certa ragazza australiana, Sia Furler, che suppongo dovreste conoscere tutti molto bene, e oggi parlo della loro canzone SOMERSAULT, dove nel video si vede appunto una Sia non ancora parruccata o vestita in costumi bizzarri (quello sarà un trend che partirà più di recente con le collaborazioni insieme a David Guetta), perché questo brano detiene un primato stabilito proprio  l'11 luglio del 2004. 
Infatti alle ore 22.21 di 20 anni fa questo brano veniva scaricato legalmente da iTunes, il che non sarebbe niente di speciale se non fosse che era la centomilionesima canzone, un po' come capitava a Gastone Paperone quando entrava in un negozio ed era il centomilionesimo cliente data la sua proverbiale fortuna.

Per gli Zero 7 non ci fu la festa che invece di solito toccava al personaggio Disney, tipo con tanto di buono spesa gratuito, ma comunque sono rimasti nella storia per questo evento particolare di iTunes che aveva iniziato la sua opera di distribuzione online solo poco più di un anno prima. 
Per la precisione però bisogna dire che Somersault era stata scaricata nella versione Dangermouse Remix dove buona parte del brano era rappato da MF Doom. 
Per il mio gusto invece preferisco la versione originale con più Sia dentro. 

mercoledì 10 luglio 2024

STORIE DI TELEVISIONE VINTAGE E ATTUALE

 Lo so che nel 2024 può sembrare impossibile, ma tanto tempo fa, in una galassia vicina vicina, la televisione aveva due soli canali fra i quali scegliere per cui non esistevano nemmeno i telecomandi dato che si premeva solo un tastone sul televisore (il quale pesava una cifra, il televisore, non il tastone) per cambiare canale e fra le due reti c'era anche la collaborazione reciproca nel senso che sul canale che stavi guardando appariva un triangolino bianco lampeggiante quando stava per cominciare un programma sull'altro canale, così come promemoria, mentre adesso se non vuoi perdere nulla puoi programmare anche il cambio automatico del canale all'orario di inizio e l'apparecchio che è smart cioè intelligente (mica scemo come quelli di una volta) fa tutto da solo.


È pur vero che ancora più tempo indietro c'era un solo ed unico canale televisivo, ma qui davvero si parla di preistoria e la maggior parte di coloro che stanno leggendo farebbero troppa fatica ad immaginare un mondo così limitato vista la scelta enorme che adesso ci offre il mondo della tv in diretta e sulle piattaforme che sono anche piene di fuffa, per cui anche noi nel frattempo siamo diventati Smart come il mitico MAXWELL di Mel Brooks o il meno conosciuto agente nostrano DICK, e adesso quasi sempre capiamo a fiuto da subito la sóla anche grazie al passaparola sul web. 
Ma quel lontano 10 giugno del 1974 la nostra Rai, che fino ad allora aveva fatto la voce grossa spadroneggiando, forte della sua egemonia dell'etere, sentì scricchiolare il pavimento sotto ai suoi piedi perché per la prima volta venne concesso ad alcune tv estere di estendere il loro segnale anche sul territorio italiano, seppure solo per il nord Italia.



Si trattava di Telemontecarlo, Tv Koper Capodistria e la Tv Svizzera Italiana che presentavano dei palinsesti parecchio diversi da quanto ci aveva abituati la, bacchettona e anche bigotta mamma Rai e infatti addirittura in certi casi c'erano pure film scollacciati e spettacoli sexy notturni. 
Sullo spettacolo sexy possiamo dire che anche la stessa Rai 2 in effetti provó verso la fine degli anni 70 a buttare lì uno show audace come Stryx diretto da Enzo Trapani dove, fra la musica top del momento e comici esordienti e non, ci scappavano anche dei seni scoperti giustificati dal tono stregonesco del programma.
Se ne volete sapere (e vedere) di più, a Stryx avevo dedicato un intero POST DETTAGLIATO molto tempo fa. 
Programma che ebbe però vita breve e c'era da aspettarselo visti i contenuti. 
Tornando a quelle emittenti di cui sopra, quelle già avevano il colore per tutti i programmi (la Rai invece era ancora a livello sperimentale con pochissimi eventi perlopiù sportivi), per cui cominciavano già ad arrivare anche da noi le prime tv a colori Nordmende, Telefunken, Blaupunkt e marchi simili che i negozi di elettrodomestici (non esistevano ancora i centri commerciali) esponevano accese in vetrina in bella mostra fra un lampadario e un frigorifero per tentare i passanti. 
Nel mucchio delle nuove emittenti ci furono anche delle emule private che addirittura le anticiparono grazie alla trasmissione via cavo (quindi non tramite antenna) fra le quali anche TeleBiella con quella GUSTOSA VICENDA GIUDIZIARIA che ho già raccontato qui tempo fa. 
A dimostrazione che quelle emittenti estere erano più avanti della nostra Rai, sta il fatto che la serie tv mia preferita cioè U.F.O. venne trasmessa prima sulla TV Svizzera Italiana con il titolo Minaccia Dallo Spazio e l'anno dopo sulla Rai con il suo titolo originale e un doppiaggio diverso (francamente migliore) dove noi in bianco e nero

vedevamo le ragazze di Base Luna bellissime con quel caschetto di capelli perfetto e scintillante, ma gli svizzeri fortunati già avevano visto che quei capelli erano viola (in realtà parrucche scelte da Sylvia Anderson, co-produttrice con il marito Gerry).

Noi italiani faremo tale scoperta solo quando al cinema usciranno poco tempo dopo dei film di montaggio realizzati con episodi non ancora andati in onda e anche di quelli ne ho parlato con dovizia di particolari QUI
Da allora le cose sono decisamente cambiate, intanto con l'avvento delle tv private non più via cavo, che potevi vedere mettendo quell'antenna aggiuntiva necessaria per captare quelle estere, ma se abitavi in una zona aperta tipo un ultimo piano, e se smanettavi un po' sulle manopole della sintonia UHF riuscivi lo stesso a beccare il segnale, magari non proprio del tutto nitido ma ti bastava per vedere qualcosa perché non era come adesso col digitale che se il segnale è debole vedi solo un mosaico, ed era stato in quel modo da smanettone (non nel senso birichino che pensate voi!!!) che avevo visto quel classico dell'erotismo che è HISTOIRE D'O appunto su una tv privata perché tale film non sarebbe mai andato in onda sulla Rai. 
Leggendo quanto ho scritto dall'inizio del post finora arrivando ai giorni nostri, ci si accorge chiaramente di come sia cambiata la televisione e anzi è di pochi giorni fa anche la scomparsa prematura di colei che fu una delle signorine buonasera della Rai di ultima generazione, MARIA RITA VIAGGI, anche quella una consuetudine che non si usa più dal 2016 in favore di un susseguirsi di programmi meno confidenziale e più asettico/tecnologico. 
In tutto questo discorso di confronti fra ieri e oggi, però non intendo assolutamente sostenere che "si stava meglio prima", poiché per me sono benvenute e lodate le piattaforme dove puoi seguire un programma o un film quando ti pare, anche seduto sul water, se vuoi, ma senza dirlo a Martin Scorsese che ci patisce come una bestia. 

martedì 9 luglio 2024

MADAME WEB: COME STAR WARS E VASCO ROSSI

 L'universo espanso di Spiderman continua a produrre nuovi personaggi e stavolta è toccato a Madame Web,


un po' come succede per Star Wars che regolarmente partorisce spinoff a iosa, ma ultimamente non ne imbrocca più una giusta, e The Acolyte ne è l'esempio più recente. 
Questo forse perché adesso tutte queste cose sono finite in mano alla Disney che, diciamolo, è un po' come il Vasco Rossi attuale, cioè molto diverso da com'era negli anni 80 (non parlo di età o prestanza fisica eh), al punto che, scherzando, molti sostengono che non sia più la stessa persona, ma un sosia come nella leggenda di Paul McCartney. 
Ecco la Disney di adesso è una macchina tentacolare che produce per fare cassa e sembra che proprio non gliene freghi niente di fare le cose col cuore come invece erano stati realizzati i primi tre film della saga di quando ancora si chiamava Guerre Stellari dove tu spettatore ti divertivi un sacco perché non ti riempivano la testa di pippotti politico-filosofici, e dovevi solo goderti le scene con le spade laser e combattimenti in volo staccando il cervello per due ore, tant'è vero che quando lo staff tecnico lavorava al primo episodio del 1977 (Episodio IV) tutti erano convinti che fosse un film di serie B di poco conto fatto per i bambini. 
Ecco quindi in breve cosa manca adesso: manca tutto il lato divertente percepito dallo spettatore bambino dentro anche se adulto fuori. 
Madame Web non c'entra con la Disney e infatti è su AppleTv anche se è un prodotto Marvel, ma ha parecchi punti in comune con la situazione della Casa Del Topo, perché è un film nato dalla Sony con l'idea di ampliare appunto lo Spider-verse, con altri personaggi già presenti nei fumetti a cui i ragni hanno conferito poteri speciali e nel ruolo della protagonista ci troviamo Dakota Johnson, la quale è stata scelta come ripiego dopo il rifiuto di Charlize Theron e di Amy Adams (e già questo non è un buon segno). 
Il risultato è questo film che onestamente non si può definire completamente brutto, però non ti gasa per niente e ti lascia poco e niente la voglia di vedere un seguito, cosa questa che, secondo i canoni attuali delle case di produzione, non è esattamente un punto a favore dato che ormai si pensa solo in termini di serialità e soldoni. 
La Madame Web dei fumetti in realtà sarebbe una donna anziana che si chiama Cassandra Webb come nel film, che è costretta a rimanere collegata a macchinari tramite dei fili che darebbero l'idea di una ragnatela,

ma ciò non avrebbe permesso di mettere in mezzo molta azione perciò si stravolge tutto e voilà, ecco pronta una Cassandra giovane che vede le morti future e in certi casi riesce ad evitarle come ad evitare che il villain della situazione possa nuocere a tre altre sue colleghe dotate di superpoteri.
Insomma quegli abbiocchi che mi hanno preso secondo me indicano che il film non è stato granché,

ma sopratutto se cercate delle supertutine come nelle foto promozionali e come ci si può giustamente aspettare da un film sui superragni, nonché dalla copertina del Blu-ray in special steelbook edition (furbissime manovre di marketing per il fanservice),

vi posso spoilerare già che su due ore scarse qui ci saranno si e no 30 secondi in tutto, ed è un po' poco... 

lunedì 8 luglio 2024

UN ALTRO FAMOSO PINO CHE SE NE VA, E PURTROPPO NON È SOLO

 Mentre tutte le tv si accapigliano per farci sapere i risultati delle elezioni, dalle mie parti invece arriva oggi una serie di addi più o meno famosi nel senso che si parte da Pino D'Angió (Giuseppe Chierchia), 71 anni, al top negli anni 80 con un singolo funky rappato e cantato su due registri differenti che chiunque ricorderà cioè, MA QUALE IDEA.


La canzone è stata poi portata nella serata delle cover al Festival Di Sanremo con il titolo leggermente modificato dai Bnkr44 (MA CHE IDEA) che hanno voluto con loro sul palco lo stesso Pino anche se la sua parte vocale era stata chiaramente registrata per essere mandata in playback dato che il cantante ha avuto in passato dei gravissimi problemi alla gola (tumori) che lo hanno portato a subire ben sei interventi per cui non riusciva quasi più a parlare e tantomeno cantare.

Sempre la stessa canzone era stata coverizzata nel 2005 anche dai Flaminio Maphia. 
E sempre per la musica dobbiamo salutare Tom Fowler, 73 anni bassista di fiducia di Steve Hackett nella sua versione solista post Genesis, nonché componente della band di Frank Zappa già dal periodo dei Mothers Of Invention

(lo si vede in tale periodo nel riquadro piccolo). 
Ancora per la musica è mancato verso la fine dello scorso giugno anche Peter Collins, 73 anni e noto sopratutto per essere il produttore di una band storica come i Rush, ma anche di Bon Jovi per l'album These Days e molti altri nomi del rock che hanno chiesto il suo contributo.

Il cinema invece perde Jon Landau, 63 anni, anche lui di professione produttore, ma diversamente indirizzato, che troviamo legato a titoli di grande successo come Avatar e Titanic.

Concludo con un altro addio che arriva stavolta dal mondo della tv leggermente vintage, con una delle più recenti signorine buonasera, ormai tutte sparite da reti Rai e Mediaset, Maria Rita Viaggi

mancata a soli 69 anni. 
Una consuetudine quella delle signorine buonasera che introduceva con calma ed eleganza ai programmi successivi, mentre adesso si cerca di perdere sempre meno tempo per, invece, ingolfare il più possibile il video di spot pubblicitari, anche sulla stessa Rai di cui paghiamo un canone. 
Ma in questo mondo tutto matto forse questo è il male minore.
Addio Maria Rita, Jon, Peter, Tom e Pino. 

domenica 7 luglio 2024

WONKA CHIAMA I MATIA BAZAR, PASSO...

 Oggi è la giornata mondiale del cioccolato, alimento tentatore che si presenta in mille modi gustosi e anzi adesso che fa caldo mi chiedo se non ce lo vogliamo anche fare un bel gelato al cioccolato, dolce un po' salato con Pupo e Malgioglio, mentre la domanda che mi sorgeva spontanea mentre stavo guardando Wonka era invece un'altra, cioè era come una canzone dei Matia Bazar, ovvero "Ma Perché, Ma Perché?".


Cioè davvero era necessario un prequel al romanzo di Roald Dahl che era così già bello fatto e finito corredato da un film con Gene Wilder fornitore di meme in gran spolvero?


Sul remake di Tim Burton potrei parlarne anche poiché secondo me non è un brutto film, ma semplicemente anche quello non era così necessario. 
Mai tanto però come questo Wonka dove Timothee Chalamet (in verità fisicamente credibile come giovane Wilder) arriva in città e trova un pochino duro far valere il proprio diritto ad aprire una sua attività dolciaria dato che c'è già qualcuno lì che fa cartello. 
Ma cantando cantando, anche troppo in verità qualcosa succede... 
Si, succede che, nonostante mi piacciano i musical, mi annoio a morte a vedere sta roba qui nella quale trovo coinvolto pure il maggiordomo di DOWNTON ABBEY che se la canta pure lui. 
Una cosa buona però c'è ed è Hugh Grant che fa l'Oompa Loompa con tanto di balletto anche sui titoli di coda.

sabato 6 luglio 2024

BEATLES, LED ZEPPELIN E GENESIS UNITI NELLO STESSO FILM (CON ANCHE 007)

 Sabato beatlesiano oggi perché esattamente 60 anni fa usciva nelle sale britanniche A Hard Day's Night, il primo film con i Beatles diretto da Richard Lester e che arriverà da noi con il titolo Tutti Per Uno, con una locandina italiana che sarebbe da denuncia per la bruttezza dei ritratti dei quattro.


In effetti ne avevo già parlato all'incirca una settimana fa ricordando L'USCITA in anteprima del vinile con la colonna sonora del film, ma senza mettere nemmeno una canzone dei Fab Four, quasi come succedeva in quel film su John Lennon dal titolo NOWHERE BOY.

Oggi invece recupero qualcosa come la TITLE TRACK perché intanto non sono quella canaglia di James Bond e ascoltare i Beatles, al contrario della famosa spia, a me piace sempre, mentre lui nella nota scena di Goldfinger era abbastanza esplicito nei loro riguardi, ma, aggiungo io, senza motivo senonché entrambi i film erano un prodotto della United Artists dello stesso anno e quindi citare i quattro in quel modo ironico potrebbe essere stata anche una furbetta manovra promozionale dato che il romanzo di Fleming è del 1959 e quindi tale frase nel libro ovviamente non c'era perché i Beatles ancora non erano nati. 

E aggiungo anche qualche altra gustosa curiosità in più, come che nel film si sente suonare anche Jimmy Page in ben due momenti, uno sul treno tramite una radiolina che Ringo accende per un attimo, e poi il futuro Led Zeppelin suona la chitarra ritmica durante RINGO'S THEME che altro non sarebbe che la versione strumentale di This Boy, canzone che accompagna sempre Ringo in giro da solo per Londra.

Una simpatica curiosità sull'attore Wilfrid Brambell è che, nonostante facesse la parte del nonno di Paul, all'epoca aveva solo 52 anni, ed è anche da notare (se ci riuscite) il cameo di un giovanissimo tredicenne Phil Collins, che all'epoca ovviamente non era ancora il batterista dei Genesis, e che appare tra il pubblico che assiste al concerto dei Beatles.

Concludo il post di oggi esattamente come il film, cioè di nuovo con la canzone che dà il titolo alla pellicola e che alla fine si riascolta sulla scena di chiusura coi ragazzi che partono in elicottero e sui consecutivi TITOLI DI CODA che in questo caso non sono dei semplici nomi che scorrono su fondo nero come siamo abituati oggi, e il fatto che ci siano stati dei titoli di coda era cosa molto rara nei film dell'epoca dove invece si tenevano più in considerazione quelli di testa come 007 (eccolo che torna) ne ha fatto un vero e proprio marchio di fabbrica.


CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...