domenica 28 agosto 2022

MUNECAS PELIGROSAS: ME LE CERCO COL LANTERNINO, LO SO...

 Oggi cercavo qualcosa che coprisse la quota trash del mio blog e Munecas Peligrosas del 1969 cade a fagiuolo perché è uno di quei film messicani trashissimi di cui mi capita di parlare ogni tanto, siccome li adoro per la loro cretineria, tipo BATWOMAN che porta la firma della famiglia CARDONA, specialisti in tremende pellicole del genere, ed anche quello sulla donna pipistrello era appunto uno di questi dal quale arriva anche una delle protagoniste, Maura Monti,


affiancata da altre due agenti speciali in tutina tipo Vedova Nera con cameriera inclusa, la quale, oltre a tenere la quota comica del film, risolve spesso alcune situazioni complicate. 
Tali personaggi arrivano tutti da un film dell'anno precedente dal titolo "ispanicobondiano" Con Licencia Para Matar,

ma in entrambi il livello è strabasso per tutto, pure se in entrambi Cardona non c'entra, ma si vede che ha fatto scuola; basti pensare che in Munecas Peligrosas certe scene di catastrofi sono spezzoni presi da documentari in bianco e nero che sembrano quelli dell'Istituto Luce che venivano proiettati secoli fa in sala prima del film al cinema (bisogna però ammettere per coerenza che, anni dopo, il famigerato FLASH GORDON di Mike Hodges si apriva esattamente nello stesso modo). 
Stessa cosa vale per le scene di massa anche quelle recuperate chissà dove e malamente inserite nelle riprese. 
Perlomeno le tre "bambole pericolose" sono un bel vedere anche se improbabili come agenti vestite e pettinate in quel modo. 
Ma da quel tipo di cinema messicano, dove i massimi supereroi erano i luchadores, lo sappiamo bene tutti cosa aspettarci. 
Ed io a vederli mi ci diverto un mondo. 
Erano disponibili integrali entrambi su YouTube fino a poco tempo fa. 
Adesso sono spariti, ma magari ritornano in 4k😂😂😂, (si, credici). 
Nel frattempo però perlomeno uno SPEZZONE di buona qualità c'è rimasto, ed eccolo qui:

sabato 27 agosto 2022

NOVECENTO - MOVIN'ON (E ALTRE STORIE COME VALERIE DORE)

 Certo potrei parlare oggi di musica colta cogliendo l'occasione del quarto di secolo appena compiuto da Karma Police dei Radiohead (auguri!), uno dei gruppi simbolo (e concettuali) degli anni 90, e invece me ne starò comodamente adagiato sulle cose più leggere (anzi leggerissime) degli anni 80 perché fra i tanti prodotti Italo-disco usciti in quel decennio questa canzone dei Novecento è una delle mie preferite e, come vedremo in fondo al post, ha un diretto collegamento con il periodo vacanziero che stiamo attraversando.


Che poi in effetti il pezzo non era smaccatamente disco, anzi la definirei più canzone pop melodica vera e propria, perlomeno quello che i fratelli Nicolosi (Pino, Lino e Rossana, pettinata qui da un hairstylist creativo come quello che aveva acconciato la Pina di Fantozzi per capodanno)

producevano con questo nome dove come vocalist spiccavano le doti vocali di Dora Carofiglio, bellissima sulla copertina del disco, grazie ad un makeup da top model, ma molto più "ragazza della porta accanto" nella realtà. 
Il gruppo era in realtà nato nel 1981 con il nome Divieto Di Sosta, ma solo tre anni dopo ha fatto il botto cambiando il nome, casa discografica e in parte lo stile. 
La quota da discoteca in effetti veniva coperta da Lino Nicolosi, come facevano un po' tutti i musicisti di quel decennio, con un altro progetto parallelo dal nome fittizio di Valerie Dore, i cui singoli THE NIGHT,
Get Closer e It's So Easy erano sempre cantati da Dora Carofiglio e da Rossana Nicolosi con l'aggiunta di parti vocali nei brani che comporranno l'album successivo e i singoli a venire affidate a Monica Stucchi, dal cantato sussurrato, ma supportata (parecchio) dai cori dei Radiorama. 
Monica poi ci metterà anche l'immagine sulle copertine dei dischi e nelle ospitate televisive con il look tutto pizzi tipo Madonna di Like A Virgin, prassi usuale nei prodotti disco anni 80 dove cantante e voce spesso non coincidevano perché ogni progetto nasceva prima in studio con turnisti che incidevano decine di pezzi e poi, se funzionava, veniva portato anche visualmente in pubblico, e ne avevo già parlato QUI
Fra un disco e l'altro tra Dora e Lino viene pure suggellato il matrimonio, e, tornando alla canzone di oggi, se conoscete la Liguria, e magari siete in vacanza lì proprio in questi giorni, nel VIDEOCLIP noterete degli scorci di panorami fra Varazze e Celle Ligure, le locations dove è stato girato il minifilm che accompagna il brano
e che era stato usato come sigla di chiusura di un programma della Rai, cosa che si vede perché nella registrazione presa da VHS di qualità non proprio eccelsa scorrono i titoli di coda. 

venerdì 26 agosto 2022

ADDIO ALLA VOCE DI GEORGE JEFFERSON, STANLIO E... DIO

 È mancato a 96 anni (una gran bell'età, bisogna dirlo) Enzo Garinei, fratello del Pietro che con Giovannini formava la coppia di ferro della commedia musicale italiana, con titoli di grande successo come Aggiungi Un Posto A Tavola.


Attore e doppiatore, Enzo era stato prima il sindaco, dopo Paolo Panelli, e poi la voce fuori campo di Dio proprio in questa commedia nella più recente edizione con Gianluca Guidi al posto di Johnny Dorelli. 
Da ragazzo era stato scoperto da Totò, grazie al quale ha intrapreso una vera e propria carriera da caratterista in un'infinità di pellicole. 
Come doppiatore invece era stato la voce italiana di George Jefferson

nella nota sitcom dove recitava anche la mamma di Lenny Kravitz nel ruolo della vicina e amica, e ricordiamo tutti quel "Weezyyy!!!" con cui George chiamava la moglie, senza dimenticare però che aveva doppiato anche Stanlio nei ridoppiaggi delle comiche dove la prima voce italiana era stato Mauro Zambuto, e proprio Stanlio era stato da lui pure interpretato in uno show tv grazie ad una certa fisicità molto vicina a Stan Laurel, con Giorgio Ariani (scomparso 6 anni fa) che invece faceva Ollio; insieme avevano anche partecipato ad alcuni eventi come il FUNNY FILM FESTIVAL proponendo le gag del mitico duo comico.

Addio Enzo. 

giovedì 25 agosto 2022

SANDOKAN: METTI UNA TIGRE NEL TELEVISORE

 Lo slogan del titolo è ispirato a quello famoso e vintage di una marca di benzina, ma ci sta anche oggi parlando di quando la Rai propose nel 1976 lo sceneggiato (si chiamavano così con codesto termine desueto) in 6 puntate Sandokan con quell'iconico Kabir Bedi che rimarrà legato a tale personaggio per la vita. 


Allora io avevo già letto alcuni libri di Emilio Salgari sulla Tigre Della Malesia perché una mia zia m'aveva dato l'avvio regalandomi Le Due Tigri, romanzo che si poneva più o meno a metà della bibliografia sul personaggio, per cui poi mi ero anche comprato i libri precedenti per saperne di più. 
Erano libri non esattamente scorrevoli poiché si sa che Salgari amava perdersi in minuziose descrizioni delle locations in cui si svolgeva l'azione anche se tali posti non li aveva mai visti. 
Tuttavia la mia fantasia, come quella di Claudio Baglioni che in OH MERILÙ
chiamava I Sandokan la sua prima band adolescenziale che aveva una batteria fatta con i fustini del Dixan e suonava Beatles e Rolling Stones, attingeva parecchio da tali descrizioni che poi ho finalmente visto portate in video da Sergio Sollima, anche se bisogna dire che già erano state fatte in Italia delle pellicole riguardanti Sandokan e tutta la sua ghenga di pirati, film che verranno poi riproposti furbescamente dal piccolo cinema di seconda visione che frequentavo all'epoca, mettendoli in programmazione nei giorni infrasettimanali dove ogni giorno si cambiava spettacolo e solo nel weekend veniva proiettato per due giorni consecutivi il grande titolo di successo del momento che poteva essere (chessò?) un nuovo film della Disney o di Spencer &  Hill o 007. 
Eh si, altro che i multisala di adesso con programmazioni multiple e impianto da concerto; li c'era un solo altoparlante centrale monofonico che nella sala però tuonava come un gigante, per cui lo spettacolo te lo godevi lo stesso, a meno che non si trattasse di film musicali dove allora ci sarebbe voluto un buon impianto stereo, ma forse eravamo noi diversi dentro per cui ci andava bene anche così. 
Il Sandokan in tv con Adolfo Celi villain che arrivava dalla saga di James Bond, passando per il personaggio del Sassaroli, Philippe Leroy perfetto Yanez, e Carole André come splendida Perla Di Labuan, tenne incollati tutti perché sembrava una cosa mai vista prima per certi effetti speciali tipo il salto contro la tigre,

scene di lotta parecchio concitate e paesaggi esotici. 
E poi in quegli anni c'erano i primi passi del colore in tv che all'epoca era ancora sperimentale e poche trasmissioni venivano mandate in onda così. 
Colore però non disponibile per la messa in onda di Sandokan che infatti fu mandato ancora in bianco e nero nonostante il regista volesse fortemente il contrario, ma forse è stato meglio così poiché allora pochi potevano già godere del colore con i primi televisori all'avanguardia, con il problema che alcuni, forse non sapendo bene regolare i toni, tenevano tutto sparato al massimo con l'effetto che ogni programma trasmesso in tv pareva un gay pride. 
Per tale motivo Sollima divise poi nello stesso anno il prodotto in due film da proiettare al cinema, per poter godere dello spettacolo in grande e ovviamente a colori, ma pagando due volte il biglietto, cosa che non prese molto bene il pubblico che tanto aveva già visto le puntate in tv. 
Comunque grande successo dello sceneggiato (ripeto, si chiamavano così e non ancora serie tv che Netflix ancora non c'era) che, rivisto di recente su RaiPlay, mostra parecchio i segni del tempo per tanti motivi, al contrario di altre cose persino più datate come l'Odissea che invece reggono bene, però insomma, a dirla tutta, lo ripeto, forse siamo anche noi che siamo troppo esigenti adesso. 
Perché invece all'epoca eravamo tutti a cantare la SIGLA a squarciagola per tutta la settimana aspettando la nuova puntata che andava in onda appunto dopo 7 giorni che mica c'era già il bingewatching o la programmazione tv di oggi che ti mette due puntate nella stessa sera: una di un'ora e camminare!!! 
E che fine ha fatto il remake con Can Yaman di cui si parlava mesi fa? 
Per ora nulla all'orizzonte miei fidi tigrotti di Mompracem, ma state pronti a sguainare le scimitarre


che non sia mai che venga fuori una roba come LA FRECCIA NERA con Scamarcio... 
P.s.
Per i più grandicelli, la pubblicità che ho citato all'inizio era questa:

mercoledì 24 agosto 2022

I TRETTRÈ PERDONO GINO

 Se ne va a 72 anni a causa delle gravi conseguenze di un infarto per cui era stato ricoverato, Gino Cogliandro, ex componente dei Trettrè con i quali era stato lanciato nel Drive-in di Antonio Ricci negli anni 80.


Dopo lo scioglimento del trio comico Gino ha proseguito come attore in alcune pellicole, di cui una, dove già nel 1985 aveva partecipato parallelamente al trio, è la famigerata JOAN LUI di Celentano e altre invece legate perlopiù al cinema partenopeo. 
Una curiosità sul trio comico i cui altri componenti sono Edoardo Romano e Mirko Setaro, è la presenza agli esordi di Peppe Vessicchio al posto di Gino dove Peppe si occupava della parte musicale suonando piano e chitarra, ma allora si chiamavamo I Rottambuli e non ancora Trettrè,

nome che invece è stato adottato quando Peppe ha lasciato il trio per seguire la carriera musicale diventando il maestro che tutti conosciamo, ma con pure un'apparizione cinematografica in Giggi Il Bullo nella parte dell'autista di un carro funebre.
 
Con i Trettrè, Gino ha anche condotto Il TG Delle Vacanze nei primi anni 90, cioè una specie di versione estiva di Striscia La Notizia, dove oltre a riprendere i tormentoni tipo "A me, me pare 'na strunzata", cantano anche la sigla BEACH ON THE BEACH che li aveva pure portati in classifica.
Tornando in particolare a Gino invece gli mandiamo un ultimo, affettuoso saluto. 
Addio Gino. 

martedì 23 agosto 2022

AL NUOVO GUSTO DI CILIEGIA: ROSA SALAZAR COLPISCE ANCORA

 Vedere Rosa Salazar mi sorprende sempre, prima nei panni biomeccanici della ragazzina cyborg ALITA e poi cartonizzata in UNDONE, la serie che ha avuto anche una SECONDA STAGIONE piena di sorprese.


A metà fra le due però c'è stata quest'altra serie su Netflix dove Rosa è un'aspirante regista dei primi anni 90 che vomita gattini e cerca vendetta per un sopruso fattole da un produttore senza scrupoli. 
Storia horror misteriosa e magica di magia (appunto) e mistero (ri-appunto) che non ci gira intorno per niente, anzi ogni cosa è esplicita, dal sesso a farsi di cocaina, il che è un trend che sulle piattaforme streaming tocca quasi tutti i prodotti (fateci caso), e ne fanno il loro punto di forza (vedi The Boys) dato che essi non potrebbero mai andare sulle televisioni generaliste che trasmettono Beautiful o Don Matteo. 
Pure la locandina ha quel nonsoche di erotico/horror che espone, a mio parere, benissimo quello a cui si va incontro.

Nonostante ciò mi sono trovato più volte a pensare "cacchio!", perché rimanevo davvero sorpreso da quello che stavo vedendo, tipo l'alternativa a vomitare gattini che è dannatamente cronenberghiana e ovviamente disturbante.

Si, è una delle serie con il più alto tasso  di schifezze mostrate sullo schermo senza mezzi termini, e pensare che roba horror ne ho vista in tutti questi anni. 
Inoltre, più la storia va avanti e più ci si trova in mezzo alla sporcizia, al lerciume, e ancora di più il sottile confine fra buoni e cattivi diventa sempre più labile, al punto da ribaltare il gioco delle parti fra morti ammazzati, sesso, droga & Rock'n'Roll e quant'altro.
 
Perciò utente avvisato... parental control attivato 😉. 

lunedì 22 agosto 2022

IL TALENTO DI MR. C: NICOLAS CAGE FA NICOLAS CAGE

 Capisco che la traduzione italiana di un titolo possa creare problemi a volte, però, lo vedete nella locandina originale, qui si cambia tutto il significato.


O che forse traducendo letteralmente veniva fuori un titolo simile a L'Insostenibile Leggerezza Dell'Essere rischiando di far credere che il film fosse una pellicola filosofico/erotica mentre invece è un film da staccare il cervello e basta? 
Ma vabbè, son cose mie, che tanto un film con Nic Cage lo avrei guardato comunque. 
E se poi nel cast ci metti anche Pedro Pascal che senza casco mandaloriano è fortissimo, vedi WONDER WOMAN 1984, non posso mancare di certo. 
Commedia su un Nicolas Cage in crisi che pensa di ritirarsi dal cinema e accetta di fare da ospite alla festa di compleanno di un riccone finendo in una storia action dove realtà e finzione si mescolano come nel finale quando (puff) appare Demi Moore, e quando succede questo tipo di cortocircuito nei film per me è sempre divertente. 
Nic dalla sua poi sembra farlo apposta a scegliere i film più strani che il mondo della celluloide può offrirgli di girare, e lo fa con convinzione credendoci fino in fondo, altro che ritirarsi. 
E vuoi vedere che adora anche Aldo Giovanni e Giacomo? 
No, perché è sembrato solo a me o la scena del muretto pareva uno degli sketch di Tel Chi El Telun?

Mi rendo conto però che un film così metacinematografico potrebbe anche non piacere a tutti. 
Vabbè... Per chi ha altri gusti meno fantasiosi, stasera su Rai 1 c'è il secondo film di IMMENHOF, quello tedesco coi cavalli di cui meno parlo e meglio è 😉. 

100 ANNI DI JOHN COLTRANE

 Il 2026 segna il centenario della nascita di John Coltrane (nato il 23 settembre 1926 e morto nel 1967), celebrato in tutto il mondo con un...