lunedì 29 maggio 2023

FAST X: SEMBRA IL GRAN FINALE, MA...

 Venerdì scorso era il 26 maggio 1923, data storica per le corse in auto perché partiva la prima 24 ore di LeMans che, ovviamente, si sarebbe conclusa il giorno successivo, e, forse ispirato da tale ricorrenza motoristica, proprio in tale serata ho visto l'ultimo episodio della saga di Fast & Furious che si chiama semplicemente Fast X, perché è il decimo della serie ufficiale.


Dopodiché posso dire che le buche sulle strade di Roma forse non sono poi un grosso problema dopo che sono passati Toretto & Co. a devastarla dandoci giù pesante. 
Ma tranquilli che tutto il disastro era solo magia del cinema e nessun edificio o scalinata ha subìto danni, e, anzi, la scena del bus sventrato, 


come anche altre, per dire, è stata persino girata in tutt'altra location, cioè a Torino perché la città, come architettura si presta bene ad imitare la capitale e così il lavoro si può dividere su due set velocizzando le cose.

Non è la prima volta infatti che nel cinema una città viene spacciata per un'altra e in uno di quei casi c'ero pure io come testimone, perché in quel periodo abitavo in quei dintorni, durante le riprese di MARK IL POLIZIOTTO SPARA PER PRIMO (proprio come Han Solo) in cui la zona portuale di Vado Ligure (Savona) faceva la parte della periferia di Genova. 
Certo, dal trailer si rivede Toretto nel bel mezzo di una location notturna dove si tiene una corsa clandestina che pare presa dal primo film, e pensi che il franchise sia finalmente tornato alle origini mentre invece si tratta solo di un breve momento/scontro con il cattivo della situazione, cioè Dante Reyes, che ha le fattezze di Jason Momoa così gigione da diventare stucchevole ad un certo punto. 
Cioè va bene fare il villain sopra le righe, ma qui (eccolo con lo stuntman) diventa davvero una macchietta.

Avevo preferito la glacialità di Cypher nello scorso episodio, cioè Charlize Theron, che qui vediamo arrivare alla guida di una moderna DeLorean tutta led dopo essere stata surclassata e minacciata proprio da Dante Reyes in una scena dove nasce un piccolo problema di doppiaggio perché la frase "Allora dovrai vedere morire chi ami" funziona bene in inglese perché "you" è sia singolare che plurale, ma non in italiano dove il pronome rimane "tu" e non "voi", e questo non gioca a favore della battuta che quindi perde l'effetto voluto. 
Tant'è che pure Cypher cerca aiuto a casa di Toretto dove non è che venga accolta a braccia aperte. 
Comunque, dato che la saga è nota per essere piena di morti ammazzati che miracolosamente ritornano con qualche escamotage inventato ad arte, non mi preoccuperei troppo di quelli che vediamo palesemente lasciarci le penne in questo episodio che, tra l'altro termina sospeso lì sul più bello e ti dà l'appuntamento al prossimo film, anzi due, con cui la saga "dovrebbe" concludersi.


Si rivede anche Helen Mirren in quel di Roma, una Roma che, nelle scene adrenaliniche di prima, sembra di tornare in 6 UNDERGROUND di Michael Bay all'ennesima potenza, film che invece devastava Firenze. 
Altra apparizione, un po' più lunga, la fa Brie Larson che, essendo nota nel mondo intero per esser cazzuta, quando in un bar di Napoli si trova davanti a dei malintenzionati, il barista lancia il fucile a canne mozze a lei invece di impugnarlo di persona...

Scena figa, senza dubbio, ma ben poco logica. 
Non per la presenza dell'arma che, purtroppo, alcuni commercianti abbiamo visto che tengono davvero in caso di emergenza e non solo a Napoli. 
Ma questa è forse la più insignificante delle cose davvero troppo impossibili che Louis Leterrier ci fa vedere in questo film dopo essere succeduto a Justin Lin che ha mandato a cagare gli sceneggiatori dopo svariati litigi, ma nonostante ciò è rimasto in carico alla produzione.

Quei "numeri esagerati proprio impossibili" (citazione del Liga da Bar Mario) li vediamo fare da Toretto sulla sua Dodge Charger e mi riferisco alla sua interazione con aerei ed elicotteri, nonché salti da viadotti con parapetti sfondati senza manco danni a sospensioni, braccetti e quant'altro. 
Anzi, ad un certo punto devi davvero smettere di ragionare ed è meglio guardare il film con lo spirito che hai quando vedi Vil Coyote spiaccicato sotto un masso e uscirne fuori a fisarmonica che tanto "ai cartoni può succedere qualsiasi cosa".



Occhio alla scena post credit che mostra che anche i non morti della saga ritornano per unirsi di nuovo a quella famiglia allargata che è quella di Toretto & Co. 
Famiglia di cui fa sempre parte Brian Conner, cioè Paul Walker che appare anche qui, in persona all'inizio in un flashback (nel NONO EPISODIO invece lo vedevamo arrivare alla fine con la Nissan Skyline blu e, anche se non lo si vedeva, si capiva che era lui) e poi più avanti troviamo anche sua figlia che interpreta un'hostess che sta dalla parte di Dom, il quale sta viaggiando in aereo con il piccolo Brian. 
E famiglia che, tra l'altro, come parola la si sente ripetere nel film per ben 56 volte in due ore, che è una buona media, giusto per chiarire il concetto base della pellicola, proprio come una famosa CANZONE delle Sister Sledge

che nel 2008 era stata utilizzata pure da una nota compagnia telefonica.
Videoclip fatto con quattro spicci rispetto agli standard di adesso, ma che musica ragazzi... 

5 commenti:

  1. Eppure, nonostante tutto, me lo vedrò con gran gusto, come tutti gli altri episodi della saga, passati e futuri. Con lo spirito dei Looney Tunes, come dici tu, l'unico possibile :)

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  2. Vil Coyote siamo tutti noi che, nonostante ci succeda di tutto, siamo sempre in piedi.
    Pure tu...

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  3. Non credo aver superato il IV / V della serie vista l'esponenziale ridicolaggine che non conosce più alcun ritegno.. mi tengo stretto Vil Coyote quindi e auguri a voi per i prossimo episodi con Toretto che sgasa direttamente sulla luna.. ;)

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    1. Sulla luna non ancora, ma nel nono episodio era finito davvero con la macchina nello spazio

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