venerdì 19 luglio 2024

VA TUTTO BENE, MAMMA, È SOLO ARRIVATO ELVIS

 Data storica questa per il rocknroll dato che in questo stesso giorno di 70 anni fa veniva pubblicato il primo 45 giri di un ragazzone che scriverà, o meglio, canterà ancheggiando la storia della musica.


Sto parlando naturalmente di Elvis Presley che allora debuttava nel mercato discografico con THAT'S ALRIGHT MAMA, cover di un BRANO scritto e inciso già da Arthur "Big Boy" Cudrup otto anni prima, ma con scarsa fortuna nonostante ne avesse realizzato ben due versioni più una terza con un testo diverso, ma riutilizzando la stessa musica che poi si rifaceva ai giri del Blues.

Quello che mancava alla canzone ce lo mise quel ragazzone di Memphis che già prima di apparire in pubblico, e fare letteralmente sfracelli, riusciva a scaldare i cuori delle fans con quella sua voce calda che tanti in seguito cercheranno di imitare, ovviamente anche in Italia e sapete bene di chi parlo. 
La canzone in sé stessa però non si ferma mica li con la versione di The Pelvis, ma anzi in seguito vedrà anche la COVER di Bob Dylan in coppia con quel cowboy di Johnny Cash.

Per non dire poi le mille esecuzioni dal vivo di svariati artisti durante i loro concerti, tipo Eric Clapton e Paul McCartney, e naturalmente la CANZONE la troviamo anche nel film ELVIS di Baz Luhrmann del 2022, pellicola discussa, ma per me bellissima


dove Austin Butler porta in scena un Elvis magari non perfettamente identico fisicamente, ma assolutamente credibile. Un po' come succedeva nella splendida SERIE di Danny Boyle sui Sex Pistols dove gli attori che ci azzeccavano con i personaggi originali erano decisamente pochi, ma funzionavano lo stesso perfettamente perché si tratta in entrambi i casi di prodotti fatti da gente che sa fare bene il suo mestiere. E ce ne fosse di gente così... 

giovedì 18 luglio 2024

MANDELA DAY E RICORDI DI MAXICONCERTI

 Oggi è il Mandela Day, giorno dedicato dall'ONU al leader sudafricano poiché sarebbe la data del suo compleanno, o perlomeno lo è stato fino alla sua morte avvenuta nel 2013.


Del curioso EFFETTO MANDELA avevo anche parlato poco tempo fa in un post, per cui oggi invece voglio soffermarmi su quel concerto di 11 ore che l'11 giugno del 1988 a Wembley invocava la liberazione di Nelson e al quale parteciparono con piacere molti artisti dato che i concertoni di quel tipo erano una vera e propria usanza anni 80 nata con il Live Aid di Bob Geldof. 
Certo, molto prima c'era stato lo storico Woodstock, non lo metto in dubbio, ma era davvero molto tempo prima e comunque non era certo stato in diretta tv. 
Nelson compiva 70 anni esattamente una settimana dopo quel concerto che fu trasmesso in diretta mondiale tranne che nel Sudafrica dove venne vietato dal regime di allora. 
I set musicali più lunghi furono quelli dei DIRE STRAITS (con Eric Clapton),


gli Eurythmics, Whitney Houston e i Simple Minds, con questi ultimi che, oltre a duettare con Peter Gabriel in Biko, presentarono fra i loro successi anche la nuova canzone inedita scritta per l'evento, MANDELA DAY.

Erano dei Simple Minds molto diversi da quelli che abbiamo visto di recente in concerto dove la maggior parte della formazione adesso è femminile, il che non guasta alla vista, ma se avete vissuto gli anni di New Gold Dream (io si) è difficile accettarli come quella stessa storica band. 
Altri famosi artisti si presentarono senza la band nella quale militavano di solito, come Tony Hadley senza Spandau, Curt Smith senza Roland Orzabal suo socio nei Tears For Fears, e Fish senza Marillon, mentre STING, anche lui con uno show sostanzioso, era già da tempo solista dopo i Police.

Alle canzoni si alternavano interventi di personaggi del cinema e non solo, ma alcuni di quei discorsi vennero censurati negli States dal canale Fox con la scusa che a loro interessava mandare in onda solo la musica. 
Quegli States che non perdono occasione per farsi parlare male addosso, quelli che non si dichiarano razzisti ma in realtà quella cosa lì non gli è mai passata, quelli che sono sempre su tutti i TG e sappiamo bene perché, dato che se non si parla di un attentato c'è sempre qualche pazzerello che se ne va in giro armato di tutto punto a fare qualche strage ridimensionando di brutta maniera quello che per molti è il mito americano.
Non per me. 
A me piace l'Italia anche con i suoi difetti, che sono tanti e uno è un certo aeroporto appena rinominato. 
Vabbè... È un male minore questo, dai. 

mercoledì 17 luglio 2024

DONALD TRUMP: TU HAI VISTO LA LUCE!

 Scusate se torno a parlare di questa vicenda, ma mi viene da pensare che saper sfruttare le opportunità sia sicuramente lo stile di vita di Donald Trump che, scampato all'attentato, ha cominciato a gridare al mondo che Dio lo ha salvato e che quello è un segno divino e cose così tutte fondate sulla divina provvidenza, argomento che fa sempre un certo effetto al popolo a stelle e strisce. 


Si, tipo i predicatori alla James Brown in The Blues Brothers illuminati dalla luce divina che si infervorano citando i passi della bibbia e sui quali c'è anche un film di qualche anno fa, Gli Occhi Di Tammy Faye con Jessica Chastain, tratto da una vicenda vera, dove una coppia di coniugi se ne approfitta di questa sensibilità comune verso la religione e crea un impero televisivo dove predicano la Parola Del Signore intascandosi offerte come se piovessero.

Ma attenzione che quei passi della bibbia (anche se in questo caso erano inventati per il film) li recitava bello bello anche Jules (Samuel L. Jackson) in Pulp Fiction, con la voce stentorea di Luca Ward in italiano, prima di far fuori qualcuno.

E infatti, tornando a Trump, forse il nostro miracolato non si è ancora reso conto che alle sue spalle invece è morto al suo posto un padre di famiglia, Corey Comperatore. 
Mah... Forse che a miracolo donato non si guarda in bocca?
Tant'è che per molti, con questo evento, il rosso ha già vinto le elezioni, ed è anche vero che, secondo certe usanze sempre americane, tali vittime casuali vengono definite nei dossier come semplici "Danni Collaterali"

(si, c'era anche un film con Schwarzy) e la chiudono così. 
Sulle fake news, poi, che vedrebbero Joe Biden come mandante dell'attentato, non parliamone nemmeno che è meglio, perché ce lo vedi tu quell'uomo anziano che dice ad un killer "vai lì e spara a... coso lì, come diavolo si chiama?".

martedì 16 luglio 2024

THE MARVELS: OCCHIO A NON INCROCIARE I SUPERPOTERI (MA UNA VOLTA ERANO I FLUSSI DEGLI ZAINI PROTONICI)

 The Marvels fa parte di quei film seriali tutti collegati fra loro per cui devi vederli tutti, pure le serie tv, e infatti io che non ho visto la serie Miss Marvel, per un po' all'inizio un po' di confusione l'ho avuta, ma piano piano si entra lo stesso nell'ottica perché mica stiamo parlando di un film di Wenders o di Bergman qui eh.


Stessa cosa per Carol Danvers alias Captain Marvel che su di lei un breve riassunto del PRIMO EPISODIO qui te lo fanno giusto per farti ricordare qualcosa, ma immagino invece chi non ha visto per niente il film precedente come può prendere quel gatto tentacolato mangiatutto di nome Goose che sta sulla spalla di Carol (una Brie Larson che è sempre più magra? 
Troppo, dai!!!).

Ma vabbè, spiegoni a parte, la faccenda inizia quando le tre protagoniste, Carol, Monica e Kamala, casualmente incrociano i loro poteri (come i flussi dei Ghostbusters che ho citato lassù in alto) scoprendo che vanno in conflitto come può capitare (esperienza personale vera con dei radiomicrofoni) quando usi troppi trasmettitori wireless contemporaneamente, per cui se nello stesso momento stanno usando quei loro poteri, ecco che si ritrovano una al posto dell'altra in situazioni anche complicate perché in fondo se stai usando i super poteri un motivo c'è e non sempre è piacevole come quando le tre poi si allenano per ottenere padronanza di tale switch ridendo e scherzando. 
Attenzione alla scena post credits messa apposta per complicare ulteriormente il nuovo MCU. 
Insomma anche stavolta per il nuovo corso della Marvel un film così così dove si salva il mondo, non brutto, ma minore rispetto al primo episodio di Captain Marvel che mi aveva preso molto bene anche perché ti faceva sentire pure i Nirvana, e infine qui, come ai bei tempi nemmeno troppo lontani dei meme sui social... 


gattini come se piovessero, o meglio, galleggiassero. 

lunedì 15 luglio 2024

STAVOLTA WENDY NON L'HA SCAMPATA (E NEMMENO BRENDA)

 Anche questa settimana mi tocca aprirla con alcuni addii famosi dato che se n'è andata anche Shelley Duvall, la mitica Wendy di Shining perseguitata da Jack (Nicholson/Torrance) munito di accetta.


Shelley ottenne quel ruolo scelta da Kubrick per il modo così realistico in cui sapeva piangere. 
Cosa buona per lei, ma scoprirà poi sul set che la stessa scena in cui si disperava tra le lacrime l'avrebbe dovuta girare almeno una trentina di volte perché Stanley era fatto così e la disperazione alla fine te la faceva uscire per davvero anche se fossi stata una "cagna maledetta" (cit. Boris). 
Shelley non aveva studiato recitazione, ma quasi per caso era finita nelle grazie di Robert Altaman che la vorrà in diversi suoi film fra i quali il famoso Nashville,

film corale (secondo il tipico stile del regista) che ruota intorno a 24 personaggi presenti al famoso festival country che si tiene nella città del Tennessee e che non è mai stato doppiato in italiano, ma solo sottotitolato per cui difficilmente venne proiettato nelle sale normali, ma piuttosto confinato a quelle da cinestudio. 
Anche da Woody Allen Shelley ottenne una parte in Io E Annie, passando poi anche sotto la direzione di Terry Gilliam, Tim Burton e Steven Soderbergh, ma ultimamente l'attrice non era più esattamente in bolla e spesso vaneggiava cose senza senso. 
A portarla via a 75 anni sono state le complicazioni del diabete dal quale era affetta da tempo. 
Altro grande addio per Shannen Doherty,

53 anni e indimenticabile Brenda Walsh di Beverly Hills 90210. 
Da una decina di anni lottava contro un tumore al seno, ma le metastasi erano infine arrivate anche al cervello. 
La ricordiamo anche come Prue delle sorelle Halliwell della serie Streghe (Charmed), poi fuoriuscita con la morte scenica del personaggio, ma, in realtà per tensioni con Alyssa Milano, cioè la sorella Phoebe. 
Anche il cinema italiano perde un noto personaggio che arriva dal capolavoro Amarcord di Federico Fellini (probabilmente il suo film che preferisco) e sto parlando del giovane Titta interpretato da Bruno Zanin

(da giovane quasi identico a Tom Cruise) che attualmente aveva ormai 73 anni. 
La carriera di Bruno aveva avuto inizio proprio con quel film dopo che era capitato a Cinecittà in cerca di lavoro. 
Prima invece aveva avuto una pessima esperienza studiando da prete per volere dei suoi genitori, ma dovendo subire abusi da un religioso per cui molló tutto deciso a lasciarsi alle spalle quei brutti ricordi. 
Oltre che ad una decina di film, Zanin ha partecipato anche a fiction per la tv e lavori teatrali, scrivendo in più anche libri ed articoli per giornali. 
Per la musica invece devo segnalare la scomparsa di Tonj Acquaviva degli Agricantus

di cui è stato il fondatore polistrumentista e percussionista nel 1979, la pluripremiata band di musica inizialmente etnica evolutasi negli anni 80 in elettronica trance e i cui brani sono spesso stati usati come colonna sonora in film come questa AMATEVI tratta da I Giardini Dell'Eden.

Oltre che nei dischi ufficiali degli Agricantus, che sono una decina, i loro brani sono reperibili anche in quelle compilations lounge della serie Buddha Bar che funzionavano un po' di tempo fa. 
Tonj aveva 61 anni. 
Concludo con colui che è stato vittima dell'attentato a Donald Trump durante un comizio un paio di giorni fa,

cioè il cinquantenne ex vigile del fuoco Corey Comperatore che ha fatto scudo con il suo corpo per proteggere moglie e figlia rimanendo ucciso. 
L'ex presidente in corsa per la Casa Bianca invece è stato ferito ad un orecchio di striscio. 
Addio Shelley, Shannen, Corey, Bruno e Tonj. 

domenica 14 luglio 2024

LA POPOLARITÀ DELL'ESSERE IMPOPOLARE

 La vigliaccheria non ha limiti e le cronache televisive ce lo fanno vedere chiaro con gli ultimi eventi del conflitto Russia-Ucraina, dove la prima pare davvero aver toccato un livello infimo bombardando stavolta un ospedale pediatrico.


Almeno così pare, ma da parte del Cremlino sono già arrivate accuse verso le forze antiaeree ucraine che, secondo loro, avrebbero fatto un drammatico autogol con un missile fuori controllo. Certo è che a "giocare" in questo modo prima o poi ci si fa davvero male e, se si parla di guerra viene sempre difficile parteggiare per uno o per l'altro dei due contendenti, specie per uno come me, canaglia si, ma che se è possibile cerca sempre di evitare lo scontro fisico in favore di un ben più civile scambio di opinioni ed eventualmente invettive, e in questa vicenda che va avanti ormai da anni senza vedere uno spiraglio di soluzione all'orizzonte siamo arrivati ad un punto in cui guardi, si, ma con una certa indifferenza causata dall'assuefazione. 

Non però in questo caso dove a farne le spese sono bambini e operatori sanitari. 

Ma chissà, magari, se le cose stanno come sembrano, quel testone di Vladimiro


(non quello di Hanna & Barbera che fa coppia con Placido), che una ne fa e cento ne pensa, ispirandosi vagamente a Terminator, avrà pensato di eliminare in anteprima anche quelli che saranno i futuri soldati ucraini che fra qualche anno saranno con le armi puntate contro di lui. 

Sono cinico, lo so, ma certe cose fanno veramente girare le balle a mille che non ti dico, anche perché più se ne parla e più quel qualcuno rischia di montarsi la testa in un delirio di onnipotenza da padrone del mondo. 

Perché si dice "parlate di me, bene o male, ma parlatene" e infatti parlando parlando si tratta sicuramente di uno dei personaggi più popolari al mondo. 

Ma pensa un po' se, con un'idea tutta matta, all'improvviso tutti i mezzi di informazione decidessero di non passare più le notizie che arrivano da quel fronte, non potrebbe essere che quel tipetto là si sentirebbe un pochino messo da parte, cioè la sua importanza verrebbe drasticamente ridimensionata dato che non se lo filerebbe più nessuno? 

Tipo come mettere in pratica le parole che diceva quel sommo poeta "non ti curar di loro, ma guarda e passa...". 

Potrebbe, ma non succederà perché la guerra è soprattutto business anche per l'informazione. 

È triste, ma è così. 

sabato 13 luglio 2024

MUSICA DEL 2024: ESTATE E DINTORNI

 Sono giorni in cui si parla da una parte solo delle gaffe di Biden e dall'altra di TAYLOR SWIFT che oggi e domani domina Milano, così oggi metto sul giradischi un pochino di cose nuove o seminuove come il singolo MALAVITA dei Coma_Cose,


i due ragazzi milanesi che sto seguendo passo passo fin da loro ESORDIO e ai quali avevo dedicato un intero post molto tempo fa. 
Da allora c'è stata una certa evoluzione nella loro musica e stavolta la canzone mette inseme sonorità latine con certe chiusure alla DeAndrè, cosa non strana per loro perché già dal primo album si sentivano comunque molti riferimenti e citazioni dei classici della musica italiana (Battisti) seppure rivisitati su ritmi moderni. 
Da parte mia sono contento che esistano. 
Diversa invece è l'opinione che il mondo dei social ha su Angelina Mango uscita con il nuovo album post Sanremo e Eurovision, dove, oltre a La Noia c'è il singolo MELODRAMA, che non è una brutta canzone, però non mi fa impazzire come anche tutto il suo disco completo per una certa monotonia di fondo.

Da lì, però, ad attaccarla come è successo sui social come "figlia di papà" ce ne passa e anzi, attendo una nuova prova da parte sua, che le doti la ragazza le ha, ma forse dovrebbe cercare solo di affidarsi ad un team tipo quello che assiste Annalisa, partita da un piccolo paese ligure ed ora diventata una star a tutti gli effetti e in continua ascesa. 
D'altronde anche i Maneskin, dopo la vittoria dell'Eurovision hanno dato il benservito alla loro manager scegliendo qualcuno che in breve tempo li ha portati nell'olimpo delle Rockstar, con tutte le critiche del caso, ok, ma se Tom Morello dei RATM in concerto adesso fa anche una cover della band romana (ha suonato nel loro disco), un motivo ci sarà. 
Tutt'altro genere invece è Hit Me Hard And Soft, il nuovo album di BILLIE EILISH, pieno di ritmi e anche sussurri, ma molto diversi da quelli di ARIANA GRANDE con quel suo disco di cui avevo parlato tempo fa, molto raffinato, ma che dopo un po' diventa stucchevole, e ascoltarlo invece questo della Billie, se lo si fa nelle migliori condizioni, posso assicurare che è un'esperienza quasi onirica.

Per dire... Io l'ho fatto su una sdraio crogiolandomi bello bello al sole e nel mezzo dormiveglia la mia mente si è aperta che manco i Doors. 
Concludo ancora al femminile con Ditonellapiaga, che dopo l'ormai lontano lancio sanremese insieme alla Rettore, si è fatta notare anche al Concertone del Primo Maggio con una PERFORMANCE energica e un look da vera star che difficilmente passava inosservato.

Album il suo Flash che ti spinge a pompare il volume perché è anche molto dance e ben venga un prodotto italiano fatto così bene. 

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...