Oh Rosalia, Rosalia, perché mi tormenti Rosalia? Lo so che la canzone LLYLM (acronimo che significa Lie Like You Love Me) non è diretta a me però mi piace sentirti, forse anche perché sei una di quelle che, da gennaio quando il disco è uscito, passano talmente tanto alla radio che, anche volendo, non ti si può evitare.
Impossibile non notarti con quel tuo cantare sussurrato così sexy e il momento di apertura tipicamente spagnola (olé) che ti fa riprendere fiato prima di ricominciare a sussurrare, e nel frattempo mi accorgo che già ti avevo incontrata quattro anni fa quando cantavi MALAMENTE, altra canzone che ammicca non poco. Però è stato stavolta che hai toccato le mie corde e son caduto nella tua trappola, perciò per un giorno ho messo da parte la musica "seria" per ascoltare su questo blog un po' di pop leggero leggero, che comunque serve sempre.
E poi diciamolo chiaro... cosa sarà mai la distinzione fra musica seria e leggera?
La musica è bella se è bella, ebbasta.
P.s.
Sulla copertina del disco Rosalia non sussurra, ma è maledettamente sexy lo stesso...
Strano film Frankenhooker, un film horror-commedia di serie Z del 1990 scritto e diretto da Frank Henenlotter,
che, ispirandosi liberamente al romanzo di Mary Shelley, Frankenstein, racconta la vicenda di Jeffrey Franken (James Lorinz), un eccentrico giovane scienziato il quale cerca di riportare in vita la sua fidanzata (interpretata da Patty Mullen, una vecchia conoscenza ricorrente sulle pagine di Penthouse negli anni 80)
morta triturata da una falciatrice, e per farlo utilizza parti di corpi di prostitute al fine di completare i pochi pezzi della ragazza rimasti integri, da qui il titolo dove hooker in inglese sta appunto come uno dei tanti sinonimi di "adescatrice" (notare poi appunto il sottotitolo).
Fra gli altri interpreti ritroviamo nel ruolo della madre del protagonista, anche Louise Lasser, attrice nota più che altro per essere stata la seconda moglie di Woody Allen ed apparsa in alcuni suoi film.
Frankenhooker, come ci si può aspettare, ha un tono surreale e grottesco, con molte scene di gore e humor nero, ed è stato anche criticato per il suo contenuto sessuale e la rappresentazione delle donne come oggetti sessuali, ma, nostante le recensioni, perché è chiaramente un film di serie Z con effetti speciali strapezzenti,
ha guadagnato un seguito di culto nel corso degli anni... culto del trash ovviamente, e qui dalle mie parti è il posto giusto dove parlarne.
Pare un film la vita di Jackie Cochran, la prima donna pilota dell'aviazione americana a superare la barriera del suono esattamente 70 anni fa in questo giorno di maggio.
Record che l'ha segnata nei libri di storia, per cui parrebbe un personaggio tipo Peggy Carter della Marvel lei, austera in divisa che fa mangiare la polvere ai colleghi maschi cantandogli Another One Bites The Dust (che non esisteva ancora).
Parrebbe tutto frutto della fantasia di uno sceneggiatore e invece è esistita davvero e la cosa particolare è che Jackie aveva cominciato fondando un'azienda di cosmetici che vedranno come testimonial nientemeno che Marylin Monroe.
Ma, dopo essere stata sposata, mamma (con un figlio perduto a 5 anni) e divorziata, sentiva di avere questa passione dentro Jackie, così prende il brevetto di volo e convince Eleanor Roosevelt a fondare un corpo dell'aviazione tutto al femminile chiamato Women Airforce Service Pilots, ovvero WASP (e riecco che torna la Marvel), ma che, anche se volavano, non avevano il potere di rimpicciolirsi come in QUEL FILM (o magari lo avevano, ma era tenuto nascosto molto bene come i segreti dell'Area 51😉) e nemmeno avevano a che fare con quel gruppo Heavy Metal
o con associazioni di bianchi americani anglosassoni protestanti.
Chi da bambino non ha avuto mai l'amico del cuore con il quale c'era un'intesa così speciale che bastava essere insieme per sentirsi appagati e per capirsi bastava anche solo uno sguardo?
Close, recente film franco-belga (2022), parla di questo e dei tempi che cambiano (in peggio), tanto che l'amico del cuore oggi è un attimo che venga frainteso e visto, da chi pensa male a tutti i costi, supponendo un amore omosessuale (e anche se fosse? Che problema ci sarebbe?), facendoci dimenticare che invece canzoni come Amico di Renato Zero, Tu Sei Il Mio Amico Carissimo e Un Nuovo Amico di Riccardo Cocciante (la seconda su testo di Mogol), e Falò (Amico è) di Dario Baldan Bembo ci hanno sempre insegnato tale valore; una cosa questa che mi fa amare ancora di più gli anni 80.
Quest'altro trend, purtroppo attuale, di omofobia latente invece a Leò dà fastidio notando come i compagni di scuola reagiscono davanti alla sua forte amicizia con Remis, per cui comincia a cambiare atteggiamento e ad allontanare quell'amico che prima invece occupava in pieno la sua vita.
Tale comportamento porterà conseguenze disastrose e alla fine del film ti senti un mattone nello stomaco, merito anche dell'alto livello di recitazione dei protagonisti e certe lentezze con riprese pure fin troppo statiche in apparenza, ma che ti obbligano a pensare e ad entrare nella mente del piccolo protagonista.
Girato in Olanda con tante riprese di fiori e in Belgio per le scene a scuola, Close ha una fotografia sempre luminosa e colorata in netto contrasto con la cupezza del tema trattato.
Da vedere, ma ora che ne ho parlato ho provato di nuovo quella sensazione, perciò siete avvisati...
Spero che qualcuno abbia in mente la stupenda canzone di Ivano Fossati che ho scelto oggi come titolo del post, e, se non avessi la testa che ho, oggi dovrei parlare di politica poiché è la politica la causa dei grandi stravolgimenti che ci sono in casa Rai, come quello clamoroso di Fabio Fazio a cui è stato dato il benservito nonostante picchi altissimi di audience, per cui farà ancora due serate del suo programma e poi via insieme a Luciana Littizzetto verso altri lidi.
Ma io, con la mia anima candida, di politica non ne parlo mai, primo perché non ne capisco granché, e condivido Gaber quando si chiedeva "Che cos'è la destra? Cos'è la sinistra?", e poi perché mi annoia con lo spirito libero da contrabbandiere che mi ritrovo, quindi per fortuna non guardo quei programmi demenziali con tribune elettorali, come diceva l'altro mito che si chiamava Franco (Battiato).
E se tali lidi verso cui si è rivolto Fazio si chiamano Warner Bros. forse il conduttore ligure non va a stare tanto male dai, dato che è il colosso americano il proprietario della NOVE, cioè Discovery, dove ha già stipulato un sostanzioso contratto per quattro anni.
Quel colosso che si fregia dei personaggi della DC Comics, che rende vivi i Looney Tunes, che ti porta nel mondo di Matrix o nelle visioni di Nolan, in tutti questi casi anche con qualche passo falso, è vero, ma anche dagli errori si impara.
Ed ora prende al volo quel personaggio che gli altri vogliono togliersi dai piedi e lo mette al suo servizio.
Si, perché Fabio è uno fatto così col suo modo di fare buonista a tutti i costi, cioè un'acqua cheta che zitto zitto dà fastidio a certi personaggi che ora sono saliti al potere, per cui è la prima vittima dei grossi tagli operati nella tv di stato.
Che poi, vittima per modo di dire perché il suo pubblico lo seguirà ovunque e in tasca qualcosa gli entra lo stesso.
E forse era destino che la coppia finisse nella casa dei supereroi e dei Looney Tunes, perché magari Fabio non lo vedremo mai nei panni del Cavaliere Oscuro e Luciana in quelli sinuosi di Catwoman, ma già quattro anni fa in realtà entrambi erano già diventati dei cartoni su YouTube, in un canale di satira animata.
Personalmente mi è capitato spesso di seguire il suo programma in occasione di ospitate interessanti e altrettante volte mi son lasciato fregare da promozioni di film o fiction a cui ha fatto lodi sperticate scoprendole poi dei pacchi clamorosi.
Avrei una lunga lista di pacchi avuti da Fabio che non li conti manco in una puntata di Affari Tuoi.
Ma vabbè...
Magari lui ci credeva davvero in quello che diceva.
Vedremo i prossimi tagli in Rai se saranno altrettanto clamorosi.
A proposito, casa Sebastiani? Tutto bene?
E già che siete arrivati fino alla fine vi metto anche quella CANZONE di Fossati (ligure pure lui come Fazio) che ho scelto come titolo del post e che stava sul lato B di La Mia Banda Suona Il Rock.
Ho preso in prestito il sottotitolo di Odeon, il famoso programma della seconda metà degli anni 70 (disponibile su RaiPlay) curato da Brando Giordani ed Emilio Ravel, che su Rai 2 portava in prima serata servizi bizzarri che riguardavano un po' di tutto, cinema, musica e altro come questo blog, bastava che facesse spettacolo proprio come l'Eurovision Song Contest, la cui finale è stata lo scorso sabato, vinta dalla Svezia, da molti favorita e rappresentata da Loreen con la sua Tattoo, lasciando al nostro Marco Mengoni il quarto posto.
Ma va bene così dai.
Con tutto il rispetto per Marco, il quale si dimostra una persona sempre più affabile rispetto agli esordi, nella mia testa continuo a pensare che Lazza con Cenere avrebbe fatto sfracelli su quel palco.
L'Italia è stata anche in parte rappresentata da Alessandra Mele con la sua impostazione quasi lirica, che ha gareggiato per la Norvegia, ma lei è nata a Pietra Ligure anche se vive là da parecchi anni ormai.
Entrambe comunque adesso avranno da pensare alle accuse di plagio che sono arrivate loro fra capo e collo.
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In effetti ho notato anch'io che entrambi i brani, cioè TATTOO e QUEEN OF KINGS, hanno passaggi molto familiari e, in particolare quello di Alessandra mi ha fatto pensare a certe sigle televisive della tv in bianco e nero tipo LA FRECCIA NERA e LA FILIBUSTA (che già fra di loro si somigliavano molto), e nel suo caso l'accusa è arrivata da un ex concorrente di Amici che tali programmi invece non li avrà mai visti, ma ha lo stesso firmato un brano abbastanza simile in collaborazione con Gabry Ponte. Inoltre, già che Alessandra è italiana, è ora disponibile anche la versione cantata nella NOSTRA LINGUA, giusto per non dimenticare le origini. Decisamente sopra le righe la Croazia con i LET 3 in mutande che hanno portato in scena una macarena/parodia di Hitler in stile Chaplin con anche un po' di Dottor Stranamore di Kubrick. Secondo il regolamento, modificato dopo alcune polemiche degli anni precedenti, ora sono concesse le voci di sostegno registrate come anche i cori, ma ho avuto l'impressione che qualcuno se ne sia un po' approfittato arrivando quasi al playback o quello che viene chiamato half playback cioè quando l'artista canta su una base dove c'è già la sua voce solista, raddoppiando il tutto.
Tanta è stata la musica e con cambi velocissimi sul palco (altro che Sanremo), ma l'attenzione veniva catturata anche dalle tre conduttrici spettacolari e notevoli anche grazie a costumi fantasiosi indossati da, partendo da sinistra in entrambe le foto, Alesha Dixon, cantante britannica, Julia Sanina, singer ucraina, e la bionda Hannah Waddington, attrice vista in Ted Lasso e GOT.
Alcuni dei cantanti in gara hanno portato sul palco tanta scena, pure con trovate tecnologiche innovative, ma con canzoni terribilmente noiose mentre Mara Maionchi, che ha commentato con Gabriele Corsi, è impazzita per San Marino rappresentata dai toscani PIQUED JACKS, mentre a me quei quattro hanno smosso movimenti intestinali, e infatti non sono arrivati alla finale (vedi che forse un po' di ragione l'avevo). Ma tutto ciò, nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte finché morte non ci separi, fa parte di questo grande circo tutto matto che è l'Eurovision Song Contest immortalato in un divertentissimo FILM, e proprio per questo ci piace guardarlo.
Esattamente mezzo secolo fa veniva mandato in orbita lo Skylab, cioè la prima stazione spaziale degli Stati Uniti tutti di corsa ad affannarsi dopo che i russi avevano già mandato su la loro Salyut 1, dovendosi perciò accontentare nuovamente del secondo posto dopo quello per il primo uomo in orbita; ma, ad onor del vero, gli americani nel frattempo si erano già rifatti con l'allunaggio che tanto fa ancora discutere e fantasticare i complottisti.
La stazione spaziale era costituita da un modulo abitativo in cui gli astronauti potevano vivere e lavorare, un laboratorio scientifico e un telescopio, ed è stata abitata da tre equipaggi di astronauti per un totale di 171 giorni tra il 1973 e il 1974.
Durante la permanenza nello Skylab, gli astronauti hanno condotto numerosi esperimenti scientifici, tra cui studi sul comportamento dei materiali in ambiente di microgravità, sulla fisiologia umana e sulla biologia, nonché attività fisica di ordinaria amministrazione tipo jogging.
Pare però che la NASA abbia presto proibito tali "corse" perché così facendo provocavano un cambio di assetto della stazione spaziale, e, tuttavia, per la missione dello Skylab non è stato questo l'unico dei problemi; si perché, come nell'APOLLO 13 con Tom Hanks che diceva "Houston, abbiamo un problema", qui invece avrebbero detto "Capo Canaveral, abbiamo un problema" dato che era stato lanciato da lì, e già durante quel lancio, la stazione spaziale ha subito danni alla sua struttura, che hanno causato la perdita di un pannello solare e anche di uno scudo protettivo contro il calore con il conseguente surriscaldamento dell'interno della stazione al quale gli astronauti hanno cercato di ovviare con i mezzi che avevano a disposizione e più che altro posizionando la stazione in modo che non venisse investita completamente dai raggi solari in quella parte senza protezione, raggi che comunque servivano per il funzionamento delle apparecchiature.
Il disegno qui sopra mostra come invece sarebbe stato lo Skylab integro, ma, nonostante questi problemi, mai gravi come quelli che ci mostrano sempre nei film come Gravity e MOONFALL, la missione è stata considerata un successo scientifico e tecnologico poiché la stazione spaziale ha consentito di approfondire la conoscenza dell'ambiente spaziale e di sviluppare tecniche e tecnologie per la vita e il lavoro nello spazio.
Dopo la fine della missione, lo Skylab (di cui vi regalo qui sopra la patch png da stampare su magliette e gadget vari) è rientrato in atmosfera e si è disintegrato sopra l'Australia nel 1979, causando anche una certa preoccupazione, e da quel prototipo di stazione spaziale arriverà poi anche quella ISS che ha ospitato a lungo anche la nostra Samantha Cristoforetti con pure le sue citazioni da film famosi come il COSPLAY di Sandra Bullock, la CAMMINATA DELLA HOSTESS di 2001 Odissea Nello Spazio e la divisa di Star Trek.
Perché alla fine è sempre importante prendere le cose con leggerezza... anzi cioè... non dargli troppo peso... eh appunto, se sei nello spazio.