domenica 9 febbraio 2025

RED CARPET - VIP AL TAPPETO: RIDE BENE CHI... SI ACCONTENTA

 Su Prime Video c'è l'ennesimo programma dove i vip si mettono in gioco e stavolta si chiama Red Carpet - Vip Al Tappeto.


Nonostante il titolo non si menano però, e forse mi spiace perché sarebbe stato molto più interessante tipo in Celebrity Death Match. 
Si, perché come ormai succede sempre, chi sembra divertirsi sono solo quelli lì in tv come nella canzone Buona Domenica di venditti quando dice "Buona Domenica, davanti alla televisione con quegli idioti che ti guardano e che continuano a giocare...". 
Insomma c'è un vip che deve fare una passeggiata sul Red Carpet e i Bodyguard devono aiutarlo a stare sul tappeto sennò arriva la penalità.
Sarebbe facile se durante il percorso non arrivassero disturbi di tutti i generi. 
Il tutto commentato da quel che resta della Gialappa's ovvero due componenti. 
Si dovrebbe ridere di ciò che si vede, ma forse non capisco io... 
Troppo concettuale come programma? 

sabato 8 febbraio 2025

LOVE UNLIMITED - HIGH STEPPIN' HIP DRESSIN' FELLA: FAI PRIMA AD ASCOLTARLA CHE A LEGGERLA

 È vero, c'è stata tanta musica nei post questa settimana, a volte legata al cinema e a volte non direttamente, ma tant'è... Si vede che ho la musica che mi gira intorno (come a Ivano Fossati) tutto il giorno e non riesco a farne a meno, anzi la prossima settimana farò pure la doverosa full immersion nel super festivalone anche se popolato da personaggi discutibili, ma chissenefrega, perché Sanremo è Sanremo!


Oggi però faccio ancora un salto indietro nel passato della discomusic, quella fatta con una vera orchestra, anzi un'orchestra che darà il nome al trio vocale femminile di cui si parla oggi ovvero le Love Unlimited, che con l'aggiunta di Orchestra erano coriste nel gruppo capitanato da Barry White, il quale si troverà talmente bene con loro che sposerà anche una delle tre, cioè Glodean. 
Le tre Love Unlimited hanno appunto goduto anche del successo solista grazie a HIGH STEPPIN' HIP DRESSIN' FELLA, una canzone in puro stile classy disco che solo a sentirla ti ritrovi pure tu vestito di paillettes elegantissimo, ma anche kitsch allo stesso tempo. 
Era quella disco che ostentava ricchezza in ogni microsolco, per cui magari poteva anche apparire fin troppo patinata in confronto a cose tipo Video Killed The Radio Star che usciva nello stesso anno, il 1979, dopo quello che era stato il fenomeno punk, quindi tutto un ambiente diverso. 
Eppure mi piace riascoltarla ancora adesso per la bellezza dell'arrangiamento e delle voci che la cantano così demodè. 
Voci e suoni che erano tutti naturali senza artifici elettronici come ormai è raro trovare, ma, seguendo le tendenze delle ultime edizioni, non sarà raro invece trovare tali artifici al Festival di Sanremo, mentre all'Eurovision Song Contest tali marchingegni sono vietati e purtroppo ricordiamo ancora adesso la figura barbina di MAHMOOD E BLANCO su quel palco.

venerdì 7 febbraio 2025

NEW YORK E IL SUO INNO UFFICIALE

 Un po' tutte le città più importanti sono state citate nelle canzoni e in particolare la città di New York ha avuto due testimonial d'eccezione nelle figure di Frank Sinatra e Liza Minnelli con la loro NEW YORK, NEW YORK, tanto che il 7 febbraio del 1985 tale brano è diventato ufficialmente l'inno della Grande Mela.


Ma vuoi che noi italiani siamo da meno? No anzi, magari senza renderle inno cittadino, sono tante le nostre canzoni che celebrano le nostre città, a partire da quella Roma Capoccia scritta da Venditti alla tenera età di 14 anni, giuro, andando a Milano con Dalla, Fortis e molti altri, passando da Genova con l'avvocato Paolo Conte che però è piemontese (ma Bruno Lauzi aveva ristabilito la location geografica), toccando Napoli con i suoi mille culure e l'indimenticabile Pino e ricordando anche la Firenze di Ivan Graziani, pure se lui era abruzzese. 
Più o meno tutte le città più famose hanno la loro canzone dedicata, ma solo New York l'ha resa il suo inno quarant'anni fa perché gli americani son fatti così, un po' megalomani, è vero, loro pensano in grande come i protagonisti di INCEPTION, ma sicuramente hanno anche dei pregi. 
E lo dimostrano ancora una volta con il nuovo presidente che finalmente decide di fare un po' di ordine dichiarando di non avere mezzi termini dato che per lui esiste solo bianco o nero (ma non è razzista però), senza le famose cinquanta sfumature di grigio, per cui nel suo mondo sono concessi solo maschi o femmine, senza sessi intermedi o incerti, e ci saranno solo veri americani o dichiarati stranieri senza immigrati scomodi (ma forse non ricorda che quei territori erano già abitati da un'etnia molto diversa dalla sua),

si sta adoperando per far terminare la guerra tra Russia e Ucraina gridando dalla finestra "se non la finite vengo li eh!!!", ed ora decide anche di risolvere il problema della contesa Striscia di Gaza rendendola una Riviera (romagnola?) e spostando (non deportando eh...) tutti i palestinesi da un'altra parte così nessuno litiga più. 
Facile no? 
Strano che nessuno ci avesse pensato prima... 
L'onnipotenza a volte ha questi effetti collaterali, si, anzi mi ricordo che già tempo fa un tizio ragionava più o meno così e non era mica Charlie Chaplin. 
Ah, dimenticavo, pare che abbia dichiarato anche che non ci saranno più le mezze stagioni... 

giovedì 6 febbraio 2025

GEORGE & MILDRED... E QUELLO CHE LI RIGUARDA

 Serie tv vintage e british questa George & Mildred, che è lo spinoff di Un Uomo In Casa, altra serie da non confondere con il remake americano Tre Cuori In Affitto con John Ritter (forse, di primo acchito, i più ricordano quella infatti) e anche qui due coinquiline, una bruna e una BIONDA.


George & Mildred erano i due anziani vicini di casa dei tre giovani conviventi sotto lo stesso tetto che, proprio per tale promiscuità, non erano ben visti dai due senior. 
Tanto fu il successo della sitcom inglese che vennero creati due spinoff, uno su Robin Trip (l'uomo in casa del trio) e l'altro sui due vicini che avevano anche la caratteristica di spostarsi con un sidecar. 
Succede di parlare oggi di queste serie tv poiché è mancato di recente Brian Murphy, ovvero il George di Mildred. 

Brian aveva 92 anni e voglio ricordarlo oggi con le SIGLE ORIGINALI delle serie che lo riguardano anche se nella prima delle DUE SIGLE loro due non compaiono.

Con queste immagini ho la certezza di sbloccare comunque qualche ricordo a parecchie persone. 
Purtroppo esiste anche una SIGLA ITALIANA brutta brutta brutta e dimenticabilissima, dato che è pure totalmente fuori luogo, cantata dal duo Gin & Tonic dove la ruvida voce maschile è quella di Bruno D'Andrea, cioè il cantante di NA-NO-NA-NO (MORK & MINDY, che pure quella era una serie spinoff). 

In quegli anni, per subdole strategie di marketing per vendere dischi, si usava fare così (dubito però che la canzone di George & Mildred abbia venduto qualche copia) ed era successo anche per SPAZIO 1999 nella seconda stagione dove nei titoli di coda si sentiva l'orrenda CANZONCINA (pure questa completamente fuori luogo) degli Oliver Onions,

(qui però nel video l'audio è stato montato sulla sigla di apertura) che poi non era altro che un riciclo di un'altra loro canzone precedente dal titolo MISS ROBOT e presa dalla colonna sonora che avevano composto per Pari E Dispari, uno dei tanti film con Bud & Terence,

mentre nel caso di Mork era andata decisamente meglio e difatti quella canzone tutti la conosciamo a memoria anche se ha pure quella il suo bel gusto trash.

Ma tanto lo sapete che qui, su questo blog il trash capita spesso e volentieri... 

mercoledì 5 febbraio 2025

INARRESTABILE: METTI TUTTA LA FORZA CHE HAI, DICEVA BENNATO

 La canzone di Edoardo che citavo nel titolo del post era UN GIORNO CREDI, sicuramente la conoscete perché è una di quelle che se non la facesse in concerto non ce lo farebbero uscire vivo (la trovate comunque in coda al post), e la vedo bene per introdurre un altro bel film su Prime Video.


Si tratta di Inarrestabile, la storia vera di Anthony Robles (è vero, si pronuncia come Barney Rubbles dei Flintstones), nato senza una gamba, ma determinato a fare sport e sceglie di diventare un lottatore di wrestling, ma quello vero, non la messinscena coi costumi bizzarri tipo Undertaker. 
Stranamente gareggia tra gli atleti normodotati e non nelle categorie per portatori di handicap e questo, dopo un inizio in cui nessuno credeva in lui anche tra il pubblico (la madre apostrofa duramente due ragazze che ridevano di suo figlio sugli spalti) porta invece alcuni a pensare che per la mancanza della gamba sia avvantaggiato poche l'avversario ha meno "appigli" a cui attaccarsi. 
Minchiate sicuramente e, a proposito della madre, quando ho visto che era interpretata da Jennifer Lopez la pensavo poco credibile e invece alla fine si vedono i veri protagonisti


e qualcosina dell'ex di Ben Affleck (che produce il film) c'è.
Il padre di Anthony invece è interpretato da un odiosissimo e perfettamente in parte Bobby Cannavale che non vedevo in giro da un po' di tempo. 
Film con la classica morale che se ci credi fino in fondo puoi arrivare dove vuoi ed infatti, almeno in questo caso, è vero. 
Dal titolo originale Unstoppable mi aspettavo di sentire di nuovo la famosa canzone omonima dal tono epico di Sia che invece era già stata usata per un altro film a tema sportivo visto tempo fa e di cui presto o tardi parlerò. 
Ed ecco, come promesso, anche la canzone di Edoardo Bennato eseguita dal vivo 

 (e anche quella volta è andato tutto bene infatti).

martedì 4 febbraio 2025

C'È SEMPRE UNA PRIMA VOLTA ANCHE PER GLI U2

 Oh raga, ma sapete che giorno è oggi? È il 4 febbraio, e sicuramente quello del 1985 se lo ricordano in parecchi per una maxi super nevicata che aveva coperto Milano nei giorni precedenti.


Ma non solo per quel motivo tale giorno è da ricordare poiché quel 4 febbraio per la prima volta gli U2 si esibivano in Italia dopo la pubblicazione di UNFORGETTABLE FIRE
La data, come si legge sul biglietto nella foto, era stata stabilità per la location del palasport, quello che sorgeva vicino allo stadio Meazza, ma quella neve caduta così abbondante aveva fatto parecchi danni in giro,

compreso lo sfondamento del tetto di tale struttura che non sarà mai più riparata, anzi verrà demolita. 
Capitasse adesso una nevicata così ti parte subito una conferenza sul cambiamento climatico e l'allerta meteo bloccherebbe qualsiasi cosa. 
Difatti l'organizzazione era finita subito nel panico perché le prevendite erano andate più che bene e l'unico posto dove poteva essere spostato il concerto era il Palatenda, con l'unico problema che la capienza era nettamente minore. 
Così in barba alle regole di sicurezza che al giorno d'oggi non ti permetterebbero assolutamente di farlo, tutto il superfluo venne eliminato dal Palatenda per far posto agli spettatori e gli U2 poterono eseguire il concerto che verrà replicato nei due giorni subito successivi al Teatro Tenda di Bologna. 
Per fortuna andò tutto bene, ma mi posso immaginare gli organizzatori tutta la sera con le mani nelle parti basse perché se qualcuno si faceva male sai che casino. 
Pochi mesi dopo i quattro irlandesi avrebbero calcato quell'altro palco, quello del Live Aid, crescendo sempre di più arrivando l'anno dopo a quello che probabilmente è stato il top della loro discografia, cioè The Joshua Tree. 
Comunque oggi cadono anche i 50 anni di Natalie Imbruglia, 

che con gli U2 non c'entra nulla, anzi, la bella australiana dopo il botto del primo album che conteneva la hit TORN (che rimane tuttora una delle canzoni top degli anni 90 e Valeria Rossi, quella di Tre Parole lo sa) non è mai più riuscita a fare di meglio, dedicandosi nel frattempo a cinema e soap opera con maggiori consensi. 
Fatto sta che se siete stati a quel CONCERTO di Milano di 40 anni fa di cui esiste il bootleg di qualità pessima


dove all'inizio Bono, già lungimirante, diceva in italiano che era la prima volta, ma non l'ultima, beh sappiate che avete contribuito anche voi a fare la storia. 

lunedì 3 febbraio 2025

E VECCHIONI CANTAVA UNA CANZONE PER SERGIO

 La CANZONE di Roberto, tratta dal bellissimo album Samarcanda, e brano che trovate in coda al post non era stata scritta sicuramente per lui, ma fa lo stesso per fare gli auguroni oggi per i dieci anni di presidenza di Sergio Mattarella.


Era infatti proprio il 3 febbraio del 2015 il giorno del giuramento per l'insediamento ufficiale di Sergione che ha stabilito così, con il doppio mandato, il record per la più lunga presidenza della Repubblica Italiana (Napolitano c'era stato nove anni), superando perfino il brutto, difficile periodo del Covid durante il quale lo abbiamo anche visto col CIUFFO RIBELLE dato che nemmeno lui poteva andare dal barbiere tra tutti i divieti che c'erano e che a pensarci adesso pare una barzelletta. 
E doppia presidenza che ha sorpreso pure lui quando, già bello pronto per godersi la pensione, si è visto RICHIAMATO IN CARICA
Forse rimane lui il politico che infonde un po' di sicurezza in un'Italia dove tutti non aspettano altro che qualcuno faccia un mezzo passo falso per sputtanarlo in pubblico, tipo la Meloni e l'Albania per i migranti, oppure sempre Meloni con quella faccenda dell'aereo di stato usato per rimpatriare un personaggio pericoloso (ma ce lo metteresti tu tipo un Hannibal Lechter su un volo di linea tra i passeggeri???). 
Ma lasciamo queste beghe a chi ne fa il suo pane quotidiano e, secondo me, vive anche male sempre lì a rodersi il fegato. 
Cosa che invece pare non fare proprio Sergione con quella sua espressione serafica (lo trovo più lucido di Joe Biden e più con i piedi per terra di Donald Trump, per dire) al di sopra delle parti e che, anzi, sembra sorridere di quello che tutti stanno facendo sotto di lui.


Continua così che vai bene... 

COLLEZIONI VINTAGE E FRANCOBOLLI STORICI

 Dopo aver collezionato le classiche figurine che i furbi "spacciatori" offrivano ai giovin virgulti all'uscita delle scuole ...