giovedì 11 gennaio 2024

DOCTOR WHO SI RINNOVA UN BEL PO' E PER ORA CI SIAMO

 Il nuovo Dottore ha preso in mano la situazione (dicesi TARDIS) ed è arrivato il suo primo episodio TUTTO da solista che poi è tornato ad essere anche lo speciale di Natale,


e non più di capodanno, seppure almeno UNO DI CAPODANNO, ancora sotto la gestione Chibnall, fosse probabilmente il migliore di quella stagione da dimenticare, e parlo di quello che era una specie di Edge Of Tomorrow con Daleks, ma con la differenza che ad ogni reset il tempo a disposizione per salvarsi la pelle diminuisce, perciò togliersi dall'impiccio diventa sempre più complicato. 
Ma vabbè qui di Ncuti Gatwa pare di capire che, fra le altre caratteristiche da Dottore, tipo il cacciavite sonico che non assomiglia più ad un cacciavite e la carta psichica, ha quella di cambiare outfit ogni 15 minuti, perlomeno in questo episodio, mentre le precedenti incarnazioni mantenevano sempre lo stesso look. 
Il suo modo di fare dinamico poi mi ha ricordato un po' un giovane Eddie Murphy ma senza risata (che poi era una cosa inventata dal nostro compianto Tonino Accolla).

Stavolta la minaccia è portata da certi piccoletti che sembrano tanti elfi di Babbo Natale, ma cattivissimi, con un simil-Jabba da nutrire con neonati freschi di stagione. 
Si, avete capito bene. 
Qui si mangiano infanti rapiti come pranzo di Natale... 
Horror eh? 
Comunque Davies è un furbone perché oltre a mettere in mezzo la nuova companion, butta lì anche dell'altro che ti incuriosisce e, diciamolo, rinfresca anche certe regole della serie che fino a poco tempo fa sembravano intoccabili perché nel Regno Unito Doctor Who è un'istituzione al pari della Famiglia Reale, e a volte penso che possa essere anche ad un livello superiore. 
Diciamo oltre i confini dello spazio e del tempo... 

mercoledì 10 gennaio 2024

ADDIO A FRANZ BECKENBAUER, UNO DEI PROTAGONISTI DELLA "PARTITA DEL SECOLO"

 Abbiamo dato l'addio nei giorni scorsi a Franz Beckenbauer, calciatore e allenatore tedesco scomparso a 78 anni, e soprannominato Kaiser (imperatore) in un tempo in cui nel campo di calcio non c'erano ancora fotomodelli, ballerini e stuntmen, ma anzi diciamo pure che gli atleti erano spesso abbastanza brutti perché si contava soprattutto sul rendimento in gioco e non sul marketing e inoltre la tv offriva delle riprese con una definizione abbastanza approssimativa. 


Nel caso di Franz oltre all'eleganza che mostrava nel gioco si può dire anche che avesse una bella presenza, certo secondo gli standard di allora, e citando quel nome si è rievocata nella mente di molti anche quella famosa semifinale dei mondiali in Messico nel 1970 giocata da Italia e Germania e passata alla storia come La Partita Del Secolo. 
L'Italia era campione d'Europa in carica, mentre la Germania nel mondiale precedente era arrivata seconda e quel pomeriggio schiera appunto Beckenbauer, Seeler e Muller, mentre i nostri contano su Mazzola, Facchetti e Rivera, con anche Riva che entrerà nei supplementari,

ma con lo spirito non al meglio a causa di diverse polemiche, al contrario degli avversari che erano stati particolarmente brillanti. 
Nonostante tutto, la nazionale parte bene e mantiene il vantaggio per tutta la partita, mentre per la Germania, con due sostituzioni già fatte, il buon Beckenbauer continua a restare in campo nonostante un brutto infortunio alla spalla (e vai di fasciature e antidolorifici).

Ormai sembra fatta per gli azzurri con i tifosi che già esultano, ma ecco che durante il recupero, arriva un pallone quasi per caso fra i piedi di Schnellinger (che allora militava nel Milan) e il calciatore, che essendo calciatore calcia per antonomasia, non fa altro che indirizzarlo verso la porta italiana gelando lo stadio e i telespettatori quando la sfera entra in rete facendogli segnare il suo unico goal del mondiale. 
Si va quindi ai supplementari con le due squadre che, dal pareggio 1 - 1, continuano a rincorrersi l'un l'altra passando in vantaggio a fasi alterne, fino ad arrivare a quel 4 - 3 per gli azzurri che raggiungono la finale di un mondiale dopo ben 32 anni e così si scatenano i festeggiamenti come se fosse la vittoria del campionato. 
Fatto sta che dopo tale epica impresa gli azzurri arrivano alla finale in condizioni fisiche pessime, e infatti perderanno la partita, ma dentro tutti, calciatori e tifosi c'è stata lo stesso una grandissima soddisfazione. 
Anche dalla parte della Germania che ha lottato fino all'ultimo con, come già detto, uno stoico Beckenbauer. 
Auf wiedersehen Franz. 


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martedì 9 gennaio 2024

PEOPLE FROM CECCHETTO: DICIAMO CHE ALL'INIZIO IO E CLAUDIO ERAVAMO UGUALI

 La prima cosa che ho sentito dire da Claudio Cecchetto nel documentario (un altro trasmesso dalla Rai ed ora su Raiplay) mi ha fatto fare un salto sul divano perché anch'io come lui andavo in discoteca per cercare di cuccare, come tutti, ma poi mi perdevo ad ascoltare il DJ che metteva i dischi, per come li metteva in sequenza, in perfetta battuta come un brano unico.

Poi, vabbè, le cose sono andate in maniera diversa per me e per lui, con me che nel mio piccolo sono passato dietro alla consolle di radio e discoteche, mentre lui ti ha messo su una radio della madonna con personaggi che ancora adesso sono delle vere star, segno che Claudio è stato un vero talent scout come pochi. 
Jovanotti, Amadeus, 883, Gerry Scotti, Sabrina Salerno, Fabio Volo, Fiorello, Dj Francesco (Facchinetti), Leonardo Pieraccioni, sono tutti partiti da lì, dalla sua corte, dalla Deejay's Gang che negli anni 80 spensierati dopo i 70 intellettuali, dettava legge nell'etere radiofonico e poi anche nella televisione con Deejay Television.
Tutti sono lì a raccontare aneddoti, compreso Claudio, su quei "bei tempi", e, se posso dirlo, anche se non ho avuto la stessa fortuna di Cecchetto, posso comunque considerarmi fortunato perché in quel decennio, quello giusto, quello della musica e dei film più belli del mondo io c'ero. 
Diciamo che chi non c'era può solo rosicare.

Anche Linus, a quanto pare rosica anche se lui c'era, ma con Claudio non sono rimasti molto amici per tutta una serie di faccende loro. 
E difatti non viene nominato nemmeno una volta nei 93 minuti del documentario. 
Manco fossero i fratelli Gallagher, eh? 

lunedì 8 gennaio 2024

UN SALUTO A GIANLUCA VIALLI MENTRE DUE FAMOSE SERIE TV, LA DISNEY E L'ENTERPRISE SONO IN LUTTO

 Mentre la scorsa notte Oppenheimer ha trionfato ai Golden Globe dopo essersi di nuovo ritrovato in lizza insieme a Barbie, stasera a Genova ci sarà My Name Is Luca, che, anche se ricorda (non a caso) la famosa canzone di Suzanne Vega,


sarà invece una serata dedicata a Gianluca Vialli presentata da Ilaria D'Amico, che col calcio ha sempre avuto molto a che fare, e Tommaso Labate di Radio2, per ricordare, inseme a molti ospiti, il calciatore scomparso lo scorso anno dopo una lunga malattia. 
Dalla scorsa settimana invece un'altra storica coppia non potrà mai più essere tale perché è mancato ad 80 anni il biondo Hutch di Starsky & Hutch, ovvero David Soul.


Dopo la fortunata serie tv condivisa con Paul Michael Glaser (il bruno Starsky), David in effetti non ebbe una vera e propria ascesa e ricevette solo alcune parti in diversi film, tra cui una trasposizione per la tv di LE NOTTI DI SALEM di Stephen King non proprio memorabile, per dirla tutta (ma allo scrittore era piaciuta...), mentre lo ritroveremo con Glaser a fare un simpatico cameo nel film remake della serie realizzato da Ben Stiller e Owen Wilson, e anzi, a dirla tutta, quel cameo forse era l'unica cosa che avevo apprezzato in quella pellicola. In parallelo alla recitazione David, giusto per non farsi mancare nulla, si era dedicato anche alla MUSICA.


Ed ora si cambia registro perché, cari disneyani nostalgici, oggi diamo l'ultimo saluto anche a Glynis Johns, 100 anni (!!!), attrice che aveva interpretato la signora Banks nel Mary Poppins originale, quello vero con Julie Andrews "praticamente perfetta sotto ogni aspetto".

Era lei la mamma dei due bambini che, grazie alla tata tutta speciale, vivranno avventure incredibili in quella Londra vintage interamente ricostruita in studio, ma anche quella "perfetta sotto ogni aspetto". 
Ma anche il nostro cinema piange Germana Dominici, 77 anni, attrice e anche voce italiana di Nichelle Nichols, ovvero Uhura,

in tre film della saga di Star Trek con l'equipaggio classico, uno dei quali lo adoro in maniera particolare perché c'entra il viaggio nel tempo ed è Star Trek IV - Rotta Verso La Terra, quello delle balene e con Spock che nella San Francisco del 1986 impara il linguaggio sboccato dei teppistelli di strada con esiti esilaranti, per capirci. 
Terminiamo oggi gli addii con Christian Olivier, protagonista di 28 episodi della serie Squadra Speciale Cobra 11

(Christian è quello più alto dei due agenti in foto), che è deceduto a 51 anni in un incidente aereo insieme alle due figlie. 
Quindi con il ricordo di Gianluca, addio a Glynis, Germana, David e Christian. 

domenica 7 gennaio 2024

100 ANNI DI RAPSODIA IN BLU

 Prima domenica del 2024, ed era un secolo fa che George Gershwin completava la sua Rapsodia In Blu, brano strumentale celeberrimo che capita spesso di sentire in diversi contesti, ma soprattutto che apre MANHATTAN di Woody Allen,


cioè uno dei momenti top dell'attore regista che riesce a passare da dei veri capolavori a robe che piacciono solo a lui, per non parlare poi dei problemi di tutt'altro genere, ma sono altri discorsi quelli. 
Woody, amante del Jazz e suonatore di clarinetto che prende anche qualche stecca come documentato di recente, sicuramente adora in particolare l'intro del brano suonato proprio dal suo strumento preferito, con la composizione che poi si apre in maniera orchestrale in pompa magna. 
Anche la Disney se ne è appropriata per il commento musicale di Fantasia 2000, nonché Il Grande Gatsby versione più recente con Leonardo DiCaprio. 
In tv invece lo sentiamo in Glee e nei Simpson. 
Fatto sta che la Rapsodia, anche se magari non ne conoscete il titolo o l'autore, non potete non averla ascoltata almeno una volta nel vostro ciclo vitale, più che altro perché 100 anni sono una bella cifretta e se tuttora viene considerata una bella composizione, un motivo ci sarà. 
Capito giovani musicisti rampanti? 

sabato 6 gennaio 2024

BEFANA FRA CINEMA E OTTIMA MUSICA

 Arriva l'Epifania e tutte le feste se le porta via, con anche gli addobbi, le luminarie, gli "a te e famiglia" dei messaggi WhatsApp copiati e incollati per far prima, e tutto il resto.


30 anni fa esatti invece il 6 gennaio avveniva quel fattaccio nel mondo del pattinaggio artistico per cui l'atleta Nancy Kerrigan veniva aggredita e bastonata per conto della sua avversaria Tonya Harding, vicenda raccontata in quel bellissimo biopic con Margot Robbie di cui ho parlato già su QUESTE PAGINE web, e che colgo l'occasione per consigliarlo a chi ancora non l'avesse visto. 
Cioè, già Margot sarebbe una buona ragione per vederlo, ma sappiate che nel cast c'è anche Sebastian Stan baffuto che aveva da poco dismesso l'outfit del Soldato D'Inverno e ancora doveva entrare nei tatuaggi (e slip) di TOMMY LEE. 
Un'altra ragione per vederlo? Una colonna sonora bellissima tipo gli ZZ TOP,


i DIRE STRAITS,

SIOUXSIE & THE BANSHEES,

le HEART,

Può bastare anche come scelta musicale del sabato? 
E buona Befana!!! 

venerdì 5 gennaio 2024

IO, NOI E GABER (GRAZIE A RAI 3)

 La Rai ci ha preso gusto coi documentari musicali dato che non molto tempo fa ha ricordato sia BATTISTI che i POOH, e ancora prima FRANCO BATTIATO (ben vengano programmi così).


Stavolta è toccato a Io, Noi E Gaber, film documentario passato nei cinema poco tempo fa e trasmesso su Rai 3, canale che, per fortuna, si dedica ad una programmazione meno becera del classico reality, gioco, talk show che trovi invece su qualsiasi altra rete. 
Come il titolo dice, si tratta di un racconto fatto da coloro che sono stati vicini a Giorgio Gaber per lavoro o per parentela, dato che partecipano anche moglie, figlia e nipote, oppure semplicemente sono artisti e persone che lo hanno ammirato.

Un artista Gaber che agli esordi rockeggiava come Celentano, e infatti la sua PRIMA APPARIZIONE in tv era stata condivisa con il Molleggiato, entrambi replicando le mosse di Elvis, e anche con Mina ancora giovanissima. 
Nel corso degli anni ha poi modificato profondamente il suo modo di fare canzoni, portandole in teatro e inventando appunto quel Teatro Canzone che rimarrà un suo marchio. 
Durante i suoi spettacoli Giorgio, che politicamente potrebbe essere una versione sui generis di un anarchico, un anticonformista gravato di pessimismo, non stava solo e semplicemente sul palco, ma piuttosto si dava davvero con tutto sé stesso sciogliendosi in sudore,

e si parla nel documentario letteralmente di mucchi di asciugamani lanciati dietro le quinte, finendo lo spettacolo fradicio e con un selvaggio urlo liberatorio. 
Il finale del documentario invece non lo svelo perché è una piccola sorpresa, ma dico solo che è stata una trovata molto emozionante. 
Anche su Raiplay. 

IRMA VEP E LA SUA PRIMA VOLTA

 Trent'anni fa esatti usciva in Italia il film Irma Vep diretto da Olivier Assayas e pellicola che probabilmente nessuno ha mai visto al...