martedì 19 aprile 2022

ENNIO: SE SI PARLA DI UN AMICO BASTA SOLO IL NOME

 Ennio Morricone purtroppo non l'ho mai conosciuto di persona, però ha fatto parte della mia vita come fosse un amico fin da quando nel cortile di casa ascoltavamo dei 45 giri in un mangiadischi di una vicina un bel po' più grande che aveva una discreta collezione di dischi, ed io la invidiavo già enormemente anche se alcuni dei supporti erano senza copertina, per cui soggetti a graffi che su un impianto stereo hi-fi avrebbero prodotto il classico rumore di "frittura", ma che invece in quel riproduttore di plastica non facevano una gran differenza.


Fra tutti quei 45 giri di Patty Pravo, Celentano e Morandi, quello che più mi aveva colpito era solo strumentale con un fischio in bella evidenza che faceva la melodia della canzone.
Dall' etichetta nera sul disco scopro che si chiama semplicemente TITOLI e sull'altro lato c'è Per Un Pugno Di Dollari tratti entrambi dalla colonna sonora di un film western omonimo che non conoscevo ancora, ma a giudicare dalla musica, cavolo, pensavo che doveva essere proprio bello. 
Tale 45 giri era intestato ad Ennio Morricone, nome che mi accompagnerà per anni sottolineando alcuni dei più bei film visti al cinema e in casa, per cui per me Ennio era un amico anche se non ci eravamo mai incontrati. 
Si parla di 500 colonne sonore firmate da Ennio, ma io più modestamente di quei film ne avrò visti per intero poco più della la metà, per cui ho da recuperare un po' di lavoro arretrato. 
Anzi, quasi due anni fa, il giorno della sua SCOMPARSA mi ricordo che ho fatto un post breve poiché in quel periodo mi sentivo di farlo così, proprio per la mia non completa conoscenza della sua opera e infatti tante cose che in realtà avrei voluto scrivere le ho riscoperte in questo film dedicato al musicista firmato da Giuseppe Tornatore, il quale, quando chiese ad Ennio di fargli la colonna sonora del suo Nuovo Cinema Paradiso, sulle prime rifiutò, salvo poi ricredersi dopo aver letto la sceneggiatura. 
Perché Ennio era così e nel 90 per cento dei casi non si sentiva adeguato al lavoro che gli chiedevano di fare, alcune volte anche perché certi registi forzavano la sua creatività proponendogli degli esempi da seguire; esempi che lui accettava anche, ma alla fine il lavoro che ne usciva era sempre suo personale. 
La stessa cosa gli era accaduta molto tempo prima, quando arrangiava le canzoni di musica leggera per la RCA e più di una volta si era scontrato con gli autori per nette divergenze di idee, come con Franco Migliacci per IN GINOCCHIO DA TE di Gianni Morandi,
che Ennio avrebbe voluto più delicata al contrario di Franco che desiderava invece quella pomposità solenne che poi è stata messa nel disco dopo averla fatta rifare da Morricone per ben tre volte, e alla fine Ennio, consegnandogli la partitura, gliel'ha definita davanti a lui una schifezza. 
Andava invece molto orgoglioso di SE TELEFONANDO di Mina per come aveva gestito i tempi e la musica della canzone facendo cadere la battuta sempre sulla nota successiva a quella del giro precedente: cosa apparentemente facile mentre la ascolti, ma inventala te se sei capace.
Insomma Ennio, legato per lungo tempo alle colonne sonore western dei film di Sergio Leone, ha valicato ogni confine geografico e temporale arrivando anche alla nomination per l'Oscar con la colonna sonora di Mission, premio però soffiatogli da Herbie Hancock per Round Midnight e la cosa non gli era andata proprio giù ad Ennio perché il suo lavoro era totalmente originale, mentre la soundtrack di Round Midnight conteneva anche brani jazz non originali. 
Ma Ennio, seppure urtato da tale irregolarità, non ha mica preso a sberle Chevy Chase, Goldie Hawn e Paul Hogan che erano i presentatori quella volta lì, optando invece per una silenziosa uscita dalla sala come era nel suo carattere, tanto si sarebbe preso poi in seguito l'Oscar alla carriera (commosso fino alle lacrime) e quello per The Hateful Eight, colonna sonora con la quale aveva giocato uno dei suoi tiri birboni a Quentin Tarantino che l'aveva contattato per una cosa fischi e chitarre alla Sergio Leone e invece Ennio gli ha fatto una partitura orchestrale a dir poco maestosa che ha conquistato comunque il regista di Kill Bill.
Un carattere che emerge chiaro e bizzarro come quando ti spiega i passaggi di un pezzo mimandoli nell'aria così anche tu li "vedi" come li vede lui, in questo documentario lungo si, ma io lo avrei voluto ancora più lungo, perché già mi manca il mio amico Ennio. 
Su TimVision.

4 commenti:

  1. L'ho perso dappertutto nelle poche sale in cui lo davano, ma ho già in mente di comprare il DVD disponibile da maggio perché ci tengo.


    O.T.: Ieri ho visto un film che voglio assolutamente consigliarti, surreale e poetico mi ha fatto ridere fino alle lacrime: "Easy un viaggio facile facile", un prodotto italiano e una piccola parte a Libero De Rienzo. Un film per canaglie! 🤣

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  2. Quando ho scoperto che durava 2 ore e mezza ho detto Urca! Poi dopo averlo visto tutto (tempo percepito: 20 minuti) sarei stato pronto a firmare per stare lì, a farmi spiegare dal Maestro la musica per altre due ore e mezza (storia vera). Esercizio per le palpebre micidiale, ho dovuto ricorrere a tutta la mia durissima durezza di tipo estremamente duro durissimo per non piangere come un pupo per tutta la durata. Quei titoli che ti fanno fare pace con il cinema, la musica e la vita. Cheers

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Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.

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