venerdì 11 novembre 2022

PISTOL: LA GRANDE TRUFFA DELLE SERIE TV

 Il primo episodio si apre con una canzone di David Bowie e, pensa te, c'è in giro un film su di lui che di canzoni sue non ne ha nemmeno una, il che ti farebbe pensare ad una truffa sulle prime, mentre qui Danny Boyle te lo fa pure vedere sul palco dell'Odeon, lui, David, quello vero, e non un attore che finge di esserlo.


Si, perché nella serie sulla band più oltraggiosa del Regno Unito, le immagini girate da Boyle si alternano abilmente con spezzoni di repertorio, e per tale motivo Danny ha scelto anche una fotografia vintage, sgranata per essere meglio amalgamato con quegli spezzoni che si vedono. 
Pure il formato in 4:3 è quello vintage, ma non infastidisce più di tanto, anzi è perfettamente congeniale a quanto vedi sullo schermo del tuo maxitelevisore del... (ehm... stava per partirmi il monologo di TRAINSPOTTING , ma mi son trattenuto) 

Le scelte sugli attori invece, al contrario dei vari biopic non solo musicali che escono, stranamente non mirano a fare quel gioco del "Miii non ci posso credere!!! Ugguale Ugguale!!!", come nel caso di Anson Boon che interpreta Johhny Rotten e canta lui davvero, ma con un timbro e una fisicità parecchio diverse dall'originale,

ma anche questo non è un problema perché le performances piuttosto si basano sui caratteri dei personaggi e in verità funziona perfettamente anche così, anzi forse molto meglio, pure per quelli secondari come Chrissie Hynde, qui pericolosamente armata di "paddle" e futura leader dei Pretenders  

(e quello con lei nella foto vi pare Steve Jones? Manco pe'nniente, eppure lo è) e Pamela "Jordan" Rooke (Maisie Williams del Trono Di Spade). 

Quindi la grande truffa del Rock'n'Roll è servita, signori, perché i meno somiglianti sono proprio i Sex Pistols, e nemmeno il loro improvvisato manager Malcolm McLaren ha un vero sosia, dato che lo interpreta Thomas Brodie-Sangster in versione riccioluta, che già aveva partecipato a un film sulla storia della musica con il ruolo di Paul McCartney in NOWHERE BOY.

Dal mio punto di vista Thomas invece ricorda un po' un'altro famoso Malcolm (McDowell). 
Forse gli unici dove c'è un po' di somiglianza fisica sono Glen Matlock e Sid Vicious: Glen era il primo bassista della band in fissa con i Beatles che ha il volto di Christian Lees, il quale, come in un cortocircuito mentale, ricorda parecchio un giovane John Lennon (o ancora di più, suo figlio Julian). 

Tutta una serie di fattori che non gli porteranno bene nonostante fosse l'unico che ne capiva di musica e di come scrivere un testo, favorendo invece Sid (Louis Partridge che arriva da ENOLA HOLMES, ma doppiato in italiano come Homer Simpson),

suggerito già prima anche da Vivienne Westwood (Malcolm invece aveva fatto confusione e aveva scritturato per sbaglio Rotten che forse era il male minore, in effetti)
, ma che invece è risaputo che stesse sul palco spesso con l'amplificatore del basso spento e più incline a buttarsi nelle risse che a suonare, si, magari romanzando un po' tutta la faccenda, ma fondamentalmente era così. 
Ma tanto te lo dice già il disclaimer all'inizio di ogni episodio che i fatti narrati sono soltanto "ispirati" alle vicende di quella band e di tutto il mondo intorno che gira ogni giorno come in una canzone dei Matia Bazar (non avreste mai pensato di trovare il gruppo genovese in un post così eh?), quindi non stiamo lì a menarla troppo sulla veridicità di ciò che vediamo. 
Danny ci sta solo raccontando una storia di sei ore dove i protagonisti hanno quei nomi lì e fanno quelle cose lì, e questo è quanto, ma potevano chiamarsi anche Gino, Pino, Rino, Lino, Tino, Mino, Nino o Dino che la storia della fulminea "Rise and Fall" tanto sarebbe stata raccontata lo stesso come gli pareva truffandoci un'ennesima volta. 
Come già all'inizio con Bowie, inoltre si ascoltano canzoni di Pink Floyd, The Who, Kinks, T-Rex, Rick Wakeman, e alcuni, come David e Rick, si vedono pure in spezzoni video (anche i veri Sex Pistols nell'ultimo episodio), ma sono solo filmati di repertorio, non materiale girato nuovo di zecca, e così la truffa viene iterata. 
Ora, si son fatte parecchie battute sul fatto che la serie sia uscita su Disney+ esattamente il giorno del decesso di ELISABETTA II, ma sicuramente è stata solo una malaugurata coincidenza... O no? 
Fatto sta che anche lei, quella vera, appare, sempre in vecchi filmati, e a conti fatti, alla fine del discorso la serie è bella? 
Assolutamente no... secondo l'ormai bolso John Lydon (Johnny Rotten) che se l'è presa pure tantissimo... 
In realtà è bellissima. 

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