martedì 15 febbraio 2022

HOUSE OF GUCCI: POTEVA ANDARE PEGGIO... POTEVA PIOVERE!!!

 "...E sull'ascensore di Tale E Quale Show entra Lady Gaga ed esce Patrizia Reggiani!!!" direbbe un Carlo Conti della tv che proprio sabato ha condotto la finale del suo programma nella versione senza i vip, ma con gente, per così dire, normale. 


Perché un pochino quell'effetto c'è, ma poi te ne dimentichi e ti vedi un film diretto da Ridley Scott che supera le due ore e mezza senza però stancarti. 
Non so dire però precisamente se è per la bellezza (?) del film o più per la curiosità di sapere fin dove il regista voglia arrivare in una pellicola che procede didascalica e spezzettata come se nel montaggio si fosse perso qualcosa. 
Qualcosa anche tipo la seconda figlia della Reggiani che qui non risulta, ma forse con una seconda gravidanza dovevamo toccare le tre ore, perciò... 
Ecco si, il film è pieno di scelte discutibili, e magari qui Ridley non è alla sua miglior regia, questo no, però c'è un cast fenomenale a partire da lei, la primadonna del pop che ha ormai dimostrato di saper recitare bene, e d'altronde la Germanotta ha o non ha sempre interpretato un personaggio nei panni variopinti e fetish con i quali è diventata famosa? 
Intorno a lei ci sono poi Adam Driver, che se sta lontano da quella galassia lontana lontana fa solo cose ottime, Al Pacino istrionico come sempre, e non è da meno Jeremy Irons seppure con un minutaggio minore. 
E Jared Leto? 
Mica l'avevo riconosciuto nei goffi panni di Paolo, il cugino idiota di Maurizio Gucci che probabilmente (spero per lui) da Leto qui è reso ancora più idiota di quello vero. 
Di questo film si è poi parlato anche a causa del bizzarro accento italiano con cui gli attori recitano e che, specie nel caso di Lady Gaga, pare più dell'est che nostrano. 
Il che ti mette davanti al dubbio se preferire l'audio originale o il doppiaggio che per la verità non è proprio eclatante, perché anche se Giancarlo Giannini cerca di rendere al meglio la recitazione di Al Pacino, e in passato è stato così, qui si ha l'impressione che vengano recitate delle frasi improvvisate dai doppiatori, il che non è assolutamente vero certamente, ma forse ciò è un modo per tentare di dare un'impressione di realismo cercato anche con la solita macchina da presa balenga che va tanto di moda adesso. 
Curiosa la scelta musicale che, nello stesso periodo ti piazza Caterina Caselli e George Michael che hanno decenni di distanza, ma vabbè, anche in BOHEMIAN RHAPSODY la sequenza temporale dei brani e pure degli eventi non era rispettata, e lo stesso Scott si era inventato una Roma tutta sua per Il Gladiatore, per cui anche Battisti direbbe Prendila Così (e a sto punto poteva benissimo esserci pure lui nella soundtrack). 
L'apparizione della suora che fuma una sigaretta poi mi ha fatto sobbalzare perché mi son rivisto Crozza che fa la parodia di Sorrentino (solo a me è venuto in mente?). 
Già sapendo il finale, poiché la vicenda dell'omicidio organizzato da Patrizia la si conosce (non sto spoilerando nulla), manca anche un po' la tensione del thriller che qualcuno magari si aspettava; tornando al film su Freddie Mercury infatti, gli eventi erano stati manipolati per rendere la vicenda più d'effetto (cosa che ha portato anche parecchie critiche), mentre qui Ridley segue (quasi) passo passo la storia come fosse un semplice osservatore esterno. 
A ripensarci, anche questa pellicola era stata presentata in pompa magna da Fabio Fazio con la stessa Lady Gaga ospite in studio, e già le altre fiction e film promossi dal bravo presentatore buonista si erano rivelati nella maggior parte dei casi dei pacchi clamorosi. 
Insomma un film pieno di alti e bassi e uno dei bassi è senza dubbio la scena di sesso nell'ufficio di Patrizia a metà fra il ridicolo e l'imbarazzante per chi la vede. 
O forse siamo noi che ormai ci siamo troppo abituati alle scene a letto con le luci soffuse (tipo Adrian Lyne), il sottofondo di un sax e i corpi sudati con i riflessi in penombra, o anche alle scene ardite tipo 50 Sfumature, mentre qui ti viene sbattuta lì e paff!!! 
Che per un attimo ti pare uno di quei film dove la protagonista "recita" frasi tipo "Oh Ja", "Oh My God!"... 
Cose da cinema "d'essai". 
Di alto invece c'è la resa di Lady Gaga negli abiti e makeup vintage della Reggiani, e poco importa a me se qualcuno dice che pare una giovane Marisa Laurito. 



 

A parte che Marisa in gioventù è stata una bella donna, ok, una di quelle solitamente definite "dalle forme generose", e tuttora non si può dire male di lei tenendo conto dei suoi 70 anni, Lady Gaga secondo me rimane la scelta di casting migliore per il personaggio che doveva interpretare e infatti lei ci crede fino in fondo modificando anche la sua postura stringendosi nelle spalle, agli antipodi dal personaggio musicale che porta sul palco.
Basta che la smetta con quel buffo accento... 
Spasiba😉. 

2 commenti:

  1. Un film divertente, arriva alla fine senza troppi sforzi ne annoiandoti, certo a volte è un pò trash... Lady Gaga perfetta nella parte, ho letto che anni fa il progetto prevedeva Di Caprio - Angelina Jolie come protagonisti, se lui poteva anche starci la Jolie proprio non ce l'avrei vista nei panni della Reggiani!

    RispondiElimina

Non c'è moderazione per i commenti perché sono un'anima candida e mi fido.
Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.

CINEMA, DISCOTECA E GIORNALISMO IN LUTTO

 Anche oggi purtroppo ci sono degli addii in campi e situazioni molto diverse, partendo, per esempio con Dabney Coleman, 92 anni e attore st...