giovedì 30 giugno 2022

I SITI ALLUNGABRODO, CHE ROTTURA

 Ok, non sono certo io il master della blogosfera, anzi, tengo questo blog da pochissimo tempo rispetto ad altri veterani che scrivono già da diversi anni e giustamente hanno più esperienza e voce in capitolo, ma non riesco a non parlare di questo fastidioso fenomeno perché (uuuh) che fastidio che mi danno quei siti che per spiegarti una cosa, per arrivare al punto, prima ci girano intorno per una trentina o più di righe inframezzate da banner pubblicitari odiosi.


Ciò accade affinché tu possa vedere, e magari cliccare per errore, proprio quei banner che sono quelli che portano guadagni al titolare del sito. 
È vero che ci sono gli AD Blocker (che però rallentano un po' la navigazione), ma questo non cambia il fatto che il testo si rigira su se stesso diverse volte prima di giungere ad una conclusione a volte nemmeno risolutiva. 
Per fortuna non si tratta (tranne che in alcuni rari casi, per cui sempre molta attenzione) di banner che ti fanno stipulare abbonamenti indesiderati, ma solo di uno spiacevole intoppo perché rallenta anche lo scorrimento delle pagine per chi sta leggendo e magari cerca una soluzione rapida per un problema con il computer o con qualsiasi altro esempio di tecnologia, ma anche solo per smacchiare un tessuto e non hai il numero di Mr Wolf che risolve i problemi, coltivare una pianta (non quelle...) o cucinare qualcosa (non come in Breaking Bad). 
Inutile dire che dopo la terza volta che il testo mi rigira la stessa frase dicendo sempre la stessa cosa, io abbandono e cerco un'altra fonte meno prolissa e più precisa per le mie esigenze. 
Ed ecco bello che vanificato il tentativo di farti sorbire tutti i banner. 
Come dite? 
Io stesso salto di palo in frasca e divago spesso all'interno dei post? 
Si, lo so, ma tutto sommato,anche se all'inizio non sembra, alla fine viene sempre tutto collegato come in un MAGNOLIA di Paul Thomas Anderson o in quel suo fratello minore (anche in durata) che è CRASH CONTATTO FISICO (che invece l'Oscar se lo era preso), il cui regista Paul Haggis sta passando proprio in questi giorni dei brutti momenti qui in Italia a causa di una grave accusa di violenza sessuale. 
Eppoi sono o non sono canaglia di natura, no? 
Perciò il post lo faccio come pare ammè e prima o poi ci metterò anche dei banner finti, così per uniformarmi, tiè (scherzo eh) 😉. 

6 commenti:

  1. Scrissi tempo fa un post sui blogger troppo prolissi, e suscitò parecchio scalpore.
    Proprio non ce la faccio a leggere chi per esprimere un concetto di sette parole, ne usa diciotto.
    Non credo che la cosa abbia a che vedere con la presenza dei banner, perché nel mio giro chi scrive moooooooolto non li ha nemmeno. E' proprio uno stile personale di scrittura.

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    1. Lo chiamano storytelling, cioè condire con aggiunte che vorrebbero essere ad effetto, un concetto molto breve da esprimere, rendendolo in questo modo molto più lungo da leggere e, a volte, anche pesante.
      Non sono giornalista perciò magari si deve fare così, ma noto lo stesso stile anche in alcuni servizi del tg.

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    2. Io ho lavorato a lungo come giornalista, ma non ho mai avuto lo stile prolisso, anche perché i miei direttori lo odiavano.
      Poi va detto che c'è differenza tra un articolo di cronaca e uno di approfondimento. Nel secondo puoi permetterti di aggiungere paragrafi in più, ma senza mai cadere nella logora ripetizione dei fatti. Ecco, questa è del tutto inutile e controproducente in ogni dove.

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    3. Concordo e infatti mi piace come scrivi. 😊

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