martedì 10 maggio 2022

THE BATMAN: INDOVINA INDOVINELLO, CHI HA PAURA DEL PIPISTRELLO?

 Il titolo è The Batman, cioè IL Batman, quello numero uno e sta ad indicare che tutti gli altri son nessuno, che siano di Burton, Schumacher, Nolan o Snyder, e persino quello della serie tv con la calzamaglia grigia e un pochino di pancetta deve stare dietro a questo, perché questo è il IL Batman.


Così almeno pare decretato dall'intenzione di un tale titolo con un nuovo Bruce Wayne che stavolta ha le fattezze di Robert Pattinson, un po' come James Bond che cambia faccia ogni tot film e non ci facciamo più caso. 
IL Batman invece oltre alla faccia ha passato diverse incarnazioni con idee registiche diverse e a volte controverse, come nel caso dei DUE FILM di Joel Schumacher, perculati a più non posso, ma che a me, che son Bastian contrario, però son piaciuti lo stesso (la frase nel titolo del post era proprio una battuta di Jim Carrey). 
Con quest'ultima versione per fortuna ci siamo evitati cose tipo un pessimo Jared Leto Joker, ma chissà se un eventuale seguito potrebbe introdurre LA VERSIONE di Joaquin Phoenix, il quale però si muoveva in una città molto diversa da questa, dato che qui si torna ad una Gotham City decisamente più Goth(am). 
Città con i classici villains che hanno si, maschere e costumi fuori dall'ordinario, che potrebbero però anche essere plausibili in una realtà del 2022 dove tanti matti sono in giro a piede libero (e pure senza maschera). 
IL Batman qui però sta più a fare l'investigatore impegnato com'è a risolvere gli indovinelli che l'Enigmista gli propone (niente tutine verdi coi punti interrogativi però) piuttosto che il supereroe, che comunque tanto lo sappiamo che Bruce Wayne

non ha alcun superpotere se non quello (non da poco) di essere miliardario, il che ti consente tante cose che un tizio qualunque con uno stipendio medio non potrebbe mai permettersi. 
Pattinson da vampiro a pipistrello resta a suo agio nel mood dark specie con il trucco colato,

ma non mi convince del tutto e lo avevo GIÀ DETTO tempo fa, mentre i comprimari villains sono pure ben studiati, con una menzione particolare per Zoe Kravitz, cioè Selina Kyle/Catwoman che in questa versione è più collaboratrice che nemica, felina quanto basta, ma mai e poi mai icona quanto lo è diventata Michelle Pfeiffer.

Funziona? 
Oddio, 3 ore di film non son poche e dato che la soglia dell'attenzione per uno spettatore medio ne dura circa 2, arrivare alla fine non è molto facile (Gerry Scotti direbbe una frase perfetta alla bisogna: "Prenditi tutto il tempo che vuoi"), ma ci si arriva piano piano... 
Ehm... molto piano.

2 commenti:

  1. El rata alata è una menata, e ho fatto anche la rima senza volerlo, sono meglio dell'enigmista ;-) Cheers

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    1. Ecco, appunto. Meglio Schumacher, almeno due risate le facevi, o Burton con la Catwoman più bella del mondo.

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Non c'è moderazione per i commenti perché sono un'anima candida e mi fido.
Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.

DEL SENNO DI POI... SONO PIENI GLI ABISSI

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